
Questo pomeriggio Andrea Masiello, difensore quest’anno dell’Atalanta ma nelle ultime stagioni a Bari, si è recato in compagnia del suo avvocato Salvatore Pino presso la Procura di Cremona per essere interrogato spontaneamente da Roberto De Martino, il Pubblico Ministero che sta indagando nell’ambito dell’operazione “Last Bet“, la famigerata vicenda legata al calcioscommesse scoppiata in due tranche nel giugno scorso e prima di Natale. Il giocatore si è mostrato sereno prima dell’incontro terminato alle 17.30: “Io sono tranquillo, come deve essere tranquillo chi non ha nulla da nascondere“. Non è noto quello che ha raccontato al pm.
“Il verbale è stato secretato e non possiamo assolutamente dire nulla” ha dichiarato il suo legale, così come sono rimaste cucite le bocche di Masiello stesso e di Di Martino. La sua deposizione potrebbe rivelarsi decisiva per le indagini dei procuratori, se è vero come è stato ipotizzato che il giocatore abbia voluto togliersi un peso dalla coscienza inerente ad alcune partite del Bari della scorsa stagione, quando i pugliesi precipitarono in Serie B senza appello (chi non ricorda il parapiglia al termine di Parma-Bari, partita vinta dai biancorossi all’ultimo minuto?). Tra l’altro il suo nome era stato fatto da Gervasoni quando, interrogato, aveva parlato di combine nella sfida Palermo-Bari. Masiello domani non giocherà contro la Juve: Colantuono ha deciso di tenerlo fuori per stress.
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In meno di 24 ore è arrivata la smentita del legale di Nicola Santoni per quanto emerso in un’intercettazione ambientale che riguardava il proprio assistito ed un suo conoscente tale Maurinho. Il colloquio è avvenuto 30 Settembre scorso, nel quale i due parlavano del mondo delle scommesse, con Santoni che affermava di sapere che anche giocatori del calibro di Buffon, Cannavaro e Gattuso erano nel giro:
“Gioca 100-200mila euro al mese!…no…eeh: lui, Gattuso…Cannavaro…sono proprio malati!…Solo che non si poteva..ugualmente…e (incomprensibile) non gli ha contestato nessuna. Si son fatti il loro mondiale, poi l’han vinto, quindi quello…”.
Dopo la smentita dell’avvocato, è arrivata anche quella dello stesso Santoni che oggi è stato ascoltato dalla Procura di Cremona ed ha ammesso di aver fatto dei nomi ‘a caso’ in quell’occasione, in modo ingenuo, convinto di non essere ascoltato da nessuno in quel momento: “I nomi dei tre azzurri a caso, i primi che mi sono venuti in mente durante una conversazione banale“. Santoni ha di fatto confermato i sospetti della procura che ha indagato dopo aver registrato le parole dell’ex portiere del Palermo, senza però trovare alcun riscontro circa un coinvolgimento di qualsiasi tipo dei tre azzurri.

Cristiano Doni è stato interrogato due ore dal gip di Cremona, Guido Salvini. Chi gli ha fatto visita in cella, scrive il Messaggero, l’ha trovato provato e pensieroso, in tuta da ginnastica, barba lunga e con un libro sul comodino che non apre neppure. “Non riesco a trovare la concentrazione, mi sento come se fossi finito sotto a un treno”, avrebbe riferito Doni al parlamentare della Lega Giacomo Stucchi, che lo ha incontrato dietro le sbarre:
“Non dorme da tre giorni. E’ preoccupato per la famiglia e soprattutto per la figlia. Inoltre è consapevole di quanto l’Atalanta sia importante per Bergamo e per i bergamaschi e sa benissimo quanto sia delicata la questione. Non ha televisione né giornali, ma i detenuti del suo reparto lo tengono informato su quello che si dice fuori“
, ha detto Stucchi. Inoltre ha spiegato che non ha mai cercato di scappare: erano le sei del mattino, stava dormendo e pensava che fossero i ladri. Intanto il procuratore della Repubblica Roberto Di Martino ha dato parere favorevole alla concessione degli arresti domiciliari per Doni, l’ex preparatore atletico dei portieri del Ravenna, Nicola Santoni, l’amico e socio in affari di Doni, Antonio Benfenati e per il calciatore Filippo Carobbio.
