
La stagione del West Ham si conclude nel peggiore dei modi, dopo la retrocessione divenuta certezza sul campo del Wigan alcuni giocatori del club londinese si sono resi anche protagonisti di una rissa con alcuni tifosi. Tutto è accaduto in un ristorante dove la squadra si era ritrovata per la tradizionale cena di fine anno, malgrado i pessimi risultati ottenuti dagli Hammers. Secondo le ricostruzioni fatte dai tabloid inglesi, alcuni tifosi si sarebbero avvicinati ai calciatori con il solo intento di chiedere degli autografi, evidentemente il nervosismo per la sconfitta che ha sancito la retrocessione ha fatto il resto.
Tutto sarebbe accaduto dopo il discorso di David Gold, uno dei proprietari, che ha promesso un immediato ritorno in Premier League. Le sue parole hanno in qualche modo rincuorato i tifosi presenti che si sono avvicinati ad alcuni calciatori per chiedere un autografo, l’attaccante Demba Ba non ha gradito ed è scoppiato il parapiglia. A lui si sono aggiunti anche altri suoi colleghi, tra cui l’ex di Samp e Fiorentina Manuel da Costa, e il ristorante è diventato un vero e proprio saloon con tanto di bicchieri e piatti che volavano per la sala. Lo staff del locale è riuscito a mettere in fuga i tifosi, poi è arrivata anche la polizia per raccogliere le testimonianze dei presenti.
Malgrado questi momenti di tensione, forse dovuti alla delusione, la squadra di Londra è seriamente intenzionata a lavorare per ritornare subito in massima serie. Uno dei nodi da sciogliere è quello legato al prossimo allenatore, dopo l’esonero di Avram Grant, colpevole di non aver saputo centrare la salvezza. In queste ultime ore è stato fatto anche il nome di Paolo Di Canio, l’italiano ha lasciato un ottimo di ricordo di sé dalle parti di Upton Park e sarebbe felicissimo di iniziare la sua avventura in panchina proprio da lì. A smorzare il suo entusiasmo però ci ha pensato David Sullivan, l’altro patron, che ha diffuso l’identikit del futuro manager degli Hammers: la società sta cercando un inglese, o comunque un britannico, che conosca la cultura d’oltremanica e magari dell’East End londinese. Insomma l’italiano sembra non avere i requisiti giusti.

Oggi è stato il giorno del licenziamento di Roy Keane che, alla vigilia di Fa Cup contro il Chelsea, non è più l’allenatore dell’Ipswich Town; niente sterline da pagare per i bookmakers inglesi, dacché le scommesse che accettano riguardano solo coach di Premier, e non di seconda serie come l’ex mediano dello United. E allora i sudditi di Sua Maestà stanno prendendo d’assalto le agenzie di scommesse per cercare di indovinare la prossima panchina che salterà nel massimo campionato inglese, i papabili sono quattro e sono tutti nomi eccellenti. Al primo posto, Roy Hodgson che sta per passare alla storia come manager del Liverpool con la minor vita quale condottiero dei Reds.
Arrivato ad Anfield dopo la più che buona stagione al Fulham, per l’ex allenatore tra l’altro di Inter e Udinese sono tempi duri; sulle rive del Mersey, colori rigorosamente rossi, ancora si leccano le ferite per il ko di Blackburn o la clamorosa debacle interna col Wolverhampton coi cuginastri dell’Everton che condividono con Gerrard e compagni una poco decorosa undicesima piazza. Nella conferenza stampa post Rovers, Hodgson ha abbandonato la sua postazione prima del dovuto definendosi “molto depresso“. E sempre i Wolves, ora addirittura fuori dalla zona retrocessione, hanno reso amarissima l’Epifania di Carletto Ancelotti: 0-1 del Chelsea contro i “lupi” e esonero sempre più vicino.
