
Stizzito, nervoso, non rasserenato nemmeno dal ritorno nella sua vecchia “casa”, quello Stamford Bridge che tante gioie gli ha regalato (salvo quella europea). José Mourinho è impegnato nel gestire la vigilia di Chelsea - Inter complicata dall’esclusione di Mario Balotelli, rispetto al quale Materazzi fa capire che “qualcosa” sia accaduto, che c’è un qualcosa capace di giustificare ad una scelta altrimenti inspiegabile, ma non perde occasione di colpire il Milan con una delle sue solite bordate.
I rossoneri sono a -1, un solo punto dalla capolista, traguardo che sembrava impossibile appena un mese fa e Mourinho (che da 3 giornate non siede in panchina in Serie A dopo il gesto delle manette durante Inter - Sampdoria) non ha cambiato idea sulle “cause” di questa rimonta. Inutile girarci intorno, per l’allenatore portoghese è una scelta “politica”, mirata, che ha come esecutori arbitri e il giudice sportivo, capaci di tutto pur di non consentire all’Inter dal porre termine in anticipo alle ambizioni di scudetto delle inseguitrici. L’aveva detto un paio di mesi fa, quando i nerazzurri sembravano ad un passo dal chiudere il discorso prematuramente prima dell’ultimo, inaspettato, calo di rendimento e non ha intenzione di cambiare idea.
Noi sappiamo quello che è successo nel campionato italiano, sappiamo quando è iniziato e sappiamo in che modo qualche squadra ha recuperato punti e altre hanno perso punti. Non parlo oltre perché altrimenti mi prendo altre tre giornate di squalifiche. Di fronte a tanti giornalisti, e soprattutto di fronte alla stampa straniera, forse è meglio se non parliamo di quello che succede nel campionato italiano.
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