
Tiene banco in queste ultime ore in casa Napoli, a soli giorni dalla conquista della Coppa Italia, le questioni ancora poco chiare che riguardano il futuro di alcuni pezzi pregiati. Partendo dalla panchina si può azzardare un altro anno di permanenza per Mazzarri che ha dichiarato di voler restare nel capoluogo partenopeo, salvo sorprese.
Lavezzi sembra invece destinato a partire, ma la trattativa con l’ipotetico club in grado di pagare la clausola compromissoria deve ancora ufficialmente iniziare. Cavani? De Laurentiis non chiude tutte le porte ad un eventuale cessione dell’attaccante uruguaiano: Cavani andrà via solo in caso di offerta irrinunciabile. Resta da capire cosa intende per offerta irrinunciabile e a quanto dovrebbe ammontare. “Di fronte ai pazzi non c’è ragione che tenga” ha detto il patròn dei partenopei, che ha aggiunto
“Se ci sarà un’offerta folle per Cavani non ci sarà ragione che tenga. Però, mettere denaro vedere cammello e fin qui di denaro non se n’è visto. Aspetto offerte per Lavezzi: anche in questo caso per adesso non ne ho ricevute. Lo scorso anno dicevano che avremmo venduto Hamsik, ma alla fine è rimasto qui ed ha rinnovato”.
De Laurentiis ha detto la sua su anche su Lorenzo Insigne, “parcheggiato” per ora a Pescara, e sulla rosa del Napoli che dovrà essere più ampia:
“Insigne? Lo voglio, ma per farlo giocare, altrimenti non avrebbe senso farlo rientrare quiDobbiamo avere un organico più ampio, ma chi lavora con la squadra deve poi imporre la filosofia della società ai giocatori ed evitare musi lunghi. Desidero una rosa di trenta giocatori, tutti con le stesse possibilità di giocare a prescindere da quelli che sono i valori di ciascuno. Occorre più coraggio nei cambi. Solo in questo modo i giovani faranno esperienza e solo così potremmo supplire meglio a eventuali infortuni o indisponibilità. A questo ci penserà Bigon, che è uno dei migliori acquisti che abbiamo fatto in questi anni”.
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Il calcio italiano chiude il sipario dopo una stagione ricca di emozioni e sorprese, lo fa con i festeggiamenti del Napoli e dei suoi tifosi che hanno vinto la Coppa Italia battendo a Roma la Juventus alla prima sconfitta stagionale. Si respira l’aria dell’impresa, perché prima del fischio di inizio i campani non erano certo favoriti, ma anche perché dopo 22 anni i partenopei tornano a vincere un trofeo, l’ultimo era stata la Supercoppa Italiana nel 1990, proprio contro i bianconeri. Al fischio finale all’Olimpico è esplosa la festa, i protagonisti del trionfo sono stati letteralmente assaltati da sostenitori pazzi di gioia. Non è stato facile raccogliere le testimonianze di Mazzarri e dei suoi ragazzi, ma le poche parole proferite riflettono benissimo lo stato d’animo dei vincitori.
È il caso del tecnico toscano al suo primo successo in carriera, dopo aver sfiorato la Coppa Italia con la Sampdoria è riuscito finalmente a conquistarla, averlo fatto battendo la Juve dei record di Conte serve ad impreziosire una serata che resterà per sempre scolpita nella sua memoria e la sua storia d’amore con il Napoli è destinata a continuare:
“Sono felicissimo, sembrava impensabile battere la Juventus in questa stagione. Da tre anni il nostro inno lo cantano tutti e ora l’abbiamo ricantato noi. Tutta la squadra ha fatto qualcosa di straordinario in questo triennio. Questo è un gruppo eccezionale che va premiato e osannato in blocco. Ho un contratto fino al 2013 e intendo rispettarlo. Godiamoci questo momento poi ci sarà tempo di pensare ad altro”.
