
Quella che sta andando in archivio sarà di sicuro una stagione da ricordare per il Bari: gioco spumeggiante soprattutto (se non esclusivamente) in casa, giocatori esplosi e un tifo irresistibile. A salvezza ottenuta e con l’ovvio rilassamento, però, qualcosa ha iniziato a scricchiolare; sconfitte in serie (attualmente sono tre i ko di fila, e domenica c’è la trasferta contro la Juve), voci di mercato non proprio rassicuranti (ricordiamo che il Bari ha una rosa infarcita di prestiti) e un futuro che di colpo diventa abbastanza nebuloso. A partire dall’ipotesi, o forse è meglio definirla una certezza, dell’addio di Giorgio Perinetti, il lungimirante direttore sportivo che con ogni probabilità andrà al Siena.
Chi al suo posto? Si fanno tanti nomi, dall’ex leccese Guido Angelozzi a Rino Foschi, fino ad arrivare a Pierpaolo Marino. Ma a prescindere dal futuro dirigenziale, la situazione appare “in fermento” anche in seno ai giocatori con notizie che trapelano poco rassicuranti. Come quella di una lite tra Ferdinando Sforzini e Sergio Almiron, con allenamento di ieri sospeso da Ventura dopo un pesante diverbio tra i due; la notizia è stata smentita dall’agente dell’argentino e anche altre fonti hanno parlato di un malinteso dei giornalisti presenti. Sarà, ma intanto chi ne approfitta per sfogarsi è Antonio Langella: il laterale in comproprietà con l’Udinese accusa la società pugliese di averlo accantonato senza spiegazioni.
Antonio Cassano è furioso con i suoi tifosi e non ci sta ad essere fischiato dopo un avvio di stagione esaltante della sua Sampdoria. I tifosi forse non hanno digerito la sconfitta pesante di mercoledì sera sul campo della Juventus (Foto - Video), e neanche il pareggio casalingo di oggi contro il Bari. Cassano ha perso le staffe e manda un ultimatum ai suoi tifosi: «Qui si sono abituati bene, forse troppo. Forse si sono abituati a mangiare troppa nutella, quando invece per una volta mangiano merda. Ho sentito fischi e mugugni, se a qualcuno non vado bene posso andare a casa senza problemi: l’ho fatto a Roma, l’ho fatto anche a Madrid, se è il caso faccio le valigie e me ne vado anche da qui». (Le Foto di Samp - Bari 0-0 - Le Foto di Antonio Cassano)
Oggettivamente la partita odierna della Sampdoria non è stata in linea con il campionato giocato fin ad esso, ma secondo Cassano, quello dei fischi, non è un problema che si è presentato solamente oggi: «Nei miei confronti, da tre-quattro partite sento fischi e una parte del pubblico mi massacra già da qualche tempo. La Sampdoria è seconda in classifica, sta facendo benissimo e non deve certo inseguire l’Inter che fa un altro campionato». Probabilmente qualche tifoso doriano ha perso di vista la realtà e invece di ringraziare questa squadra per i risultati ottenuti fino ad adesso, in modo inaspettato e assolutamente spettacolare, ha iniziato a pretendere troppo.

Non poteva augurarsi rinforzi migliori Giuseppe Iachini, pronto per iniziare la sua seconda stagione da allenatore del Chievo Verona: nella serata di ieri, con una trattativa lampo e inattesa, la dirigenza veneta ha messo sotto contratto due giocatori dell’Udinese. Il primo è Antonio Langella, svincolatosi a fine stagione dall’Atalanta e giunto a Udine a parametro zero; dopo la preparazione coi friulani ha accettato il trasferimento poco più a sud, in Veneto, con il benestare del trainer bianconero Marino.
Non meno clamorosa è la dipartita di Giampiero Pinzi, corteggiato per tutta l’estate dal Torino: come spesso accaduto in questi mesi a Cairo e soci, alla fine la loro preda è finita nelle grinfie di terzi. Il centrocampista 27enne ha infatti raggiunto Veronello ed è a tutti gli effetti un giocatore clivense, da subito agli ordini di mister Iachini. La società di Campedelli, che già aveva acquistato Sorrentino in porta dal Recreativo Huelva, ma anche Frey e Scardina in difesa, Patrascu, D’Anna e Grippo a centrocampo, è ora alla ricerca di una punta.
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Il primo dei tre recuperi del Milan in Campionato porta in dote una brutta sconfitta alla squadra di Ancelotti. In molti guardando le tre gare con Atalanta, Reggina e Livorno, affascinati dal Kà-Pa-Ro a San Siro con il Napoli e da Gilardino rapace contro l’Udinese, già conteggiavano ai rossoneri i 9 punti in classifica che gli avrebbero consentito di ritrovarsi da subito in piena zona Champions, ad un solo punto dalla Fiorentina. Invece nella trasferta di Bergamo trovano una bella Atalanta che rimonta il gol iniziale di Gattuso (con deviazione decisiva di Doni) e dedica la vittoria al Presidente Ruggieri. (Foto - Video)
Lo Stadio Atleti Azzurri d’Italia è vuoto: porte chiuse dopo gli episodi di violenza che determinarono il rinvio della partita nella domenica della tragica morte di Gabriele Sandri. Rispetto a quel giorno il Milan ha un giocatore in più da schierare, quell’Alexandre Pato nuovo fenomeno del calcio mondiale e fresco di convocazione con la nazionale di Dunga, che affianca Gilardino in attacco con Kakà alle spalle. A centrocampo ci sono Pirlo, Seedorf e Gattuso ed è proprio il rude mediano a portare il vantaggio gli ospiti appena dopo il quarto d’ora con un tiro debole che Doni devia rendendolo imprendibile per Coppola.
L’Atalanta era partita bene, ma subisce il contraccolpo dello svantaggio e cala d’intensità. La difesa atalantina fornisce al 32esimo la palla per il comodo 0 a 2, ma Pato manca il gol solo davanti a Coppola. Il rammarico per l’occasione sciupato non fa che crescere quando al 42esimo Langella riceve un cross dalla destra in area, stoppa a rientrare e con un rasoterra preciso e potente fulmina Kalac. 1 a 1 al riposo.