Il Camp Nou di Barcellona sarà il primo stadio in Spagna a bandire il fumo dalle tribune. L’idea è del presidente blaugrana Sandro Rosell che sottometterà la proposta all’assemblea dei soci del club che si terrà la prossima estate. Se dovesse essere accettata, tale regola entrerà in vigore dalla prossima stagione. Il fatto non ha precedenti nel paese iberico dove è possibile fumare nei luoghi aperti, così come d’altra parte accade nel nostro paese. Soltanto all’Olimpico di Torino vige lo stesso divieto, lo stadio che ospita le partite casalinghe di Juve e Torino dispone di zone per fumatori appositamente allestite.
Il numero uno del club catalano ha presentato la sua proposta oggi in conferenza stampa chiedendo ai propri tifosi di iniziare fin da subito ad attenersi al divieto che entrerà in vigore. Rossell ha così spiegato le motivazioni alla base di questa iniziativa assolutamente inedita: “I tifosi vengono a vedere le partite con i figli, è logico che chiedano a chi gli sta vicino di non fumare. Con la propria salute ognuno può fare quello che vuole, ma non con quella degli altri”. Nel frattempo è stato diffuso anche un video a sostegno di questa campagna, chissà se l’assemblea darà l’ok. Qualcuno ha notizia di altre simili iniziative in Italia?

Mino Raiola, corpulento procuratore di svariati giocatori tra cui Zlatan Ibrahimovic, non è tipo che usa giri di parole diplomatici quando si tratta di “difendere” i propri assistiti; ha sempre agito così, anche con altri illustri calciatori della sua scuderia come Pavel Nedved e Mario Balotelli. Ieri nel rispondere alle solite domande dei cronisti circa il futuro di Ibra, di cui il Barcellona pare voglia liberarsi dopo appena un anno trascorso dallo svedese al Camp Nou, ci è andato giù pesante, prendendosela con Pep Guardiola: “Se Guardiola pensa di fare a meno di Ibrahimovic dovrebbe essere ricoverato in una clinica per malati mentali. D’altra parte sarebbe molto strano che il tecnico dei blaugrana prima si fa acquistare Ibra per 75 milioni e poi dice di non volerlo più; sarebbe da ricoverare in manicomio“.
Analizzando la situazione con meno “colore” e più razionalità, lo stesso Raiola ha ammesso che in realtà l’attaccante non se la passa male e rimarrà ancora in Catalogna: “E’ felice di quest’anno. Tenendo conto che si tratta della sua prima stagione, credo sia stata fantastica per lui, anche se avrebbe voluto vincere più titoli. In ogni modo se un club lo vuole deve parlare con il Barcellona, non con me. E poi, se il Barça dovesse aver bisogno di fare cassa, perché si parla sempre di Ibra e non di Messi o di Pedro? Sono stufo di dover rispondere sempre alle stesse cose. Inoltre Ibrahimovic ha fatto meglio di quanto fatto da Eto’o all’Inter, dato che lo svedese ha segnato 21 gol e fornito 17 assist, mentre Eto’o ha fatto 13 gol. David Villa? E’ lui che deve essere preoccupato, non Ibra. E’ Villa che deve fare quello ha fatto Ibra“.

Il tabellino
Atlético 0 - Sevilla 2
Atlético: De Gea; Ujfalusi, Perea, Domínguez, Antonio López; Reyes, Assunção (Raúl García, m. 59), Tiago, Simão (Jurado, m. 59); Forlán y Agüero. No utilizados: Joel; Valera, Juanito, Camacho y Salvio.
Sevilla: Palop; Konko, Squillacci, Escudé, Luna; Navas, Zokora, Renato (Lolo, m. 92), Capel (Perotti, m. 87); Kanouté y Negredo (Romaric, m. 67). No utilizados: Varas; Navarro, Stankevicius y Rodri.
Goles: 0-1, m.5: Capel. 0-2, m.92: Navas.
Arbitro: Mejuto González (Comité Asturiano). Mostró cartulina amarilla a Renato (m.6), Luna (m.35), Squilaci (m.62), Ujfalusi (m.70), Kanouté (m.84) y a Palop (m.86)
Camp Nou: 98.772 espectadores.





Il Siviglia ha vinto la Coppa del Re dopo aver battuto per 2-0 l’Atletico Madrid. Decisive le reti di Capel (5′ pt) e Navas (47′ st) che hanno consegnato al squadra di Antonio Alvarez la quinta Coppa della sua storia. Niente da fare invece per Aguero & co. che non riescono a bissare il successo in Europa League ai danni del Fulham. Una vittoria molto sentita per il Siviglia, con la squadra che ha mostrato una maglietta che ricordava Antonio Puerta, il compagno morto in campo a causa di un malore quasi tre anni fa. Il Siviglia conquista la quinta Coppa del Re nella sua storia (l’ultima giunse nel 2007 contro il Getafe).



