
Come già accaduto nel nostro campionato e in quello turco, anche la K-League coreana è stata recentemente investita da un grave scandalo relativo ad incontri truccati. La federazione calcistica del paese asiatico ha infatti proposto ieri la squalifica a vita per i quaranta giocatori più coinvolti in un giro di scommesse, lasciando però intendere di essere disposta a prendere in considerazione degli sconti di pena per coloro i quali confesseranno, permettendo alla giustizia ordinaria e sportiva di fare piena luce sulla vicenda.
Già nel giugno scorso altri dieci giocatori, tra i quali anche l’ex attaccante della Nazionale Choi Sung-Kuk, erano stati incriminati per aver accettato denaro da alcuni broker del gioco d’azzardo allo scopo di pilotare alcuni incontri della massima serie. La vicenda, estesasi col passare delle settimane a macchia d’olio, rischia di peggiorare ulteriormente la già non rosea situazione del calcio in Corea Del Sud. Le presenze negli stadi delle sedici squadre della K-League sono infatti in costante discesa nelle ultime tre stagioni, anche per effetto di diversi scandali succedutisi nel tempo, che hanno portato i tifosi ad orientarsi sul baseball.

Quasi tutte confermate in secondo grado le sentenze per lo scandalo calcioscommesse. La Corte di Giustizia Federale si è infatti espressa oggi, salvando il solo Thomas Manfredini, prosciolto a sorpresa dopo i tre anni di squalifica inflittigli nel processo di primo grado. Confermati invece i cinque anni con radiazione per Beppe Signori; la stessa stessa sanzione è stata comminata a Paoloni e a Bellavista. Rimane invariata anche la squalifica di tre anni e mezzo comminata a Cristiano Doni.
Nessuno sconto nemmeno ai club, come Atalanta, Ascoli e Cremonese, che vedono confermati i sei punti di penalità in classifica da scontare, a partire dall’inizio della prossima stagione, nei propri campionati di appartenenza. La Corte di Giustizia Federale ha accolto invece il ricorso dello Spezia, annullando la penalizzazione di un punto, e ha ridotto la penalizzazione nei confronti del Benevento da nove a sei punti.
Due giorni fa si è giocato in un clima surreale lo spareggio per non retrocedere in Lega Pro Seconda Divisione tra Ravenna e Sudtirol. I romagnoli sono al centro del caso calcioscommesse con l’ex direttore sportivo Giorgio Buffone accusato di far parte dell’associazione a delinquere che lavorava per falsare alcune partite dei campionati professionistici con lo scopo incassare soldi dalle scommesse sportive.
Lo stadio di Ravenna infatti era quasi completamente deserto perché i tifosi hanno deciso di non stare vicini alla squadra dopo lo scoppiò del caso. Alla fine i romagnoli si sono anche salvati battendo in casa 2-1 il Sudtirol dopo aver perso 1-0 la gara dell’andata il 29 maggio scorso. Agli altoatesini meglio posizionati in regular season, bastava un pareggio per mantenere la categoria e fino al 94′ minuto ci stavano riuscendo difendendo il punteggio di 1-1.
Proprio quando sul cronometro mancavano meno di 10 secondi il portiere degli ospiti Davide Zomer ha perso la testa colpendo con una spallata un attaccante del Ravenna che aveva tentato di scalciarlo mentre lui era uscito in presa bassa. Un gesto di follia che è costato caro alla sua squadra perché l’arbitro l’ha espulso ed ha assegnato un calcio di rigore per il Ravenna che è stato trasformato da Chianese. Il gol nel finale ha consentito così ai romagnoli di restare in prima divisione. In attesa delle decisioni della giustizia sportiva il Ravenna si è salvato sul campo grazie ad un grande colpo di fortuna.

