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Tutti gli articoli con tag antonio manganelli

Video - Servizio di Striscia la Notizia sulla Sicurezza negli Stadi - 18 Ottobre 2010

pubblicato da Panda


Dopo gli incidenti di Genova causati dagli ultras serbi, il ministro degli Interni Maroni e il capo della polizia Antonio Manganelli si sono affrettati ad addossare tutte le responsabilità all’inciviltà fuori dal comune dei teppisti venuti dalla Serbia, sostenendo che la polizia, la tessera del tifoso, i tornelli e tutti gli altri provvedimenti adottati, non consentirebbero ad alcuno di creare il panico all’interno di uno stadio italiano durante una partita di Serie A, e che comunque dopo il campanello d’allarme di Genova i controlli sarebbe stati ancora maggiori. Naturalmente queste affermazioni hanno fatto sorridere i tifosi che allo stadio ci vanno tutte le domeniche, e che sanno perfettamente che le cose non vanno per niente come dicono Maroni e Manganelli.

A smascherare pubblicamente il ministro degli interni e il capo della polizia ci ha pensato Valerio Staffelli di Striscia la Notizia che questa sera ha mostrato quali sia la reale situazione all’ingresso e all’interno degli stadi italiani. Tre inviate sono state mandate negli stadi di Torino, Roma e Palermo in occasione delle partite giocate nell’ultimo fine settimana. Le tre attrici hanno acquistato tre biglietti dai bagarini (ma non dovevano non esserci più i bagarini caro ministro Maroni?) per entrare nello stadio, tagliandi “intestati” naturalmente ad altre persone, e sono entrate facilmente nel settore senza che nessun agente di polizia o steward impedisse loro di accedere e senza che nessuno chiedesse loro di mostrare un documento di identità.

Ma non è tutto qui visto che le tre inviate hanno anche nascosto sotto gli indumenti un oggetto dalla forma quantomeno sospetta. Nel caso di Striscia si trattava solamente un salame sottovuoto, ma sarebbe potuto essere tranquillamente un fumogeno, un petardo o un bastone.


Foto Ultras Serbia a Genova

Foto Ultras SerbiaFoto Ultras SerbiaFoto Ultras SerbiaFoto Ultras Serbia

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Disordini a Genova: Belgrado accusa, Maroni e Manganelli si difendono

pubblicato da Panda


Dopo la telefonata di scuse di Sanda Raskovic, ambasciatrice serba a Roma, al ministro Frattini per i disordine causati ieri sera dagli hooligans della nazionale balcanica, da parte del vicepremier serbo Ivica Dacic invece arrivano critiche per il lavoro svolto dalla polizia italiana che, secondo Dacic, non ha saputo prevenire quanto accaduto dimostrando scarsa organizzazione. Secondo Dacic è incredibile che “un piccolo gruppo di tifosi sia riuscito ad influenzare la sospensione della partita“, aggiungendo anche che la polizia italiana non avrebbe chiesto le informazioni necessarie per organizzarsi ad “accogliere” gli utras serbi nella maniera adeguata.

“Carota e bastone” da Dragan Tanasov, viceministro dello Sport serbo, che prima si è scusato per i disordini provati dai suoi connazionali e poi anche lui ha criticato la polizia italiana per non aver effettuato i giusti controlli della tifoseria ospite: “Come è stato possibile che gli hooligans abbiano potuto portare dentro quell’armamentario pirotecnico? I controlli, di solito, sono a tappeto e non si capisce come abbiano fatto ad entrare nello stadio con tutte quelle armi. Non si capisce, ancora di piu’, come prima della partita un gruppo di hooligans abbia potuto bloccare il pullman della nazionale serba e ferire il portiere“.


Foto Ultras Serbia

Foto Ultras SerbiaFoto Ultras SerbiaFoto Ultras SerbiaFoto Ultras Serbia

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Daniele De Rossi contro la tessera del tifoso: "Perché non la tessera del poliziotto?"

pubblicato da vieni_127


Polemiche a non finire a seguito delle dichiarazioni di Daniele De Rossi in merito all’introduzione della tessera del tifoso dalla prossima stagione; nella stessa intervista in cui non chiude categoricamente la porta al Real Madrid, si lascia andare ad opinioni non proprio convenzionali sulla spinosa questione inerente ultras e Forze dell’Ordine. “Sono contrario alla tessera del tifoso, perché non mi piacciono le schedature. E poi, in alcuni casi viste le ultime vicende servirebbe anche la tessera del poliziotto. Non credo sia la soluzione del problema. Certo, se un ultras va in giro con un coltello e colpisce un’altra persona non è uno normale, non sta bene: ma non sta bene neanche un poliziotto che prende a calci un ragazzetto che non c’entra nulla” in riferimento all’episodio accaduto alla fine della finale di Coppa Italia.

