Eccovi il video con tutti gol del mercoledì di Champions, impresa del Milan al Bernabeu contro il Real Madrid e vittoria stretta e sofferta della Juventus contro il Maccabi Haifa comprese.
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Con una grande prestazione il Milan espugna il Santiago Bernabeu agganciando il Real Madrid in vetta alla classifica del girone C. Mattatore della serata il brasiliano Pato, che con una doppietta rimedia alla papera iniziale di Dida, permettendo ai rossoneri di chiudere sul punteggio di 3-2. Nell’altro incontro del raggruppamento, vittoria di misura per il Marsiglia a Zurigo.
Tre punti anche per la Juventus, protagonista di una prova piuttosto deludente, ma vittoriosa per 1-0 sugli israeliani del Maccabi Haifa, grazie ad una rete di Chiellini e soprattutto alle parate di Buffon. Il girone A è sempre guidato dal Bordeaux, che batte meritatamente il Bayern Monaco, facendo scivolare i bavaresi al terzo posto. Quasi fatta per Manchester United e Chelsea, che guidano a punteggio pieno rispettivamente i gironi B e D. Grosso passo in avanti per la qualificazione anche per il Porto, mentre il Wolfsburg spreca una grande occasione di staccare il Cska Mosca, facendosi imporre il pari casalingo dai turchi del Besiktas.
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La Cronaca della giornata. Le Foto del Mercoledì di Champions.
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La Juventus strappa un sofferto pari sul terreno del Bayern Monaco e continua ad inseguire in classifica la coppia al vertice del girone A, formata dagli stessi tedeschi e dal Bordeuax, vittorioso con più difficoltà del previsto sul Maccabi Haifa. Disastrosa invece la prova del Milan, che si battere in casa e raggiungere al secondo posto del girone C dal modestissimo Zurigo, mentre il Real Madrid resta a punteggio pieno, trascinato dai numeri di Cristiano Ronaldo e Kakà contro il Marsiglia.
(Le foto della giornata - Il Video dei gol)
Il girone B è saldamente guidato dal Manchester United, protagonista di una sofferta vittoria in rimonta sul Wolfsburg, ora raggiunto in seconda posizione dal Cska Mosca, che lascia in coda alla classifica il Besiktas. Nel girone D grande prova del Porto, che si sbarazza di un Atletico Madrid sempre più in crisi; al comando resta il Chelsea, al quale basta un gran gol di Anelka per avere la meglio sull’infuocato terreno dell’Apoel Nicosia.
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Esordio deludente per la Juventus in questa Champions League 2009/2010: gli uomini di Ferrara non vanno infatti oltre il pari casalingo (per i bianconeri gol di Iaquinta e un po’ di sfortuna nel finale con una traversa di Marchisio, ma anche un paio di parate decisive di Buffon) contro i francesi del Bordeaux e sono già costretti ad inseguire il Bayern Monaco, subito solo al comando del girone A grazie al netto successo sul terreno della cenerentola Maccabi Haifa. Vittoria all’esordio invece per il Milan, corsaro al Vélodrome di Marsiglia con una doppietta dell’immarcescibile Pippo Inzaghi, che lancia i rossoneri in vetta al girone C a pari merito con il favorito Real Madrid, protagonista di una cinquina (due gol di Cristiano Ronaldo, ma difesa traballante) a Zurigo.
Nel girone B, vittoria sofferta per il Manchester United nella tana del Besiktas, mentre uno scatenato Grafite (addirittura tripletta per lui) regala ai campioni di Germania del Wolfsburg uno straordinario debutto nella massima competizione continentale contro il Cska Mosca. Il girone D riserva la più grossa sorpresa della serata: il pari a reti bianche dell’Atletico Madrid contro i sorprendenti ciprioti dell’Apoel Nicosia, che visto anche il pessimo inizio di campionato dei Colchoneros mette subito in pericolo la panchina del tecnico Resino. Nell’altro incontro del raggruppamento, vittoria di misura per il Chelsea di Ancelotti, che piega a Stamford Bridge l’insidioso Porto con una rete di Nicolas Anelka.
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Ieri sera si sono completati i play-off di Champions League: 32 le squadre per la fase finale della competizione, come prassi verranno divise in otto gironi da quattro. La definizione di questi avverrà oggi pomeriggio, alle 18, a Montecarlo: già redatte le quattro fasce, ogni raggruppamento sarà composto da una squadra per fascia, con la sola “restrizione” che non potranno essere sorteggiate nello stesso girone formazioni dello stesso Paese. Ben 12 club provengono da appena tre nazioni ossia Spagna, Inghilterra e Italia, tre rappresentanti per Francia e Germania, due per la Russia, per il resto squadre singole, rispettando il volere di Platini.