Filtrano notizie da Cremona dove si è conclusa la seconda giornata di interrogatori agli arrestati nell’ambito delle indagini sullo scandalo calcioscommesse. Le parole dei soggetti sottoposti alle misure di custodia cautelare stanno complicando la posizione dell’Atalanta che sarebbe coinvolta, con un ruolo decisivo del capitano Cristiano Doni, nel tentativo (in due casi andato a segno) di alterare il risultato di alcune partite dell’ultimo campionato.
Le testimonianze potrebbe fornire materiale utile al procuratore federale Palazzi che ha già aperto un’inchiesta e sta lavorando per rispettare l’obiettivo fissato dal presidente della FIGC Giancarlo Abete: fare chiarezza entro la prima metà di agosto, cioè prima dell’inizio dei campionati. A questo punto diventa fondamentale perché è chiaro che se venisse accertata la responsabilità oggettiva dell’Atalanta tramite i dei suoi tesserati (nel caso Doni) o addirittura la responsabilità diretta (gli indagati al telefono parlavano di “accordo fra le società” per la partita con il Padova) la retrocessione in Lega Pro sarebbe praticamente automatica.
L’Atalanta rischia di rivivere l’incubo del Genoa che nel 2004/05 vinse il campionato di Serie B ma finì in Serie C per la compravendita della gara Genoa - Venezia 3-2, quella della famosa busta con i 250 mila euro per la quale Preziosi è stato squalificato per 5 anni con proposta di radiazione, ma senza che successivamente gli fosse impedito di fare alcunché in senso pratico nel mondo del calcio.

Daniele De Rossi, o meglio “il nome di Daniele De Rossi” spunta nelle intercettazioni dello scandalo calcioscommesse considerate “non rilevanti” dagli inquirenti riguardo la partita Genoa - Roma 4-3 del 20 Febbraio 2011, la gara che portò alle dimissioni di Claudio Ranieri. Il nome del centrocampista giallorosso, che in quella gara non giocò perché squalificato, è tirato in ballo dal mitico Marco Paoloni che millantava con gli appartenenti all’organizzazione di conoscere dettagli su risultati truccati anche in partite di Serie A.
Il caso ricorda Inter - Lecce 1-0, la partita sulla quale Beppe Signori avrebbe scommesso 150 mila convinto che le squadre si fossero accordate per l’over 2.5, salvo poi perdere l’ingente somma (lui e non soltanto lui) provocando l’ira degli altri soggetti coinvolti nell’indagine che arrivarono a minacciarlo telefonicamente.
Risulta plausibile che Paoloni si volesse accreditare commentando un risultato oggettivamente “strano” (da 0-3 a 4-3, qui potete rivedere gli highlights) e attribuendolo ad un accordo fra i giocatori per poter vincere scommesse truccate. In ogni caso bisogna prendere atto del fatto che cominciano a spuntare sui giornali “stralci” di intercettazioni non penalmente rilevanti (alla faccia del segreto istruttorio) e che rischiano di gettare fango su tutto il mondo del calcio senza riuscire a fare chiarezza. D’altra parte non è un fenomeno nuovo: l’intero scandalo di Calciopoli nel 2006 si basò su informative dei carabinieri diffuse integralmente dai giornali senza che le indagini fossero ancora concluse.
Continua a leggere: Scandalo Calcioscommesse: il nome De Rossi spunta nelle telefonate di Paoloni
E’ ottobre, il Monza pareggia in extremis contro la Cremonese al Brianteo: è il gol del 2-2, ma è evidente la papera dei portieri dei grigiorossi, al secolo Marco Paoloni. E’ passato qualche mese, ma ora è tutto chiaro: quell’infortunio, per così dire, non fu casuale, l’attuale portiere del Benevento aveva “aggiustato” la partita (e il fato volle che alle sue spalle ci fossero cartelloni che pubblicizzavano le scommesse). Ma nello scandalo impazzato questa mattina e che ha letteralmente gelato il mondo del calcio nostrano, si parla anche di Atalanta - Pianceza, 3-0, con Carlo Gervasoni e Cristiano Doni indagati. Proprio il 19 marzo scorso il difensore del Piacenza, fino a febbraio a Cremona, procurò il secondo fallo da rigore per un intervento scriteriato su Ruopolo. Gol, e doppietta, di Doni. Dopo il salto il video, l’episodio è mostrato al minuto 7:20.
Continua a leggere: Video, Scandalo Calcioscommesse - La papera di Paoloni e il rigore di Gervasoni

