Si chiude con 34 gol in 69 presenze il sodalizio che per due stagioni ha legato Arturo Di Napoli alla Salernitana: in questa stagione appena iniziata con Re Artù qualcosa nel rapporto s’è spezzato e cercare di sanarlo non è stato mai realmente possibile. Aveva mercato Di Napoli, seppur 35 enne, soprattutto in Serie B e Lega Pro ma lui ha rifiutato una ad una tutte le offerte; avanzava arretrati dalla società del presidente Lombardi e voleva risolvere il contratto sedendosi a un tavolino, col progetto di tornare a “casa sua“, in quel Messina quest’anno ripartito dalla Serie D.
Incontro di venerdì 4 settembre tra il presidente della Salernitana Antonio Lombardi e il giocatore, alla fine c’è stata soddisfazione da ambo le parti e il contratto è stato rescisso consensualmente. Queste le parole del patron granata: “Con Di Napoli abbiamo ragionato in maniera pacata e serena. L’occasione è stata utile per affrontare, sotto ogni punto di vista, l’argomento. Abbiamo chiarito le incomprensioni di quest’ultimo periodo e ci siamo lasciati con una stretta di mano. Ad Arturo Di Napoli, calciatore a cui è legata buona parte della storia recente della Salernitana, vanno gli auspici della società per un futuro professionale ricco di soddisfazioni unitamente al ringraziamento per quanto fatto per la maglia granata“.
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Non un bel modo di festeggiare il proprio compleanno: Arturo Di Napoli oggi spegne 35 candeline e avrebbe voluto farlo dopo una bella sudata sul terreno di gioco dell’Arechi. La “sua” Salernitana sfida l’Albinoleffe in casa, partita chiave per la salvezza dei campani, ma il capocannoniere dei granata dovrà guardare i compagni giocare dalla tribuna dato che è stato squalificato per una giornata dal giudice sportivo: con dodici reti guida l’attacco dei granata, una pedina fondamentale per Castori prima, Mutti poi, Brini ora. Ma tant’è, spera di festeggiare comunque con tre punti conquistati dai suoi compagni, lui che ha girato tanto ma che si sente incredibilmente legato ai colori salernitani dopo che la scorsa stagione accettò di scendere in C1 cedendo alla corte del presidente Lombardi.
Nato a Milano, Di Napoli mosse i primi passi nel calcio che conta indossando la maglia giovanile dell’Inter; la società di via Durini, quand’egli era ancora 19enne, lo spedì nella lontana Sicilia, ad Acireale per la precisione, dove disputò un buon campionato di B e siglando anche il gol vittoria nel derby isolano contro il Palermo. L’anno dopo s’accasò al Gualdo per crescere ancora e andò addirittura in doppia cifra, dieci gol benché in C1; pronto per la massima serie, fu il Napoli la squadra della sua consacrazione, al San Paolo segnò 5 gol e convinse l’Inter a riportarlo alla base. Con i nerazzurri andò in campo solo 6 volte, ecco dunque la comproprietà col Vicenza il quale lo riscattò l’anno dopo, non lasciando però un ricordo indelebile in Veneto.

La riscossa delle pericolanti: è quanto decretano i due posticipi del lunedì della 32esima giornata di Serie B, due match giocato l’uno alle 19 e l’altro alle 21 che vedevano protagonisti da un lato Treviso e Grosseto, dall’altro Salernitana e Brescia. Vincono le squadre di casa, ma comunque destando sorpresa: i veneti al Tenni hanno piegato di misura, con un 1-0, il Grosseto, mentre i campani hanno disputato un grande secondo tempo rifilando tre sberle al Brescia di Nedo Sonetti. Il Treviso raggiunge i 30 punti e scavalca l’Avellino in classifica, la Salernitana supera invece il Cittadella nella graduatoria; Brescia e Grosseto rimangono rispettivamente a 50 e 45 punti.
Partiamo dalla gara di Treviso decisa da un gol in avvio di secondo tempo da Vlado Smit: l’ex Bologna, Atalanta e Pescara, alla seconda stagione in Veneto, ha trovato la rete del successo al 48° sfruttando al meglio l’assist di Fonjochk, mandando in sollucheri il rientrante tecnico dei biancoazzurri Gotti, che ha ripreso le redini della squadra dopo la sfortunata parentesi di Balbo. Nel primo tempo la squadra di Ezio Rossi s’era vista annullare un gol ed è pure rimasta in 10 nel finale per l’espulsione di Bonanni, tra l’altro entrato al posto di Freddi. Per il Treviso vittoria legittimata grazie alla traversa di Quadrini, sempre nei secondi 45 minuti.
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Gli anticipi del quinto turno di Coppa Italia promuovono Udinese, Sampdoria e Napoli che si sbarazzano rispettivamente di Reggina, Empoli e Salernitana. Friulani e liguri saranno avversari nei quarti di finale, anche questi a partita secca (così come la finale a Roma, in pratica tutti i turni tranne le semifinali); i partenopei invece sfideranno la vincente di Juventus-Catania, l’ultima partita di questi ottavi che si disputerà addirittura fra più di due mesi con diretta sui Rai Uno. L’Udinese ha avuto la meglio della Reggina solo ai calci di rigore dopo una partita incredibile finita a reti bianche; 2-1 invece della Samp che tiene sui tentativi di rimonta dell’Empoli. Poche storie al San Paolo, dove il Napoli di Reja ha battuto con un netto 3-1 i pur volenterosi granata: Di Napoli per gli ospiti, Pià, Hamsik e un’autorete di Peccarisi per gli azzurri (Tabellini).
