
L’amarcord ha accompagnato questa partita sino al fischio d’inizio quando, finalmente, l’arbitro ha dato via alle danze di questa sfida per il primato. Ancelotti aveva pochi dubbi, uno in difesa e uno in attacco, risolti con le scelte di Favalli, centrale insieme a Bonera, e Borriello unica punta con Kakà e Ronaldinho a supporto. La volpe Reja non cambia nulla e manda in campo la migliore formazione, quella che ha incantato tutti in questa prima parte di campionato. (Fotogallery - Video)
La partita nel primo tempo non regala grandi emozioni, il primo tiro infatti arriva al 20′ grazie ad un colpo di testa di capitan Ambrosini salvato sulla linea dalla difesa azzurra. La risposta del Napoli non si fa attendere e arriva dal suo uomo simbolo Lavezzi, sicuramente il migliore in campo per i partenopei a fine gara, con un bolide da fuori area deviato in angolo. Il Milan cerca la strada giusta per arrivare al gol ma il trio Santacroce, Cannavaro, Contini è un muro quasi invalicabile che costringe l’avversario al tiro dalla distanza e quasi sempre lontani dallo specchio.
La partita è molto fisica, Santacroce non lascia mai spazio a Ronaldinho da una parte e Bonera riesce ad arginare al meglio le incursioni di Lavezzi dall’altra. Al 44′ però la partita cambia a causa di un’espulsione: Maggio, per un fallo da tergo su Jankulovski, riceve il secondo giallo e quindi abbandona il campo anzitempo, il Napoli perde il suo laterale migliore e si va al riposo con tanta corsa ma poco spettacolo.
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Sono davvero tempi duri per l’Ascoli. Poco più di una settimana fa la società aveva esonerato l’allenatore Nello Di Costanzo sostituendolo con Vincenzo Chiarenza, allenatore storico della primavera della Juventus. Due giorni fa è saltato un altro tassello, stavolta è stato il turno dell’amministratore delegato Pierluigi Di Santo che però si è dimesso spontaneamente e così la società del presidente Roberto Benigni si trova ad affrontare un periodo di grossa difficoltà sotto tutti i punti di vista.
Di questa situazione non ne sono contenti nemmeno i tifosi che hanno iniziato a far sentire la loro voce. Circa 200 di loro si sono radunati lo scorso lunedì mattina al campo d’allenamento della squadra per incontrare i giocatori dopo la sconfitta contro il Cittadella. L’incontro è stato costruttivo, i calciatori hanno rassicurato i tifosi assumendosi le responsabilità e promettendo un pronto riscatto, i sostenitori in cambio hanno promesso che non faranno mancare il loro supporto alla squadra.
Ieri pomeriggio, mentre l’Ascoli scendeva in campo a Bergamo contro l’Albinoleffe subendo la quarta sconfitta consecutiva in campionato, i tifosi (circa 300) hanno manifestato pacificamente per le strade della città fino a giungere sotto la sede della società per cercare di sensibilizzare la proprietà. Per il momento il faccia al faccia con il presidente non c’è stato e per gli ascolani restano tutte le preoccupazioni.
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Ogni tanto leggere fa bene. Se poi la lettura riguarda una della più importanti passioni degli italiani lo si fa ancora più volentieri. E non si sta parlando di quotidiani o settimanali sportivi che dedicano la metà delle pagine al calcio, che fanno per iscritto le moviole al lunedì e danno i voti ai giocatori come vorrebbe il ministro Gelmini. Il riferimento di questo breve post è a un’opera, uno libro frutto della passione per la propria squadra del cuore.
Dopo anni di onorata carriera su internet, il titolare del blog Settore4cFila72Posto35, conosciuto ai più con il nickname di Settore esce allo scoperto e firma a proprio nome, cioè Roberto Torti, un libro che proprio dal sito prende il titolo. Il blog è nato in seguito al disastroso 5 Maggio, quello è il posto che il Sig. Torti occupava in quel maledetto pomeriggio all’Olimpico, quando il vero Ronie piangeva in panca e un difensore slovacco portava una croce troppo più pesante del suo nome. Si capisce bene come un evento sportivo di quelle dimensioni possa muovere un tifoso alle più differenti forme di disperazione, sconforto e tristezza.