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Continuano le indagini della Procura di Cremona sullo scandalo del calcioscommesse e con esse anche gli articoli delle testate giornalistiche che ipotizzano nuovi scenari, molti dei quali da accertare. Per Repubblica.it, quella che ha appena descritto, potrebbe trattarsi di una svolta nelle indagini dell’inchiesta ‘Last bet’ che inguaierebbe ancor di più l’Atalanta. Si tratta dell’anticipazione del quotidiano romano che prende forma in un articolo di Marco Mensurati e Giuliano Foschini. Uno scoop tutto da verificare, ripreso anche dall’Eco di Bergamo e poi stranamente eliminato dalle news del quotidiano lombardo.
In pratica Mensurati e Foschini annunciano un’intercettazione tra un componente della banda degli Zingari e Carlo Osti, direttore sportivo del Lecce e all’epoca dei fatti sotto contratto con l’Atalanta. Allegato all’inchiesta ci sarebbe un tabulato del ministero dell’Interno, nel quale vengono segnalate tutte le telefonate effettuate da un membro della banda degli “zingari” (Ljubija Dunderski): nel tabulato ci sono telefonate con Doni e altre persone implicate nell’inchiesta, ma anche 15 telefonate dirette a un’utenza telefonica intestata a Carlo Osti, attualmente ds del Lecce ma ai tempi delle intercettazioni direttore sportivo dell’Atalanta. Osti ha negato, secondo Repubblica: “Io trasecolo, non so nulla, mi occupo solo di calcio e di cose di campo“.

Nuovi sviluppi dell’inchiesta guidata dalla Procura di Cremona sulle scommesse nel calcio italiano. Dopo l’arresto di Cristiano Doni sono proseguiti gli interrogatori nella giornata odierna: oggi è stata volta di Nicola Santoni, il preparatore dei portieri del Ravenna, domani toccherà a Sartor. Santoni, secondo la ricostruzione del gip Salvini, sarebbe stato pagato da Cristiano Doni per non denunciare il tutto agli organi competenti.
Alessandro Zamperini e Filippo Carobbio hanno già raccontato dettagli importanti agli inquirenti. Intanto l’Eco di Bergamo scrive di un’intercettazione tra Cristiano Doni e la Mdf Italia spa di Milano, società di cui è presidente il consigliere d’amministrazione atalantino Isidoro Fratus. Doni contatta il telefonino della Mdf il 24 marzo 2011, due giorni prima di Padova-Atalanta, una delle partite finite nel mirino degli inquirenti di Cremona. La telefonata avviene alle 18.18 e dura 4 minuti, preceduta dallo scambio di tre sms. A proposito di Padova-Atalanta (finita 1-1), il gip Salvini scrive nell’ordinanza che si tratta di
“una partita che, secondo quanto si desume dalle intercettazioni, ha visto raggiunto l’obiettivo che le squadre stesse si proponevano. L’esistenza di un accordo tra le due società è sostanzialmente confermato dalle dichiarazioni rese in occasione degli interrogatori. Sulla partita sarebbe stata giocata “una cifra enorme che conferma la combine.“
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Video - I giocatori del Piacenza aggrediti e minacciati da un capo ultras / Prima Parte
Ennesimo episodio sconcertante legato al mondo Ultras. In settimana i capi ultrà del Piacenza si son recati al campo dall’allenamento per contestare dirigenza e giocatori. I biancorossi hanno iniziato il campionato di Lega Pro con 4 punti di penalizzazione a seguito della vicenda del calcioscommesse che ha portato alla condanna del difensore Carlo Gervasoni per aver, almeno secondo il giudizio sportivo, alterato gli esiti di alcune partite nella passata stagione in Serie B. In estate poi sono cambiati i vertici societari con la famiglia Garilli che ha lasciato la società dopo ben 28 anni di gestione.
