
A furia di metter asterischi, il Catania rischia di fare da spettatore in questo campionato di Serie A: alla società etnea mancano minuti da giocare in casa contro la Roma, la trasferta di Siena saltata mercoledì scorso e ora è ufficiale che non giocherà neanche al Manuzzi di Cesena domani. Dalla cittadina romagnola hanno fatto sapere sin da oggi che la partita, che già era stata anticipata dalle 18 alle 15, non potrà avere luogo a causa delle copiose nevicate che hanno sommerso l’impianto sportivo (viene da pensare al povero Montella e ai suoi ragazzi lontani dalla Sicilia ma impossibilitati a giocare). E in Serie B la situazione, come ovvio, è ugualmente ingarbugliata.
Già martedì scorso furono rinviate Sampdoria-Empoli e Modela-Albinoleffe, per il turno in programma tra domani e lunedì nuovi stravolgimenti. Innanzitutto i posticipi verranno anticipati a domenica alle 15 (si tratta di Brescia-Torino e Vicenza-Cittadella. Già si sa invece che non si giocherà a Modena dove domani avrebbero dovuto sfidarsi Sassuolo e Ascoli, il Braglia come martedì scorso non è agibile e non può ospitare nessun evento sportivo. Ma non finisce qua perché ci sono grandi probabilità che rimarrà chiuso anche il Barbetti di Gubbio dove dovrebbe arrivare il Modena e l’Azzurri d’Italia di Bergamo, in cui è in programma Albinoleffe e Varese.
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Dopo sette anni e più di 200 gettoni di presenza con la maglia del Lanus, Ezequiel Carboni nel 2005 sbarcò in Europa: contratto triennale coi Red Bull Salisburgo, partite in Uefa e in Champions, fino all’approdo in Serie A, al Catania; altra firma per un triennio alle pendici dell’Etna, l’ex numero 5 catanese in fin dei conti si è fatto ben volere al Massimino (81 presenze pur senza andare in gol) anche se l’estate scorsa, al termine del contratto, ha salutato Sicilia e Italia e ha deciso di tornare in patria, al Banfield. I conoscitori del calcio argentino sanno bene che tra Lanus e Banfield non corre buon sangue (nella foto Carboni con la nuova maglia biancoverde proprio contro i granata), essendo le partite tra le due squadre derby infuocati (entrambe le squadre provengono dal sud di Buenos Aires).
Per accattivarsi però le simpatie dei nuovi tifosi Carboni non aveva esitato ad asserire che in realtà aveva sempre simpatizzato per il Banfield, mettendo una vigorosa pietra sopra le tante stagioni passate a difendere i colori dei rivali. Luna di miele finita: il Banfield gli ha rescisso il contratto, il tutto perché ha pizzicato il suo tesserato nel negozio ufficiale del Lanus a fare compere. “I miei figli tifano Lanus, per farli felici io devo adeguarmi ai loro gusti” si è giustificato il centrocampista, ma evidentemente non è stato abbastanza: “Ci siamo riuniti con la dirigenza ed il mio procuratore Jorge Czysterpiller ed abbiamo convenuto che è meglio andare via. Il clima al Banfield per me sarebbe diventato impossibile“. Dopo sei mesi dunque finisce la sua avventura col Taladro: sua leggerezza o puntigliosità esasperante del Banfield?
Parma - Catania 3-3 | Video Gol e Highlights Serie A
21 Dicembre 2011 - Certo non si può dire che al Tardini non ci si diverta. Nel giro di tre giorni per due volte gli spettatori hanno potuto assistere a gare dall’andamento altalenante con rimonte dal 3 a 1 al 3 a 3. Domenica era stato il Lecce a subire il ritorno del Parma, stavolta invece sono i padroni di casa a farsi riacciuffare dal Catania di Montella. L’inizio di gara è molto positivo per gli emiliani che vanno in vantaggio dopo appena 5 minuti grazie all’inserimento di Modesto, mal controllato dalla difesa siciliana e libero di insaccare con un colpo di testa facile facile.
