
I campi delle categorie inferiori sono noti per essere delle autentiche trappole per gli arbitri. I direttori di gara della Serie A sono spesso oggetto di feroci insulti, proteste, anche qualche spinta appena accennata, ma i giocatori sanno di essere sotto l’occhio di mille telecamere e a certi livelli (eccezioni escluse) cercano di stare attenti. Tutto ciò non accade quando si vanno a guardare campionati come la Terza Categoria: lì gli arbitri se la devono spesso vedere da soli, magari facendosi aiutare da qualche annoiato Carabiniere di provincia che sarebbe molto più contento di rimanere in Caserma a rilassarsi.
Le aggressioni agli arbitri su quei campi non fanno “notizia”, ma qualche agenzia viene battuta quando assumono tratti grotteschi. L’episodio in oggetto è avvenuto durante la gara fra Sancat-Albereta 72 (2-2): un giocatore della squadra ospite Andrea Biondi è stato espulso per proteste, ma quando ha visto sventolarsi in faccia il cartellino rosso ha pensato bene di far ingoiare il fischietto all’arbitro.
Così come recita il freddo referto di gara, riletto dal giudice sportivo che ha stabilito una squalifica di 20 mesi per il focoso calciatore, “dopo l’espulsione gli metteva un braccio al collo cercando poi con la mano di spingergli il fischietto in bocca“. Aldilà della violenza, naturalmente da stigmatizzare, è inevitabile pensare a quante volte (nella foga di una partita) questo gesto sia stato il sogno di ogni tifoso (e giocatore) che si ritiene danneggiato da un fischio “inopportuno“.

Adriano Galliani è abbastanza soddisfatto della prova del Milan ad Amsterdam ma, per sua stessa ammissione, anche stavolta non può fare a meno della rimostranza di fine partita verso l’arbitraggio: “La squadra ha tenuto bene il campo, però sono molto dispiaciuto del fatto che nessuno parli di un episodio: c’era una punizione regolarmente battuta da Pirlo, liberato Inzaghi davanti al portiere e l’arbitro ha fermato il gioco incomprensibilmente. Forse ha cambiato il destino finale della partita: è un errore gravissimo. Mi spiace dover sempre protestare con gli arbitri, ma le partite si decidono sugli episodi e magari questa palla era quella che ci faceva mettere in cassaforte il passaggio del turno.”
Sul momento positivo di Borriello alla Roma: “Sono felice quando i giocatori che hanno giocato nel Milan fanno bene. Abbiamo fatto una scelta, quella di optare su una seconda punta piuttosto che tenere tre prime punte. Sono felice per Borriello, per il Milan che l’ha ceduto e per la Roma che l’ha acquistato: mancherebbe altro che il Milan venda bidoni, il Milan vende solo buoni giocatori, possedendo solo grandi giocatori o quasi.”