Dal Debreceni all’Apoel Nicosia, dal Maccabi Haifa all’Unirea Urziceni, fino ad arrivare allo Zurigo e all’Az, quest’anno la massima competizione continentale vedrà un bel nugolo di volti se non proprio nuovi, quanto meno rari. Tra loro le solite, prestigiose squadre tra cui le quattro italiane: il Milan, inserito in prima fascia, l’Inter e la Juve, in seconda, e la Fiorentina, in terza. Nella prima fascia “abbordabili” sono il Bayern e il Siviglia, nella seconda Rangers e AZ, nella terza Stoccarda e Besiktas, nell’ultima sulla carta tutte; da evitare invece nella seconda il Real Madrid e il Lione, nella terza l’Atletico Madrid e il Bordeaux, nella quarta il Wolfsburg.
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Eccovi le tre sintesi delle partite terminate con gol sulle 4 gare giocate stasera e valide per i play-off di Champions League. In homepage la vittoria dell’Arsenal sul Celtic, dopo il continua quelle dell’Apoel sul Copenaghen e quella dell’Olympiakos sui moldavi dello Sheriff.

Tutto secondo previsione, o quasi, nei ritorni degli ultimi preliminari di Champions League in programma stasera. A Londra l’Arsenal di Wenger passeggia contro i Celtic dopo il successo per 2 a 0 già ottenuto in trasferta. Il risultato finale di 3-1 rispecchia l’andamento di una gara mai realmente in discussione. Apre le marcature Eduardo al 28esimo del primo tempo su calcio di rigore, un rigore che lui stesso si è procurato con un’evidente simulazione.
Nella ripresa prima Eboue poi il subentrato Arshavin fissano il risultato sul 3 a 0, nel finale l’orgoglio scozzese è rappresentato dall’italiano Donati che trova un gol molto bello e di difficile esecuzione per il definitivo 3-1. Lo Stoccarda vittorioso all’andata per 0-2 sul campo dei rumeni del Timisoara non va oltre lo 0-0 casalingo, comunque buono per il passaggio del turno. Ad Atene l’Olympiakos partiva con lo stesso vantaggio maturato in trasferta di inglesi e tedeschi contro i moldavi dello Sheriff.
Dopo 90 minuti giocati all’attacco trova la soddisfazione della rete da regalare ai propri tifosi Mitroglou su assist di Maresca. Unica sorpresa della serata è il rappresentata dal passaggio del turno dell’Apoel Nicosia che in casa batte per 3-1 i danesi del Copenhagen. Partenza a razzo dei ciprioti che dopo 18 minuti sono in vantaggio di due reti, la prima di Kosowski, la seconda di Michael su calcio di rigore.

Oltre al prezioso pareggio conquistato in terra lusitana da parte della Fiorentina di Cesare Prandelli contro lo Sporting Lisbona, ieri sera si sono giocate altre quattro partite, gare d’andata dei play-off di Champions League prima della fase a gironi. Ebbene, due sfide erano tra compagini campioni nel proprio Paese, altre due tra squadre piazzate nei campionati più prestigiosi d’Europa. Partiamo con le sfide tra le vincitrici dello scudetto, come la partita di Copenhagen tra la squadra locale e i ciprioti dell’Apoel Nicosia: al Parken, stadio della capitale danese, l’FC København si è imposto 1-0 con gol di Pospech ad inizio ripresa.
Colpo esterno invece per i campioni di grecia dell’Olympiakos che sbancano il campo dello Sheriff di Tiraspol, Moldava, vincendo con un netto 0-2: la squadra dell’ex juventino Mellberg, ieri in campo per tutti e 90 i minuti, ha ipotecato il passaggio del turno grazie ai gol messi a segno da Cearense e Mitroglou, quest’ultimo commettendo forse una irregolarità nel liberarsi di un difensore avversario. Le altre due partite d’andata erano invece tra squadra arrivate nelle zone alte della classifica dei vari campionati europei più importanti.
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Zdenek Zeman, praghese di nascita ma siciliano di adozione, avrà da qui all’eternità sempre un nugolo di estimatori convinti che siano tifosi (chiedere a foggiani e leccesi), calciatori (da Rambaudi fino a Bojinov) o allenatori (vero Delio Rossi?). Zemanlandia è ormai una parola che fa parte del vocabolario calcistico e sulla sua pagina di wikipedia c’è un’immagine che raffigura il 4-3-3, suo marchio di fabbrica degno del copyright. Tra passato più o meno glorioso, pseudo-battaglie anti-doping e panchine di mezza Italia, c’è poi il presente, amaro presente, di uno Zeman che non solo non può più fumare in panchina, ma che deve pure assistere a puntuali debacle delle squadre che allena.
Detiene infatti il record per essere stato cacciato da tutte le squadre in cui ha allenato negli ultimi 15 anni, e spesso l’esonero è avvenuto a stagione in corso: anche il Lecce lo esonerò mentre lui se ne stava bel bello in vacanza a Praga, stessa sorte gli capitò con la Lazio (giusto per chi non lo ricordasse). E quest’anno rischia grosso a Belgrado, dove la “sua” Stella Rossa ha iniziato in maniera a dir poco disastrosa. Sceltosi come vice la meteora del calcio italiano per eccellenza, Aleksandar Kristic (cliccare per saperne di più), e voluto l’ex torinista Nikola Lazetic, aveva da superare innanzitutto li preliminare per accedere in UEFA, contro i ciprioti dell’Apoel Nicosia.
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