
Il Portogallo ha iniziato in modo disastroso il suo cammino verso i prossimi Europei. La nazionale lusitana nei primi due incontri ha rimediato un solo punto, frutto di un pareggio con Cipro all’esordio e di una sconfitta con la Norvegia. Questi risultati hanno portato all’esonero di Carlos Queiroz, da una settimana esatta la panchina portoghese si trova quindi sprovvista di un condottiero, una situazione a cui la federazione deve rimediare nel minor tempo possibile anche perché i prossimi impegni di qualificazione sono vicinissimi.
La soluzione a questi problemi potrebbe essere José Mourinho, stando a quanto racconta, con tanto di titolone in prima pagina, il quotidiano sportivo portoghese Record. Il presidente federale Gilberto Madail incontrerà Jorge Mendes, rappresentante di Mourinho, a Madrid nei prossimi giorni per avanzare una proposta indecente: avere lo Special One sulla panchina del Portogallo per i prossimi due incontri contro Danimarca in casa e Islanda in trasferta, partite che si disputeranno il prossimo 8 ottobre e il 12 dello stesso mese.
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Dopo il presunto sputo contro la telecamera, c’è ancora aria di polemica intorno a Cristiano Ronaldo, questa volta per una sua dichiarazione che ha infastidito l’allenatore del Portogallo Queiroz. Intervistato dopo l’eliminazione dei lusitani il calciatore del Real Madrid ha scaricato sul suo allenatore la responsabilità del fallimento («Chiedete a lui i motivi della sconfitta»), provocando l’irritazione del Ct:
«Se devo passare tutta la vita a insegnare alle persone come contenere le proprie frustrazioni, lo farò. Ronaldo? Non lo ignoreremo, non siamo qui per essere amici dei giocatori, non bisogna permettere che qualcuno si metta al di sopra degli interessi della Nazionale. Il Portogallo ha bisogno di Ronaldo e Ronaldo ha bisogno del Portogallo ma se questa maglia è troppo stretta per qualcuno, non è necessario indossarla…».
Le parole di Ronaldo non sono piaciute neanche ad grande ex come Luis Figo che ha attaccato Ronaldo ricordandogli i suoi doveri di capitano della nazionale: «La mia idea di capitano può essere diversa da quella di altre persone. Ma secondo me un capitano, al di là del successo o del fallimento, deve sempre difendere il gruppo. Nei momenti difficili deve metterci la faccia per il gruppo».








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Gruppo G, quello meno incerto degli otto: Brasile e Portogallo dopo le precedenti due uscite giocavano solo per definire la loro posizione, chi sarebbe arrivato primo e chi secondo; ai lusitani occorreva vincere per scavalcare i cugini sudamericani, alla fine ne esce fuori un pareggio senza gol che qualifica i verdeoro in vetta al raggruppamento con sette punti e gli europei dietro con punti cinque. Secondo pari per 0-0 per Cristiano Ronaldo e compagni che confermano di avere una difesa più che buona e un cinismo, marchio di fabbrica della gestione Queiroz, che non ricordavamo appartenere a questa selezione. Il Brasile si conferma squadra solida, poca samba e molto pragmatismo.
I due tecnici, a dire il vero, hanno messo in campo undici competitivi e le squadre sul terreno di gioco hanno cercato di vincere; la Seleçao con un possesso palla tanto arzigogolato quanto, in molte occasioni, sterile, il Portogallo affidandosi alla velocità di capitan Ronaldo e all’ottima verve dei vari Danny, Raul Meireles e Tiago, anche oggi positivo. Primo tempo nervoso, un sacco di cartellini gialli e occasioni vere alla spicciolata: è il Brasile la squadra più pericolosa con Nilmar (palo) e Dani Alves, mira poco precisa e comunque non tantissimo lavoro per Eduardo. Nella ripresa invece nettamente più Portogallo, con Meireles che ha avuto sui piedi la palla più ghiotta per segnare. Sul finale grande Eduardo su un tiro di Ramires deviato.

Il Portogallo travolge la malcapitata Corea del Nord con ben 7 gol. Tutto facile per la squadra allenata da Carlos Queiroz, gli asiatici sono stati in grado di contenere l’avversario soltanto nella prima frazione di gioco, riuscendo a rientrare negli spogliatoi in svantaggio di un solo gol, quello di Raul Meireles messo a segno alla mezz’ora. La seconda parte della gara è stata decisamente meno equilibrata, con i lusitani capaci di infilare la palla alle spalle Ri Myong-Guk altre sei volte. È arrivato il primo gol di Cristiano Ronaldo, le altre reti portano la firma di Tiago, autore di una doppietta, Simao, Hugo Almeida e Liedson.
Il risultato appare forse troppo severo per i coreani che nei primi venti minuti della partita avevano dato l’impressione di voler rendere la vita difficile all’avversario, come è accaduto al Brasile. Addirittura la squadra asiatica ha avuto anche un paio di occasioni da gol, soprattutto però ha impressionato la diligenza tattica dei ragazzi di Kim Jong-Hun, bravi a tenere palla e spietati nell’ingabbiare l’uomo più temibile: Cristiano Ronaldo. Tutto questo fino alla mezz’ora quando il Portogallo è riuscito a trovare la via del gol: il merito della prima marcatura è tutto di Tiago che è riuscito a pescare magistralmente Meireles con una palla filtrante, capace di tagliare fuori tutta la difesa avversaria.