La tifoseria organizzata si è sentita abbandonata dalla famiglia Garilli che nel mese di giugno minacciava di non iscrivere la squadra in Lega Pro, salvo poi cedere le sue quote e lasciare la gestione ad una nuova proprietà. Dopo il passaggio di consegne le cose sono solo peggiorate perché i nuovi dirigenti non hanno mai pagato gli stipendi ai giocatori ed ora quasi certamente verrà inflitta una seconda penalizzazione per questo motivo. Ad inizio settimana l’amministratore unico Vladimiro Covilli Faggioli ha cercato di giustificarsi lanciando accuse pesanti in confronti della famiglia Garilli: “La vecchia proprietà ci ha nascosto alcune cose. Per esempio, che non è stata versata l’Iva per un determinato periodo e dovremo dunque accollarci circa un milione di euro non previsto nei conti iniziali“.
Per questi motivi gli ultras hanno avuto un confronto fuori dal campo dall’allenamento, davanti a giornalisti e curiosi, con lo stesso Vladimiro Covilli Faggioli che ha promesso di risolvere i problemi della società. Dopo gli ultras guidati in testa da Davide Reboli, storico capo ultrà piacentino, sono entrati sul terreno di gioco dove hanno avuto un duro faccia a faccia con alcuni giocatori. L’unico che ha avuto la personalità di cercare un confronto con loro è stato il centrocampista Andrea Parola che ha cercato di difendere il proprio lavoro.

L’ex allenatore di Inter e Parma, attualmente sulla panchina del Racing Santander, viene chiamato in causa nell’ambito dell’inchiesta sul giro di scommesse clandestine organizzato dalla camorra stabiese. Il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo e i pubblici ministeri Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa, titolari dell’inchiesta presso la Procura di Napoli, hanno avanzato una richiesta di rogatoria internazionale alle autorità spagnole e presto voleranno nel paese iberico per ascoltare l’allenatore argentino. L’ipotesi di reato è quella di associazione per delinquere alla frode sportiva e riciclaggio. Ne avevamo già parlato su calcioblog qualche settimana fa, le ultime indiscrezioni su questa storia arrivano dal quotidiano napoletano Il Mattino.
Secondo quanto emerso da alcune intercettazioni Hector Cuper avrebbe avuto dei contatti telefonici con due esponenti del clan camorristico stabiese ai quali avrebbe suggerito di scommettere su due incontri del campionato spagnolo e due del campionato argentino nella stagione 2006/2007. Secondo le ricostruzioni della procura il tecnico avrebbe accettato soldi, si parla di 200 mila euro, per aggiustare degli incontri su cui sarebbe stato possibile effettuare delle puntate “sicure”. Poco importa se poi le quattro partite in questione non sarebbero finite con il risultato previsto e promesso, i pm dalle intercettazioni hanno potuto registrare infatti anche la rabbia di chi aveva versato i soldi non ottenendo quanto sperato in cambio, a sostegno della loro tesi.
Che in questa inchiesta ci siano coinvolte anche partite giocate fuori dai confini italiani non è una sorpresa, già qualche mese fa gli inquirenti avevano parlato di Spagna e Sud America come la nuova frontiera delle scommesse clandestine. Certamente però stupisce il coinvolgimento di un personaggio come Hector Cuper, che in questa circostanza sembrerebbe, almeno secondo i pm napoletani, venuto meno alla sua caratteristica irreprensibilità che negli anni gli ha fatto guadagnare il soprannome “hombre vertical”. Dal canto suo l’argentino nega ogni coinvolgimento nella vicenda e si dice pronto a incontrare i magistrati e a fornire una versione dei fatti capace di smentire la loro ricostruzione, ribadendo con forza: “Non conosco camorristi, mai frequentato intermediari della camorra, il mio calcio è quello che si fa in campo, lontano da trucchi e combine”.

