
Il vice direttore generale della Juventus, Roberto Bettega, è intervenuto per smentire le voci relative ad una probabile cessione di Gianluigi Buffon. Lo ha fatto attraverso le pagine del sito ufficiale della società dopo che nella giornata di ieri più di una testata giornalistica, Tuttosport in testa, aveva riferito di come la Juventus fosse intenzionata a vendere il portierone in caso di un’offerta ritenuta congrua. Non c’è niente di vero, almeno stando alle dichiarazioni del dirigente juventino.
“Il gruppo non si lascia certo distrarre da queste cose. Per quanto riguarda quanto scritto oggi su una presunta cessione di Buffon voglio rassicurare i tifosi: Gigi non si tocca, resterà alla Juventus”, queste le parole che allontanano con decisione ogni ipotesi relativa ad un possibile addio del portiere della nazionale, che nel frattempo ha recuperato dal suo infortunio ed è tornato ad allenarsi in gruppo. Contro il Napoli però tra i pali ci sarà Alex Manninger, anche lui di ritorno dopo un paio di settimane di stop, questa è una notizia importante visto anche il rendimento ottenuto dal terzo portiere Antonio Chimenti.
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Per Antonio Chimenti la notte di Marassi è stata a dir poco paradossale. Il terzo portiere della Juventus contro la Sampdoria è stato protagonista di un’indecisione cruciale in occasione del gol vittoria di Antonio Cassano, allo stesso tempo però i suoi interventi nell’arco dei novanta minuti hanno salvato il risultato in più di una circostanza. A tutto questo si è aggiunta, a fine partita, la beffa finale: l’estremo difensore, sfogando la rabbia per l’errore commesso con un pugno su un tavolo negli spogliatoi, si è procurato una frattura alla mano destra.
Chimenti si è presentato stamattina a Vinovo con una vistosa fasciatura, gli è stata diagnosticata una frattura al quinto metacarpo della mano destra. La circostanza che ha portato a questo ennesimo infortunio in casa bianconera è trapelata in mattinata, secondo alcune indiscrezioni, poi confermate dallo stesso protagonista, il portiere si sarebbe infortunato negli spogliatoi di Genova a causa di un gesto di stizza, un pugno su un tavolo, un po’ troppo veemente. Il portiere è tornato oggi a parlare dell’episodio che ha deciso in negativo l’incontro di ieri sera:
“Lui è stato furbo a calciare in porta da lontano, sono rimasto un po’ sorpreso e indietreggiando ho perso il passo, ho provato a smanacciarla, ma ormai ero già dentro la porta. Rimane il rammarico e sono molto dispiaciuto per quanto successo”.
C’è già una mezza aria di bilanci in casa Juventus dopo il ko di Genova, l’ennesimo di una stagione che rischia di diventare catastrofica più che fallimentare. Il quarto posto, a questo punto, resta l’obiettivo minimo, ma la sconfitta contro una diretta concorrente, giunta a pochi giorni dalla debacle di Londra in Europa League, rischia di deprimere definitivamente l’ambiente bianconero. Zaccheroni ne è consapevole ed è pronto ad assumersi le proprie respnsabilità:
“Se non riesco ad arrivare al quarto posto vuol dire che ho fallito la mia missione. Questa è una squadra che deve ritrovare le forze che non ha avuto a disposizione fino ad ora. Credo che siamo ancora in corsa per il quarto posto. Il gol di Cassano? L’episodio che ha deciso la partita. Chimenti aveva un problema ad una gamba, non era certamente al meglio; stava andando indietro, Cassano è stato svelto e ha fatto un gran bel gol che ha deciso una partita. A me è sembrata una discreta Juventus finché le energie fisiche sono rimaste, soprattutto nel primo tempo la squadra è stata padrona del centrocampo e ha cercato di vincere la partita, poi nella ripresa siamo calati. Gli imepgni europei si sono fatti sentire, d’altronde tutte le squadre impegnate in Europa hanno perso o pareggiato”.



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Ci sarà mai fine alla vergogna per questa Juve ormai allo sbando, malandata e infreddolita? Sì, quando questa stagione finirà. Con Europa o senza, è ormai chiaro che i bianconeri non sono una squadra, forse non lo sono mai stati quest’anno e così gli ultimi tabù “storici” sono stati sfatati: Delneri batte la Vecchia Signora per la prima volta in carriera, piemontesi di nuovo sconfitti al Ferraris sponda blucerchiata dopo ben 15 anni. Decide una prodezza di Antonio Cassano al 32° del secondo tempo: parabola velenosa con un tiro dai 30 metri, topica di Chimenti che finisce in porta con tutto il pallone. Partita fondamentalmente noiosa, con la Juve che non ha mai impegnato Storari; di contro una Samp ordinata ma non propriamente ficcante, capace comunque di collezionare le sue occasioni. Per i liguri è quarto posto, sebbene in coabitazione col Palermo (Tabellino e pagelle di Samp - Juve 1-0 - Foto di Samp - Juve 1-0).
