La Colombia vola ai quarti di finale della Coppa America battendo 2-0 la Bolivia. I colombiani sono, finora, la squadra più interessante del torneo e chiudono il proprio girone a 7 punti, primi davanti alla Costa Rica e all’Argentina che dovrà affrontare proprio i costaricani in un partita da dentro o fuori. Di Falcao, attaccante del Porto, entrambe le reti colombiane, al 14′ e al 26′ (su calcio di rigore per fallo di Amador su Armero dell’Udinese).
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Grande giornata di calcio oggi sabato 7 novembre in Europa e nel Mondo. In Serie A si giocheranno i due consueti anticipi nei quali si affronteranno alle 18 il Catania contro il Napoli e alle ore 20:45 la Juventus contro l’Atalanta sul campo dei bergamaschi. Previsto anche il tredicesimo turno di Serie B dove la capolista Cesena ospiterà l’Albinoleffe, mentre il Frosinone, che ha perso la testa della classifica nell’ultimo turno, cercherà di non perdere ulteriore terreno allo stadio Via del Mare di Lecce contro un Gallipoli affamato di punti. Si giocherà anche il dodicesimo turno di Premier League, Ligue 1 e Bundesliga mentre in Spagna si giocheranno gli anticipi del decimo turno di campionato che vedrà protagoniste Real Madrid e Barcellona.
ITALIA: Serie A
18:00 Catania - Napoli
20:45 Atalanta - Juventus
ITALIA: Serie B
15:30 Ascoli - Cittadella
15:30 Brescia - Triestina
15:30 Cesena - Albinoleffe
15:30 Crotone - Ancona
15:30 Gallipoli - Frosinone
15:30 Padova - Salernitana
15:30 Piacenza - Mantova
15:30 Sassuolo - Modena
15:30 Vicenza - Grosseto
Dopo il Continua tutte le altre partite del 7 Novembre 2009…
Tutti i risultati dei maggiori campionati di calcio mondiali proposti in diretta. Qui sarà possibile seguire l’andamento di tutte le partite, con costanti aggiornamenti che vi permetteranno di non perdere neanche un istante del calcio giocato. Un livescore in lingua italiana nel quale gol, espulsioni e rigori verranno messi immediatamente in evidenza in modo automatico. Questo strumento vi consentirà inoltre di personalizzare il menù, selezionando solo i campionati di interesse oppure evidenziando soltanto le partite in gioco.

Nei giorni che hanno preceduto Argentina - Perù più di qualche organo di informazione aveva sottolineato che, vista l’importanza dell’incontro per la squadra allenata da Diego Armando Maradona, qualcuno potesse fare in modo da ammorbidire la resistenza dell’avversario di turno, vista anche l’ormai compromessa situazione di classifica in chiave qualificazione, i peruviani occupavano infatti l’ultima posizione. Così non è stato, o almeno, così sembrerebbe viste le difficoltà della nazionale albiceleste a conquistare i tre punti.
Un finale rocambolesco con gol di Martin Palermo nei minuti di recupero per tornare in vantaggio dopo una rete del Perù al novantesimo, questi gli ingredienti che scagionano la condotta degli argentini. A far rinfocolare le polemiche ci pensa però il peruviano Roberto Palacios che in un’intervista al quotidiano del suo paese El Bocon racconta di come gli argentini nel corso della partita abbiano continuamente chiesto agli avversari di smettere di giocare. In particolare il più insistente sarebbe stato il capitano Javier Mascherano che a più riprese avrebbe chiesto una maggiore morbidezza.
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La Bolivia si conferma bestia nera del Brasile (i verdeoro non vincono sul territorio boliviano dal lontano 1981) e dopo aver triturato l’Argentina di Maradona (6-1) sei mesi fa, si toglie un’altra soddisfazione battendo la nazionale più titolata del mondo. Dunga ha preferito far riposare un bel po’ di titolari (Kakà, Lúcio, Gilberto Silva, Robinho e Luís Fabiano) e i sostituti non sono stati all’altezza delle pedine fisse. (Video)
La Bolivia, fuori dai giochi per la qualificazione da un pezzo, è passata in vantaggio dopo soli dieci minuti grazie ad Olivares che di testa ha battuto Julio Cesar sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Passano solo 20 minuti e i boliviani raddoppiano: Marcelo Moreno trova la traiettoria perfetta da calcio di punizione e punisce Julio Cesar. Si fatica a trovare una nota positiva per il Brasile in un deludente primo tempo, se si eccettua un palo colpito da Daniel Alves. Nella ripresa il Brasile trova il consolatorio goal dell’1-2 con Nilmar (migliore in campo dei suoi) che di testa raccoglie un cross di Maicon.

