L’Inter vince la Coppa Campioni e la Juve prende tre sberle dai newyorkesi della Red Bulls. Tanto per dire, ovvio, però anche in questa mini tournee di fine stagione i bianconeri riescono ad uscire dal campo con un ko, nonostante le ovvie differenze tecniche in campo e l’undici scelto dal coach degli statunitensi, non proprio formato dai titolari. Insomma, grande festa a Harrison e entusiasmo per Del Piero e soci (a proposito, Pinturicchio nel 2011 potrebbe trasferirsi proprio nella Grande Mela), ma alla fine a vincere sono i padroni di casa.
Squadra stramba quella messa su da Zaccheroni nel primo tempo, eppure vivace; sarà che i vari Brandao e Padoin (in foto) ci tenevano a fare bene col bianconero juventino addosso, ma seppur con 22 gradi e un tasso di umidità molto alto la partita nella prima frazione la fanno gli italiani. Bravino Diego, traversa di Del Piero, applausi anche per Manninger su tiro di Chinn. Nella ripresa sostituzioni e capitombolo: prima Hall e poi Chinn, in 10 minuti è notte fonda. L’ex Aston Villa Angel chiude il match alla mezz’ora, inutile il gol sulla sirena di Amauri.




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La stagione per la Juve è ufficialmente terminata ma, a parte i giocatori convocati dalle Nazionali per il Mondiale, gran parte della truppa bianconera è ancora al lavoro in quel di Vinovo: alle porte una tournee in Nord America, la riproposizione di ciò che fu anche l’anno scorso (ma dodici mesi fa la metà fu l’Estremo Oriente) per racimolare un po’ di soldini. Venerdì prossimo, cioè fra due giorni, la partenza verso il JFK di New York, poi da domenica tutti in campo per la prima di due amichevoli.
Il 23 maggio infatti andrà in scena una inedita Juve - New York Red Bulls, poi trasferimento in Canada, nell’Ontario per la precisione, dove i bianconeri disputeranno la seconda e ultima partita di questa mini spedizione: avversaria la Fiorentina di Prandelli, teatro della gara lo stadio di Toronto. Oggi sono state diramate le convocazioni, come di consueto con alcuni elementi non juventini: quest’anno i fortunati sono Brandao del Siena, Padoin dell’Atalanta, Bardi e Bernardini del Livorno, oltre a Ekdal che comunque è a fine prestito dal Siena. Presenti anche gli epurati di Lippi, cioè Grosso e Candreva.
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L’Inter è campione d’Italia per la 18esima volta (17 sul campo) dopo la striminzita ma preziosissima vittoria ai danni di un già retrocesso Siena: decide un gol del solito Diego Milito, il Principe nerazzurro che mette l’ennesimo sigillo sulla stagione dell’Inter. Dopo un primo tempo a reti bianche, è all’inizio della ripresa che si sblocca il match con la rete numero 22 del centravanti, esattamente come la cifra che l’argentino ha stampata sulla sua schiena; una marcatura fondamentale nell’economia della partita, perché i bianconeri di casa erano compatti e tignosi, con un Curci in ottima forma e gli ospiti comunque abbastanza tesi. Non serve dunque a nulla la vittoria romanista a Verona, nessuna sorpresa nel 38esimo turno di Serie A: il tricolore è ancora a Milano, sponda interista (Tabellino di Siena - Inter 0-1).
Mourinho non rinuncia alla truppa di titolari, schierando Balotelli al posto di Pandev e non rischiando Lucio, in campo Materazzi. Il Siena fa la sua onesta partita, d’altra parte motivazioni a parte sono pur sempre quasi 50 i punti che dividono le due squadre: in altri termini, l’Inter è più forte e non c’è bisogno di fare tante chiacchiere per intuire che sarà una giornata di sofferenza per Curci. Ma il ragazzo è romanista, come lui Rosi, e poi c’è il presidente Mezzaroma, insomma la voglia di far bene non manca; ma come detto sono gli ospiti a mettere più convinti il piede sull’acceleratore anche se la prima vera occasione è per Ekdal che spara fuori a tu per tu con Julio Cesar. Poi è assedio Inter con Milito che impensierisce più volte il portiere avversario.
Le migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da Milito




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Cronaca Siena - Juventus 0-1. Fotogallery Siena - Juventus 0-1.
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Questa volta ci pensa Amauri: come nella partita di mercoledì scorso in cui fu Chiellini a regalare i tre punti alla Juve, nel mite pomeriggio di Siena è il brasiliano a levare le castagne dal fuoco. Una incornata delle sue a metà ripresa, una rete fondamentale per il cammino della Vecchia Signora, un modo per ottenere il massimo facendo poco, troppo poco. Ferrara torna al rombo, serve a poco perché l’ordinata difesa imbastita da Giampaolo (squalificato e quindi in tribuna) regge senza affanni eccessivi e alla fine, come spesso accade ai bianconeri torinesi, diventa Buffon il protagonista sul rettangolo di gioco. Anche se, in definitiva, la partita è stata brutta ed entrambi i portieri hanno dovuto lavorare davvero poco: quattro tiri a due per i padroni di casa. E una serie infinita di passaggi sbagliati (Le Foto di Siena - Juve 0-1).
Ampio turn-over per gli ospiti, mercoledì a Torino è attesa la Sampdoria e per la partita contro il Siena è riposo per vari titolari, da Grosso a Cannavaro, da Sissoko e Camoranesi. I toscani lanciano i giovani Ekdal, in prestito proprio dalla Juve, e Jajalo, pilastro dell’Under 21 croata. La partita nei primi venti minuti è da sbadigli: il clima sulla città della Palio è dei migliori, la giornata fresca e la gente al Franchi numerosa, tutti ingredienti che mescolati non hanno prodotto granché. De Ceglie è propositivo, Trezeguet cerca di combinare qualcosa, Molinaro tradisce l’emozione e si impappina spesso. Azioni vere, succose, da gol non se ne vedono, non almeno degne di nota: anzi, è il Siena ad andarci più vicino con un tiro di Jajalo. Anche Diego non pare in giornata.
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Jeremy Menez ha risolto i problemi fisici che lo hanno costretto ad una preparazione a singhiozzi nella prima fase di ritiro con la Roma. Ci sarebbe da essere felici visto è considerato che i giallorossi per acquistare il francesino l’anno scorso dovettero comunque impegnarsi in un investimento importante. Pare però che il feeling tra la squadra e il giocatore faccia fatica a sbocciare, la sua nostalgia per la Francia non accenna a diminuire ed ecco quindi che si ripropone con insistenza un suo possibile ritorno in patria.
Secondo l’edizione odierna di France Football sulle tracce di Menez c’è il Marsiglia di Didier Deschamps che sarebbe pronto a fare un’offerta molto importante alla Roma per arrivare al centrocampista offensivo transalpino. Prima che però questo possa accadere l’OM dovrà riuscire a sbarazzarsi almeno di un giocatore. I candidati alla cessione sono il centrocampista Mathieu Valbuena e l’attaccante brasiliano, ex Shaktar Donetsk, Brandao che, nonostante l’ottima stagione disputata l’anno scorso in Ligue One, non rientra nei piani del nuovo allenatore Deschamps.
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