
Quando si tratta di disegnare una traiettoria delle sue, magari per effettuare un passaggio filtrante che gli avversari difficilmente riusciranno a leggere, Xavi spesso gioca d’anticipo, lanciando la palla nello spazio un secondo prima del previsto; sarà per questa sua attitudine a disorientare con la giusta scelta di tempo che nell’antivigilia del Clasico spagnolo contro il Real Madrid, il centrocampista del Barcellona anticipa Mourinho e se ne esce con delle dichiarazioni che di sicuro stupiscono, non fosse altro perché di solito a farle è il tecnico lusitano dei blancos. Dopo il successo di ieri per 4-2 contro il Betis (dove per altri Xavi ha segnato aprendo le marcature), l’eterno candidato al Pallone d’Oro rende pepata la sfida in Coppa del Re contro le merengues arringando contro gli arbitri, rei a suo avviso di danneggiare i blaugrana:
“Ci sono momenti in cui gli arbitri ci pregiudicano. Ho la precisa sensazione che in questa stagione ciò avvenga più di frequente. So che fare l’arbitro è difficile, ma ci tocca questa disgrazia. Non vogliamo lamentarci, è la semplice verità. A volte dagli arbitri ricevi favori, altre volte ti danneggiano. Il nostro caso è il secondo. Comunque a Madrid andremo per vincere”.
Fa specie leggere queste sue esternazioni, se è vero che negli ultimi anni i catalani sono sempre stati accusati di ricevere, al contrario, lauti favori arbitrali. I fatti non dimostrano né quest’ultima tesi né quella di Xavi, ma almeno a sentire Mourinho i Campioni del Mondo sono di solito trattati con un occhio di riguardo dai fischietti iberici. E allora il talentuoso mediano capovolge la situazione, facendo passare il Barça da carnefice a vittima. Ottimo modo per riscaldare i motori in vista della sfida del Bernabeu di dopodomani sera 18 gennaio (fischio d’inizio alle ore 22), gara di andata dei quarti di finale di Coppa del Re (il ritorno il 25 gennaio). Vedremo come andrà: il risultato, certo, ma anche la direzione di gara.
Sono state diramante da Collina le designazioni arbitrali per la giornata crocevia del campionato . Sarà l’arbitro Antonio Damato di Barletta a dirigere Inter-Juventus, anticipo di domani della 34ma giornata di Serie A. Il derby di domenica tra Lazio e Roma sarà invece diretto da Paolo Tagliavento di Terni, mentre Sampdoria-Milan da Nicola Rizzoli. Tagliavento di Terni dirigerà il derby romano, a una settimana esatta dall’aver fischiato quello genovese vinto dalla Sampdoria. Curiosità: il fischietto di Terni ha arbitrato quest’anno 15 volte la Roma in campionato ed è da considerare come una sorta di portafortuna per i giallorossi: 11 vittorie e 4 pareggi è il bilancio della Roma arbitrata dal ternano. La Lazio, invece, annovera 10 match ed uno score di 5 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte.
Questi gli arbitri designati dall’AIA per la quindicesima giornata di ritorno della Serie A TIM:
Atalanta – Fiorentina
Romeo
Padovan – Tonolini
Iv: Tommasi
Bari – Napoli
Bergonzi
D’Agostini – Lanciani
Iv: Doveri

In Italia, è noto, a fine gara si parla prima delle decisioni arbitrali, poi del risultato, quindi si passa a scaramucce di poco conto (verbali, ovvio), infine si analizza la parte tattica. In appendice, come divertissment, si passa alla tecnica, sempre più scarseggiante nei match del campionato nostrano. Così, quest’anno come sempre, le giacchette nere sono state “vittima” si una serie di illazioni, critiche, frecce al veleno e diffamazioni in merito al loro operato domenicale, con i soliti sospetti via web e carta stampata. Uno sport, quello del bersagliamento ai fischietti italici, che è il primo in Italia. Quando però il limite si supera, ecco che i paladini della dialettica pallonara si presentano ai microfoni giornalistici in vena di fioretti, promettendo di “non voler parlare, da ora in avanti, di arbitri“, salvo poi disattendere la promessa con un pizzico di vergogna.
