Video Europa League: Juventus - Ajax 0-0 del 25 Febbraio 2010 - Highlights HD

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La Juve passa agli ottavi di finale di Europa League: basta uno scialbo 0-0 contro l’Ajax per superare il turno senza patemi. La squadra di Zaccheroni ha amministrato l’1-2 dell’andata senza isterismi, squadra solida e attacchi dei lancieri scongiurati senza troppi problemi. All’inizio Manninger ha dovuto scaldarsi, non è apparso molto sicuro l’austriaco, ma anche senza Buffon i bianconeri sono riusciti a non subire gol, una notizia vista le 12 gare di fila vedendo la propria rete gonfiarsi (eccettuato il 3-0 di Coppa Italia contro il Napoli). Un palo di Sissoko, qualche piccolo patema vista la verve di Pantelic, in fondo questi novanta minuti contro l’Ajax sono sembrati un ottimo allenamento per la banda bianconera; ora toccherà al Palermo cercare di sconfiggere l’imbattuto Zac: indubbiamente con lui la Juve ha cambiato marcia, ora ci sono gli ottavi di Europa League e un posto in Champions da difendere.
La decantata difesa a 3 sperimentata nella partita contro il Genoa neanche questa sera va di scena: ancora retroguardia schierata a quattro, trittico in mediana e fase offensiva affidata ai soliti noti; insomma, niente turn-over per Zac. L’Ajax di Martin Jol, senza Suarez squalificato, si affida a Pantelic per cercare di bucare Manninger, sostituto dell’acciaccato Buffon; per il resto consolidato 4-3-3 frutto di freschezza atletica e la giusta dose di incoscienza. La Juve non deve perdere, ha la partita d’andata dalla sua e gestisce da grande squadra; un paio di incertezze di Manninger non fanno paura più di tanto, tutt’altro, i bianconeri attaccano in maniera convinta con azioni sparute ma ficcanti. Il primo squillo è di Marchisio con un tiro da fuori velenoso, poi inizia il leit-motiv dei calci d’angolo: ogni cross di Del Piero è un patema per Stekelenburg e soci.
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Il calcio italiano è fermo per le vacanze natalizie, i calciatori si godono le ferie ma ovviamente anche in questi giorni gli addetti ai lavori hanno il loro da fare. Una delle società che sicuramente meno si è potuta rilassare è la Juve, la crisi di gioco e di risultati hanno messo in discussione un progetto che soltanto qualche mese fa sembrava vincente. La prima mossa della società per provare a risalire la china è stata il reinserimento di Roberto Bettega, l’ex attaccante bianconero è ora il responsabile di tutta l’area sportiva della società. Sarà proprio lui, in collaborazione con Alessio Secco e gli altri, che dovrà capire cosa fare per aiutare la squadra a uscire da questo momento buio.
Nonostante le continue smentite della società circa interventi sul mercato dei bianconeri, in realtà è molto probabile che qualche rinforzo arriverà. Il primo nome sulla lista è quello del centrocampista Cristian Ledesma, in rotta con la Lazio di Claudio Lotito e già inseguito quest’estate. Il presidente dei biancazzurri dopo l’epilogo della vicenda Pandev probabilmente proverà a vendere il giocatore prima che lo stesso si liberi senza che la sua società possa fare cassa. La Juve sarebbe disposta a spendere una cifra pari a 5 milioni di euro per accaparrarselo, somma che potrebbe anche essere integrata con qualche contropartita tecnica, sono Molinaro e Tiago i candidati ad un eventuale scambio.
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La Cronaca della partita. Le Foto della partita.
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Dieci gol: tanti se ne sono visti nell’anticipo serale del dodicesimo turno di Serie A, una spumeggiante Atalanta-Juve che nel secondo tempo ha fatto divertite tifosi e spettatori imparziali (Fotogallery). Sette le reti regolari, tre quelle annullate, alla fine il risultato è di 2-5 per la Juve che espugna l’Azzurri d’Italia con una partita bella e senza fronzoli, giocata a viso aperto e in cui i nerazzurri di casa, a dire il vero, non hanno lesinato impegno e coraggio. Primo tempo abbastanza soporifero rinvigorito dai due lampi juventini, o meglio “Camoranesiani“: doppietta dell’oriundo e tutti negli spogliatoi. Nella ripresa valzer del gol: da Ceravolo a Melo, da Valdes a Diego, fino a Trezeguet. Tre punti per la Juve, ottimo calcio in quel di Bergamo.
Ferrara ripropone il solito schema trapezoidale, Giovinco è recuperato, Trezeguet unica punta (a tutti gli effetti), in difesa c’è Caceres a destra, per il resto solito undici con Poulsen necessariamente titolare (ma il danese sta guadagnandosi il posto) nel centro del campo. Conte sfodera uno schema aggressivo, col solo Guarante vero combattente e disturbatore del centrocampo; per il resto Tiribocchi e Doni avanzati, il resto della parte mediana del campo affidata ai vari Ceravolo, Valdes e Padoin, non proprio gente di contenimento. La partita non è bella, benché intensa, nei primi 20 minuti la sola emozione la regala Tiribocchi con un sinistro di poco fuori. La Juve amministra e soffre il pressing avversario, gli orobici sono aggressivi e pare abbiano la partita in mano. Ma dopo il gol annullato, giustamente, a Trezeguet, i nerazzurri capitolano.