Anzi, De Rossi difende i tifosi definendoli parte positiva del calcio: “Perché sono convinto che un pomeriggio come quello a Verona contro il Chievo, con 30.000 persone al seguito, non lo potremmo vivere più. Non trovo giusto schedare un tifoso prima che lanci un fumogeno o si azzuffi. Ovviamente chi lo fa va punito severamente. Gli incidenti dopo il derby? Chi gira con un coltello per colpire qualcun altro non è una persona normale. La tifoseria della Roma, negli ultimi tempi, è stata nel complesso serena. Se la tessera servisse a risolvere i problemi, d’accordo: ma se schediamo tutti i tifosi della Roma e 10.000 vanno a Napoli, io penso che le tensioni e il rischio di incidenti ci sono lo stesso. Il calcio italiano è ostaggio di tante cose: è ostaggio delle tv, è ostaggio degli sponsor, può essere anche ostaggio degli ultrà, dipende dalle piazze e dalle città. Ma gli ultrà, i tifosi dico, sono la parte positiva, una parte importante del calcio“.

Le foto più belle di Daniele De Rossi
Le foto più belle di Daniele De RossiLe foto più belle di Daniele De RossiLe foto più belle di Daniele De RossiLe foto più belle di Daniele De Rossi

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Parla Stefano Gugliotta: "Ho vissuto giorni tremendi, vorrei dimenticare"

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Io urlavo le mie ragioni ma loro mi menavano, mi colpivano: saranno stati setto o otto, sono pieno di lividi“. Cosi Stefano Gugliotta, scarcerato ieri e ancora visibilmente scosso, ricorda quanto avvenuto la sera del 5 maggio quando fu arrestato nel dopo partita di Inter-Roma. Gugliotta, nel corso di una affollata conferenza stampa, ha, inoltre raccontato di aver dormito solo poche ore questa notte. Prima di uscire si è tolto un dente che gli avevano messo qui in carcere ed ha detto: “Ora andrò a farmi curare da un dentista vero“. “Proveremo a lasciarci la vicenda alle spalle, cercheremo di dimenticare, è l’unica cosa che posso fare“.

Poi un commento sulle forze dell’ordine: “Voglio dire una cosa per smorzare i toni: credo che la maggior parte degli agenti operino in buona fede e non compiano abusi di potere“, prima di raccontare i terribili momenti del pestaggio: “Mentre dicevo che non c’entravo niente uno mi ha colpito a bocca aperta con un pugno. Io urlavo le mie ragioni ma loro mi menavano, mi colpivano: saranno stati setto o otto, sono pieno di lividi. Tutto questo clamore mi ha colpito. Ora aspetto solo che la giustizia faccia il suo corso“. Il giovane ha voluto quindi ringraziare tutte le persone che, in questi giorni, sono stati vicini alla famiglia e in particolare Alfredo, che lui definisce “un angelo” che è la persona che “ha effettuato il video nel quale si vedono le fasi dell’arresto e il pugno sferrato da un agente“.

Caso Gugliotta: il Fotoracconto

Il fotoracconto del caso Stefano GugliottaIl fotoracconto del caso Stefano GugliottaIl fotoracconto del caso Stefano GugliottaIl fotoracconto del caso Stefano Gugliotta

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Caso Gugliotta: Indagato l'agente, il pm chiede la scarcerazione

pubblicato da Panda


Ci sono nuove evoluzioni nel caso di Stefano Gugliotta di cui vi avevamo già parlato nei giorni scorsi. Il giovane 25enne è stato picchiato selvaggiamente dagli agenti di polizia dopo la finale di Coppa Italia Inter - Roma e da un settimana è detenuto nel carcere di Regina Coeli. La procura della Repubblica di Roma ha indagato un agente di polizia reo di aver colpito con un pugno il giovane mentre si trovava in sella ad un motorino indifeso e disarmato. La cosa veramente paradossale è che Gugliotta non era neanche andato allo stadio ma si trovava soltanto nei pressi della sua abitazione attigua alla zona dello stadio.

Nei giorni scorsi due esponenti della minoranza, Emanuele Fiano del Pd e Stefano Pedica dell’Idv, avevano chiesto un intervento del Ministro Maroni per chiarire la vicenda. Oggi la questione è stata affrontata anche alla camera dei Deputati ed Elio Vito, Ministro per i rapporti con il Parlamento, rispondendo ad un interrogazione del Pd in merito ha informato che il Ministero dell’Interno sarebbe pronto a costituirsi parte civile: «Qualora venissero accertate, al termine delle indagini, responsabilità penali nei confronti di uno o più appartenenti alle forze dell’ordine, il ministero dell’Interno si costituirà parte civile».

