
Un Milan straripante annichilisce, finalmente, una squadra inglese dopo le tante, troppe delusioni in campo europeo dei club italiani. Era dal 16 maggio del 1958 che una formazione italiana non batteva una inglese con un punteggio così rotondo e fu sempre il Milan, ma contro il Manchester United. Per i rossoneri la soddisfazione è doppia perché, dopo aver praticamente messo un piede e mezzo ai quarti di finale, si vendicano delle ultime tre eliminazioni consecutive subite contro Arsenal, Manchester United e Tottenham. A fine partita un sobrio Massimiliano Allegri, dai microfoni di Sky e della Rai, conscio che una prova del genere potrebbe far montare la testa a qualcuno dei suoi giocatori, si rammarica per le occasioni gettate alle ortiche sul 4-0:
“Stasera abbiamo avuto tantissime occasioni nella parte finale della gara sul 4-0 e i gol quando c’è da farli bisogna farli. Non vedo perchè con occasioni a campo aperto non dobbiamo approfittare, il 4-0 va bene, ma fare 5 o 6 gol è meglio. C’è sempre una gara di ritorno e non sai mai come si mette. La gara di Udine conta molto per il campionato, ma stasera la squadra ha giocato compatta, stretta nelle linee, lasciando loro poco spazio, poi vengono fuori le qualità. Abbiamo fatto tantissima attenzione, a dimostrazione di come la squadra in campo sia stata disponibile l’un l’altro, le punte hanno rincorso anche a metà campo, questo è lo spirito giusto per vincere”.
Dall’altra parte Arsene Wenger è a dir poco deluso e non si riesce a spiegare l’incredibile tonfo della sua squadra. L’allenatore francese promette maggiore impegno al ritorno (difficile fare peggio) e reputa possibile, ma difficile, una vittoria per 5-0: “E’ stato un bel Milan, complimenti, ma credo che noi siamo stati molto poveri. La nostra è stata una performance scioccante, siamo mancati sotto l’aspetto della qualità, eravamo fuori forma, non compatti in attacco ed in difesa. In occasione del loro primo gol abbiamo commesso errori clamorosi, abbiamo avuto due occasioni per segnare ma il Milan, a differenza di noi, si è difeso bene. Sì, vincere 5-0 è possibile ma è molto difficile. Posso solo promettere che giocheremo sicuramente meglio”.
Milan-Arsenal 4-0 | Le Foto | 15/02/2012




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Incredibile. Poco altro da aggiungere. Dopo 1786 giorni Thierry Henry torna all’Emirates Stadium e debutta per la seconda volta con la maglia dell’Arsenal: sotto gli occhi di migliaia di tifosi (tra cui un incuriosito David Beckham) il francese regala ai Gunners il passaggio al quarto turno di Fa Cup (dove incontrerà l’Aston Villa) e a se stesso una notte da sogno, il gol dell’1-0, quello decisivo, il 227esimo con la maglia dell’Arsenal, la rete più emozionante. Il tutto contro il generoso Leeds, battuto ma con onore. Ma andiamo con la cronaca del gol. Bastano dieci minuti al francese, subentrato al connazionale Marouane Chamakh, per trafiggere il portiere avversario: tocco dentro di Song, Henry scatta sul filo del fuorigioco e con un diagonale chirurgico batte Lonergan. Standing-ovation di uno stadio impazzito, Titì corre ad abbracciare Arsene Wenger, bacia la maglia, saluta tutti. Una storia di calcio davvero suggestiva.