Marco Paoloni, un nome sconosciuto ai più qualche ora fa, è l’uomo chiave dell’inchiesta sul nuovo scandalo del calcioscommesse arrestato dalla squadra mobile questa mattina. Paoloni è il portiere del Benevento, squadra di Lega Pro, ed era l’estremo difensore della Cremonese fino al gennaio scorso. La sua cessione alla squadra campana avviene dopo l’episodio che dà il via a tutta l’inchiesta: Cremonese - Paganese 2-0 del 14 Novembre 2010. In quell’occasione Paoloni somministra ad alcuni compagni il Lormetazepam, un farmaco ansiolitico usato comunemente per indurre sonnolenza. Lo scopo è quello di far perdere la partita alla sua squadra, obiettivo fallito nonostante il “doping al contrario” nei confronti dei colleghi.
Dopo la partita i giocatori sono stranamente spossati, uno di questi, Carlo Gervasoni tornando a casa ha un misterioso incidente stradale. Dettagli surreale Gervasoni è proprio il difensore che a gennaio passerà al Piacenza ed è indicato dagli inquirenti come corresponsabile della combine nella gara contro l’Atalanta, partita nella quale causa un rigore con un intervento goffo. Da vittima a carnefice? Ad ogni modo i dirigenti della Cremonese si insospettiscono e presentano un esposto in Procura che sarà il primo atto dell’inchiesta. Proprio la natura del reato consente di avviare una serie di intercettazioni telefoniche (non previste per la “semplice” truffa sportiva) mentre Paoloni passa al Benevento già additato da molti nell’ambiente per alcune “strane” prestazioni quando si ritrova a difendere la porta della sua squadra. Tanto per fare un esempio sono assolutamente clamorose, a limiti dell’assurdo, le sue topiche in un Cremonese - Spezia 2-2 del 14 ottobre 2010 che potete vedere in questo video.
Il ragazzo, originario di Civitavecchia e nato il 21 febbraio 1984, era un portiere molto promettente. Cresciuto nelle giovanili della Roma passa al Teramo. Per Paoloni è il momento di gloria: nel 2003 partecipa agli Europei U19 con l’Italia di Paolo Berrettini che vince il torneo. Rimane nella squadra abruzzese per altre tre stagioni, con una breve parentesi in prestito alla Ternana, e non riesce a sfondare. Nel 2007 gioca con l’Ascoli, solo 9 presenze, prima di accasarsi alla Cremonese. Secondo le intercettazioni Paoloni fornisce all’organizzazione le dritte sulle partite da giocare, da lui arriverebbe una dritta su Benevento - Pisa che non va in porto (Over 3.5 a fronte di un misero 1-0 finale). Nella stessa giornata Beppe Signori gioca 150 mila euro sull’over di Inter - Lecce 1-0 prendendo un “bagno” storico. C’è nervosismo fra gli scommettitori e Paoloni finisce nel mirino: “Poi veramente la gente ti viene a sparare..ti faccio vedere io che fine fai… vengo io a casa tua… i soldi a me velocemente…i 13mila euro se no stasera sono a casa tua…vai dove ca..o..devi andare ..dagli usurai…vatti ad ammazzare ma portami i 13mila euro“.
Continua a leggere: Scandalo Calcioscommesse: Chi è Marco Paoloni?