Che non sia la partita che passerà alla storia come la più entusiasmante di sempre si intuisce sin da subito; non che le due squadre non cerchino di tessere trame degne di nota, ma alla fine non c’è velocità sufficiente per rendere vivace il match. La Juve è viva, non abbastanza però: Diego non salta l’uomo, Iaquinta suggerisce la profondità ma si scontra con l’ottima retroguardia doriana, Del Piero è volenteroso ma gli manca il guizzo. Così gli uomini di Delneri si organizzano alla meglio e ripartono con Pazzini e Cassano, molto vicini in attacco. Di occasioni da spargersi il capo d’adrenalina ben poche; la prima capita dopo più di 20 minuti sui piedi di Iaquinta, la punta calabrese addomestica bene il pallone ma strozza il tiro. Poi due acuti di Cassano, questa volta due vere “palle gol”: la prima è un colpo di testa salvato sulla linea da Marchisio, la seconda un tiro del barese a tu per tu con Chimenti “in bocca” alla Zucchina juventina.
Le migliori foto di Sampdoria - Juve 1-0




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Avrebbe incassato quattro sberle al Craven Cottage una Juve che si fosse presentata con una difesa formata da Buffon in porta, Caceres a destra, Legrottaglie e Chiellini centrali, De Ceglie a sinistra? La risposta, con matematica certezza è: no. Anche col Bayern i bianconeri presero quattro sberle europee, mancava Chiellini. Ieri la difesa a tre formata da Grygera, Zebina e De Ceglie, con Chimenti in porta (comunque il migliore in campo), sarebbe stata difficilmente presentabile anche contro il Cittadella, il male oscuro che ha afflitto la Juve quest’anno ha un solo nome: gli infortuni.
Forse non tutti sanno che anche Paolucci e Immobile sono out per acciacchi, Legrottaglie e Giovinco idem, e poi i due portieri e Chiellini. Marchisio e Iaquinta, ieri in panca ma comunque alle prese col mal di schiena. E poi Martin Caceres. Che diavolo di fine ha fatto il Pelado? Contro il Genoa piazzò quel cross perfetto sulla testa di Amauri, poi nel riscaldamento all’Amsterdam Arena si fermò misteriosamente. E non è più tornato. L’uruguiano è out per una addominalgia da sforzo, un dolore ai muscoli addominali di difficile soluzione; per lui si è mobilitato anche il Barcellona che ne detiene il cartellino e dalla Spagna circolano voci polemiche dello staff sanitario dei blaugrana.
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In vista della trasferta sul campo del Fulham la Juventus non dovrà fare a meno solo di Gigi Buffon e Alexander Manninger, ma rischia anche di non recuperare Chiellini (ancora mai sul campo d’allenamento dopo l’infortunio di Firenze) e avrà nella lista degli indisponibili Legrottaglie (squalificato) e il lungodegente Martin Caceres. All’uruguaiano, secondo le prime notizie semplicemente vittima di un infortunio muscolare ma in realtà fuori da un mese, è stata diagnostica una forma di pubalgia (tecnicamente un’addominoalgia) che lo costringerà ad un’operazione chirurgica.
Dopo questa brutta novità per lui, che la Juventus pensava di riscattare dal Barcellona, potrebbe finire l’esperienza in bianconero. Si tratta del 56° (avete letto bene) infortunio stagionale per i bianconeri, una situazione paradossale che preoccupa Legrottaglie, ormai convinto che non possa trattarsi solo di sfortuna:
E’ da tre anni che ci rompiamo in troppi. Quando a inizio stagione una società punta su un gruppo di 25 giocatori e questi a turni si infortunano tutti, allora bisogna anche trovare la cause per evitare il ripetersi di queste situazioni. Le cause per il momento non le sappiamo, ci sono soltanto delle supposizioni, ma la società si è già attivata per risolvere il problema.
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Alexander Manninger, portiere di riserva della Juventus, starà fuori almeno per 15 giorni. L’austriaco ha riportato una distrazione di primo grado al retto femorale della gamba destra e non un semplice “affaticamento”. Ora la Juventus, priva di Buffon ancora per un paio di settimane, è in totale emergenza portieri in vista di una seconda metà di marzo assolutamente decisiva per salvare gli ultimi due obiettivi rimasti in questa sciagurata stagione.
Ieri, con la rimonta clamorosa subita dal Siena in casa, sono emersi chiaramente tutti i limiti del terzo portiere Chimenti (il primo gol subito è assolutamente paradigmatico dell’inadeguatezza di un estremo difensore sulla soglia dei 40 anni) esaltati da una prestazione difensivamente disastrosa, ma Zaccheroni in vista del ritorno di Europa League con il Fulham nel quale ci sarà da difendere il 3 a 1 dell’andata non ha altra alternativa che il giovane Carlo Pinsoglio, 20 anni domani, da Moncalieri, Torino.