Gli scontri dopo Roma - InterGli scontri dopo Roma - InterGli scontri dopo Roma - InterGli scontri dopo Roma - Inter

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E' polemica per il ragazzo scambiato per un ultras, pestato e arrestato dagli agenti

pubblicato da Antonio D'Avanzo


A Roma dopo la finale di Coppa Italia, il venticinquenne Stefano Gugliotta transita in sella ad un motorino in via Pinturicchio e viene avvicinato da un agente che lo schiaffeggia senza nessuna ragione. Poco dopo l’arrivo di altri poliziotti che lo accerchiano, continuano a picchiarlo e infine lo arrestano. Le immagini che stanno facendo il giro il giro del web e delle tv sono state girate dai residenti con un telefonino. Secondo gli avvocati della famiglia il giovane era stato scambiato per un tifoso che aveva partecipato ad alcuni scontri. Stefano Gugliotta si trova tuttora in carcere ed ha ricevuto la visita di molti esponenti politici. “Ha perso un dente ed ha sei punti sulla testa, ematomi al braccio e alla gamba sinistra. Ora si trova nell’infermeria del carcere“, riferisce Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino. (Video del pestaggio e intervista alla madre)

Quando sono stato portato in cella mi è stato chiesto di firmare un foglio con una X già sbarrata, dove si leggeva che avrei rifiutato visite mediche supplementari, ma mi sono opposto. Solo dopo ho potuto firmare un foglio con le caselle ancora vuote“. Queste le parole di Stefano Gugliotta riferite dal senatore dell’Idv, Stefano Pedica, che ha incontrato oggi il ragazzo in carcere. “Non riesco a capire perché gli agenti mi sono venuti addosso“, avrebbe ancora detto il giovane a Pedica precisando che prima di scendere da casa, avrebbe “bevuto due o tre birre”. Il senatore dell’Idv ha annunciato un’interrogazione parlamentare per capire “perché questo giovane incensurato è ancora in carcere“. Pedica ha detto che probabilmente “Gugliotta dovrebbe essere visitato anche alla colonna vertebrale“.

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Un petardo ferisce al petto un agente a Torino, bambini nel bel mezzo degli scontri

pubblicato da Antonio D'Avanzo


“Le telecamere hanno inquadrato molti bambini in mezzo ai tifosi che hanno tirato i petardi: come mai tutto questo è stato possibile? Chi li aveva controllati prima? Perché l’arbitro non ha chiuso subito l’incontro, come prevede la normativa vigente? È incredibile il permissivismo imperante in quella che ormai è da considerarsi zona franca. Almeno si risparmi la retorica quando poi accadono tragedie e si pensi ad un modo per tutelare gli ignari spettatori in età evolutiva”. Durissima presa di posizione di Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, in merito al parapiglia scatenato da gruppi di tifosi genoani e juventini, nel corso del primo tempo di Juventus-Genoa.

Gli scontri sono nati nel settore che delimita la zona che ospitava i tifosi rossoblù, quando opposte fazioni hanno scatenato un ping pong di oggetti, petardi e anche qualche bomba carta. Gli steward non hanno potuto evitare il fuggi fuggi generale verso la parte alta e riparata della tribuna da parte di alcuni tifosi. Dopo il primo lancio, gruppi di tifosi rossoblù hanno tentato di scavalcare le transenne per scontrarsi con gli juventini, ma gli agenti sono riusciti ad isolare le due tifoserie. Un agente di polizia, tuttora ricoverato al Cto, ha riportato ferite al petto in quanto colpito da un petardo.

Le migliori foto di Juve-Genoa 3-2Le migliori foto di Juve-Genoa 3-2Le migliori foto di Juve-Genoa 3-2Le migliori foto di Juve-Genoa 3-2

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Gabriele Sandri, un anno dopo. Manganelli: "Porto il peso della responsabilità"

pubblicato da Antonio D'Avanzo

Un anno fa, nell’area di servizio a Badia al Pino nei pressi di Arezzo, moriva Gabriele Sandri. Fu un colpo di pistola sparato a circa 70 metri di distanza dall’agente Luigi Spaccarotella a ferire mortalmente il 26enne tifoso laziale. Un gesto di inaudita scelleratezza (o un incidente e un grilletto premuto accidentalmente in seguito ad una caduta, come sostiene la difesa di Spaccarotella) nato come reazione ad una rissa avvenuta pochi minuti prima tra il gruppo di Gabriele Sandri, diretto a Milano per il match tra Inter e Lazio e un gruppo di tifosi juventini.

Oggi a Roma, in presenza della famiglia, degli amici e di esponenti politici bipartisan, si è svolta una fiaccolata seguita da una messa in suo onore, nel quartiere dove Gabriele abitava. Sulla vicenda è tornato il capo della polizia, Antonio Manganelli:

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