“Mi ritengo fortunato, perché con questa serie di risultati molti miei colleghi sarebbero già stati esonerati” ha ammesso sportivamente Ancelotti che nonostante la partita in più ora dista ben 9 punti dal Manchester United di Alex Ferguson. E nonostante la vittoria per 2-0 ancora contro il Wolverhampton, nonché il colpo gobbo al Craven Cottage, anche dalle parti del West Ham sono abbastanza stufi del pessimo gioco degli Hammers, dalla posizione in classifica deficitaria e dall’ultima pesante sconfitta, 5-0, contro il Newcastle: quanto durerà ancora il credito concesso ad Avram Grant? Chiudiamo infine con l’Aston Villa e il suo allenatore Gerard Houllier: ko interno contro il Sunderland, Villans in zona retrocessione e tifosi imbufaliti. Su chi puntare, dunque?

Ci siamo quasi, il puzzle è quasi completo: l’ultimo pezzo di quel rompicapo chiamato toto-allenatore risponde al nome di Sinisa Mihajlovic che oggi si è presentato alla stampa e ai tifosi della Fiorentina. Già, perché Pantaleo Corvino e Andrea Della Valle hanno scelto il serbo per sostituire il neo-ct dell’Italia Cesare Prandelli; reduce da un’esperienza a Catania più che buona, sfumato l’Inter e anche la Sampdoria, l’ex difensore di Roma, Lazio, Samp e Inter è carico più che mai per prendere in mano i viola, l’anno prossimo senza coppe europee: “E’ un onore per me allenare la Fiorentina, so cosa mi aspetta, le responsabilità, so bene che i toscani sono tosti, anch’io lo sono, andremo d’accordo. Spero di continuare la strada tracciata da Prandelli. Ringrazio la società siciliana che mi ha lasciato libero. Ora punto su questa avventura; Firenze ha perso un grande allenatore ma lo ha conquistato l’Italia. Da parte mia cercherò di riportare la Fiorentina in Champions League, sono certo che ce la faremo. L’Inter e la Sampdoria? Ho scelto la Fiorentina perché c’è Corvino, un dirigente che ho sempre stimato“.
Poi passa a parlare dei singoli: “In questi giorni parlerò con tutti i giocatori, sono convinto che Gilardino resterà a Firenze, è un giocatore importante, il mio modo di giocare lo esalterà. E poi, se Alberto ha qualche dubbio, glielo tolgo io. Stimo molto anche Adrian Mutu, è vero che in passato, da giocatori, ci sono stati degli screzi ma chiarimmo tutto a suo tempo. Fra l’altro, in quella occasione sbagliai io. Adrian comunque mi piace, ha un carattere focoso, quasi come il mio. A me piace la gente con gli attributi. Sul suo futuro non abbiamo ancora parlato, io mi fido della mia società. Mancini? Ci sentiamo quasi tutti i giorni, abbiamo parlato anche di Firenze, come amico è contento della mia scelta, mi ha parlato bene di questa città al di là di come è finita per lui” ha chiosato infine Mihajlovic. E rimanendo in tema di panchine, oggi sono arrivate altre due ufficialità: il Livorno ripartirà con Bepi Pillon, mentre per il dopo Zola al West Ham è ufficialmente pronto l’israeliano Avram Grant, ex Chelsea e la scorsa stagione al Portsmouth.
Grazie ad una rete del solito Didier Drogba nella ripresa, il Chelsea piega 1-0 il Portsmouth nella finalissima di FA Cup e conquista il secondo titolo in pochi giorni, dopo il trionfo in campionato a spese del Manchester United. Carlo Ancelotti diventa così il primo allenatore a conquistare l’ambito “double” nella stagione d’esordio in Premier League, impresa che non era riuscita nemmeno al suo predecessore José Mourinho. I Blues prevalgono dopo un incontro più combattuto del previsto e ricco di emozioni, nel corso del quale entrambe le squadre falliscono un penalty con Boateng e Lampard. Da segnalare anche due traverse colpite da Kalou e dallo stesso Drogba.
Le foto della finale di FA Cup
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Non è bastato salvare il West Ham, Gianfranco Zola non ha centrato la riconferma per la prossima stagione. L’allenatore italiano è riuscito a raggiungere l’obiettivo minimo, seppur in maniera poco brillante e molto stentata: gli Hammers hanno chiuso il campionato al quartultimo posto garantendosi la permanenza in Premier League. Nonostante ciò la nuova società, ora guidata dai due magnati della pornografia David Sullivan e David Gold, ha deciso di concludere il suo rapporto con il tecnico sardo con tre anni di anticipo, Zola aveva firmato un contratto che legava ai londinesi fino alla fine della stagione 2012/2013.
