Bari - Cittadella 2-2 | Video Gol e Highlights Serie B
5 Dicembre 2011 - Eccovi il video con i gol del posticipo di Serie B fra Bari e Cittadella. Finisce in parità con pugliesi e veneti che si dividono la posta e non fanno quel balzo in avanti in classifica in grado di dare maggiore tranquillità in vista del traguardo della salvezza. Passa in vantaggio la squadra con il primo gol stagionale di Job, il più veloce a spingere in rete una palla vagante in area di rigore.
Nella ripresa il Bari trova la reazione e prima pareggia con un gol dell’ex Napoli Bogliacino (splendido assist di Rivas), poi va in vantaggio con Donati che trova il tiro dal limite. Secondo gol consecutivo per il capitano, ma la rimonta è soltanto a metà perché a 10 dalla fine Maah scappa via in contropiede e supera Lamanna con un delizioso pallonetto che spegne l’esultanza del San Nicola, al solito poco frequentato dai tifosi pugliesi.
Antonio Cassano al Milan: questione di ore, di dettagli, insomma di ufficialità. Se la cosa si concretizzerà come è vero al 99%, allora questo numero, il 99, lo vedremo sullo sfondo rosso e nero delle maglie del Diavolo. Visti i tanti fan del genio di Bari Vecchia, allora, l’operazione di mercato di Galliani e soci avrà anche una positiva ripercussione sul merchandising della società, con la casacca di Cassano che sarà sicuramente un pezzo forte del commercio, ufficiale e non. Ne sa qualcosa Nicola Belmonte, terzino del Bari, che la sua personalissima maglia di Fantantonio ce l’ha ma ha dovuto sudare non poco per averla.
E’ il 24 marzo scorso, è appena finita Bari - Sampdoria, partita che i galletti di casa hanno vinto in rimonta: proprio il grande ex, allora blucerchiato, aveva portato in vantaggio gli ospiti, poi Meggiorini e Barreto ribaltano la situazione e fanno esplodere il San Nicola. Tanto meglio, Belmonte ha promessa da Cassano la sua maglia e così tra i due avviene il consueto scambio; ma mentre il giocatore biancorosso si avvia verso gli spogliatoi col prezioso cimelio, un tifoso gli arriva alle spalle e… gliela sfila. Prego, vedere la fulminea reazione di Belmonte che nonostante la partita sia finita, ha ancora in corpo fiato per rincorrere il ladruncolo.

Maurizio Zamparini è alla nona stagione alla guida del Palermo, squadra che rilevò nell’estate del 2002 piantando in asso il Venezia: ai lagunari strappò anche l’allenatore Ezio Glerean che però durò una sola partita. Era il primo di numerosissimi tecnici passati dalle parti del Barbera, una folta schiera che ad oggi ammonta al numero di 13: ci sono stati divorzi e riappacificamenti (lunghissimo tira e molla con Guidolin, richiamato per ben 3 volte, ma ritorno di fiamma anche per Colantuono), esperienze lampo, traghettatori e chi più ne ha più ne metta. L’ultimo “martire” della furia zampariniana si chiama Delio Rossi.
Il trainer romagnolo sta facendo più che bene nel capoluogo siciliano; ha lanciato nuovi e giovani giocatori, ha ottenuto vittorie importanti e l’anno passato ha sfiorato il quarto posto. Insomma, poco per cui lamentarsi, anche se è noto che Zamparini ha grandissime ambizioni (da qualche tempo ventila l’ingresso in società di uno sceicco che porterebbe i rosanero allo scudetto) e, soprattutto, ama interferire col lavoro dell’allenatore, facendo commenti, appunti e punzecchiando ad ogni pié sospinto (ma non mancano anche le parole al miele e le dichiarazioni d’amore commoventi). Il pareggio di Bari, ennesimo frustata.
“Delio Rossi è un allenatore senza palle” il laconico commento dell’imprenditore friulano, che proprio non ha digerito l’1-1 al San Nicola dopo il vantaggio iniziale e l’uomo in più (con l’ultima in classifica incerottata all’inverosimile). D’altra parte, però, Rossi è tipo orgoglioso e già prima della partenza per la Puglia ci aveva tenuto a sottolineare: “Non è un contratto che mi tiene in un posto. Il problema è che mi devo sentire al centro del progetto tecnico della società altrimenti è meglio cambiare area“. Così Zamparini, vulcanico ma comunque non scemo, ha addrizzato il tiro a mente fredda, anche se le parole restano forti.