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Goleo VI e Pille vanno definitivamente in pensione e da oggi vivranno solo nei ricordi dei milioni di appassionati di calcio: le due mascotte dei mondiali tedeschi del 2006, leone con pallone annesso, lasciano il posto alla nuova creatura sudafricana, il leopardo Zakumi disegnato da Andries Odendaal. Ieri la presentazione ufficiale, con tanto di cerimonia: la creatura è stata presentata dal segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, che ha così spiegato la scelta di Zakumi (Fotogallery):
“Zakumi rappresenta la gente, la geografia e lo spirito del Sudafrica, impersonando l’essenza della prossima coppa del mondo. Siamo sicuri che porterà grande allegria“
Come allegria dovrebbero portare i coloratissimi vuvuzela, già da noi di calcioblog descritti nei mesi scorsi (Fotogallery). Ma facciamo un breve excursus su tutte le mascotte dei passati mondiali di calcio (Fotogallery).
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Il Milan è ormai in un tunnel senza luce. Senza gioco, senza idee e soprattutto con i suoi pezzi pregiati lontanissimi da una forma accettabile. Il Genoa dal canto suo non solo approfitta del momento nero dei diavoli ma gioca un calcio veloce e aggressivo che non lascia spazi e soprattutto la possibilità di ragionare. Ancelotti suona la carica e butta dentro dal primo minuto i tre palloni d’oro, mai scelta fu più sbagliata, con Bonera e Favalli a sorpresa in difesa. Gasperini risponde con il neo acquisto Milito davanti con a supporto gli ottimi Sculli e Gasbarroni, quest’ultimo uno dei migliori a fine partita. (Video)
Come il Bologna due settimane fa anche il Genoa inizia a ritmo altissimo, non lascia ragionare i giocatori avversari e soprattutto Pirlo e Kakà sono vittime di un pressing asfissiante e forse un po troppo falloso. La manovra dei rossoneri risulta così compassata e lenta con Ronaldinho mai in partita e uno Shevchenko che diventa sempre più un oggetto non identificato sui radar mondiali. I padroni di casa passano così in vantaggio con una splendida azione al 30′ del primo tempo, pregevole palla per Milito che in area appoggia di petto per Sculli che, dimenticato da Maldini, infila l’incolpevole Abbiati. I rossoneri reagiscono solo con velleitarie conclusioni da fuori mentre il Genoa macina gioco ed esalta il Ferraris. Il primo tempo finisce con il giusto risultato, Genoa bello e concreto, Milan inesistente.
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Nei sogni dei rossoneri questa doveva essere la partita della rinascita, dopo un mercato con i fuochi d’artificio e presentazioni quasi hollywoodiane, la prima in casa doveva avere il sapore della vittoria e invece no, tutto viene rovinato da un Bologna solido con il 28enne Francesco Valiani, all’esordio nella massima serie, che sigla un eurogol alla faccia delle superstar milaniste.
Arrigoni parte con un 4-2-3-1 con Adailton e Di Vaio sugli scudi, Carlo Ancelotti mette subito in campo i tre migliori acquisti in ogni reparto Zambrotta, Flamini e Ronaldinho, il brasiliano ha tutti gli occhi addosso e comunque, a fine partita, risulterà il migliore dei suoi. Il Bologna non parte rassegnato, la paura a San Siro potrebbe far finire prima del tempo la partita e così cerca di rispondere subito colpo su colpo agli attacchi rossoneri. Il primo gol arriva al 18′ con un gran diagonale di Di Vaio che non lascia scampo ad un incolpevole Abbiati.
Il Milan cerca subito il riscatto con un Dinho inspirato e un Inzaghi sempre attivo, le occasioni per lui ci sono ma non riesce a tramutarle in gol. Il numero 80 rossonero sforna numeri per la platea, dribbling e assist che i compagni non riescono a capitalizzare ma al 41′ arriva lo sperato gol del pari ed è sempre il Gaucho ad inspirarlo, cross pregevole dalla sinistra per l’ariete rossonero per eccellenza, Massimo Ambrosini che con uno stacco imperioso buca la porta di Antonioli. Finisce un primo tempo piacevole con un Bologna attento e un Milan arrembante.
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La televisione, negli ultimi anni, ha assunto un ruolo a dir poco fondamentale per i bilanci della squadre di calcio: non è un caso se la Serie B, snobbata negli ultimi 12 mesi, abbia sfornato “conti” in rosso, con la recente e triste notizia del fallimento del Messina (anche Ghirardi del Parma, in una recente intervista, ha spiegato come sia dura la vita da presidente di cadetteria). D’altra parte gli stadi sempre meno “agibili” e l’immancabile violenza fuori dagli impianti, suggeriscono a milioni di italiani di godersi lo spettacolo di Seria A e Champions League comodamente dalla poltrona di casa.