Fin da subito i rapporti tra i nuovi proprietari, insediatisi a gennaio, e l’allenatore non erano stati idilliaci. Domenica il West Ham ha chiuso pareggiando in casa con il Manchester City, in occasione della conferenza stampa del post partita Zola aveva espresso tutta la sua insoddisfazione rivelando di non provare più divertimento e confermando i dissapori con la società. Oggi sul sito ufficiale degli Hammers è stato pubblicato uno stringato comunicato stampa che annunciava l’esonero.
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Dall’inferno al paradiso, questa è stata la sensazione provata dai tifosi del Portsmouth in questi ultimi due giorni. La vittoria di sabato del West Ham di Gianfranco Zola ha sancito la definitiva e matematica retrocessione dei Pompeys, era solo questione di tempo, la squadra era ultima in classifica quando è stata anche penalizzata di nove punti in seguito al commissariamento della società conseguenza del tracollo finanziario. Ma il calcio non finisce mai di regalare emozioni e così ieri i ragazzi di Avram Grant hanno conquistato a sorpresa la finale di FA Cup, battendo un favoritissimo Tottenham con due gol nei tempi supplementari.
Gran protagonista in negativo dell’incontro è stato il terreno in pessime condizioni di Wembley, lo spettacolo non è stato esaltante soprattutto per questo motivo. È stata senza dubbio la partita degli ex, tra gli Spurs figuravano l’allenatore Harry Redknapp e la coppia d’attacco composta da Jermain Defoe e Peter Crouch. Il lungo nazionale inglese ci ha provato fino agli ultimi secondi del tempo regolamentare a regalare la qualificazione alla sua squadra ma si è dovuto arrendere all’estremo difensore David James, decisivo anche in un’altra circostanza contro Vedran Corluka.
Le immagini della semifinale di FA Cup Tottenham - Portsmouth 0-2




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Alla fine il Portsmouth non ce l’ha fatta a evitare il tracollo finanziario tanto annunciato, da stamattina il club è in amministrazione controllata. Mai un provvedimento del genere era stato preso per una società che disputa la Premier League, il campionato di calcio più ricco al mondo, ma anche il più indebitato come stiamo scoprendo di recente. I Pompeys passano così dal trionfo in FA Cup del 2008 al momento più nero della loro centenaria storia. Il club, come annunciato in uno stringato comunicato, sarà ora gestito dall’amministratore Andrew Andronikou della UHY Hacker Young.
In questi turbolenti mesi in cui la società ha cambiato ben quattro proprietari sono stati accumulati debiti per quasi 60 milioni di sterline. L’attuale e ultimo proprietario, Balram Chainrai, ha provato fino all’ultimo a trovare degli acquirenti disposti a prendersi carico di questa difficile situazione finanziaria. Quando però ieri è sfumata l’ultima trattativa con un gruppo di quattro imprenditori si è visto costretto ad alzare bandiera bianca e a chiedere l’intervento dell’amministrazione controllata. Il Portsmouth, come da regolamento, subirà anche una penalizzazione in classifica di 9 punti. Sono già ultimi in classifica e si ritroveranno con la miseria di 6 punti, il che è inevitabilmente sinonimo di retrocessione.

Felipe Scolari non è più l’allenatore del Chelsea: due giorno dopo lo 0-0 casalingo contro l’Hull City, Abramovich decide di far saltare il quarto allenatore della sua gestione e affida temporaneamente la panchina al secondo Ray Wilkins. Molto esaustivo in merito il comunicato ufficiale del club londinese che spiega i motivi del divorzio inatteso: “Felipe ha portato molte cose positive al club da quando si è unito a noi e ci dispiace che tutto sia finito così presto. Purtroppo gioco e risultati sono andati deteriorandosi nel momento chiave della stagione e per rimanere in corsa su tutti i fronti in cui stiamo competendo abbiamo ritenuto che l’unica possibilità era di fare questo cambio, ora. Speriamo di aver un nuovo manager nel minor tempo possibile“.