Dopo la reazione di Stefano Colantuono, che ha difeso l’Atalanta e Cristiano Doni dalle accuse, ecco anche le parole di Giorgio Perinetti, direttore sportivo del Siena, l’altra società promossa in Serie A in un campionato che il gip Guido Salvini ha definito “falsato” insieme a quello di Lega Pro. Queste le dichiarazioni di Perinetti:
Anche per i fatti di Calciopoli ci fu un frequente accostamento del Siena, poi però è stato dimostrato che non eravamo colpevoli di nulla. Cerchiamo di rimanere calmi, siamo una società che fa le cose per bene, mi sembra difficile che possiamo essere coinvolti in una cosa del genere. La partita con il Sassuolo? Abbiamo vinto quella partita per 4-0 contro una squadra rimaneggiata da infortuni e squalifiche se, come si evince dalle prime notizie, tesserati del Sassuolo sulla loro pelle hanno fatto qualcosa che non dovevano fare sono problemi loro e del Sassuolo. Non vedo cosa c’entri il Siena. Se poi dovessero venire fuori cose diverse si può pensare a come affrontarle. Ma sono certo che si evincerà che da parte nostra tutto si è svolto sempre nella maniera più regolare possibile. Al momento mi sembra che si debbano preoccupare altri, non il Siena
In effetti, come risulta da una prima analisi dei documenti a disposizione, Siena - Sassuolo 4-0 sembra una di quelle partite più pesantemente influenzate dall’organizzazione finita nel mirino dell’inchiesta. Gli arrestati Paoloni e Erodiani avrebbero corrotto il giocatore del Sassuolo Daniele Quadrini, che a sua volta si sarebbe fatto tramite per altri compagni (il portiere Pomini, il difensore Bianco), con una cifra passata dai 30 mila iniziali fino a 45 mila euro allo scopo di garantire la vittoria dei toscani, l’over 2.5 e il risultato 1-1 nel parziale primo tempo e nel finale. Bottino pieno commentato con soddisfazione già nell’intervallo dai due indagati: “Tranne il portiere ce mi stava a fare incazzare gli altri due veramente lo sanno fare“, “Un professionista, li hai visti i calci d’angolo? Non ne tira uno dentro“. Il problema è capire se le “voci” che girano all’interno dell’organizzazione di una corruzione parallela (”si è mosso il Siena“), confermata indirettamente anche in un’altra conversazione da Stefano Bettarini, hanno sostanza. In quel caso la posizione del Siena sarebbe davvero compromessa per la giustizia sportiva.

Nuova indiscrezione sulle partite coinvolte nel giro dello Scandalo Calcioscommesse. Spunta anche un’altra partita di Serie A dopo Inter - Lecce 1-0 (presunto “over” secondo l’organizzazione) ecco Brescia - Bologna 3-1 del 2 aprile scorso. In un’intercettazione si sentono due soggetti coinvolti nel giro di scommesse, tali Pietro Bassi, un misterioso “amico del direttore sportivo della Nocerina“, e Gianfranco Parlato, collaboratore della società Viareggio, parlare del risultato di alcune partite.
Bassi predice correttamente l’esito di quattro partite: Crociati Noceto - L’Aquila 0-1, Taranto - Nocerina 2-1, Lucchese - Benevento 1-2 e, appunto, Brescia - Bologna 3-1. L’uomo usa questa espressione. “Il Brescia prende tutto“. Qualche giorno dopo Massimo Erodiani, figura centrale nello scandalo, parla al telefono con Giampaolo Tagliatti, titolare di un’agenzia di scommesse e lo rassicura sul fatto che il risultato sarà in favore del Brescia.
Questa partita parve sospetta a molti già all’epoca insieme a Chievo - Sampdoria 0-0 e furono molti i broker che chiusero le scommesse vista la mole di giocate molto elevata sull’1. Non ci sono al momento gli elementi per capire se si tratta della classica partita “aggiustata” per via delle diverse motivazioni delle due squadre oppure se intervennero fattori esterni come la corruzione di giocatori o l’accordo fra le società.

Stefano Colantuono, allenatore dell’Atalanta, reagisce dopo le notizie e le accuse piovute sulla sua squadra e sul capitano Cristiano Doni nell’ambito dello scandalo calcioscommesse. Quella di Colantuono è una difesa a spada tratta della sua squadra e dei suoi giocatori, compreso il capitano dei bergamaschi che risulterebbe il più compromesso:
È tutta una comica. Andatevi a rivedere le partite in questione e ve ne accorgerete da soli. Le telefonate in questione non dicono nulla e lo dimostrano i risultati delle partite. Mettere in discussione il campionato nostro e del Siena è assolutamente una comica, non ci sono altre parole. La nostra promozione, così come quella del Siena, è meritata e legittima, e non può essere messa in discussione da queste voci senza fondamento. Invito tutti a rivedere quelle partite per rendersene conto. Ancora più assurdo è il coinvolgimento di Doni nella vicenda. Cristiano non farebbe mai il male dell’Atalanta. Ripeto: è tutta una comica, una comica e basta.
Gli episodi che riguardano l’Atalanta li abbiamo analizzati e, ripetiamo, quello che appare più preoccupante (per quanto manchino i riscontri) è che nella circostanza di Padova - Atalanta 1-1 le persone arrestate facciano riferimento ad un accordo fra le due società per il pareggio, accordo che sarebbe stato realizzato non dai soggetti coinvolti nell’attuale inchiesta.