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Il Barcellona, fresco campione della Liga, mette a segno il primo colpo di mercato. L’annuncio arriva direttamente dal sito ufficiale del club catalano: i blaugrana hanno raggiunto l’accordo con il Valencia per il trasferimento di David Villa. Già l’anno scorso la società guidata da Joan Laporta aveva fatto la corte all’attaccante della nazionale spagnola, alla fine il giocatore aveva deciso di restare nel suo club, dicendosi orgoglioso di vestire la maglietta bianca del Valencia e promettendo amore eterno.
Dopo un anno le cose sono cambiate e finalmente il Barcellona è riuscito a mettere le mani sul prolifico attaccante delle Furie Rosse. Il costo dell’operazione è di 40 milioni di euro, al giocatore verrà proposto un contratto quadriennale con un ulteriore anno di prolungamento opzionale. Villa è atteso nella città catalana per giovedì sera, venerdì mattina sosterrà le visite mediche e se tutto andrà bene all’una e mezzo sarà presentato al Camp Nou, per l’occasione le porte dell’impianto saranno aperte per permettere ai tifosi di accogliere il loro nuovo beniamino.
Le migliori immagini di David Villa




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Parole, quelle che accompagneranno giorno dopo giorno l’avvicinamento al grande evento, fissato per sabato sera in quel di Madrid, stadio Santiago Bernabeu. Il cammino verso il Santiago, come qualche abile paroliere l’ha ribattezzato, passa per dichiarazioni, provocazioni e insinuazioni, il pepe giusto per arrivare al fischio di inizio di Inter - Bayern Monaco (per i profani capitati su questa pagina per caso, la finale di Champions League) con l’adrenalina a mille. Louis Van Gaal ha già cominciato la sua campagna destabilizzatrice, mettendo sul piatto ipotetici favori arbitrali capitati ai nerazzurri per arrivare sino in fondo, oggi hanno parlato un nugolo di interisti con José Mourinho capo fila. Partiamo dalle parole del tecnico lusitano che ha esaminato la situazione sua (e del suo futuro) e dei ragazzi che allena, senza dimenticare di punzecchiare gli avversari del 22 maggio.
“Riguardo ai favori arbitrali, gli italiani si ricordano la partita del Bayern con la Fiorentina e gli inglesi si ricordano il rosso a Rafael. Io difensivo? Abbiamo giocato due partite, quella di Londra e quella col Barcellona alla grande, sempre all’attacco. Al ritorno abbiamo parcheggiato l’aereo davanti alla porta, ma perché eravamo in dieci e perché li avevamo distrutti in casa. E comunque ho sempre mantenuto in campo gli stessi uomini. Lo stesso Van Gaal col Lione quando Ribery è stato espulso ha cambiato Olic con Tymoschuk” la chiosa dello Special One riguardo ai presunti aiutini delle giacchette nere alla sua squadra. Poi è un Mourinho sincero e chiacchierone quando si tratta di parlare di sé, del suo presunto trasferimento al Real Madrid e della faticaccia nel rimanere al timone della squadra “più odiata” d’Italia in un Paese che non lo ha mai amato.
Finale mozzafiato in Spagna dove oggi si giocavano cinque delle dieci partite in programma per l’ultimo turno della Liga: anticipate a ieri 5 gare relativamente “inutili” (a parte la gara vinta ad Almeria dal Siviglia, tre punti che hanno voluto dire qualificazione alla prossima Champions), questa sera ore 19 in onda gli ultimi appassionanti 90 minuti. Grazie a tre testa coda da urlo (in ballo titolo e retrocessioni in Segunda), il popolo iberico si è goduto un turno storico che ha sancito la conquista del ventesimo titolo del Barcellona, abile a sbarazzarsi per 4-0 del Valladolid, con la sconfitta relegato in seconda serie. Nel frattempo il Real Madrid faticava in Andalusia contro il Malaga: finisce 1-1 alla fine, blancos secondi a 96 punti, albicelesti clamorosamente salvi. E ancora la vittoria del Valencia allo scadere che ha condannato il Tenerife alla retrocessione, vittoria che significa salvezza per il Racing di Santander, pareggio e bye bye alla Liga anche per lo Xerez sul campo dell’Osasuna.
Al Camp Nou c’è il pubblico delle grandissime occasioni, i blaugrana propongono il solito tridente baby (tanto giovane quanto velenoso) per opporsi a un Valladolid disperato che deve almeno pareggiare per sperare nella salvezza. Ma in Catalogna non c’è praticamente partita, grazie a un super Messi che mette a referto un assist e due gol; per aprire le marcature però ci vuole un episodio fortunato con l’autorete di Prieto su iniziativa di Pedro; poi raddoppia ancora il giovane spagnolo su assist (previa serpentina delle su) di Messi, che alla fine decide, nella ripresa, di mettere il punto: tris Barça e poi poker con la solita prodezza della Pulce di Rosario. Intanto a Malaga era tutto complicato: la squadra di casa, passata in vantaggio con Duda, è un osso duro e anche quando pareggia Van Der Vaart gli andalusi non perdono la testa (grazie anche alle notizie del Camp Nou). Alla fine è 1-1, salvezza per Forestieri e soci, il Madrid chiude la stagione con la bacheca intatta.