In attesa del già qualificato Brasile che oggi giocherà contro la Bolivia ormai fuori dai giochi, ieri si sono giocati gli altri quattro incontri del girone sudamericano. La partita più importante era ovviamente quella dell’Argentina di Maradona che al Monumental di Buenos Aires si giocava le residue chance di quantificazione contro il Perù. Il cielo della capitale argentina ha scaricato litri di pioggia nell’arco dei novanta minuti e soltanto allo scadere i padroni di casa hanno potuto festeggiare grazie ad un gol di Martin Palermo.
L’incontro di ieri sera è stato sicuramente epico, la nazionale albiceleste ha mostrato ancora una volta tutti i suoi limiti sudando più del dovuto per piegare la resistenza di un avversario, il Perù, tutt’altro che eccezionale. Gli argentini hanno trovato la rete del vantaggio con Higuain soltanto nei primi minuti della ripresa, poi la squadra di Maradona è improvvisamente sparita, nascosta dietro un misero gol con la paura di perdere che faceva tremare le gambe. Il Perù indomito ha lottato con le poche armi che aveva e al 90′ ha trovato il pareggio con il neo entrato Rengifo. In quel momento il mondo ha riversato tutto il suo peso sulle spalle del pibe de oro.
Quando la palla è tornata al centro per essere battuta il quarto uomo implacabile ha mostrato la lavagnetta del recupero, due minuti soltanto. Tutta l’Argentina si è riversata avanti, un contropiede del Perù non poteva ormai impaurirli più di tanto. Intanto continuava a piovere quando dopo un minuto di recupero l’albiceleste ottiene un corner, cross in mezzo dalla destra, controcross dalla sinistra rasoterra di Insua, la palla in qualche modo arriva a Martin Palermo appostato sul palo, tocco facile per il gol che probabilmente sarà il più importante della sua carriera. Quello che succede dopo è facilmente immaginabile, Maradona si rotola sull’erba bagnata del Monumental mostrando un’agilità insospettabile, Palermo sfida la tempesta a torso nudo, più tardi il ct dirà che Dio per un secondo si è ricordato dell’Argentina.

Il calcio boliviano è in piena crisi, la Verde è penultima nel girone di qualificazione sudamericano e, pur con due incontri ancora da disputare, non ha nessuna possibilità di partecipare ai prossimi mondiali sudafricani. La crisi politica che investe la federazione si riflette anche nei risultati della nazionale che ha fin ora conquistato sol0 dodici punti, la vittoria per 6-1 sull’Argentina di qualche mese fa sembrava aver dato fiducia all’ambiente ma oggi si è arrivati alla rottura.
In un comunicato del Fabol, l’associazione dei calciatori, diramato oggi si legge infatti: “Il calcio boliviano è in una crisi profonda. Finché le nostre proposte non saranno prese in considerazione ed applicate, i giocatori professionisti del paese si ritirano dalla nazionale a tempo indeterminato”. In pratica si tratta di un vero e proprio ammutinamento in vista dei prossimi dei rimanenti due impegni del girone di qualificazione.
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Circa una settimana fa l’allenatore dell’Aurora de Cochabamba, Julio Cesar Baldievieso, aveva fatto parlare di se per la decisione di far esordire nella Serie A boliviana suo figlio. A scatenare un pandemonio non è stato il semplice legame di parentela tra i due, ma il fatto che il ragazzo non avesse neanche compiuto 13 anni di età. Adesso il padre del calciatore ha pagato con l’esonero la scelta azzardata di far giocare suo figlio in un campionato professionistico.
Il ragazzo ha giocato appena 9 minuti in trasferta contro il La Paz, ma non sono mancanti i problemi nei confronti fisici con gli altri giocatori che hanno affrontato il ragazzo come se fosse un avversario coetaneo, non riservandogli alcun trattamento privilegiato. Dopo pochi minuti dall’ingresso in campo Henry Alaca, giocatore avversario, lo ha steso con una brutta entrata da dietro colpendolo sulla caviglia. Il ragazzo è scoppiato a piangere dopo il brutto fallo ed ha concluso la partita zoppicando.

Ieri in Bolivia è stato registrato un record per quanto riguarda il calcio locale ma probabilmente anche a livello mondiale non si è mai vista una cosa del genere. Mauricio Baldivieso, 12 anni, 11 mesi e 28 giorni, ha esordito nel calcio professionistico con la maglia dell’Aurora de Cochabamba. La partita, contro il La Paz, era valevole per la prima giornata del campionato di Clausura boliviano, poco importa se alla fine il ragazzino non ha potuto festeggiare il suo esordio con una vittoria, la sua squadra ha perso per 1-0.
L’allenatore dell’Aurora è Julio Cesar Baldivieso, padre del giovane calciatore e con un passato nel mondo del pallone abbastanza importante in Bolivia e in altri paesi sudamericani. Era il minuto 84 quando ha deciso che era ora di provare il tutto per tutto e dare spazio a suo figlio inserendolo come attaccante al posto di un difensore. Il ragazzino, nei pochi minuti a disposizione, ha mostrato una buona personalità e gli avversari non hanno avuto alcuna remore nell’intervenire duramente su di lui.
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“Sufreafrica 2010″ titola l’argentino Olé. E non potrebbe essere altrimenti, dopo il nuovo, duro stop subito dagli uomini di Maradona. La Selección perde anche in Ecuador (0-2), due mesi dopo la disfatta in Bolivia. L’illusione della vittoria striminzita contro la Colombia dura solo qualche giorno. L’Argentina, quarta in classifica e braccata dallo stesso Ecuador, dovrà assolutamente battere il Brasile il prossimo 5 settembre. I verdeoro, nel frattempo, si mettono al riparo da sorprese e superano il Paraguay per 2-1 (di Robinho e Nilmar le reti brasiliane). (Tutti i risultati e le classifiche)
Ma torniamo in Europa. L’Inghilterra rispetta le previsioni e rifila 6 goal ad Andorra. E’ la settima vittoria su sette per la nazionale di Capello avanti di 10 punti sulla Croazia (la qualificazione aritmetica è solo una formalità). Vince anche la Svezia di Ibra (a segno) contro Malta: gli scandinavi tengono ancora accese le speranze di qualificazione nel girone dove anche il Portogallo fatica tantissimo (vittoria in Albania all’ultimo minuto per i lusitani, quattro giorni fa). Sette vittorie su sette anche per l’Olanda, già qualificata. Vittorie anche per Russia, Ucraina, Serbia e Macedonia.