Visibilmente soddisfatto anche il presidente De Laurentiis che a fine partita ha voluto dedicare la vittoria ai tifosi e alla città di Napoli, una città che dopo l’epoca d’oro di Maradona ha dovuto soffrire tantissimo sportivamente, vedendo la squadra sprofondare in Serie C1:
“Non è il mio primo trofeo, ma quello di questo gruppo. Questa società è nata nel 2004, è il primo trofeo della rinascita. Napoli esiste, Napoli è viva e sa essere anche campione nel mondo dello sport”.
Sicuramente più loquace il capitano azzurro Paolo Cannavaro che ha potuto vivere l’immensa gioia di alzare una coppa con la maglia della squadra della sua città, una soddisfazione che nemmeno il fratello Fabio era riuscito a raggiungere. Anche il difensore dedica la serata magica alla città e ai tifosi che, assicura, questa notte faranno fatica a dormire:
“Nello spogliatoio ci siamo divertiti, abbiamo provato ad uscire per portare la Coppa sotto i tifosi ma erano già andati via. Sicuramente Napoli questa notte non dormirà. Io secondo capitano napoletano ad alzare la Coppa? È una soddisfazione tripla, adesso so cosa ha provato lui e spero che un domani possa alzarla qualche altro napoletano. Vincere a Napoli ha un sapore particolare e più difficile rispetto ad altre piazze”.
Juventus - Napoli 0-2 | Le foto della vittoria azzurra




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“A me piacciono solo i miei giocatori“. La risposta di Stramaccioni a precisa domanda sulla trattativa che, secondo molte testate giornalistiche italiane l’Inter avrebbe avviato con il Napoli per accaparrarsi le prestazioni di Ezequiel Lavezzi, è ermetica e lascia spazio a molte interpretazioni. L’Inter è l’unica squadra ad aver avanzato un’offerta ufficiale, contro i soli sondaggi di Manchester City, PSG e Chelsea ancora fermi alla fase di corteggiamento. El Pocho partirà da Napoli solo se qualcuno presenterà a De Laurentiis la somma di 31 milioni di euro, l’equivalente della clausola rescissoria fissata al momento dell’arrivo dell’argentino nel club partenopeo.
Moratti, per arrivare a Lavezzi, sarebbe pronto a inserire diverse contropartite tecniche, a partire da Goran Pandev. Il macedone, forte della benedizione di Mazzarri, si è integrato alla perfezione nei meccanismi del Napoli. Il cartellino di Pandev più una somma di denaro per arrivare alla famosa quota 31 milioni di euro è l’offerta dell’Inter. De Laurentiis, però, ha già fatto intendere che accetterà solo soldi cash.
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Negli ultimi giorni in casa Napoli hanno tenuto banco le parole rilasciate da Edinson Cavani a fine primo tempo ai microfoni di Sky, quel “non so” detto dell’uruguayano a proposito del suo futuro ha gettato nello sconforto i tifosi e fatto arrabbiare non poco la società, che starebbe pensando di obbligare i giornalisti a rivolgere questioni solo sulla gara in corso e non su altri argomenti non strettamente legati all’attualità. A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato però il presidente Aurelio De Laurentiis intervenuto durante la trasmissione Notte Azzurra in onda su Radio Marte direttamente in collegamento da Pechino, dove sta presenziando al festival del cinema cinese. Prima di parlare del futuro dei suoi gioielli ha voluto però spendere qualche parola sulla capitale del paese asiatico dove gli azzurri potrebbero provare a conquistare la Supercoppa Italia in caso di vittoria della Coppa Italia a maggio contro la Juve:
“Ieri notte c’è stata l’apertura del secondo festival di Pechino. È stato bello incontrare i registi più importanti della Cina. Questo Paese mi ha molto sorpreso. Pechino è incredibile, è una realtà proiettata nel futuro, i cinesi si sono superati. Sono andato allo stadio di Pechino, ho visto lo stadio della Supercoppa, speriamo di esserci. Sto mettendo in piedi un torneo estivo per affrontare il Real Madrid, il Manchester United e forse il Paris St. Germain. Vorrei organizzare delle partite in Cina”.