Udinese-Reggina 8-7. Sotto gli occhi di 500 appassionati spettatori, al Friuli è successo tutto e il contrario di tutto: con i ritrovati Felipe e Zapata in difesa, i bianconeri soffrono le seconde linee reggine come Stuani e Sestu, rischiando seriamente di perdere a pochi minuti dalla fine quando Halfredsson spara alle stelle un rigore per un fallo di Belardi, nell’occasione anche espulso. Motta si mangia l’impossibile, ai supplementari viene espulso un po’ generosamente anche Quagliarella, così si va ai rigori. Viola e ancora Halfredsson sbagliano i tiri decisivi, anche i portieri Koprivec e Marino vanno in gol: dopo 20 penalty Tognozzi manda a lato e dà all’Udinese il ticket per il prossimo turno.
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“Siamo primi in classifica, ma non montiamoci la testa, è la cosa peggiore che potremmo fare in questo momento” parole di Fabrizio Castori, allenatore della Salernitana da stasera capolista della Serie B. I neopromossi campani hanno vissuto una tribolata serata all’Arechi, culminata coi sospirati tre punti ai danni di un volenteroso Frosinone, preso per mano ma non abbastanza da Eder. Proprio il brasiliano porta in vantaggio i suoi con un gol da cineteca; poi, come ammesso dallo stesso tecnico Braglia, i ciociari abbassano troppo il baricentro.
Così i granata pareggiano con Tricarico al 41°, subentrato al posto di Pestrin e lui stesso con una caviglia malconcia: bravo il centrocampista a ribattere in rete dopo l’errore dal dischetto di Di Napoli. L’ex messinese si riscatta nella ripresa, firmando il gol del vantaggio, quindi Scarpa si guadagna il secondo penalty venendo atterrato da Sicignano, per altro espulso. Dagli undici metri Fava sigla il suo primo gol con la nuova maglia, inutile a pochi minuti dalla fine il 3-2 siglato ancora su rigore e ancora da Eder, coi padroni di casa per altro in 10 (espulso Peccarisi).
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Quattordici delle sedici partite del terzo turno di Coppa Italia sono passate in archivio con qualche sorpresa, gocce di sudore di troppo e un infortunio abbastanza grave. Iniziamo da quest’ultimo, partita Lazio-Benevento 5-1: facile la vittoria dei biancocelesti grazie alle reti di Pandev (2), Meghni, Mauri e un’autorete, ma in uno scontro di gioco con Carrizo, il neo-acquisto dei giallorossi Evacuo ha rimediato la rottura composta di tibia e perone, per lui almeno tre mesi di stop. Di fronte a questo spiacevole episodio appaiono non poi così gravi le sconfitte delle tre compagini di Serie A che hanno già salutato la competizione.
Il Lecce ha perso in casa contro la Salernitana: 0-1 con gol di Di Napoli nella ripresa e clamoroso errore sottoporta di Ariatti nel finale. Sconfitta anche del Palermo al Barbera, col Ravenna corsaro grazie a una doppietta di Succi (inutile il gol di Cavani); e ko inaspettato finanche del Chievo di Iachini, giustiziato dal Padova (come il Ravenna in Prima Divisione) da un super-Varricchio, autore di una doppietta, e in partita solo grazie al gol di Pellissier, nel mirino dichiarato del Siviglia.
Vince l’Ascoli contro il Bari 1-0 (Pesce), l’Empoli ai danni del Cittadella sul neutro di Treviso (sempre 1-0, Lodi) e il Livorno a Crotone (0-3 con gol di Filippini, Diamanti e Tavano), inoltre superano il turno le altre sette compagini di massima serie. Il Cagliari si affida a Matri per superare la Triestina, l’Atalanta ha la meglio del Modena solo agli ultimi minuti grazie a Marconi, dopo i gol di Manfredini per i nerazzurri e Bruno per i canarini; vince facile il Siena contro l’Albinoleffe (Calaiò, Portanova, Kharja e Maccarone per il 4-0 finale), il Bologna supera il Vicenza con l’ex duo genoano Adailton-Di Vaio (2-0).
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Ieri pomeriggio il calcio italiano professionistico ha decretato i primi verdetti ufficiali: due squadre, dalla storia molto diversa, abbandonano con euforia il campionato di Serie C1 e approdano con un turno di anticipo nell’anticamera del Paradiso, la Serie B. Nel girone A saluta tutti la futura matricola Sassuolo che ha avuto un bel duello con la Cremonese; nel girone B invece evita i playoff la Salernitana che dopo 3 anni di inferno torna nel campionato che più le si addice. Ma andiamo con ordine, partendo dalla società emiliana.
I neroverdi non erano dati per favoriti all’avvio ma durante il campionato hanno iniziato a crederci: la partenza a razzo (4 vittorie consecutive), i gol del sanmarinese Selva e una difesa solida hanno fatto capire alla banda di Massimiliano Allegri (già allenatore del Grosseto) che la B non era poi un miraggio. Lo stadio Enzo Ricci (solo 4mila posti e già un progetto per l’ampliamento) all’inizio è stato di fondamentale importanza anche se i tifosi avevano tremato non poco quando nello scontro diretto di un paio di mesi fa la Cremonese l’aveva espugnato. Alla fine, dopo 86 anni di storia, il popolo sassolese ha potuto festeggiare questo storico traguardo per la felicità, in primis, del presidente Carlo Rossi.