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Vittoria sofferta e importantissima per la Roma di Claudio Ranieri che si è trovata di fronte un Bari incerottato ma ben messo in campo. Ranieri è soddisfatto della partita dei suoi: “Mi è piaciuto un po´ tutto. Il nervosismo all’ultimo è normale perché alcune volte ci siamo fatti rimontare. Mi è piaciuta la voglia di vincere contro un Bari ben messo in campo. Abbiamo sbagliato un rigore, abbiamo preso un palo, sbagliato altri gol. Abbiamo avuto occasioni contro una squadra che giustamente faceva difesa e contropiede. Aver vinto e non aver incassato gol ci fa piacere“.
Protagonista in positivo della partita è stato Menez che ormai sembra sempre di più un leader in questa Roma. Il francese sta regalando alla Roma ottime prestazioni nell’ultimo periodo diventando un punto di riferimento importante mettendo sempre più in ombra Francesco Totti. Tra i due però non c’è nessun dualismo, ed è Ranieri a dirlo: “I giocatori mi fanno arrabbiare perché chiedo sempre di mettere palla su Menez quando sta bene come oggi. Quando sta bene cambia la partita, anche Francesco stesso me lo dice. Per me è la Roma di sempre, di Totti e di tutti quelli pronti a dare una mano alla squadra“.
La Roma domenica affronterà il Milan capolista e nonostante i giallorossi non siano molto brillanti il tecnico testaccino è convinto che i suoi ragazzi possano disputare una grande prestazione contro i rossoneri: “I grandi appuntamenti, quest’anno, la Roma li ha sempre giocati bene. Stiamo perdendo punti importanti col Chievo o col Bologna. Con quelle vittorie saremmo lassù. Non essere lassù, dopo l´anno scorso, dopo le aspettative non ci fa contenti. Subentra il nervosismo. Piano piano dobbiamo fare bene. Ci prepareremo per affrontare i primi in classifica“.




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Dopo 23 anni dall’ultima volta (penalizzazioni post-calciopoli a parte) la Fiorentina è in fondo alla classifica: una sola vittoria nei primi sette turni di campionato, ben quattro ko, crisi di gioco e di risultati, anche oggi contro la Sampdoria la squadra viola ha mostrato evidenti limiti, nonostante un incoraggiante primo tempo. Nel capoluogo toscano i tifosi sono in fibrillazione, non sanno più che pesci prendere ed è normale, in questa situazione, cercare un capro espiatorio visibile, evidente: Sinisa Mihajlovic. In realtà l’allenatore serbo ha ancora un margine di fiducia, ma la sua panchina è indubbiamente calda; lui però mantiene nervi saldi e una buona dose di lucidità.
“Lo sappiamo che è più facile cambiare l’allenatore che i giocatori, ma io ho la coscienza tranquilla“, ha detto il tecnico dei viola, che poi ha così commentato la caduta di Marassi: “Oggi è giunta una sconfitta che brucia. Ai ragazzi però non posso rimproverare nulla. Dobbiamo pensare positivo. C’è rammarico e dispiacere, ma già da domani dobbiamo dimenticare la sconfitta e riprendere a lavorare bene per fare più punti possibili“. Ed ottimisticamente dichiara: “Io ho una squadra forte, che si allena bene. Forse ha perso un po’ di fiducia, dal girone di ritorno dell’anno scorso. Ma noi ce la facciamo, ci siamo cacciati da soli in questa situazione e da soli ne usciremo“.
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Dopo i tentativi di Bari e Parma, per il giovane talento della Juventus, Sebastian Giovinco, arriva anche l’interessamento degli spagnoli dell’Atletico Madrid. Il club iberico, guidato in panchina da Quique Sanchez Flores, con il quale i bianconeri hanno ancora in sospeso la questione Tiago e stanno trattando per il bomber uruguayano Pallone D’Oro dell’ultimo Mondiale, Diego Forlan, avrebbe infatti iniziato a sondare il terreno per il fantastista di Beinasco. Restano però sulle tracce del giocatore anche i due club italiani già citati, in particolare i ducali che nei giorni scorsi avrebbero avanzato un’offerta di tre milioni di euro per il 50% del cartellino del centrocampista, oltre ai greci dell’Olympiacos Pireo, al momento però più defilati.
La gallery di Sebastian Giovinco
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Il Genoa oggi ricomincia a sudare: oggi è tempo di ritrovarsi nel capoluogo ligure, da domani tutti in Austria per fare davvero sul serio. Il Grifone sosterà a Neustift dal 18 al 31 luglio agli ordini diligenti di mister Gian Piero Gasperini, al quinto anno sulla panchina dei rossoblu, carico e voglioso di riscattare una stagione, quella passata, con un pelino di ombre in più rispetto alle luci. Enrico Preziosi e i suoi collaboratori non hanno stravolto la rosa, ad oggi poco mercato ma ben mirato, coi soliti colpi assestati: i volti nuovi rispondono al nome di Eduardo per la porta (è stato il portiere titolare del Portogallo ai Mondiali, prelevato dallo Sporting Braga), Andrea Ranocchia e Chico (Almeria) per la difesa, Luca Toni in avanti.