Waine Rooney Senior, padre dell’attaccante del Manchester United, è stato arrestato dalla polizia di Liverpool per il suo presunto coinvolgimento in una vicenda di scommesse clandestine. Da quello che si è appreso la vicenda è legata in particolar modo ad una singola partita della Scottish Premier League che si è giocata lo scorso 14 dicembre, quella tra Motherwell e Hearts finita 2-1 per la squadra di Edinburgo. Nel corso della partita fu espulso per proteste il giocatore del Motherwell Steve Jennings, proprio il grande volume di scommesse sull’eventualità di un cartellino rosso nel corso di quell’incontro aveva allertato la Gambling Commission.
Il padre di Rooney è stato prelevato oggi dalle forze dell’ordine nella sua casa di West Derby, vicino Liverpool, stessa sorte è toccata anche allo zio del calciatore, il 56enne Richie. L’operazione che ha impegnato la polizia del Merseyside e di Glasgow ha portato complessivamente all’arresto di nove persone, tutte residenti tra Liverpool e la città scozzese, tra di loro c’è anche, come prevedibile, Steve Jennings, centrocampista del 1984 nato proprio nella città dei Beatles. Della vicenda ha parlato il presidente della federazione scozzese Stewart Regan che ha riferito che le indagini si sono concentrate soltanto su quella partita scongiurando l’evenienza che lo scandalo possa allargarsi. Il Motherwell è a conoscenza dei fatti e ancora non ha espresso una sua posizione ufficiale.

Come già accaduto nel nostro campionato e in quello turco, anche la K-League coreana è stata recentemente investita da un grave scandalo relativo ad incontri truccati. La federazione calcistica del paese asiatico ha infatti proposto ieri la squalifica a vita per i quaranta giocatori più coinvolti in un giro di scommesse, lasciando però intendere di essere disposta a prendere in considerazione degli sconti di pena per coloro i quali confesseranno, permettendo alla giustizia ordinaria e sportiva di fare piena luce sulla vicenda.
Già nel giugno scorso altri dieci giocatori, tra i quali anche l’ex attaccante della Nazionale Choi Sung-Kuk, erano stati incriminati per aver accettato denaro da alcuni broker del gioco d’azzardo allo scopo di pilotare alcuni incontri della massima serie. La vicenda, estesasi col passare delle settimane a macchia d’olio, rischia di peggiorare ulteriormente la già non rosea situazione del calcio in Corea Del Sud. Le presenze negli stadi delle sedici squadre della K-League sono infatti in costante discesa nelle ultime tre stagioni, anche per effetto di diversi scandali succedutisi nel tempo, che hanno portato i tifosi ad orientarsi sul baseball.

Quasi tutte confermate in secondo grado le sentenze per lo scandalo calcioscommesse. La Corte di Giustizia Federale si è infatti espressa oggi, salvando il solo Thomas Manfredini, prosciolto a sorpresa dopo i tre anni di squalifica inflittigli nel processo di primo grado. Confermati invece i cinque anni con radiazione per Beppe Signori; la stessa stessa sanzione è stata comminata a Paoloni e a Bellavista. Rimane invariata anche la squalifica di tre anni e mezzo comminata a Cristiano Doni.
Nessuno sconto nemmeno ai club, come Atalanta, Ascoli e Cremonese, che vedono confermati i sei punti di penalità in classifica da scontare, a partire dall’inizio della prossima stagione, nei propri campionati di appartenenza. La Corte di Giustizia Federale ha accolto invece il ricorso dello Spezia, annullando la penalizzazione di un punto, e ha ridotto la penalizzazione nei confronti del Benevento da nove a sei punti.