La Leggenda, così i tifosi dell’Arsenal chiamano Thierry Henry, torna a casa: l’attaccante francese attualmente a New York con i Red Bulls torna in Premier League, giocherà in prestito per due mesi nella squadra che lo ha reso grande e che lui ha reso vincente. Il giocatore si allenava con i suoi vecchi compagni già da novembre, finita la stagione in America era tornato in Europa decidendo di mantenersi in forma con i Gunners. Il tecnico dei londinesi Wenger l’ha osservato e lentamente ha maturato la suggestiva idea di farlo ritornare a vestire i colori che aveva lasciato nel 2007, alla fine è arrivata la proposta. Nel frattempo nel piazzale dell’Emirates Stadium era stata inaugurata una statua di bronzo a lui dedicata, il giusto tributo per un giocatore capace in otto stagioni di realizzare 226 reti, il migliore di sempre.
L’operazione è molto simile a quella che ha portato in passato Beckham a vestire la maglia del Milan, in pratica Henry resterà in Europa soltanto per un paio di mesi, per poi ritornare a giocare nella Major League Soccer. Ancora non c’è l’ufficialità del prestito ma lo stesso Wenger ha fatto sapere che ormai manca poco, il tempo di sistemare alcune questioni relative alle coperture assicurative. Secondo l’allenatore francese questa operazione tornerà molto utile all’Arsenal soprattutto in vista della Coppa d’Africa che priverà l’undici londinese di due giocatori importanti come Gervinho e Marouane Chamakh impegnati con le loro nazionali.
Intanto i tifosi dei Gunners sono già in visibilio, l’attesa per rivedere il loro idolo in campo dovrebbe finire presto: Henry potrebbe scendere in campo con la maglia dell’Arsenal già il prossimo 9 gennaio in occasione della partita di Coppa di Lega contro il Leeds, in tutto dovrebbe giocare sette partite di campionato comprese quelle delicatissime contro Manchester United e Tottenham. L’operazione si dovrebbe rivelare un successo anche da un punto di vista commerciale: la maglia di Thierry Henry andrà sicuramente a ruba, portando molti soldi nelle casse del club. A proposito, chissà che numero sceglierà il francese dal momento che lo storico 14 adesso è sulle spalle di Theo Walcott.
Dopo il presunto incontro avvenuto qualche giorno fa con i dirigenti bianconeri Fabio Paratici e Pavel Nedved, sembra essere Roberto Mancini il candidato favorito fal club torinese per sostituire Gigi Delneri sulla panchina della Juventus per la prossima stagione. L’ex allenatore di Lazio e Inter non sembra però particolarmente gradito alla tifoseria juventina, sia per i suoi trascorsi in nerazzurro, che per lo scarso amore nei confronti della Vecchia Signora più volte manifestato nel corso della sua carriera già ai tempi nei quali militava come giocatore nella Sampdoria.
Restano dunque calde anche le piste che portano a Luciano Spalletti e sopratutto all’attuale allenatore del Siena ed ex capitano proprio della Juventus, Antonio Conte, sicuramente tra i tre il più apprezzato dai supporters bianconeri. Per la panchina della Roma intanto, oltre alla già nota ipotesi Carlo Ancelotti, si fanno sempre più insistenti le voci su un possibile interessamento per il tecnico francese dell’Arsenal, Arsene Wenger, allenatore da sempre abituato a valorizzare i talenti emergenti dei quali il settore giovanile giallorosso è notoriamente ricco.

La Premier League è sempre meno inglese, gli investitori stranieri stanno mettendo le mani sui club d’oltremanica un po’ alla volta, ora è il turno dell’Arsenal, diventato in questi giorni dell’imprenditore americano Stan Kroenke. Sale così a cinque il numero di squadre in mano a proprietari a stelle e strisce, mentre sono ora ben dieci su venti le società non inglesi nella proprietà. Un fenomeno iniziato anni fa e che sta assumendo proporzioni sempre più rilevanti, non sempre i benefici sono all’altezza delle aspettative, basti ricordare tutti i debiti contratti da Glazer con il Manchester United e dal duo Gillett - Hicks con il Liverpool.