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Durante Deportes Concepcion-Rangers, match di seconda divisione cilena, il paraguaiano José Pedrozo ha cercato di strangolare l’arbitro, Marcelo Miranda che lo aveva appena espulso. L’episodio è avvenuto al 77′, due minuti dopo la decisione di Miranda di fare ripetere per la terza volta un calcio di rigore al Deportivo (che era già in vantaggio 1-0): Pedrozo, già ammonito, commette un brutto fallo a metà campo ricevendo il secondo “giallo”.
I nervi, già a fior di pelle, saltano definitivamente, e il paraguaiano mette le mani al collo dell’arbitro, “salvato” dai compagni di Cardozo, che fatica a calmarsi e prova un nuovo assalto (bloccato da un placcaggio stile rugby) prima di essere accompagnato fuori dal campo. Miranda ha deciso di non sporgere denuncia, ma le forze dell’ordine presenti allo stadio hanno agito d’ufficio, informando la Procura locale.
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Chi ha avuto la fortuna di vedere il documentario “Kill the referee” non potrà che essere felice per la designazione di Howard Webb quale arbitro dell’imminente finale di Champions League tra l’Inter e il Bayern Monaco: il fischietto inglese fu grande protagonista della pellicola (andò in onda su Mediaset Premium qualche mese fa), in cui veniva raccontato l’Europeo del 2008 dalla prospettiva degli arbitri. Ebbene, in quella manifestazione l’allora 37enne di Roterham fu nell’occhio del ciclone per la partita Austria-Polonia, in cui assegnò un rigore al 90° ai padroni di casa facendo andare su tutte le furie i polacchi.
Fu minacciato di morte e tornò in patria praticamente scortato, il tutto immeritatamente dato che il gol dei polacchi fu segnato in fuorigioco e il rigore poi per gli austriaci in fondo c’era tutto. Insomma, è un bravo arbitro e un bravo ragazzo il prossimo fischietto della finalissima, il più giovane della storia (39 anni da compiere) a dirigere l’atto finale della coppa dalle grandi orecchie. Ex poliziotto, ormai “in pensione” per lasciar spazio esclusivamente alla professione di arbitro di calcio, è considerato l’erede naturale di Graham Poll e viene da una stagione praticamente perfetta (unico neo un dubbio rigore assegnato al Manchester United contro il Liverpool).
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Per Carmine Fotia, direttore de “Il Romanista“, il “quotidiano dei tifosi più tifosi al mondo” come ama definirsi la testata giallorossa, si è trattato di uno scandalo mai visto (dimenticando il fuorigioco inesistente sbandierato ad un Cassano davanti al portiere, sullo 0-0). Parole forti, eccessive, dettate dalla rabbia per la sconfitta contro una Sampdoria cinica. “Non ci aspettavamo e non volevamo un trattamento di favore - e quando mai si è visto un arbitro “sbagliare” a favore della Roma? - ma ieri veramente è stato sorpassato il limite, segnando una giornata nera per il calcio italiano, sporcando un campionato che - comunque finirà - è stato segnato dalla fantastica rimonta della Roma. Tre nettissimi calci di rigore negati alla squadra capolista che gioca in casa non si erano mai visti - due li ha ammessi persino Massimo Mauro su Sky, che certo non può essere accusato di simpatie giallorosse - ed è davvero difficile pensare che si tratti solo di incapacità”, continua Fotia.
Ancora più acido il pezzo firmato da Gianluca Piacentini, intitolato Damato ci scippa mezzo scudetto:







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Un direttore di gara di Torre del Greco, A. P. di 19 anni, è stato aggredito lo scorso fine settimana su un campo campano. E’ quanto emerso nel corso di una riunione nella sede Aia di Torre del Greco alla quale ha partecipato anche Antonio Costabile, il padre del ragazzo colpito da una gomitata a Cercola domenica. Secondo quanto detto durante l’incontro, sul campo di Bellona (Caserta), al termine di un incontro valevole per il campionato di Terza categoria, il 19enne è stato colpito con un pugno alla nuca da un calciatore di 33 anni, perdendo i sensi per qualche istante.
L’arbitro si è poi ripreso grazie al soccorso prestato dai dirigenti delle due squadre ed è tornato regolarmente a casa senza la necessità di ulteriori accertamenti in strutture ospedaliere. Non è il primo deplorevole caso: un’altra giovanissima giacchetta nera è stato aggredita nel napoletano, colpevole, secondo un dirigente della squadra ospite, di aver convalidato un gol in fuorigioco. E’ accaduto, a Cercola (Napoli), durante la gara tra Procalcio Ponticelli e Asd Micri, finita 1-0 e decisa in piena zona Cesarini proprio dal gol contestato.
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Una goliardata da derby senza alcuna implicazione politica. E’ il commento del giorno dopo di Marco Materazzi, inventore, grazie alla sua maschera che sta facendo il giro del mondo, del “Berlusconi nerazzurro ed esultante”. E in effetti la trovata di Matrix non travalica nell’offesa e si incastona alla perfezione nel novero delle maschere di Carnevale e nella normale presa per i fondelli all’avversario che ogni derby si trascina con sé.
(Fotogallery di Materazzi - Foto di Materazzi Mascherato da Berlusconi)
Ma, a termini di regolamento, lo scherzo potrebbe costare una sanzione al difensore nerazzurro. La gag stile Carnevale di Viareggio è infatti inserita nel rapporto che i collaboratori della procura federale Figc hanno inviato al giudice sportivo, Giampaolo Tosel, ora alle prese con la decisione sull’episodio. Materazzi ha spiegato la natura del gesto sul suo sito:




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Parole di fuoco pronunciate da José Mourinho al termine del trionfo interista. La superba prestazione dell’Inter non è bastata a far dimenticare la proverbiale verve polemica all’allenatore portoghese: “Stasera è stato fatto il tutto per tutto per non far vincere l’Inter, ma questo gruppo è forte, e vincerà lo scudetto. Quando sono rientrato negli spogliatoi, ho chiesto a Rocchi perché avesse espulso Sneijder: lui mi ha detto che l’aveva applaudito e mi ha chiesto cosa faccio io se un giocatore applaude con ironia una mia decisione. No, ho risposto, io non lo caccio, siamo uomini di calcio….Poi abbiamo capito che quell’espulsione non era avvenuta a caso“.








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Sarà merito del Natale che ci spinge ad essere più buoni, però il gesto di fair play di cui si è reso protagonista l’attaccante sloveno dell’Auxerre Valter Birsa non è affatto comune. Correva il minuto 34 della prima frazione di gioco quando l’arbitro Philippe Malige ha interrotto il gioco avendo ravvisato una scorrettezza del difensore ivoriano Bakari Kone, una gomitata che veniva punita con il rosso diretto. I compagni del Marsiglia hanno subito circondato il direttore di gara per protestare contro la sua decisione, le discussioni sono andate avanti per qualche minuto.
A sbrogliare la matassa ci ha pensato allora la vittima del fallo, Birsa interpellato dell’arbitro ha confermato l’impressione degli avversari e cioè che il contatto con Kone fosse stato di poco conto e non certo meritorio della massima sanzione. A questo punto il direttore di gara non ha potuto far altro che ritornare sui suoi passi facendo rimanere in campo il difensore marsigliese. E sono belle anche le dichiarazioni rilasciate a fine partita dal signore Malige:
“In un primo momento ho pensato che Kone, piuttosto nervoso, avesse cercato di farsi giustizia da solo. Viste le prime reazioni dei giocatori del Marsiglia, ho capito che potevo aver sbagliato. Così ho chiesto a Birsa quello che era successo. E lui mi ha detto che non era stato intenzionale il gesto di Kone, che invece era caduto su di lui. Ho sbagliato, dunque dico grazie dieci volte e non una sola a Birsa. Il suo comportamento merita di essere segnalato, mi auguro che venga ripetuto anche in altri casi”.

Massimo Busacca, arbitro internazionale da 10 anni, è stato pizzicato durante la partita tra Baden e Young Boys valevole per il primo turno di Coppa di Svizzera, a mostrare il dito medio ai tifosi ospiti di Berna che lo contestavano per le sue decisione arbitrali. Durante la partita, terminata alla fine 1-3 per gli Young Boys, il direttore di gara si è lasciato innervosire dai cori dei tifosi rivolti nei suoi confronti, commettendo l’errore di rispondere alla provocazione. L’accaduto ha lasciato sbalorditi molti addetti ai lavori, anche perché si tratta di un arbitro molto esperto e apprezzato a livello internazionale, basti pensare che è stato l’arbitro dell’ultima finale di Champions League giocatasi a Roma tra Barcellona e Manchester United. (Video del gestaccio)
In un primo momento il fischietto ticinese aveva provato a negare l’accaduto, ma è stato smentito dalle foto pubblicate in prima pagina sui principali giornali di domenica scorsa. A questo punto non ha potuto che ammettere l’errore e lo ha fatto per mezzo di questo comunicato: «Mi sono lasciato provocare da insulti verbali privi di fondamento da parte di spettatori. Ho perso la calma e ho reagito con un gesto antisportivo. Avrei dovuto reagire con una prestazione impeccabile e non mettendomi al livello di certi spettatori». La federazione Svizzera ha deciso di sospendere il suo miglior direttore di gara per tre turni vista la gravità del fatto.
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