La Lazio conclude con un successo una delle stagioni più tormentate della sua storia recente, sicuramente la peggiore da quando il presidente è Claudio Lotito. I tre punti contro l’Udinese, un’altra delusa di questo 2009/2010, servono a poco ma almeno la squadra ha potuto salutare il suo pubblico in maniera decente. La squadra allenata da Edy Reja ha battuto i friulani per 3-1 grazie alle reti di Hitzlsperger, Floccari e Brocchi, utile solo per le statistiche la ventinovesima rete di Antonio Di Natale che porta provvisoriamente il risultato sull’1-1 (Tabellino - Video).
La mancanza di motivazioni in entrambe le squadre e le tante assenze hanno sicuramente influenzato la partita, tutto sommato il pubblico dell’Olimpico, circa 10.000 le presenze, ha potuto godere di una partita abbastanza divertente. Il risultato si sblocca dopo soli quindici minuti, l’1-0 è del tedesco Hitzlsperger: la sua conclusione dalla distanza trova la deviazione fortuita di Domizzi e beffa il giovane Romo, diciannovenne venezuelano all’esordio tra i pali. Il solito Di Natale pareggia il contro alla mezz’ora e si conferma capocannoniere della Serie A, la sua stagione è stata sicuramente da incorniciare.




La Roma supera anche lo scoglio Udinese, i giallorossi hanno sofferto più del previsto per avere la meglio della squadra di Marino. Passano in vantaggio con Luca Toni e si portano addirittura sul 2-0 grazie a Mirko Vucinic, la squadra di Ranieri subisce però la rimonta dei friulani grazie alla doppietta di Antonio Di Natale che sale a quota 21 marcature in campionato. La partita viene reindirizzata sul binario giusto, da punto di vista romanista, proprio dal montenegrino Vucinic che riesce prima a riportare in vantaggio la sua squadra dagli undici metri, poi a chiudere definitivamente i conti con il suo terzo gol di serata. Per lui si tratta della prima tripletta con la maglia della Roma, la seconda in Serie A, in precedenza era riuscito nell’impresa vestendo la casacca del Lecce in una partita contro la Lazio (Tabellino - Video).
Claudio Ranieri deve fare a meno di molte pedine importanti, mancano infatti, oltre a Totti, gli squalificati De Rossi, Taddei, Pizarro e Mexes. Dal primo minuto si vede in campo la coppia d’attacco composta da Toni e Vucinic, con il supporto di Menez alle loro spalle. Pasquale Marino come al solito opta per il tridente, insieme a Di Natale e a Floro Flores in campo c’è Sanchez. I bianconeri partono subito forte e provano a fare la partita, Pasquale impegna con un tiro dalla distanza Julio Sergio, dall’altro lato è Vucinic a sondare i riflessi di Handanovic. Dopo un quarto d’ora di gioco sono però i padroni di casa a passare, Toni addomestica una palla al limite dell’area, si gira e di destro trova l’angolo alla destra del portiere friulano.
Soffrire con elasticità: letali in attacco, chiusi a riccio in difesa. E’ un’Inter cinica e compatta quella che ha espugnato il Friuli, uno stadio che ha sempre creato non pochi problemi alla banda nerazzurra; ma come detto pur senza quattro giocatori squalificati e col capitano della nave relegato in tribuna, la squadra creata a immagine e somiglianza di José Mourinho prende il malloppo e se ne torna a Milano soddisfatta. Finisce 2-3, non senza patemi: per il gol dello svantaggio iniziale siglato da Pepe, per una ripresa giocata in apnea con l’Udinese perennemente in attacco. Ma l’estrema praticità del reparto offensivo interista, con l’aggiunta di quello stantuffo instancabile di nome Maicon, hanno messo in cassaforte i tre punti: Balotelli, Maicon e Milito, tris d’autore che annichilisce il match. Il rigore di Di Natale serve per la classifica marcatori, il Milan è mantenuto a debita distanza (Tabellino di Udinese - Inter 2-3 - Foto di Udinese - Inter 2-3).
Emergenza o no, gli ospiti dalla cintola in su fanno comunque paura; Thiago Motta centrale di difesa, ruolo qualche volta ricoperto a Barcellona, è comunque una garanzia, Marino però vuole il bis dopo il successo sul Cagliari e pregusta una domenica trionfale quando dopo pochissimi minuti è subito 1-0: da Cuadrado a Di Natale, passaggio filtrante per Pepe che a tu per tu con Julio Cesar non sbaglia. E’ il preludio a un match vibrante, che Balotelli rimette subito sui binari della parità dopo pochissimi minuti: l’italo-ghanese stoppa palla al limite dell’area e, cadendo, scaglia un bolide di destro che trafigge Handanovic. Ma i fuochi d’artificio non si fermano qua; Maicon da il via a un’azione travolgente che lui stesso conclude: palla per Milito, quindi a Pandev che al volo serve il laterale brasiliano. Tiro al volo e sorpasso servito. E sul finire di tempo (da segnalare un punizione di Sneijder fuori di poco) tris: Balotelli imbecca Milito, incornata dell’argentino e 1-3.




Continua a leggere: Udinese - Inter 2-3: sofferenza nerazzurra al Friuli, sugli scudi Balotelli
Sebbene a fatica, la Juve tiene la scia dell’Inter battendo 1-0 una buona Udinese: all’Olimpico di Torino il gol vittoria arriva ad inizio ripresa, lo realizza Fabio Grosso al primo centro con la maglia juventina. Serata di ritorni, quelli di Del Piero e Sissoko entrati nel secondo posto, di conferme, più che promossi Caceres e Poulsen, di qualche delusione, Felipe Melo in chiara serata no. I friulani dal canto loro hanno corso molto, aggressivi e ordinati in difesa, hanno però punto poco in attacco, pur col rientrante Floro Flores si sono sentite le assenze di Pepe e Di Natale. Eppure sul finire di gara grandi brividi per il popolo juventino, per poco gli ospiti non trovavano il pari; alla fine però sono altri tre punti in cascina per la Juve. L’Udinese continua a deludere e aspetta tempi migliori (Tabellino e pagelle - Le Foto di Juve - Udinese 1-0 - Il Video di Juve - Udinese 1-0).
Ferrara sceglie Giovinco, Del Piero in panca così come Sissoko, al posto del maliano Poulsen, per il resto formazione tipo per i bianconeri di Torino; Marino ha problemi in attacco ma recupera Floro Flores, accanto al napoletano Asamoah e Lodi, a centrocampo ecco Isla, Basta a destra in difesa. Non partita bellissima, friulani subito aggressivi e padroni di casa che fanno possesso senza però pungere particolarmente. Certo, quando il quartetto offensivo accende la luce allora sono dolori, ma Handanovic mette più di una pezza, prima sulla sventola da fuori di Diego, quindi sul tiro di Giovinco. Quando si affaccia in avanti, l’Udinese comunque riesce a mettere apprensione alla retroguardia juventini, ma Buffon non deve mai intervenire. Ed è di Amauri l’occasione più ghiotta della prima frazione, la sua “ginocchiata” a tu per tu con Handanovic finisce nel grembo del portiere sloveno.




Continua a leggere: Juve - Udinese 1-0: un lampo di Grosso a inizio ripresa