Messo da parte l’entusiasmo per Pechino però è stato incalzato sulle domande che riguardano il futuro dei suoi giocatori più rappresentativi, i cosiddetti tre tenori. Se la permanenza di Hamsik è ormai cosa fatta, contratto rinnovato da poco, meno sicura è quella degli altri due: Cavani ha rilasciato dichiarazioni sibilline, Lavezzi si può sempre avvalere della clausola di rescissione presente nel suo contratto. Sul primo il produttore cinematografico ha voluto rassicurare tutti, l’uruguayano non si muove da Napoli, diversa la situazione dell’argentino, per il quale comuque c’è la volontà di farlo restare all’ombra del Vesuvio:
“Cavani è un bravissimo ragazzo e rimarrà a Napoli come tutti quelli che vogliono restare. Poi magari c’è qualcuno che vuole andare via e vedremo se ci sono le condizioni. Dobbiamo anche preparare il terreno per le new entry. Hamsik, invece, ha rinnovato: avevamo rinnovato su un pezzettino di carta a novembre, poi abbiamo fatto decantare quella firma per scrivere il contratto. L’altro giorno abbiamo annunciato un matrimonio che già esisteva. Dico ai tifosi di stare tranquilli. Avremo un futuro sempre più radioso. Lavezzi? La clausola rescissoria esiste nel contratto, inserita per volontà di chi si fa acquistare. Se l’ha voluta a suo tempo, prima o poi la eserciterà: bisogna capire se ci saranno club disposti a investire quei soldi. Se lui accetterà, vorrà dire che il suo ciclo con il Napoli è finito. Noi non tratterremo nessuno, il Pocho sta nel mio cuore, però se lui crede che questa non sia la sua casa, lo lasceremo andare”.

Dopo la Juve, addio Italia: David Trezeguet, bandiera decennale della Vecchia Signora, nell’estate del 2010 salutò bianconeri e Italia per sposare il progetto dell’Hercules Alicante. Ma dieci mesi fa, col Napoli fresco di qualificazione in Champions League, si scrisse molto circa un corteggiamento di Aurelio De Laurentiis per l’attaccante di Rouen; la sua esperienza e il suo fiuto innato per il gol potevano essere preziose, per non dire fondamentali, alla causa partenopea. Lui voleva Napoli, ma Napoli forse non voleva lui e a Sky il bomber franco-argentino (passato dal Baniyas e ora felicemente accasatosi al River Plate col quale ha già fatto 8 gol in 11 apparizioni) ha spiegato cos’è che non è andato:
“Avevo parlato col presidente e col direttore sportivo. Poteva essere un’esperienza positiva, potevo portare qualcosa in più a una squadra competitiva ma con poca esperienza in Champions. L’affare però non è andato in porto perché mi hanno comunicato che l’allenatore Mazzarri non era d’accordo circa il mio arrivo”.
Alla vigilia della partita che il “suo” Napoli disputerà contro il Novara, il diretto interessato Walter Mazzarri ci tiene a puntualizzare; nella solita conferenza stampa di Castelvolturno, il tecnico di San Vincenzo spiega come andarono le cose dal suo punto di vista:
“Non decido io, ma tutta la società. La scelta è stata azzeccata, dato che abbiamo preso Pandev. Trezeguet è stato un grande campione, ma non volevo ombre su Cavani che poi si è riconfermato. Sono contento della scelta, anche se ripeto non l’ho fatta soltanto io”.
Resta l’amaro in bocca per tutti gli appassionati di calcio: sarebbe stato affascinante e suggestivo vedere Re David, o Trezegol che dir si voglia, indossare la casacca azzurra del Napoli. Perché a 34 anni l’ex juventino sa ancora metterla dentro, eccome, e a Buenos Aires stanno già godendosi le sue perle.