La lista degli infortunati eccellenti si fa sempre più larga e questo sicuramente non è un bene per gli imminenti Mondiali sudafricani: dopo le defezioni di lungo corso inerenti i vari Ballack, Essien e Beckham, durante la preparazione per la rassegna iridata anche Ferdinand, Drogba, Pirlo e Mikel hanno alzato bandiera bianca, sebbene alcuni di loro cercheranno di recuperare almeno per la terza partita del girone (al pari del bomber cileno Humberto Suazo). Bene, oggi nuova tegola, questa volta per il Portogallo che perde la stella del Manchester United Nani, attaccante versatile che si è infortunato in allenamento.
Il suo acciacco alla clavicola non è notizia da ultima ora, se l’era procurato qualche giorno fa, ma la prognosi era incerta e i sanitari lusitani avevano chiesto tempo per cercare di recuperare il talentuoso giocatore; oggi però l’ultimo test prima dell’ok definitivo ha dato esiti negativi e il ct del Portogallo Carlos Queiroz si è visto costretto a salutare la punta. Al suo posto un debuttante assoluto, il centrocampista 25enne del Benfica Ruben Amorim, fresco di titolo nel campionato portoghese. Simile a Tiago per caratteristiche tecniche, ma forse ancor più versatile, di certo non è un giocatore che assomiglia a Nani la cui perdita è dunque molto grave.
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A parte i fasti degli anni ‘60 con Eusebio e una deludente apparizione in Messico nell’86, forse non tutti sanno che il Portogallo è appena alla quinta partecipazione a una fase finale dei Mondiali, la terza di fila. Negli ultimi anni questa squadra è cresciuta molto e nonostante il calcio lusitano sia segnato da un marchio inconfondibile di chilometrico possesso palla senza guizzi capaci di andare a rete, le ultime prove di questa Nazionale sono state più che soddisfacenti. A parte la finale persa agli Europei casalinghi del 2004, anche agli scorsi Mondiali tedeschi questa selezione riuscì ad arrivare fino alla semifinale, poi persa contro la bestia nera Francia, capace di eliminare il Portogallo sempre in semifinale anche agli Europei del 2000. Quest’anno l’obiettivo è fare bene, sognare in grande e sorprendere tutti come già accaduto meno di un lustro fa.
L’allenatore è un portoghese nato in Mozambico, un 57enne che dopo aver girato il mondo tra Stati Uniti, Giappone ed Emirati Arabi Uniti è diventato noto per aver guidato il Real Madrid, oltre ad aver fatto a lungo il vice di Ferguson al Manchester United; stiamo parlando ovviamente di Carlos Queiroz che si trova tra le mani una formazione piena di stelle e che ha dovuto dunque operare scelte anche difficili lasciando a casa giocatori di fama internazionale. Convocati in principio 24 giocatori, ha “silurato” il difensore del Deportivo La Coruna José Castro, ma a parte questo anche prima di presentare la lista alla Fifa aveva operato scelte discutibili: non c’è il portiere del Betis Siviglia Ricardo (forse ha pagato il campionato nella B spagnola), ma neanche altri storici componenti della Nazionale, da Moutinho a Nuno Gomes, da Postiga a Viana, fino al Trivela interista Quaresma.
Poco male, i 23 che saranno di scena in Sudafrica sono giocatori di tutto rispetto che difficilmente faranno rimpiangere gli assenti: in porta un 27enne reduce da un grandissimo anno con lo Sporting Braga, ovvero sia Eduardo; in difesa da Carvalho a Pepe, da Miguel a Ferreira tutta la retroguardia può avvalersi di giocatori di esperienza e qualità. Per non parlare del centrocampo: Miguel Veloso e Deco non hanno bisogno di grandi presentazioni, c’è anche l’ex juventino Tiago e il caldissimo Raul Meireles autore di una doppietta nella recente amichevole vinta per 3-1 dai lusitani contro il Camerun. E in attacco il potenziale è notevolissimo: Cristiano Ronaldo la stella assoluta, ma anche Danny dello Zenit e il Red Devil Nani sono giocatori che potranno rivelarsi devastanti, non dimenticando Simao e Almeida, rispettivamente dell’Atletico Madrid e del Werder. Insomma, tanta roba.
Le Foto di Tutte le Maglie del Mondiale 2010 in Sudafrica