Proprio Modesto al 22′ rende possibile il primo pareggio di Almiron lisciando un pallone in area sugli sviluppi di un calcio d’angolo sul quale il centrocampista argentino trova il tocco giusto. Il Parma può contare sul rientrante Giovinco e la differenza si vede perché il piccolo numero 10 piazza due assist al 23′ e al 44′ ottimi per Biabiany e Floccari che non si fanno pregare e mettono in rete. Sembra fatta, anche la prima mezzora della ripresa conferma che la squadra di Colomba può reggere l’urto, ma al 30′ ecco la frittata: Santacroce entra con troppa irruenza su Gomez e causa un calcio di rigore decisamente evitabile. Lodi calcia al posto di Maxi Lopez (che non ne è felicissimo) e accorcia le distanze. Il numero 10, già eroe del derby con il Palermo, a 5 dalla fine scodella un pallone al centro dopo il neo entrato Catellani ha tutto il tempo per coordinarsi e battere Mirante segnando il definitivo punto del 3 a 3.
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Catania - Palermo 2-0 | Video Gol Serie A
18 Dicembre 2011 - In quella che potrebbe essere l’ultima partita di Maxi Lopez in casa con la maglia del Catania l’argentino trasforma il rigore che suggella il successo degli etnei nel derby siciliano. La squadra di Montella continua nella sua buona stagione e lo fa anche nella sfida più sentita dai tifosi. Questa sconfitta metterà in discussione la panchina di Devis Mangia? Il presidente Zamparini non è esattamente famoso per la sua pazienza. Dalla sua ha certamente l’alibi dei tanti assenti per infortunio, ma la squadra non gira mai e nel primo tempo l’attacco Miccoli - Ilicic non fa mai paura ai padroni di casa.
La partita è un po’ bloccata, ci pensa lo specialista Lodi a sbloccarla con una punizione dai 20 metri che non lascia scampo a Benussi. Nella ripresa l’ex Silvestre combina il pasticcio tirando la maglia di Maxi Lopez in area e concedendo una chance dal dischetto allo stesso argentino che non sbaglia portando i suoi sul 2 a 0. La partita finisce lì, anche perché il Palermo continua a confermare il suo andamento in trasferta drammatico: 0 punti e 0 gol segnati, senza la striscia positiva casalinga la classifica piangerebbe.
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Risultati a sorpresa nei due incontri del quarto turno di Coppa Italia disputati stasera. Continua a stupire il Verona di Mandorlini, che dopo i grandi risultati ottenuti finora in serie B, dove si è ormai insediato stabilmente nei quartieri altri della classifica, si toglie la soddisfazione di eliminare il Parma. Dopo una prima mezz’ora equilibrata, gli scaligeri passano con un esterno destro di Ferrari, che beffa un disattento Pavarini. Nella ripresa i veneti legittimano il vantaggio, raddoppiando al quarto d’ora con un gran colpo di testa di Gomez e sfiorando anche la terza rete. I ducali si svegliano solo con l’entrata in campo di Giovinco, ma ormai è troppo tardi. Negli ottavi il Verona dovrà vedersela con la Lazio.
Passa il turno sfatando i pronostici anche il Novara, vittorioso in rimonta sull’ostico terreno del Catania. La partenza è subito favorevole ai siciliani, con il vantaggio messo a segno dopo soli tre minuti da Lanzafame. Gli uomini di Montella dominano la prima frazione, sfiorando il raddoppio in almeno tre occasioni, ma vengono invece raggiunti dalla rete di Granoche. Nella ripresa, proprio quando gli avversari avevano iniziato ad avanzare il proprio baricentro, Maxi Lopez riporta in vantaggio gli etnei, che crollano però clamorosamente nel finale, incassando una doppietta da Meggiorini. I piemontesi si guadagnano così l’ambita sfida contro i campioni d’Italia del Milan.