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Walter Mazzarri ha anticipato la tradizionale conferenza stampa della vigilia di un paio di giorni, questo perché sente l’esigenza di dover lavorare con tranquillità per preparare la fondamentale sfida di sabato con la Lazio. Dopo la sconfitta contro la Juve, il Napoli è chiamato ad un altro impegno decisivo per la corsa al terzo posto contro una diretta concorrente. A complicare i piani del tecnico livornese ci sono però moltissime defezioni che fanno piombare gli azzurri in una vera e propria emergenza, Mazzarri dovrà letteralmente inventarsi la squadra in vista del match dell’Olimpico. In pratica mancano quasi tutti i centrocampisti, Gargano e Zuniga saranno infatti out per squalifica, mentre alla già preventivata assenza di Maggio per infortunio si aggiunge anche quella di Dossena:
Voglio concentrarmi solo sull’avversario. Non siamo mai stati così in emergenza, a oggi non so se alcuni giocatori saranno recuperabili. Forse anche Dossena deve fare accertamenti. Ho diverse soluzioni in mente, facendo la conta dei disponibili. Devo decidere la formazione migliore. Vogliamo essere protagonisti all’Olimpico”.
Contro i capitolini Mazzarri potrebbe decidere di schierare un’inedita difesa a quattro, per poter lanciare nella mischia fin dall’inizio anche Goran Pandev che giocherebbe alle spalle di Cavani e Lavezzi, con Hamsik arretrato sulla linea dei centrocampisti. Al momento però queste sono solo ipotesi e tutti i nodi saranno sciolti presumibilmente all’ultimo minuto. In ogni caso l’allenatore difende le scelte operate per la partita con la Juve e, pur ammettendo la stanchezza di alcuni suoi elementi, in particolare gli attaccanti, continua a credere in loro e per il momento non pensa di concedergli un turno di riposo:
“Per me i nostri due attaccanti sono fondamentali. Ibra nel Milan gioca sempre anche quando non è in forma. Se li avessi tolti contro la Juve, avrei ricevuto tante critiche. Possiamo aspettare che tornino al top lavorando bene durante la settimana. Lavezzi si è scusato con me ed il gruppo dopo la sostituzione di Catania. Sa benissimo di non essere stato all’altezza nelle ultime due prestazioni e ha capito che si esce da questa situazione solo allenandosi di più. Si sta comportando da leader. Marek può fare tutti i ruoli se sta bene ed è pronto a fare un sacrificio per la squadra”.
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Aggiornamento - “Ho parlato con Petrucci pochi minuti fa, ora siamo d’accordo: la finale di coppa Italia si giocherà a Roma”, con queste parole rilasciate all’Ansa il presidente della Lega Serie A Maurizio Beretta sembra chiudere definitivamente la questione relativa alla sede della finale di Coppa Italia: Juventus - Napoli, salvo nuove sorprese, si giocherà regolarmente allo Stadio Olimpico di Roma.
Dopo l’infruttuoso incontro di ieri per decidere, tra le altre cose, sulla sede della prossima finale di Coppa Italia, non si placano le frizioni tra la Lega Calcio e i suoi presidente e Gianni Petrucci, numero uno del Coni. Tutto è nato dalla considerazione di Aurelio De Laurentiis di spostare la partita del 20 maggio contro la Juventus lontano da Roma, questo per evitare limitazioni sulla vendita dei biglietti e giustificato dai rapporti non idilliaci tra i tifosi del Napoli e quelli della capitale di Roma e Lazio. Come detto ieri non c’è stata nessuna fumata bianca da parte di un organismo, la Lega, che sembra sempre più bloccato dalle lotte al suo interno.
Questa indecisione ha fatto perdere le staffe a Petrucci che, se ieri sicuro preannunciava il regolare svolgimento della partita all’Olimpico, oggi ha cambiato idea arrivando addirittura ad annunciare che il Coni potrebbe decidere di non concedere l’impianto di sua proprietà:
“Stiamo valutando la possibilità di non concedere lo stadio Olimpico per la finale di Coppa Italia. Non abbiamo ancora avuto nessuna conferma dalla Lega. E in questa situazione non avendo ricevuto comunicazioni ufficiali, stiamo pensando noi di non dare l’Olimpico per la sfida tra Juventus e Napoli del 20 maggio. Tutto questo scaturisce dalle troppe polemiche di questi giorni”.
