
“Il Liverpool garantirà tutto il supporto necessario a Steven Gerrard in merito agli eventi delle ultime 24 ore, si legge in una nota pubblicata sul sito ufficiale dei Reds. Negli ultimi 10 anni, Gerrard ha dato un contributo eccezionale al Liverpool e il club ora sarà al suo fianco”. E’ la nota apparsa sul sito ufficiale dei reds dopo il fattaccio che ha coinvolto il capitano della squadra, giocatore più rappresentativo della società.
Steven Gerrard è stato ufficialmente accusato, insieme ad altri due suoi amici di 29 e 19 anni, di avere provocato la serata tra domenica e lunedì la rissa al Lounge Inn, pub di Southport, che ha portato il dj del locale, Marcus McGee, all’ospedale con un dente rotto e ferite al volto che sono state suturate con 4 punti. Gerrard (nella foto in alto a sinistra scattata prima nell’accaduto) è stato rilasciato su cauzione intorno alle 3.30 della notte. Secondo una ricostruzione di alcuni testimoni il diverbio sarebbe nato in seguito ad una richiesta al dj, non proprio educata di un Gerrard presumibilmente ubriaco, di cambiare musica. Il calciatore, vistosi negare la richiesta, si sarebbe messo nella postazione del dj provocando la reazione dello stesso.
Continua a leggere: Gerrard rischia 5 anni di carcere, tabloid inglesi scatenati

Un 34enne di Southport è stato ricoverato in ospedale con ferite al volto dopo le percosse ricevute in seguito ad una rissa avvenuta in un pub della cittadina del Merseyside. L’uomo non è in pericolo di vita, ma la notizia, un fulmine a ciel sereno che ha scosso gli inglesi, rimbalzata subito di sito in sito nel Regno Unito, riguarda una delle colonne della nazionale inglese, Steven Gerrard. Il 28enne centrocampista del Liverpool e della nazionale inglese, stando a fonti della BBC, avrebbe partecipato attivamente alla colluttazione avvenuta tra l’una e le due della scorsa notte al Loung Inn, un pub di Southport.
“Alle 2.30 del mattino gli agenti hanno raggiunto Bold Street, e sei persone sono state arrestate a Lord Street”, ha dichiarato un portavoce della polizia del Merseyside. Con Gerrard, nella rissa nei pressi di un pub di Southport, hanno partecipato quattro uomini di 33, 31, 29 e 19 anni, tutti provenienti da Formby come il calciatore, e un ragazzo di 18 anni di Litherland.
Continua a leggere: Guai per Steven Gerrard: rissa in un pub nei pressi di Liverpool

Il pallone d’oro Lothar Matthaeus, campione del mondo con la Germania e ora allenatore in Israele del Maccabi Netanya, venerdì scorso ha vissuto delle brutte ore nell’aeroporto di Tel Aviv. L’allenatore è stato infatti arrestato perché sprovvisto del regolare permesso di lavoro obbligatorio e il suo visto da turista era ormai scaduto. L’episodio è avvenuto nell’aeroporto “Ben Gurion” ed è stato raccontato direttamente dall’ex giocatore al magazine tedesco “Kicker“.
Per la sua liberazione sono servite molte telefonate. A interessarsi del caso c’è stata ovviamente la società che lo ha messo sotto contratto tre mesi fa. Decisivo però è stato l’intervento di alcune personalità locali, tra cui importanti uomini politici, che hanno fatto in modo che le procedure burocratiche si snellissero notevolmente. Alla fine Mattahaeus è stato liberato e ha visto la validità del suo visto turistico prolungata di un’ulteriore settimana.
Continua a leggere: Matthaeus arrestato e poi rilasciato in Israele

Dopo la prima, seppur sfortunata, partita contro il Bologna i tifosi del Milan erano in brodo di giuggiole. Negli occhi avevano ancora le giocate di Ronaldinho che pur non evitando la sconfitta facevano ben sperare per il futuro riscatto. Poi è arrivato il secondo stop contro il Genoa e del brasiliano non ci fu traccia in campo. Poco dopo si è scoperto che l’attaccante era stanco e spompato a causa dei viaggi intercontinentali e di una mega festa a cui avrebbe partecipato per tutta la notte dopo la partita della Seleçao contro la Bolivia.
Il calciatore spiegò di essersi fermato solo poche ore, intanto per lui è arrivata la panchina in compagnia di Shevchenko. In queste ore arrivano dal Brasile altre notizie preoccupanti sul suo conto. Il quotidiano “O Globo” riferisce di un’inchiesta sul narcotraffico che ha portato all’arresto di un tale di nome Richard Alex da Silva Martins, detto “Gigi“, considerato uno dei capi di una grande banda della capitale dello stato di Rio Grande do Sul, Porto Alegre.
Continua a leggere: Ancora guai per Ronaldinho: il suo nome spunta in un'inchiesta sul narcotraffico
Uno scherzo ingenuo, seppur di cattivo gusto, è costato molto caro a Sheis Rezaei, calciatore del Persepolis, squadra iraniana in testa al campionato persiano. Il gruppo era in aereo per un trasferta quando il simpatico Rezaei si è impadronito del microfono a disposizione dell’equipaggio per lanciare un sinistro avviso: “Si informano i signori passeggeri che l’aereo sta precipitando”.
Ovviamente questo è bastato per gettare nel panico tutti gli occupanti dell’aereo. Per fortuna la paura ha subito lasciato il posto al sollievo quando dallo stesso microfono è stato chiarito che si trattava soltanto di una burla. Per Rezaei invece i guai erano appena cominciati. All’atterraggio infatti in compagnia del general manager del Persepolis, Habib Kashani, e del capitano Hamid Reza Estili è stato condotto davanti ad un giudice.
“Volevo solo fare uno scherzo ad un mio compagno che ha molta paura di volare”, questa la giustificazione di Rezaei. Purtroppo non è bastata, è stato arrestato e successivamente rilasciato sotto cauzione, la società ha dovuto pagare circa 36.000 euro per averlo indietro. Il giocatore la pagherà comunque cara, la punizione prevede la sospensione per due turni e la riduzione del suo stipendio di circa il 25%.
Continua a leggere: Calciatore iraniano arrestato per uno scherzo
“Non provate a toccare il mio cane o vi azzanno”. Questa più o meno sarà stata la reazione del tecnico del Chelsea Josè Mourinho alla richiesta, fatta da due agenti di polizia, di consegnarli “Gullit”, il suo cane di razza Yorkshire.
La motivazione della richiesta sta nella mancata osservanza dei vaccini che andavano fatti al cane dopo il rientro da un viaggio all’estero della famiglia Mourinho.
Continua a leggere: Non toccatemi il cane che divento nervoso!