Stan Kroenke aveva già iniziato ad accumulare azioni dei Gunners dal 2009, partito da un esiguo 9,9%, in questi due anni è arrivanto a possederne il 29,9%. Adesso con l’acquisizione delle quote di Lady Nina Bracewell-Smith (16%) e di Danny Fiszman (16%) la sua quota è salita fino al 63%, l’investimento sostenuto è di oltre 700 milioni di sterline. Ora, secondo le regole del “Panel on Takeovers and Mergers”, l’americano dovrà formulare un offerta pubblica per l’acquisizione del restante 27%, attualmente in mano a Alisher Usmanov, magnate russo dell’acciaio.
In America Kroenke è considerato il padre dello sport professionistico in Colorado grazie alle sue partecipazioni in tutte le società sportive più importanti dello stato, la sua presenza si estende dal calcio con i Colorado Rapids, al basket con i Denver Nuggets, passando per l’hockey sul ghiaccio con i Colorado Avalanche. Il nuovo proprietario ha specificato subito di aver in serbo grandi progetti per la squadra del nord di Londra: “L’Arsenal è un club fantastico, con una grande storia e tradizione, e un ottimo allenatore in Arsene Wenger. Vogliamo costruire su una base già molto ricca, e portare la squadra a nuovi successi”.
Entusiastiche anche le parole dell’allenatore francese: “Ho lavorato con lui negli ultimi anni e ho potuto constatare che tiene a cuore il destino dell’Arsenal. Sa che il club è importante, che ha ambizioni e una grandissima tradizione: sicuramente conosce il modo per portarci a vincere in un progetto a lungo termine”. La manovra finanziaria è stata accolta positivamente anche dei tifosi che evidentemente non temono di incorrere in una gestione sciagurata come quelle di Glazer e altri a lui simili, almeno nei risultati.

Arsene Wenger contrattacca. Dopo la notizia dell’apertura di un procedimento disciplinare a suo carico, e a carico del giocatore francese Nasri, per alcune dichiarazioni critiche sull’arbitraggio di Massimo Busacca in Barcellona - Arsenal, la sua replica è durissima:
Nego assolutamente qualsiasi accusa, non capisco nemmeno da dove arrivi. Sarebbe meglio per l’Uefa mostrare un po’ di umiltà e scusarsi per quello che è successo anziché accusare persone che non hanno fatto niente di male
Wenger, almeno nella sostanza, ha perfettamente ragione. L’espulsione di Van Persie per doppio giallo ha condizionato la partita ed è oggettivamente un errore di Busacca. Non è ipotizzabile, utilizzando un minimo di buon senso, che l’attaccante olandese stesse provando a perdere tempo calciando via il pallone. Fra il fischio e la conclusione a gioco fermo di Van Persie passa appena un secondo e nella bolgia del Camp Nou è possibile che quel fischio non sia stato udito immediatamente dal giocare dell’Arsenal.
Il provvedimento disciplinare è apparso sproporzionato ed ha alterato la gara, questo senza nulla togliere alla superiorità del Barcellona nella doppia sfida di Champions League, ed in senso assoluto. Tenendo conto dell’errore l’Uefa avrebbe fatto bene ad evitare di aprire un procedimento contro i tesserati del club inglese che non si erano resi protagonisti di insulti, ma avevano fatto soltanto presente di fronte ai microfoni che quell’errore li aveva penalizzati.
Dura replica di José Mourinho, alle dichiarazioni rilasciate l’altro ieri dall’allenatore dell’Arsenal, Arsene Wenger, che aveva manifestato la sua indignazione nei confronti del tecnico portoghese in seguito all’episodio delle espulsioni pilotate in Champions League. Il lusitano, non certo nuovo ad uscite di questo genere, ha infatti definito il suo collega “un perdente”, dichiarando ai microfoni della stampa:
Wenger deve preoccuparsi di spiegare ai suoi tifosi perché la sua squadra, dal 2005 a oggi, ha vinto soltanto un piccolo trofeo. Invece di parlare del Real Madrid dovrebbe pensare all’Arsenal e spiegare come possa aver perso 2-0 in casa del Braga, un club che per la prima volta nella sua storia disputa la Champions League. La storia della squadra giovane sta diventando vecchia, Sagna, Clichy, Walcott, Fabregas, Song, Nasri, Van Persie e Arshavin, non sono ragazzini, ma top players.
