
Come sempre la Germania si presenta all’avvio di un mondiale tra le favorite alla vittoria finale. È vero i tedeschi, secondo i pronostici, non sono all’altezza di Spagna, Argentina o Inghilterra, ma la storia ci insegna che alla fine la solidità teutonica riesce sempre a portare ad ottimi risultati. Negli anni questa nazionale ha cambiato il suo modo di giocare, facendolo diventare molto più offensivo, la federazione ha poi lavorato ottimamente con i giovani tanto che in rosa non mancano ragazzini di appena vent’anni come Badstuber e Muller.
All’ultimo momento Joachim Low ha dovuto rinunciare al capitano Michael Ballack, può comunque contare sull’apporto di tanti giocatori di talento. A guidare l’attacco ci sarà come al solito Miroslav Klose, ma il commissario tecnico tedesco dispone di altre punte importanti come Mario Gomez o Lukas Podolski, senza dimenticare il già citato Muller, giovanissimo del Bayern Monaco. Anche gli altri reparti sono ben equipaggiati, gente come Lahm, Schweinsteiger, Jansen e Freidrich offrono molte garanzie. L’unico punto debole è il portiere, tra i pali ci sarà quasi certamente Neuer, pronti a sostituirlo ci sono Wiese e Butt.
I tifosi non hanno ancora dimenticato la delusione di quattro anni fa, quando la Germania dovette arrendersi all’Italia in semifinale in quelli che erano i mondiali di casa. Non manca però la fiducia per questa edizione, la speranza di conquistare il quarto titolo dopo quelli del 1954, del 1974 e del 1990 c’è. In fondo chi segue il calcio sa che questa squadra è capace di sorprendere, come fece nel 2002, nessuno avrebbe previsto alla vigilia che i tedeschi avessero conquistato il secondo posto, in quell’occasione dovettero arrendersi soltanto alla superiorità del Brasile che sarebbe poi diventato pentacampeao.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




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Il calcio in fondo è un delirio psicologico collettivo. Basta un tifoso, uno, che abbozza un fischio, ed ecco l’effetto domino di uno stadio che rumoreggia contro il primo errore di un onesto lavoratore del pallone. Basta un giornalista, uno, che insinua nelle orecchie dei lettori che quel giocatore è una “pippa“, ed ecco che la dirigenza della Juve, dopo le prese di posizione difensive di rito, vaglia l’ipotesi di sbarazzarsene. E’ andata così con Cristian Molinaro, ragazzo umile e faticatore instancabile, che nei due anni a Torino ha avuto ben pochi estimatori: qualche compagno, mister Claudio Ranieri e un centinaio di tifosi convinti. Il sottoscritto era ed è tra questi. Così ieri quando alla Mercedez-Benz Arena ha strabiliato con lo Stoccarda l’Europa intera con una partita a dir poco perfetta, la rivincita di questo giovanotto cilentano è stata completa.
“Volevo solo avere le stesse chance di Grosso di giocare, ma così non è stato perché lui doveva giocare sempre anche se in allenamento facevo meglio” aveva detto pochi giorni fa a un quotidiano tedesco. Poco male, la Bundesliga si è accorta di lui e ora Christian Gross, allenatore degli Schwaben, non riesce a privarsene. A discapito del povero Arthur Boka: terzino di fama internazionale, titolare inamovibile della corsia mancina, Coppa d’Africa con la Costa d’Avorio e posto perso al ritorno dall’Angola. Come se non bastasse meno di una settimana fa in allenamento si è lussato la spalla: fuori un mese. Molinaro ha il posto assicurato. E nessuno se ne dispiace perché l’approccio col nuovo campionato è stato fantastico: cinque vittorie e un ko (in casa, con l’Amburgo, doppietta annichilente di Van Nistelrooy). Corsa e cross, si proprio quelli: i cross.
Domenica scorsa nella vittoriosa trasferta di Colonia (1-5 per lo Stoccarda), il gol del vantaggio iniziale lo ha siglato Cacau: assist di Molinaro. Alla Juve aveva Nedved su cui scaricare palla prima di sgroppare sull’out, ora se la intende con Hleb: non due giocatori così, sicuramente gente che riesce a cacciare fuori il meglio dal terzino di Pellare. E infatti ieri ha bloccato Messi, ogni incursione mancina era una spina nel fianco per la difesa del Barcellona, lui e Gebhert sulle fasce hanno fatto venire mal di mare alla retroguardia blaugrana. Più un gol salvato sulla linea e tanto di maglietta scambiata con Puyol. Molinaro è uno che ha vinto al Bernabeu, nelle notti di Champions lui c’è. Anche se non ha giocato nemmeno un secondo con la Juve formato Europa quest’anno; e meno male, altrimenti non avrebbe potuto sfoderare la prestazione eccelsa di ieri.
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