Le foto degli stadi sudafricani che ospiteranno il mondiale




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Alla fine Carlos Queiroz ha attuato la sua minaccia, nella lista dei 23 che affronteranno la Bosnia nel doppio spareggio per accedere ai prossimi mondiali c’è anche Cristiano Ronaldo. L’attaccante del Real Madrid è lontano dai campi di gioco da più di un mese, problemi alla caviglia per lui, nonostante questo il selezionatore portoghese è convinto che il campione possa essere utile alla causa lusitana e conta di poterlo schierare anche se per pochi minuti.
Negli scorsi giorni il Real Madrid aveva manifestato molto fastidio rispetto a questa vicenda, lo staff medico madridista aveva espresso la sua contrarietà ad un impiego del giocatore in tempi brevi, a loro conforto anche il parere dell’illustre specialista olandese Van Dijk. Il giocatore doveva stare a riposo ancora un paio di settimane per poi poter valutare lo stato della lesione alla caviglia, ma il Portogallo non vuole aspettare e anche il presidente Gilberto Mandail ha appoggiato la causa di Queiroz.
Una vittoria, tre pareggi e una sconfitta che valgono sei miseri punti e terzo posto nel gruppo 1, in coabitazione con la Svezia e la non certo irresistibile Albania. Il primo posto, occupato dalla coppia di testa formata da Danimarca e Ungheria, dista ben quattro punti. Ieri sera i lusitani non sono riusciti a perforare il muro erto dalla Svezia, evidenziando una volta ancora lo storico problema che affligge i rosso verdi, quella difficoltà di finalizzazione che nemmeno Cristiano Ronaldo ha saputo risolvere. E i giocatori portoghesi, a fine partita, sono apparsi delusi, quasi frustrati: non è la prima volta che accade, la costruzione articolata senza alcun frutto di azioni da gioco è quasi una costante della nazionale lusitana.
Eppure, leggendo i nomi dell’undici titolare della nazionale portoghese, si scorgono nomi di tutto rispetto come Bosingwa, Ricardo Carvalho, Pepe, Tiago, Simao, Cristiano Ronaldo. E in panchina, contro la Svezia, sedevano Deco, Nani e Joao Moutinho. Come spesso accade in questi casi a finire sulla graticola del vortice di critiche è l’allenatore. Carlos Queiroz è indicato come uno maggiori responsabili, a detta di molti incapace in tutti questi mesi di trovare un modulo che ovviasse al problema del goal. “Senza goal non esistono miracoli” è il titolo odierno del più importante quotidiano sportivo, “A Bola”.
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Storica e umiliante debacle del Portogallo in Brasile. I sudamericani vincono 6-2 (tripletta di Luis Fabiano, 1 goal per Maicon, Elano ed Adriano) e mettono seriamente a repentaglio il futuro di Carlos Queiroz sulla panchina lusitana. Affranti e storditi dalle sei sberle, ma anche imbufaliti con il tecnico portoghese sono i tifosi e i giornalisti della squadra di Cristiano Ronaldo: l’amichevole persa in questo modo è la punta di un iceberg di una crisi manifestata già nel girone eliminatorio di qualificazione ai mondiali (il Portogallo è terzo dietro Danimarca e Ungheria e in casa ha perso contro i danesi e pareggiato con l’Albania). (tutti i risultati delle amichevoli)
Continuano i benefici della cura Capello per l’Inghilterra che sbanca anche Berlino e infligge, nel finale grazie a Terry, un 2-1 ai rivali di sempre, i tedeschi. L’Olanda supera agevolmente la Svezia (3-1), così come la Spagna il Cile (3-0). La Francia annoia anche stavolta i propri tifosi e non va oltre lo 0-0 casalingo contro l’Uruguay. Da segnalare, oltre alle segnature di Maicon e Adriano, anche altri goal “italiani”: doppietta di Hamsik in Slovacchia-Liechtenstein, goal vittoria di Ziegler in Svizzera-Finlandia, rigore siglato da Jovetic in Montenegro-Macedonia e goal di Kharja in Marocco-Zambia.

Valzer delle panchine nelle rappresentative nazionali: almeno questo pareva lo scenario al termine di Euro 2008, ma negli ultimi giorni ci sono state alcune riconferme più o meno inaspettate. La notizia cronologicamente più fresca arriva dalla Francia: ebbene sì, il numero uno della Federazione transalpina Jean-Pierre Escalettes ha confermato sulla panchina dei galletti Raymond Domenech, per buona pace di Deschamps e di tutti i tifosi francesi francamente scettici. Per il simpatico trainer d’Oltralpe un contratto fino al 2010, in Sudafrica sarà ancora lì (sicuramente con un anello al dito).
Ritorno in Italia? Alla Reggina magari? Esperienza inglese? Macché, anche il 54enne allenatore turco Fatih Terim rimane al suo posto: la federazione calcistica turca ha confermato l’Imperatore, capace di trasferire la sua grinta e il suo carattere mai domo agli 11 in campo, come dimostrato nelle recenti prestazioni austro-elvetiche della Turchia. Il suo contratto scadeva il 2010, per lui una nuova firma al rilancio: il nuovo accordo prevedere una scadenza nel 2012, con la possibilità di guidare la nazionale della mezza luna finanche ai prossimi Europei in Polonia ed Ucraina.
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