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Continua a tenere banco la vicenda delle espulsioni pilotate in Champions League, della quale è stato protagonista il tecnico del Real Madrid, José Mourinho. Anche l’allenatore dell’Arsenal, Arsene Wenger, chiede infatti sanzioni nei confronti del suo collega e del club spagnolo dichiarando:
Ci dovrebbero essere provvedimenti. Non vedo proprio perchè dovrebbero farla franca. È un vero peccato vedere certe cose in partite così importanti, dà un’immagine negativa del calcio. Rispetto il Real Madrid, sia per la qualità della squadra che per quello che sta facendo, ma a prescindere dal club, chiunque avesse fatto una cosa simile sarebbe dovuto essere punito. Bisogna sempre rispettare chi paga il biglietto per vedere una partita. Chi viene allo stadio vuole assistere ad un incontro di calcio, non a queste scene
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Finisce 1-1 la partita dell’Emirates Cup tra Arsenal e Milan. Reti di Chamakh per gli inglesi, di Pato per i rossoneri. Domani il Milan affronterà, alle 15, il Lione nella seconda gara valida per l’Emirates Cup, quadrangolare che vede impegnato anche il Celtic. Le parole del mister rossonero, Massimiliano Allegri, a fine partita: “Sono soddisfatto per il lavoro visto in campo che ha rispecchiato quanto di buono avevamo fatto in allenamento. Mi è piacito Flamini che ha saputo spesso trovarsi in condizione di tirare a rete e un applauso va anche ad Abbiati per le sue parate. Peccato solo per cinque contropiede subiti su altrettante palle perse, ma siamo stati bravi a recuperare contro una squadra che tra soli 10 giorni esordirà in Campionato“.
ARSENAL-MILAN 1-1
IL TABELLINO
Arsenal (4-3-3): Fabiansky; Gibbs (46′ Sagnà), Koscielny, Vermaelen, Frimpong (69′ Djourou); Ebouè (46′ Clichy), Wilshere, Nasri; Rosicky (46′ Walcott), Chamakh (72′ Randall), Arshavin (62′ Vela). A disp.: Almunia, Traorè, Eastmond, Nordtveit, Emanuel-Thomas. All.: Wenger.
Milan (4-3-2-1): Abbiati, Papastathopoulos (65′ Zambrotta), Nesta, Yepes, Antonini; Abate (81′ Verdi), Gattuso (62′ Merkel), Flamini (76′ Strasser); Seedorf, Pato (82′ Oddo); Borriello (69′ Beretta). A disp.: Amelia, Roma, Zambrotta, Albertazzi, Bonera, Novinic, Adiyah. All.: Allegri
Arbitro: Foy
Marcatori: 36′ Chamakh (A), 75′ Pato (M)




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Si fanno sempre più insistenti le voci su un probabile scambio Felipe Melo-Clichy tra Juventus e Arsenal. Il club londinese guidato in panchina dal tecnico francese Arsene Wenger, sarebbe infatti l’unico a riporre ancora fiducia nel centrocampista della nazionale brasiliana, dopo la disastrosa stagione conclusasi nel peggiore dei modi con l’espulsione subita nei quarti di finale del Mondiale persi dai verdeoro contro l’Olanda. In cambio a Torino arriverebbe il terzino francese Gael Clichy, giocatore molto rapido e duttile che potrebbe essere schierato da Del Neri anche come esterno di centrocampo. La trattativa sembrerebbe già ben avviata, nonostante lo stesso Felipe Melo abbia dichiarato nei giorni scorsi la sua volontà di restare in maglia bianconera per riscattare l’annata deludente e dimostrare il suo valore.
La Galleria Fotografica di Felipe Melo
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