La sconfitta dell’Inter al Massimino di Catania non è uguale alle altre 3 patite in campionato dai nerazzurri: contro Palermo e Novara c’era ancora Gasperini e in fondo eravamo all’inizio, dopo i sussulti positivi della mini-cura Ranieri il tonfo interno contro il Napoli era imputabile agli errori arbitrali. Poi la sosta, le pile da ricaricare, Catania, Chievo e Atalanta in prospettiva per risalire posizioni, per tornare ad essere l’Inter. E invece una non-partita sotto la pioggia siciliana, un primo tempo accettabile e il black-out della ripresa, schiaffeggiati dalle ripartenze etnee, sopraffatti da errori difensivi, cali di concentrazioni e condizione atletica da incubo.
Ma più che il mero risultato, il 2-1 che significa zero punti e solita classifica da allarme rosso, fa impressione notare due cose: la prima è che l’Inter non cominciava così male dal 1924, quando ne aveva perse 5 nelle prime 6, ma soprattutto che il ko del Cibali fa in qualche modo il pari con quello di 19 mesi fa, quando i nerazzurri si apprestavano a conquistare l’Italia e l’Europa e la svolta avvenne proprio in terra siciliana, quando con Mourinho alla guida i meneghini persero malamente contro il Catania. Poi in 70 giorni l’Inter ne vinse 14 su 18, perdendo solo con Roma e Barça, e lo fece con gli stessi uomini del tracollo di ieri.
Che tutto possa ridursi agli unici due uomini che non fanno più parte della banda? Un anno e mezzo fa Mourinho ed Eto’o, oggi Ranieri e Pazzini. Ovvio che no, il malessere tecnico-tattico-mentale risiede nel fatto che gli stessi giocatori di 19 mesi fa ora hanno 19 mesi in più, mesi di vittorie, di infortuni, di gol fatti e di gol sbagliati. E allora siamo sempre lì: se l’Inter voleva rifiatare dopo anni perennemente sulla corda, allora questa situazione non deve e non può far storcere il naso ai tifosi del Biscione; se voleva continuare a vincere ha sbagliato tutto, o quasi, in chiave mercato. “Ora dobbiamo restare sereni, recuperare giocatori importanti e lavorare, lavorare tanto” il diktat di Ranieri; e se invece questa squadra si sia completamente smarrita? A quel punto la classifica dovrà iniziare a far paura.
Il giudice sportivo Tosel ha deciso di inibire il presidente del Catania Antonino Pulvirenti e di diffidare l’amministratore delegato Pietro Lo Monaco oltre a punirlo con un’ammenda di 5000 euro. Al termine della partita Roma - Catania 4-2, Pulvirenti e Lo Monaco hanno protestato vivacemente, in campo con la quaterna arbitrale e con i giornalisti in zona mista, per i favori arbitrali ricevuti dalla Roma che ha segnato due gol viziati da due pesanti irregolarità; In occasione del gol del 2-2 giallorosso, segnato da Borriello, nel momento in cui Riise ha effettuato il cross la palla aveva già varcato la linea di fondo campo, mentre in occasione del gol del 3-2 di Vucinic, l’attaccante Montenegrino si trovava in posizione di fuorigioco.
Nonostante le pene inflitte da Tosel l’Ad Lo Monaco è tornato anche oggi sull’argomento confermando la sua indignazione per la direzione arbitrale: “Ieri abbiamo visto cose incredibili. Abbiamo perso la partita a causa della sudditanza psicologica della terna arbitrale nei confronti della Roma. La sudditanza psicologica ha rovinato la partita che è stata irregolare. La nostra è una denuncia contro il sistema. Non voglio fare polemica con la Roma, società con cui abbiamo buoni rapporti, ma non possiamo però assistere alle sceneggiate di diversi giocatori giallorossi che insultavano la terna arbitrale come se nulla fosse. Gli arbitri sono condizionati non solo dai grandi giocatori ma anche dai media. Proprio i media nazionali, poi, hanno minimizzato quando di ingiusto avvenuto ieri all’Olimpico. Ci sentiamo defraudati e gradiremmo lo stesso peso, la stessa misura per tutte le squadre“.