“Abbiamo centrato alcuni ruoli importanti, come il portiere e l’attaccante. Poi c’è Ranocchia che ha fatto bene, in fondo non servono mille giocatori ma quelli giusti, a parte i nuovi poi ci sono giocatori come Kharja, Dainelli, Palladino. Un tassello a centrocampo? Tanti nomi ma non è facile, l’importante è non avere fretta. Boateng? Per me non è il primo nella lista. Veloso? Vedremo, per il centrocampo non c’è fretta. E poi se contiamo per quel ruolo adesso abbiamo quattro giocatori: Milanetto, Zapater, Kharja e Rossi. Quest’ultimo ha fatto molto bene nel ruolo di interno, ormai potrebbe essere la sua posizione, come vedete abbiamo gli uomini giusti. Papastathopoulos? Adesso aspettiamo Chico che dovrebbe arrivare questa sera” ha commentato Gasperini, nel suo stile pacato.
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Primo giorno di scuola anche per la Fiorentina i cui componenti della rosa, stamani, si sono riuniti alla spicciolata nei pressi dell’Ospedale Careggi per le visite mediche; il gruppo viola giovedì prossimo si trasferirà a Cortina d’Ampezzo per iniziare a fare davvero sul serio. Fino ad ora il mercato dei gigliati non è stato granché, con Pantaleo Corvino che sornione osserva l’andamento delle operazioni altrui per piazzare il colpo: la grande novità è l’allenatore, dopo cinque anni di Cesare Prandelli, ecco Sinisa Mihajlovic, motivatissimo e sicuro di riuscire nella difficile impresa di raccogliere degnamente l’eredità del suo predecessore. Altro volto nuovo Gaetano D’Agostino, il playmaker arrivato sin dalle prime battute di mercato dall’Udinese.
E oggi è stato ufficializzato un altro colpo, anche questo niente male: dopo anni passati a difendere, da gran protagonista, la porta dei Celtic Glasgow, arriva in Toscana il portiere polacco Artur Boruc, per anni accostato alle big del calcio europeo, Milan in primis. Contratto di due anni con opzione per il terzo, 3,5 i milioni spesi dai Della Valle per questo estremo difensore 30enne, eppure Sebastien Frey oggi è stato il primo a presentarsi al nosocomio fiorentino e l’arrivo del collega non prelude, necessariamente, a una sua dipartita. Massimo Donati, ex compagno di Boruc in Scozia e ora al Bari, si è detto contento del trasferimento del polacco in Italia, considerandolo il secondo al mondo dopo Gianluigi Buffon.
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Insieme alla conferma del passaggio in prestito dell’estremo difensore Marco Amelia al Milan, il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, ha parlato dell’eventuale cessione della metà del cartellino del difensore Leonardo Bonucci alla Juventus. A questo proposito il patron del Grifone ha dichiarato nell’intervista rilasciata ieri al quotidiano torinese Tuttosport:
Nessun accordo, perché se l’avessimo raggiunto sarebbe stato già annunciato. Noi teniamo molto anche a Criscito e Palladino. Abbiamo da risolvere l’altra metà con il Bari e dobbiamo far quadrare le cifre. Diversamente avremo qualche problema. Con la Juve abbiamo un rapporto da anni, anche costruttivo, e vorremmo mantenerlo tale, poi però gli interessi delle società prevalgono su quelle che sono le relazioni. L’importante è che qualsiasi cosa venga fatta con lo spirito di rinforzare noi e comunque tutelare l’interesse del Genoa. Il Genoa non è un supermercato, non è una società dove tutti possono andare a comprare giocatori facendo forzature, è una società che può difendere qualsiasi comproprietà dignitosamente. La Juve lo sa, noi non vorremmo mai arrivare alle buste, ma abbiamo bisogno di avere un accordo che ci soddisfi.
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Salgono le quotazioni della Juventus per assicurarsi il difensore centrale Leonardo Bonucci, quest’anno protagonista di un’ottima stagione con la casacca del Bari dove insieme al compagno Ranocchia ha formato una coppia difensiva spesso insuperabile. Il giocatore, considerato nelle scorse settimane uno degli obiettivi principali dei Campioni d’Italia e d’Europa dell’Inter, sembra invece ora destinato ad approdare alla corte di Del Neri.