Video Liga Spagnola: Malaga - Real Madrid 1-1 - Madrid Zeru Tituli

A Malaga era tutto complicato: la squadra di casa, passata in vantaggio con Duda, è un osso duro e anche quando pareggia Van Der Vaart gli andalusi non perdono la testa (grazie anche alle notizie del Camp Nou). Alla fine è 1-1, salvezza per Forestieri e soci, il Madrid chiude la stagione con la bacheca intatta.




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In occasione della semifinale di Champions tra Barcellona ed Inter, un hacker catalano ha fatto in modo che i rivali tifosi del Real Madrid non potessero assistere alla partita decisiva per l’accesso alla finale. La visione del match è stata infatti impedita sul canale regionale Telemadrid da un disturbo di trasmissione, iniziato poco prima della partita e terminato solo nei minuti finali, con il preciso scopo di “impedire” che i tifosi madridisti potessero “gufare” il Barcellona.
Coincidenza ha voluto che la trasmissione sia tornata visibile proprio nel momento del fischio finale mentre gli interisti festeggiavano l’impresa al Camp Nou. L’opera di sabotaggio è quindi andata in porto per il buontempone hacker blaugrana, peccato per lui che non sia bastato a far qualificare la sua squadra visto che è stata l’Inter ad avere la meglio non solo sul campo, ma anche nei confronti di tanti gufi, in questo caso italiani, che si auguravano di vederla soccombere sotto i colpi di Messi e compagni.





L’FC Barcelona ha già battuto l’FC Internazionale Milano in casa durante questa stagione e deve ripetersi se vuole conquistare un posto in finale di UEFA Champions League.
•La squadra di José Mourinho ha di recente fatto bene in trasferta ma ha perso 2-0 al Camp Nou a novembre e non ha mai vinto in trasferta nelle semifinali della massima competizione europea per club.
• I campioni d’Italia partono comunque in vantaggio, nonostante la rete messa a segno al 19′ da Pedro Rodríguez a San Siro. Wesley Sneijder ha pareggiato alla mezz’ora, e i gol nella ripresa di Maicon (48′) e Diego Milito (61′) hanno lasciato il Barcellona con molto da fare in vista del ritorno.
• Per i due volte campioni d’Europa dell’Inter, l’obiettivo è di ritrovarsi in finale per la prima volta dopo il 1972. Il Barcellona di Josep Guardiola invece vorrebbe ripetere l’impresa riuscita all’AC Milan 20 anni fa - riconfermarsi campione continentale.
• In un contesto ricco di spunti, l’allenatore dell’Inter Mourinho ritorna nuovamente dove ha fatto da vice allenatore e non è l’unico a fare questo percorso dato che tra i Nerazzurri ci sono Samuel Eto’o, Thiago Motta e Ricardo Quaresma che in passato sono tutti stati al Camp Nou.
Precedenti
• Le squadre non hanno bisogno di presentazioni, visti i due precedenti stagionali. La gara del 16 settembre a San Siro si è conclusa 0-0, mentre il 24 novembre il Barcellona si è imposto con un 2-0 grazie alle reti nel primo tempo di Gerard Piqué e Pedro Rodríguez.
• Inter e Barça si sono affrontate anche nella seconda fase a gironi di UEFA Champions League 2002/03. Il 18 febbraio 2003, il Barcellona ha vinto 3-0 al Camp Nou con reti di Javier Saviola, Phillip Cocu e Patrick Kluivert, centrando la nona vittoria consecutiva in Champions League (ancora oggi un record nella competizione, qualificazioni escluse).
• Il ritorno della settimana successiva si è concluso 0-0 ed entrambe le squadre si sono qualificate ai quarti di finale. Anche se il Barcelona ha vinto il girone, è stata l’Inter ad arrivare più lontano, vale a dire in semifinale.
• Javier Zanetti, Carles Puyol e Xavi Hernández hanno giocato entrambe le partite, mentre Andrés Iniesta è rimasto in panchina a San Siro.
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