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Risultati molto netti nelle tre sfide del quarto turno di Coppa Italia in programma questa sera. Nel primo incontro, disputato nel pomeriggio, una Lazio imbottita di riserve travolge 3-0 l’Albinoleffe e raggiunge negli ottavi i cugini della Roma, contro i quali scenderà in campo probabilmente il 12 gennaio prossimo. Match già chiuso al termine della prima frazione con le reti messe a segno da Garrido e Stendardo, poi nella ripresa una traversa di Kozak e due occasioni per Rocchi prima che Del Nero trafigga per la terza volta l’estremo difensore degli uomini di Mondonico, il nigeriano Layeni, beccato più volte dai fischi razzisti degli ultras biancocelesti.
Vittoria travolgente per il Catania, che piega addirittura 5-1 un brutto Brescia. Gli etnei si conquistano l’ottavo contro la Juventus grazie ai gol di Martinho, Pesce, Antenucci e la doppietta di Maxi Lopez; per le Rondinelle a segno Feczesin. Sorprendente, soprattutto per quanto riguarda l’entità del punteggio, la vittoria del Bologna sul terreno del Cagliari: 3-0 il risultato finale per i felsinei, grazie ai gol di Meggiorini su rigore, Ramirez e Gimenez. Ora per gli emiliani la sfida con il Napoli.
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A una settimana esatta dall’inizio del campionato, le cinque squadre italiane impegnate in amichevoli di lusso con formazioni di Liga (Deportivo La Coruna, Siviglia, Athletic Bilbao e Betis Siviglia) e campionato greco (il Panathinaikos) non si sono comportate benissimo, anzi. A parte la Lazio che ha avuto la meglio sui galiziani di La Coruna, per le altre quattro compagini sono arrivate altrettanti ko, un segnale che dovrà per forza di cose far riflettere. Ma iniziamo dalla nota positiva delle partite di ieri, il successo laziale nella serata di Hernanes: il brasiliano è già un idolo della Nord, e quando al 50° entra in campo i 10mila dell’Olimpico si scaldano.
Lui ricambia guadagnandosi e segnando il rigore del 2-1, nella prima frazione avevano sbloccato il risultato Zarate, assist di Rocchi, e per gli ospiti Adrian. Finisce 3-1, terza marcatura che porta la firma di Floccari, assistenza proprio di Hernanes che ha dunque bagnato il debutto con una grande prestazione. Al Via del Mare di Lecce, invece, l’euforia del pubblico salentino è per il ritorno di Ernesto Chevanton coi colori giallorossi; dopo la presentazione della squadra, però, l’undici di De Canio ha subito il gioco del Valencia che alla fine si è imposto con un netto 0-2 (reti di Aduriz e Fernandes). Perde in casa anche il Catania, contro l’Athletic Bilbao.
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Questa mattina è scattato un blitz in tutta Italia della Guardia di Finanza che sta effettuando centinaia di perquisizioni legate ad un’inchiesta sull’evasione fiscale. Le imprese coinvolte sono 280 tra le quali due società calcistiche di Serie A, Udinese e Catania, e tre di Serie B, Empoli, Ascoli e Cesena. L’accusa è quella di aver prodotto fatture per operazioni inesistenti in modo ad abbassare la base imponibile ed evadere il fisco.
C’è il forte sospetto che questi soldi evasi al fisco siano stati poi utilizzati per pagare in nero giocatori. L’indagine diretta dal pm Carlo Nocerino ha ricostruito la metodologia utilizzata dalle società italiane per la creazione di fondi neri all’estero. Le società concordavano con un funzionario di una banca svizzera la conclusione di contratti fittizi con società estere con sedi in diversi paesi europei (Austria, Olanda, Inghilterra e Svizzera), le quali emettevano documenti e fatture false.
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