
A Marco Borriello non è piaciuto il clamore suscitato da Gomorra e lo dice apertamente. E’ un fastidio che molti abitanti del napoletano e del casertano hanno provato nel leggere, sentir parlare, o semplicemente vedere la faccia di Roberto Saviano. Pericolosi segnali e reazioni di gente comune e onesta su cui anche la malavita poggia il suo enorme e dorato castello. E’ quel fastidio che nasce dal convincimento culturale che è sempre meglio non parlarne.
In fondo Napoli, la Campania e il Sud più in generale sono terre bellissime ricche di storia, cultura e natura. Perchè parlare o scrivere dei mali che avvolgono in una morsa mortale quelle zone? E’ un ragionamento troppo comodo che è un po’ come nascondere la spazzatura sotto al tappeto e sfugge, anzi, rischia di distruggere la naturale spinta positiva della denuncia giornalistica o sociale che dovrebbe albergare in chi stanno a cuore quelle terre. L’intervista integrale che Borriello ha rilasciato a GQ, in edicola da oggi:
Nella tua vita hai fatto tanti sacrifici per arrivare fin qui?
“Molti”.
La tua infanzia non dev’essere stata facile.
“Non è vero. Ho sempre avuto una famiglia alle spalle che mi ha sostenuto e non mi ha mai fatto mancare niente. Poi a un certo punto è capitato uno spiacevole episodio, ma l’affetto c’è sempre stato”.
Lo “spiacevole episodio”, come lo chiami tu, è un padre ucciso dalla camorra.
“Crescere senza una figura maschile di riferimento è stato duro. Per fortuna, abbiamo avuto una mamma che ci ha fatto anche da papà. Comunque è un’esperienza che mi ha rafforzato e reso più responsabile. Altrimenti non sarei andato via da casa a 14 anni”.



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Nell’ultimo test in programma prima delle convocazioni definitive per il Mondiale sudafricano, gli Azzurri si fanno imporre lo 0-0 dal Camerun, offrendo ancora una volta una prestazione piuttosto deludente. Non però per il commissario tecnico Marcello Lippi, che al termine dell’incontro ha commentato: c’erano tanti ragazzi che ho chiamato per la prima volta. Borriello già era stato in nazionale, Bonucci e Cossu hanno fatto una partita con buona personalità e autorità. È stata una partita molto utile.
Poco da dire su quanto accaduto in campo, a parte una buona prova dell’esordiente Bonucci che ha dichiarato ai microfoni della stampa: penso sia stata una prova positiva. Ho cercato di impostare l’azione come mi è stato detto in questi giorni. Spero sia solo un punto di partenza. Giocare vicino a tanti campioni è sempre più facile. Discreta anche la prestazione di Cristito e Cossu, mentre hanno abbastanza deluso le due coppie d’attacco Di Natale-Borriello e Quagliarella-Pazzini.