Campione del mondo col Brasile nel 2002 e sei anni positivi spesi sulla panchina del Portogallo (un secondo posto all’Europeo e un quarto al Mondiale tedesco), il tecnico brasiliano in 36 gare ufficiali dei Blues con lui alla guida ne ha vinte 20, pareggiate 11 e perse 5, non riuscendo mai a battere una fra Liverpool, Manchester United e Arsenal. Non ha mai saputo tenere a bada lo spogliatoio, pur avendo da sempre sostenuto che il mercato estivo non rispettava le sue volontà (solo Deco è arrivato a Stamford Bridge per suo volere, Bosingwa a dispetto di quanto possa pensarsi era stato comprato prima).

Eppure John Terry aveva sui suoi piedi la possibilità di regalargli una Coppa dei Campioni: rigore sbagliato, lacrime sotto la pioggia, l’allenatore del Chelsea Avram Grant destinato a finire nel dimenticatoio dei tifosi dei Blues. Uomo di passaggio tra i due latini Mourinho e Scolari, l’atipico israeliano fu subito ribatezzato The Normal One; scetticismo a Stamford Bridge, lui rispose sul campo infilando vittorie su vittorie e arrivando secondo, ma per un pelo, sia in campionato che in coppa. Uomo di poche parole, quelle giuste quando servono, come quando stava al Portsmouth (faceva il secondo a Redknapp) e riuscì a convincere LuaLua a non lasciare il calcio dopo la morte del figlioletto per polmonite.
Poche parole, si diceva, ma penetranti. Ha fatto scalpore la sua intervista rilasciata dal lontano Israele, luogo in cui è adorato e molto conosciuto anche per via della moglie Tzofit, noto volto della TV; unico israeliano manager in Premier, s’è arrogato il diritto di svelare retroscena del Chelsea, senza neanche l’ombra di un pelo sulla lingua: “Non sapevano nemmeno cosa fosse l’Olocausto e lo chiesero a me. Non riuscivo a credere che ci fosse una tale ignoranza su una simile tragedia. I calciatori sono dei professionisti e puntano sempre ai massimi livelli, oltre che ai massimi guadagni, ma sareste davvero sorpresi dei problemi che ci sono in un club come il Chelsea. Problemi che, invece, non avresti mai con una squadra di ragazzini in Israele” ha detto sui “suoi ragazzi” Grant.
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Impazza il toto-panchina in casa Chelsea dopo il mancato rinnovo del contratto al tecnico Avram Grant, in seguito alla sconfitta del club londinese in finale di Champions League, nel derby inglese contro il Manchester United. I giornali inglesi e i bookmakers danno come favorito il “santone” Guus Hiddink, già protagonista di grandi imprese sulle panchine della Corea Del Sud e, recentemente, della Russia.
In realtà convincere il tecnico olandese, fortemente voluto dal braccio destro del patron Abramovich, Tenenbaum, non sarà per nulla semplice, visto che l’allenatore sembra intenzionato a non lasciare la panchina della nazionale russa. Il secondo dei papabili è un altro olandese, Dick Advocaat, fresco trionfatore in Coppa Uefa alla guida dello Zenit San Pietroburgo, non molto amato però dal direttore generale Peter Kenyon, che gli preferirebbe un ex giocatore e idolo dei tifosi dei Blues il gallese Mark Huges, attuale tecnico del Blackburn, col quale sta facendo un ottimo lavoro.
Gli altri due nomi sono quelli di Frank Rijkaard, sostenuto da Ten Cate (già suo vice al Barcellona nel 2005/2006) e da altri uomini dell’area tecnica, le cui quotazioni sono però in ribasso dopo l’ultima deludente stagione alla guida dei catalani e Didier Deschamps, non troppo convincente nella sua breve esperienza juventina, ma ancora piuttosto gradito al patron russo del Chelsea. Sembra quindi tramontare la possibilità di vedere sulla panchina dei Blues un allenatore italiano, Mancini o Lippi, fino a qualche giorno fa inclusi nel lotto dei possibili candidati.
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