Il Milan e il Napoli sono le ultime due squadre, in ordine di tempo, che hanno avuto da ridire in merito ai fatti dell’ultima giornata di campionato. Portavoci delle lamente Adriano Galliani e Walter Mazzarri, entrambi agguerriti ma sia l’uno che l’altro, desiderosi di mettere le mani avanti. Come a dire: “Lungi da me criticare, d’altra parte io non giudico l’operato arbitrale, però…“. Partiamo con l’ad dei rossoneri, a cui mancano due calci di rigore contro il Catania: “Non parlo di arbitri, anche se ci possono essere stati degli episodi a noi sfavorevoli ieri, ho giurato che non avrei parlato delle direzioni arbitrali” citando poi l’amico Florentino Perez che “mi ha detto che in Spagna i presidenti si sono messi d’accordo per non parlare delle decisioni arbitrali.” Ma allora perché lamentarsi?
La nuova e lunga lista degli intercettati trascurati dalla prima fase di Calciopoli e presi in esame dall’apparato difensivo di Luciano Moggi si arricchisce di un nuovo personaggio, all’epoca allenatore dell’Udinese. Anche Luciano Spalletti, infatti, parlava al cellulare con l’ex designatore degli arbitri Paolo Bergamo. Così risulta da una intercettazione telefonica il cui file audio è stato trascritto dalla difesa di Luciano Moggi nel processo per associazione a delinquere che si sta celebrando a Napoli.
Anche di questa telefonata la difesa di Moggi ha chiesto la trascrizione da parte del Tribunale. Spalletti, al tempo sulla panchina dell’Udinese, e Bergamo parlano in data 12 maggio 2005 (il successivo impegno di campionato, il 15 maggio, è Udinese-Samp finita 1-1).
______________________________________________________________________________
Bergamo - “L’importante è che tu sia bello carico…”
Spalletti - “No io son bello carico, naturalmente è come hai detto te con la diciamo supervisione della trasparenza cerca di mandarci una… come hai detto prima dai, di stare attento a tutto quello dai, come hai sempre fatto…”
Continua a leggere: Spalletti a Bergamo: "Posso chiamare gli assistenti?"
Il dibattito sulla possibilità di aggiungere al mondo calcio una novità che rappresenterebbe un passaggio rivoluzionario della storia di questo sport è sempre all’ordine del giorno. Pierluigi Collina, designatore degli arbitri e consulente tecnico-atletico della CAN A e B, non nega le enormi difficoltà che in ogni partita i direttori di gara devono affrontare (il caso più eclatante degli ultimi mesi è sicuramente Francia-Irlanda). Difficoltà dettate dall’avanzare delle tecnologie che mostrano ogni minimo particolare di un’azione di gioco e da un clima non sempre disteso che aleggia sul calcio italiano e non solo.
Collina (intervistato da Sky), al contrario di Platini, non chiude tutte le porte all’utilizzo della tecnologia, o se preferite della moviola in campo:
“Gli arbitri non possono competere con la tecnologia. O si capisce questo, e accettiamo che possano sbagliare, oppure, ed è qui la provocazione, diamo anche agli arbitri gli stessi strumenti di chi li giudica. Non si può andare avanti così e non è solo un problema italiano. Gli arbitri vengono colpevolizzati perché non riescono a vedere con i loro occhi quello che una tecnologia, che ha fatto passi da gigante, può mostrare. Per quanto possano essere preparati e per quanto possano lavorare duramente, mai potranno competere con la tecnologia. Fuori di paradosso, un aiuto verrà certamente dagli arbitri di porta, la cui sperimentazione continua con risultati che sembrano essere positivi. Con la consapevolezza che non possono essere la soluzione del problema. Soluzione che si potrà avere soltanto con una crescita culturale, che porti ad accettare l’errore umano”.


Continua a leggere: Collina: "Meglio l'aiuto della tecnologia per gli arbitri..."