La parole del presidente del Coni sembrano essere più una sorta di minaccia per spingere la Lega e, a questo punto, anche la Federcalcio a prendere una posizione decisa e a trovare una soluzione condivisa. In realtà Petrucci vorrebbe scongiurare in ogni modo un esodo da Roma dal momento che per l’occasione è già stato spedito l’invito al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che dovrebbe essere in campo per premiare la squadra vincitrice nonché il suo capitano con la Coppa del Presidente. Come se non bastasse erano già stati contattati il questore e il prefetto di Roma, Tagliente e Pecoraro, per iniziare ad approntare il piano sicurezza.

Mancano solo 10 partite al Napoli prima di mettere in archivio questa stagione, e per due volte il destino degli azzurri si incrocerà con quello della Juventus. La prima sfida ci sarà domenica prossima nella partita di ritorno in campionato allo Juventus Stadium, mentre la sfida successiva sarà quella conclusiva della stagione nella finale di Coppa Italia. Oggi il presidente De Laurentiis ha confermato la sua stima nei confronti di Del Piero, e non gli dispiacerebbe averlo a disposizione per il suo Napoli, se non in campo almeno nella dirigenza:
“Sono sempre stato un suo ammiratore, l’ho anche contattato in passato per fargli fare un film. Adoro la sua educazione e l’attaccamento alla maglia. Da noi c’è sempre posto per lui ma dipendesse da me farei giocare solo giovani di 19 e 20 anni. Forse sarebbe uno straordinario ‘consultant’ per la società ma credo che lo farebbe più volentieri alla Juventus”.
Il sogno del presidente azzurro è quello di riuscire a vincere con la Juventus nel nuovo stadio dei bianconeri, mettendo fine all’imbattibilità degli uomini di Antonio Conte che in questo campionato dura da ben 29 giornate:
“Sono sfide che mi emozionano sempre, sin dall’epoca del trofeo Birra Moretti, quando noi eravamo in serie C e incontravamo la Juve di Moggi. Quando ho visto il calendario e ho notato che giocheremo allo Juventus Stadium l’1 aprile, mi è venuta qualche idea perchè io sono un tipo dispettoso… La Juve è una grande squadra, che non demorde mai, lo si capisce anche dagli atteggiamenti di gente come Conte e Del Piero, vuol dire che c’è un saggio e cosciente impegno”.
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Il Napoli abbatte il Chelsea. Un 3-1 che forse sta anche stretto ai partenopei, in brillantissima condizione atletica, lucidi e cinici, che hanno annichilito i blues che pure ce l’hanno messa tutta per rendere più morbida la sconfitta, in vista del ritorno allo Stamford Bridge fra 15 giorni. Il protagonista assoluto della magica notte del San Paolo? Senza dubbio Ezequiel Lavezzi, il vero valore aggiunto e imprevedibile di questa formazione, giocatore formidabile capace di sparigliare le difese avversarie anche se poco lucido sotto porta; questa sera invece due gol, i primi in Champions League per il Pocho, giocate importanti e qualche errore sotto porta. Ma come mai fa bene le cose difficili e altre volte sbaglia quelle apparentemente più semplici? “Non lo so! Sinceramente, quello che ho sbagliato forse l’ho visto troppo facile, ho calciato malissimo. La prima cosa che ho fatto male, secondo me, è lo stop” ha risposto a Sky il Pocho, che però ha fatto tutto il resto benissimo. E con lui i suoi compagni:
“Per fortuna ho fatto gol, ma l’importante è la vittoria della squadra: siamo stati beccati nel nostro momento migliore ma abbiamo reagito bene. Frustaluppi porta fortuna in panchina? Secondo me Mazzarri non deve più venire… Mi aspettavo una vittoria della squadra. Ero fiducioso di poter ottenere questa vittoria, per fortuna ci siamo riusciti, che è la cosa più importante, e lo abbiamo fatto anche con una bella differenza di reti. Ringrazio i tifosi per il favoloso sostegno, ora andiamo a Londra umili: faremo la nostra partita come sempre, non siamo ancora passati.“
Ottima la prestazione dell’argentino, impeccabile la preparazione tattica della squadra, evidentemente ben concentrata a seguire i dettami impartiti dallo squalificato Walter Mazzarri:
“Il mister ci ha detto che dovevamo dare una grande mano in fase difensiva. Oggi tutti quanti dovevano mettersi a disposizione della squadra, era la cosa più importante, penso che l’abbiamo fatto e che la squadra abbia fatto un bel lavoro. Per fortuna abbiamo fatto subito gol, è stata una cosa importante, la squadra non è stata nervosa in quel momento. Per il gol del Chelsea, siamo stati un po’ sfortunati perché fino a quel momento la partita l’abbiamo fatta noi. Se lo avessimo evitato sarebbe stato meglio”.