Il ragazzo è certamente promettente, per due anni consecutivi eletto miglior portiere del Torneo di Viareggio, ma Zac non ha voluto rischiarlo all’esordio contro il Siena nonostante Chimenti fosse rientrato da appena due giorni dopo un lunghissimo infortunio. Ora l’allenatore dei bianconeri è di fronte ad un bivio: rischiare di bruciare un esordiente o schierare l’esperto (ma pessimo) Chimenti. In Inghilterra non ci sarebbero dubbi, in campo andrebbe Pinsoglio, nel nostro calcio non è così scontato.
Difficile parlare di questo 3-3 casalingo della Juve, strepitosa nei primi dieci minuti e poi misteriosamente non pervenuta: protagonista di certo il Siena di Malesani, capace di non fasciarsi la testa dopo le sberle iniziali e abile a recuperare un match che pareva ampiamente compromesso. E’ il primo pari tra queste due squadre (aveva sempre vinto la Juve a parte un 1-0 ininfluente nel maggio 2008 firmato Kharja), un 3-3 casalingo che rimanda a quello della scorsa stagione dove a fare la voce grossa all’Olimpico fu il Chievo con l’incredibile tripletta di Pellissier; e sempre in tema di curiosità una rimonta del genere subita in casa i bianconeri non la subivano da quello storico derby contro il Torino in cui Ferrante riacciuffò i rivali che erano avanti di tre lunghezze. Insomma, il quarto posto per la squadra di Zaccheroni sarà estremamente difficile da raggiungere (Tabellino e pagelle Juve - Siena 3-3 - Foto di Juve - Siena 3-3).
La Juve è in emergenza, out anche Manninger il portiere titolare diventa Chimenti; turno di riposo a Diego, Legrottaglie stringe i denti e si piazza accanto a Cannavaro. Il Siena risponde con l’acciaccato Ekdal avanti alla difesa, Maccarone unica punta sebbene coadiuvato da giocatori offensivi come Reginaldo e Ghezzal. I primi minuti sono annichilenti per gli ospiti: è show di Candreva che scardina la difesa avversaria, irrompe Sissoko ma Curci è bravissimo a parare; sul tap-in, però, Del Piero è il più veloce di tutti. Trecentesimo gol in carriera. E poi diventano 301 quando batte ancora Curci con un bel tiro al volo di destro. Un altro paio di minuti ed arriva addirittura il tris: corona l’avvio super Antonio Candreva che scaglia un destro violentissimo dai 30 metri che si deposita sotto la traversa. Malesani si gratta la testa, subito dentro l’attaccante Larrondo per Ekdal. Obiettivo: crederci.
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Ancora una brutta notizia in casa Juventus sul fronte infortuni; dopo Gianluigi Buffon si è fermato anche Alexander Manninger. Per sostituirlo c’è un ballottaggio tra il portiere della primavera Carlo Pinsoglio e il terzo portiere bianconero Antonio Chimenti che rientra proprio oggi dopo un lungo periodo nel quale è stato infortunato.
Zaccheroni dovrà scegliere se affidarsi quindi al giovane portiere classe 90′ fresco vincitore del torneo di Viareggio ma senza nessuna presenza nel calcio professionistico, oppure se puntare su Chimenti, 39 anni, che non scende in campo in una partita ufficiale dalla stagione 2007/2008 nella quale collezionò tre presenze con la maglia dell’Udinese.
Questa sera allo Stadio Adriatico di Pescara avrà luogo l’ottava edizione del Trofeo Tim, che per la prima volta si giocherà nella città abruzzese. Come consuetudine scenderanno in campo Juve, Inter e Milan, le tre squadre più tifate d’Italia, e come sempre capita in questo periodo estivo ci saranno più assenti che protagonisti per questo triangolare. Nell’Inter mancheranno tre stelle del calibro Lucio, Maicon ed Eto’o, nella Juventus non partiranno Del piero, Camoranesi, Trezeguet, Diego e Sissoko, mentre nel Milan di Leonardo non ci saranno Pirlo, Ambrosini, Zambrotta e Seedorf.
Convocati Inter:
Toldo, Julio Cesar, Orlandoni; Materazzi, Rivas, Samuel, Chivu, Santon, Caldirola; Stankovic, Quaresma, Thiago Motta, Vieira, Renè Krhin, Cambiasso, Obi, Mancini, Crisetig; Milito, Balotelli, Alibec, Destro.
Convocati Juventus:
Buffon, Chimenti, Manninger; Ariaudo, Caceres, Cannavaro, Chiellini, De Ceglie, Grygera, Legrottaglie, Molinaro, Alcibiade, De Paola; Felipe Melo, Poulsen, Salihamidzic, Tiago, Marrone; Amauri, Iaquinta, Immobile, Yago, Giuseppe Giovinco
Convocati Milan:
Storari, Roma; Antonini, Favalli, Kaladze, Nesta, Onyewu, Oddo; Abate, Flamini, Gattuso, Di Gennaro; Huntelaar, Inzaghi, Pato, Borriello, Ronaldinho; Zigoni, Strasser, Oduamadi, Ikande, Albertazzi, Scampini, Verdi.