Arbitri italiani di nuova generazione, succede anche questo: week-end tragicomico sui campi nostrani, protagoniste le giacchette nere che hanno dispensato svarioni e sviste qua e là. Ma se questa è materia antica come il calcio, due episodi in particolare hanno avuto risvolti ilari di rara osservazione: signore e signori, ecco a voi il caso dei giocatori espulsi… anzi no. Sotto la lente di ingrandimento il singolare comportamento di due arbitri: Pierpaoli di Firenze, 35enne con una certa esperienza in massima serie, e Nasca di Bari, 32 primavere e prima stagione Serie B. Entrambi hanno prima sventolato il cartellino rosso, poi sono ritornati sui loro passi, anche se l’episodio capitato a Siena nella partita della Robur contro la Lazio è poca cosa in confronto a quanto avvenuto al Braglia di Modena dove i canarini incontravano il Vicenza.
Partiamo dal più “comune” malinteso senese: minuto 38, Siviglia sciaguratamente effettua una retropassaggio sbilenco con la testa al compagno laziale, Fernando Muslera. Il portiere uruguagio non può arrivare sulla palla, Maccarone è lesto e cerca di superarlo ma viene atterrato al limite proprio dall’avversario. Fallo da ultimo uomo ed espulsione, Pierpaoli non ha dubbi. Apriti cielo, proteste biancocelesti, ma il fischietto pare non voler tornare sui suoi passi; poi lo chiama il primo assistente Galloni, con un nugolo di laziali intorno i due si parlano nell’orecchio (cose mai viste!) e alla fine Muslera… ha subito il fallo. Si riparte con un calcio di punizione per gli ospiti, forse Maccarone avrà simulato. O altro. Di sicuro Muslera, per Pierpaoli e soci, deve rimanere in campo.
Continua a leggere: Espulso si? Espulso no! I casi di Muslera e Ferri
In questo week-end di agosto parte, come per i campioni di tutte le squadre di Serie A, la stagione ufficiale dei fischietti italiani. L’obiettivo di quest’anno è quello di sempre: partecipare allo svolgimento del campionato cercando di commettere il minor numero di errori possibili. Con tutta probabilità le contestazioni e le proteste non mancheranno neanche quest’anno e il designatore arbitrale Pierluigi Collina lo sa bene: «Nel calcio, come nella vita, non è possibile raggiungere la perfezione. Noi, comunque, lavoriamo per avvicinarci. Il presidente Nicchi ha definito gli arbitri l’argenteria del calcio, noi abbiamo voglia di renderla sempre più lucida». (Le Foto delle nuove divise arbitrali)
«Da quest’anno cercheremo di spezzettare meno possibile il gioco, anche perché la gente non viene a vedere una partita che si interrompe continuamente certo, per riuscirci, dovrà esserci collaborazione dei giocatori, non potremmo arrivare al livello del calcio inglese quanto a cultura, ma magari potremmo portarci ai livelli delle competizioni europee. Gli arbitri saranno sempre compresi e difesi davanti a errori commessi sul campo, sperando che ce ne siano sempre meno, ma non accetterò comportamenti fuori dalle regole anche se questo gruppo offre ampie garanzie».
Pensare che dall’oggi al domani gli arbitri italiani possano fare un salto di qualità rilevante sarebbe da illusi, allora, avrà pensato Collina, meglio appellarsi alla clemenza della critica perché non bastoni troppo i direttori di gara scatenando le solite polemiche. I presupposti di partenza sono buoni secondo Collina ma, c’è da scommetterci che probabilmente la sua speranza finirà col cadere nel vuoto, e che le polemiche ci saranno anche quest’anno. Nella stessa occasione sono state anche presentate le nuove divise arbitrali per la stagione che sta per iniziare.
Tempi duri per gli arbitri navigatori del web. Marcello Nicchi, neo presidente dell’Associazione Italiana Arbitri, ha deciso di vietare di fare dichiarazioni che non siano state preventivamente autorizzate, anche attraverso Internet come nei casi di Facebook o dei blog, e di partecipare a gruppi di discussione. Nicchi, con la circolare diffusa oggi, contraddice in parte ciò che disse qualche giorno fa, quando mostrò una timida apertura alla possibilità di rilasciare dichiarazioni pubbliche in alcune occasioni. La direttiva nasce in seguito all’apertura di un blog in cui sono state inserite delle intercettazioni, da parte di Gianluca Paparesta, arbitro coinvolto in calciopoli.