Il binomio è così saldo che i rincari dei listini non hanno suscitato particolari polemiche; La7 CartaPiù ancora non ha fornito dati inerenti ai prezzi delle sue “schede” per la prossima stagione, mentre Mediaset Premium e Sky hanno già annunciato che seppur moderato, un aumento ci sarà. Per la prima l’aumento è almeno di 9 euro annuali ma può arrivare anche a 39 euro per chi aveva sottoscritto l’abbonamento in anticipo (entro Ferragosto) e ancora più per chi aveva solo il pacchetto Serie A (ora non più possibile perché Serie A e Champions si dovranno per forza avere entrambe). Sky invece rincara dai 36 ai 48 euro annuali, a seconda del pacchetto che si possedeva l’anno passato, anche se ci sono agevolazioni per i nuovi abbonati e per gli amanti dell’alta definizione.
E voi, utenti di calcioblog, come vi comporterete di fronte a questo “ritocchino” dei prezzi?
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In queste ore Adriano Galliani è irreperibile e quindi si scatenano le migliori illazioni sul mercato rossonero, tutti si chiedono con chi starà trattando: Arsenal, Barcellona o Chelsea? Queste sono le squadre di tre giocatori chiave per la nuova rosa milanista, tutte disposte a trattare, tutte che aprono speranze ai tifosi della sud. Per Adebayor c’è sempre la solita telenovela infinita ma pare che l’a.d. rossonero sia volato in Costa Azzurra nella villa di Arsene Wenger a Juan Le Pen per parlare proprio del togolese.
La richiesta pare sia scesa a 35 milioni, ancora troppi per le volontà rossonere ma che per i Gunners verrebbero subito reinvestiti in Jan Huntelaar, giovane punta dell’Ajax e della nazionale olandese. Anche per Ronaldinho il prezzo è sceso, ora siamo intorno ai 25 milioni di euro contro i 15 offerti da via Turati ma si pensa che l’operazione si possa chiudere a 20 e intanto sono saltate fuori alcune indiscrezioni sul contratto che legherebbe il brasiliano al Milan.

Il Milan continua a cercare un nuovo attaccante da inserire in rosa e i nomi si riducono a tre, Shevechenko e Drogba permettendo, e sono il tanto seguito Ronaldinho, il corteggiatissimo Adebayor e un nome nuovo, figlio di uno splendido europeo, Roman Pavlyuchenko. Adriano Galliani due giorni fa si era espresso sul mercato annunciando che l’Arsenal era disposta a trattare il prezzo del togolese che, a detta dell’a.d., ha in mente solo i rossoneri. Ma la strada è ancora lunga.
Ronaldinho rimane sempre in contatto con via Turati ma il suo ex ct Felipe Scolari pare l’abbia chiamato ieri per invitarlo a traslocare a Londra e vestire blues. E’ certa però una cosa, Galliani ha affermato che l’acquisto di uno esclude automaticamente l’altro e, dato che Kakà e Pato sono considerati titolarissimi, non si vogliono creare problemi nello spogliatoio. In aggiunta si parla di un mister x e di un mister y. Uno dei due è stato svelato e si tratta di Roman Pavlyuchenko, attaccante del Spartak Mosca che è venuto alla ribalda con la splendida Russia di Guus Hiddink all’Europeo.
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Finalmente sono arrivate le convocazioni di Pierluigi Casiraghi per i XXIX Giochi Olimpici che si disputeranno dall’8 al 24 agosto a Pechino. La medaglia d’oro manca da 72 anni, dalla magica olimpiade di Berlino del ‘36, dove Jesse Owens fu protagonista assoluto sotto gli occhi increduli di Adolf Hitler proprio nello stadio che ci ha consacrati campioni del mondo due anni or sono. Rispettando le notizie degli ultimi giorni, Tommaso Rocchi è l’unico fuori quota della spedizione anche se lo zoccolo duro della squadra è rappresentato in buona parte dai ragazzi classe ‘85, Montolivo su tutti.
Sono 22 i nomi consegnati, 18 più 4 riserve, alcune sorprese rispetto al torneo di Tolone ma il gruppo, bene o male, è sempre stato ampio ma coeso. In realtà i nomi sono 37, praticamente vengono inserite le riserve delle riserve, dove figurano: Osvaldo, Marzoratti, Canini, Lanzafame, Galloppa e Bassi su tutti. Gli azzurrini si ritroveranno a Roma domenica 6 luglio e lunedì 7 inizieranno le consuete visite mediche presso il Centro di Medicina dello Sport, poi nel pomeriggio, alle ore 18, tutta la spedizione verrà ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Le visite mediche saranno terminate martedì mattina e nel pomeriggio tutti si trasferiranno a Coverciano dove inizierà la preparazione fino a martedì 22 luglio, giorno in cui la squadra sosterrà l’ultimo test contro la Romania allo stadio di Pistoia.
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