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E sono nove: tante infatti le partite consecutive in cui le squadre italiane non sono riuscite a perforare quelle inglesi. La Juve infatti non è riuscita ad avere la meglio di Cech e del Chelsea tutto che si è imposto per 1-0 al termine di una partita di strana decifrazione; i Blues sono andati in vantaggio in avvio con Drogba, subendo la rete al culmine di un avvio oggettivamente disastroso. Poi la truppa di Ranieri ha preso le misure degli avversari e ha provato a fare la sua partita, ma seppur con qualche affanno la squadra di Hiddink ha tenuto botta e ha portato a casa la vittoria. E’ un risultato non certo positivo per i bianconeri che tuttavia rimandano il discorso qualificazione nel ritorno, in cui servirà una vittoria preferibilmente senza subire reti. Fra 13 giorni sapremo chi andrà avanti e chi resterà a casa (Fotogallery - Video).
Le formazioni ipotizzate alla vigilia sono confermate, anche se Ranieri preferisce Mellberg a Grygera; Hiddink conferma Kalou tra le linee a supporto di Drogba e Anelka. L’avvio è tutto di marca inglese: la Juve pare aver un po’ di timore reverenziale nei confronti degli avversari, la squadra di casa gioca come sa e fa paura alla difesa juventina. Il mattatore dei primi minuti è indubbiamente Didier Drgoba che prima sfiora la rete di testa, quindi impallina Buffon scattando sul filo del fuorigioco: Kalou ispira e dà profonda una palla raccolta dall’ivoriano che a tu per tu con l’estremo difensore bianconero non sbaglia. E’ 1-0 Chelsea che rischia di raddoppiare pochi minuti dopo quando ancora Drogba sbaglia a schiacciare di testa da posizione favorevole.
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Dopo avervi proposto il sondaggio (votate qui) per capire chi, secondo voi, passerà il turno delle tre rappresentanti italiane impegnate in Champions League, vi sottoponiamo lo stesso gioco con le quattro formazioni nostrane rimaste in lizza in Coppa Uefa. Come noto, a Milan, Sampdoria e Udinese, si è aggiunta la Fiorentina, “caduta” dall’Olimpo della ex Coppa dei Campioni.
Non c’è dubbio che la sfida più impegnativa sia quella del Milan che sarà contrapposto ai tedeschi del Werder Brema, in un doppio incontro che vede anche una sorta di derby a distanza con l’Inter, capace di raccogliere un solo punto in due sfide con i verdi di Germania, nel Girone di Champions.
Più agevole, ma sicuramente prestigioso, il duello dei Viola con il blasonato ma decaduto Ajax. Decisamente abbordabili le sfide di blucerchiati e bianconeri contro Metalist e Lech Poznan. Ma secondo voi, chi va avanti? Partecipate anche a questo sondaggio (dopo il salto)
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Metti un mercoledì sera di dicembre, con la neve a bordo campo e il Milan fra 4 giorni, con la consapevolezza che basta un pari e un avversario semi-sconosciuto, con l’infermeria piena e pochi tifosi sugli spalti, una veloce mescolata e voilà, esce fuori uno scialbo Juventus-BATE Borisov 0-0: missione compiuta per i bianconeri che con il punticino guadagnato finiscono imbattuti e al primo posto nel girone H, senza reti subite e con nessun acciacco alla fine dei 90 minuti (Fotogallery - Video).
Certo che forse gli stoici supporters della Vecchia Signora presenti all’Olimpico meritavano qualcosa in più: lo spettacolo non è stato di primissima qualità anche se gli spunti per poter raccontare questo match di certo non mancano. Per esempio l’ottima partita del portiere bielorusso Veremko o la tenuta perfetta di Cristiano Zanetti, al rientro dopo mesi di stop e in campo per tutta la gara senza risparmiarsi (anzi, mostrando uno smalto già accettabile); o ancora si potrebbero fare i complimenti a Goncharenko e al suo 4-2-3-1 non banale che ha imbrigliato egregiamente i padroni di casa o spendere due paroline sull’inedito duo offensivo Giovinco-Del Piero nell’ultima mezz’ora.
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Esattamente come nello scorso campionato, la Juve stende la Reggina all’Olimpico con un perentorio 4-0: sotto una fitta nevicata che nella seconda frazione ha inbiancato il terreno di gioco, i bianconeri non hanno avuto vita difficile contro i volenterosi calabresi. In gol Camoranesi, nonostante una spalla dolorante per tutto il primo tempo, Amauri, solito rapace d’area di rigore, Chiellini, al primo centro stagionale, e Del Piero, in gol su rigore guadagnato da Giovinco. Per gli amaranto una traversa di Santos e un gol annullato a Brienza per una punizione battuta senza il fischio di Damato: un po’ poco per gli ospiti, ma d’altra parte senza attaccanti non era facile fare di meglio (Fotogallery - Video).
Le formazioni annunciate alla vigilia sono quelle che poi scendono in campo alle 20 e 30: Ranieri si affida all’undici tipo con Marchisio ancora al centro del campo accanto a Sissoko, Orlandi ripropone lo schema vincente di Udine senza punte ma con Brienza e Cozza i giocatori più avanzati. Sotto una pioggia incessante le squadre si mostrano subito dinamiche, con i padroni di casa desiderosi di imprimere subito il proprio marchio alla gara. La Reggina tenta il palleggio ma poi va in affanno una volta che ripiega in difesa, la Juve inizia piano per poi crescere piano piano; Camoranesi dopo pochi minuti si fa male la spalla destra ma nonostante il forte dolore rimane in campo: e proprio l’oriundo firma il vantaggio dopo uno scambio superbo tra Del Piero e Nedved, col ceco che serve al compagno abile a battere Campagnolo col piatto destro.
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