Un estratto del provvedimento recita che “agli arbitri è fatto divieto di fare dichiarazioni in luogo pubblico anche a mezzo email, su propri siti internet, e di partecipare a gruppi di discussione (come quelli di ultima generazione sul genere Facebook), mailing list, forum, blog o simili”. La circolare chiude con particolare riferimento “ai giovani, più portati a ricorrere ai mezzi di comunicazione informatica”. Resta un dilemma capire come i dirigenti dell’Aia riusciranno a scovare eventuali arbitri “violatori” (soprattutto i più giovani dei campionati minori) e a maggior ragione nel vastissimo mondo di internet. Chi non rispetterà questo divieto verrà deferito alla Procura Federale e rischierà una squalifica e un conseguente stop alla direzione di partite.

Collina, designatore arbitrale spesso discusso, deve fidarsi ciecamente di lui se gli ha affidato il rarissimo privilegio di sancire il fischio d’inizio della dodicesima giornata di Seria A, ieri con Juve-Genoa, e al contempo il fischio finale, andando ad arbitrare il derby romano di domenica sera tra Roma e Lazio. Stiamo parlando di Gianluca Rocchi della sezione di Firenze che entrerà a pieno titolo nel guinness dei primati dei fischietti: arbitrare due partite nella stessa giornata non era capitato a nessuno dei suoi colleghi e probabilmente mai più capiterà, almeno fino a quando qualcuno di loro non riceverà l’improbabile dono dell’ubiquità.
Strana scelta quella di Collina che ha fatto riposare due arbitri molto bravi come Morganti (già impegnato in Milan-Inter) e Rizzoli (di recente protagonista in Juve-Roma), spedendo in Serie B e in partite non proprio di primissimo pelo fischietti del calibro di Farina e Dondarini. Niente da fare per loro, la stracittadina capitolina sarà diretta da Rocchi, quest’anno già impegnato in altri derby come quello della Mole, vinto dalla Juve ai danni del Torino, e quello siciliano, col Catania che ha avuto la meglio del Palermo. Gli assistenti cambieranno: via il pasticcione Griselli, ad aiutarlo Ayroldi e Lanciano.
Continua a leggere: Arbitri della dodicesima giornata di Serie A: Rocchi fischia due volte

Conferenza stampa fiume quella che ha tenuto nella giornata di ieri a Boccadifalco l’eccentrico presidente del Palermo, Maurizio Zamparini. Poco più di un mese fa s’era detto quasi innamorato del tecnico dei rosanero Davide Ballardini, complice anche il colpaccio dei siciliani a Torino contro la Juve; nello stesso stadio però, sabato sera la sua squadra ha perso per 1-0 facendo infuriare il presidente che se l’è presa con Rizzoli per l’arbitraggio “scientifico” che ha fatto. Il patron palermitano si riferisce all’ammonizione di Balzaretti (condizionandone la partita, oltre ad essere squalificato per questo contro l’Inter), a un paio di ripartenze bloccate non applicando la regola del vantaggio e, ovviamente, all’espulsione di Nocerino.
“Quel cartellino rosso è una vergogna ed una porcata contro il Palermo. Un arbitro internazionale non può comportarsi così. Nelle ultime cinque partite siamo rimasti tre volte in dieci, ma la mia non è una squadra violenta. Il rosso è stato sventolato in faccia a Carrozzieri a Catania, a Bresciano contro il Chievo e a Nocerino con il Torino: vi posso assicurare che nessuno di questi giocatori è un violento” ha tuonato Zamparini che ha poi svelato come si aspettava un arbitraggio negativo dopo l’alzata di voce di Cairo per i continui torti subiti dal Torino. Anche se, di fatto, al Toro è stato annullato l’ennesimo gol regolare di Amoruso, rete buona come ammesso anche da Collina ma che il numero uno rosanero continua a giudicare “irregolare, e chi ha scritto il contrario è un maiale“.
Continua a leggere: Il solito Zamparini: spara a zero sugli arbitri e su Ballardini