
Vedad Ibisevic (o Ibišević per i puristi) è il nome nuovo del calcio europeo: vederlo lissù, in vetta alla classifica dei marcatori tedesca con 14 gol in 13 partite con la maglia numero 19 della matricola Hoffenheim, ha fatto sì che i club di mezza Europa s’andassero a leggere la sua biografia e bussassero alla porta di Dietmar Hopp, il presidente della sorpresa più eclatante del Vecchio Continente. Il primo posto dei ragazzi allenati da Rangnick è soprattutto merito suo, che la mette dentro in tutti i modi, sfruttando la sua stazza imponente e il suo fiuto per il gol: eppure alla vigilia di questo esordio in Bundesliga nessuno puntava su di lui e il suo curriculum non mandava in brodo di giuggiole finanche i più ottimisti sul suo conto.
Ibisevic nasce in Bosnia 24 anni fa, pochi anni prima che scoppi la guerra: lui la vive in pieno, non riesce a giocare a calcio e solo a 16 anni si trasferisce in Svizzera con la sua famiglia. Bussa alla porta del Basilea, gli viene aperto e inizia a giocare nel settore giovanile del famoso club elvetico, ma il destino gli riserva un’altra meta, inattesa: St.Louis, in Missouri, dove si diploma e dove gioca a calcio nel suo college. Qui si fa notare per le sue doti realizzative, tanto che viene anche convocato nell’Under 21 bosniaca: è tutto pronto per essere scelto nel Draft del 2004 e fare così il salto in MLS, ma il suo connazionale Vahid Halilhodžić, allora tecnico del Paris St.Germain lo vuole con sé a Parigi.
Continua a leggere: Ibisevic, il bomber dell'Hoffenheim che incanta l'Europa

La notizia è di un paio di giorni fa ma all’inizio si pensava alla solita boutade del funambolico Gazza Gascoigne, ora che invece i giorni passano la voglia di scherzare sta svanendo per lasciare posto alla preoccupazione. Gascoigne è sparito, non si hanno notizie di lui dallo scorso fine settimana e potrebbe essere in un qualunque posto d’Europa, l’ultima volta che è stato visto era a Budapest.
L’ex giocatore della Lazio aveva deciso di seguire nel fine settimana il tour degli Iron Maiden e si era unito al gruppo a Praga. Già dalle prime ore l’inglese aveva però mandato all’aria due mesi di riabilitazione bevendo a più non posso e ubriacandosi. Membri della band riferiscono che quando era sul jet in viaggio verso Budapest non era nemmeno in grado di accendersi da solo una sigaretta e addirittura una volta arrivato in Ungheria non riusciva nemmeno a ricordare in che nazione fosse.
Continua a leggere: Paul Gascoigne è sparito: la famiglia è in apprensione
In fondo in molti se lo aspettavano: la granitica formazione tedesca contro la scintillante selezione portoghese, una sfida tra la concretezza teutonica e il narcisismo lusitano, insomma non ci si scandalizza se alla fine dei 90 minuti a vincere è stata la Germania, capace di superare per 3-2 il Portogallo di Cristiano Ronaldo. Assoluto protagonista Bastian Schweinsteiger, autore del gol dell’1-0 e di due assist su punizione per le marcature di Klose e Ballack, ma brava tutta la Germania, soprattutto Podolski, quantità, qualità e giovinezza. La squadra di Scolari invece cerca di rimanere in corsa col cuore, ma indubbiamente stecca la partita, soprattutto in difesa: Nuno Gomes e Postiga hanno accorciato due volte le distanze, invano. Ma vediamo nel dettaglio come è andata. (Fotogallery - Video)
Il match parte un po’ in sordina con le due formazioni che si studiano a centrocampo aspettando i guizzi dei campioni; le prime occasioni capitano ai portoghesi che con Ronaldo e Simao scaldano i guantoni all’attento Lehmann, quindi Moutinho non riesce ad indirizzare verso la porta un cross delizioso di Bosingwa. La squadra di Scolari pare più in palla ma bastano un paio di triangoli perfetti per trovarsi in seria difficoltà: è quanto accade al 22° quando Podolski scambia bene il pallone con due suoi compagni e se ne va sulla sinistra, per poi crossare basso per l’accorrente Schweinsteiger. Il biondo 23enne del Bayern non sbaglia, punendo il Portogallo esattamente come due anni fa, durante la finale per il terzo posto, quando siglò una doppietta.
Continua a leggere: Portogallo-Germania 2-3: Ballack e soci mandano a casa Cristiano Ronaldo