Poi c’è Aurelio De Laurentiis, il presidente. Oggi ha incassato un bel po’ di euro sonanti (vuoi per l’incasso al botteghino, vuoi per il premio vittoria dall’Uefa), ma di sicuro per il magnate cinematografico la cosa più importante è stata vincere per continuare a sognare, e con lui la squadra e la città tutta. E’ quanto ha dichiarato ai microfoni di Mediaset Premium:

Momento di commozione prima del fischio d’inizio della partita del San Paolo tra Napoli e Bologna, gara terminata 1-1 con reti di Acquafresca e Cavani. Invitato dal presidente del club Aurelio De Laurentiis, questa sera nell’impianto di Fuorigrotta era presente Paolo Simoncelli, padre del mitico Sic scomparso l’ottobre scorso nella sfortunata gara di Moto Gp di Sepang. Il 20 gennaio sarebbe stato il 25esimo compleanno dello sfortunato motociclista, due anni fa invitato ad assistere Napoli-Juve e da sempre simpatizzante del capoluogo campano:
“Stasera sarò al San Paolo, sono stato invitato dalla società del Napoli che vuole regalarmi qualcosa in onore di Marco. Due stagioni fa, quando mio figlio partecipò a Napoli-Juventus, si entusiasmò tantissimo, soprattutto nel momento in cui i tifosi azzurri cantarono “o surdato ‘nnammurato”. Venerdì prossimo Marco avrebbe compiuto 25 anni per cui faremo il primo evento in suo onore e dovrebbe venir fuori uno spettacolo molto bello. Credo che riusciremo ad incassare abbastanza soldi: il nostro obiettivo è quello di aiutare i ragazzi disabili. Sento una sintonia particolare con la città di Napoli perché il carattere di mio figlio era molto simile a quello dei napoletani, sempre solari e sorridenti. Non so cosa organizzeranno i tifosi partenopei ma sono soliti farsi ricordare. Abbiamo ricevuto tantissime lettere da parte dei cittadini di Napoli: li ringrazio tutti per l’affetto dimostrato”.
Questo quanto dichiarato da Paolo Simoncelli a Radio Crc prima della partita, durante la trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma. In effetti Napoli, il Napoli e il San Paolo hanno onorato il Sic in grande stile: prima è stata consegnata una targa commemorativa al genitore del Sic che ha poi ricevuto da Christian Maggio anche una maglia della squadra col nome del figlio e il numero 58, quello che usava in gara. Sulla pista dello stadio è stato poi esposto lo striscione “Sarai sempre nei nostri cuori” accanto alla gigantografia del campione scomparso, mentre nel cielo di Napoli si sono levati decine di palloncini recanti il numero 58: “Marco era legato a questa città e mi disse anche che per un giorno era stato tifoso azzurro durante Napoli-Juve alla quale aveva assistito al San Paolo. Ringrazio la Società e tutta Napoli per questo splendido ricordo” le parole di papà Paolo al termine della cerimonia.
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