
L’Italia e la Puma non hanno ancora presentato le nuove maglie che saranno indossate agli europei. La prima maglia, quella azzurra, ve l’avevamo mostrata un paio di mesi fa, oggi scopriamo anche come sarà la seconda. Le immagini in anteprima sono state pubblicate dal sito italiano Passione Maglie, specializzato in magliette da calcio, che a sua volta ha raccolto la dritta di Todo Sobre Camisetas, altro sito specializzato su questo argomento. La presentazione ufficiale è comunque ancora lontana, ma secondo i due siti in questione queste immagini “rubate” sono autentiche e quindi non dovremmo aspettarci sorprese.
La nuova seconda maglia è bianca come al solito, ma la novità è rappresentata dalla banda azzurra sul petto sulla quale troviamo il logo dello sponsor tecnico e quello della Figc. Per il resto non ci sono particolari trovate stilistiche, il colletto è semplicemente a V con bordo azzurro e le quattro stelle stampate nella parte interna. Nessuna sorpresa nemmeno riguardo ai pantaloncini che saranno bianchi o azzurri, con bordo laterale del colore opposto. Una soluzione stilistica simile l’Italia l’aveva adottata per la maglia da trasferta utilizzata nei mondiali del 1970 e del 1974, nonché per le qualificazioni agli Europei del 1968 poi vinti, chissà che questa maglia non possa portarci la stessa fortuna. E a voi piace la nuova maglia da trasferta che la nazionale di Cesare Prandelli indosserà in Polonia e Ucraina?

Un premio all’onestà di Simone Farina, il difensore del Gubbio che denunciò il tentativo di combine propostogli dall’ex compagno di squadra delle giovanili della Roma, Alessandro Zamperini che gli aveva offerto 200 mila euro a fine settembre per corrompere portiere e difensori e falsare il risultato di Cesena-Gubbio di Tim Cup del 30 novembre. Un comportamento che dovrebbe essere ritenuto integerrimo, ma “normale” in un ambiente corretto, come spiega il presidente della società umbra, Marco Fioriti:
“La convocazione in nazionale è un riconoscimento importante, ma il comportamento di Farina dovrebbe essere normale nel mondo dello sport. Se si esaltasse troppo il suo gesto mi impressionerebbe, perché vorrebbe dire che in questo mondo c’ è troppo del marcio. E invece così non è e così voglio sempre pensare che non sia e non diventi mai”.
Il 27 febbraio prossimo Cesare Prandelli convocherà Simone Farina, il 29enne sarà aggregato al gruppo a Coverciano in occasione del raduno in cui l’Italia preparerà l’amichevole con gli Stati Uniti. “Mi è piaciuto quello che ha fatto, ha dimostrato un grande coraggio e una forza interiore straordinaria - ha detto Prandelli -. Ora tocca a noi non abbandonarlo perché un gesto come il suo non è semplice“. Il pensiero di Buffon all’Ansa coincidono con quello del presidente del Gubbio:
“La convocazione è un gesto di grandissimo valore, pari al gesto di Farina. Mi fa piacere che certi esempi positivi non finiscano immediatamente nel dimenticatoio. Detto questo ho apprezzato tantissimo anche le parole del presidente del Gubbio, che ha elogiato il giocatore ma da persona corretta e per bene è convinta che quello del suo giocatore sia un normale comportamento di qualsiasi persona con valori giusti. Dovrebbe essere la normalità: invece purtroppo e l’eccezione”.

Vicente Del Bosque non si fida dell’esito del sorteggio capitato alla sua Spagna campione in carica. L’allenatore degli iberici teme soprattutto l’Italia di Cesare Prandelli per un sfida che lo spagnolo chiama “Classica”. Del Bosque però sa, in cuor suo, di allenare la nazionale più forte del girone e confida nelle forze dei suoi giocatori:
“E’ un girone difficile. Croazia e Irlanda si sono qualificate con gli spareggi, ma l’hanno fatto con grande autorità. Con l’Italia sarà una classica e dovremo prepararci bene. Dovremo arrivare al massimo della forma e concentrarci su noi stessi più che sugli avversari. Non credo ci siano grandi differenze tra le varie squadre nel calcio moderno. Ogni squadra è ben organizzata e bilanciata. Quasi tutti i giocatori giocano nei maggiori campionati europei e quindi li conosciamo bene. Ogni squadra ha il suo stile di gioco ma alla fine ciò che più conta è vincere le partite.”
Tabellone e Calendario Euro 2012
Nelle parole di Cesare Prandelli e di Giovanni Trapattoni si scorge, invece, una certa emozione. Gli azzurri si troveranno di fronte ad un’icona del calcio italiano e mondiale. Prandelli avrebbe preferito non incontrare il Trap:
“Non volevamo pescare Trapattoni per tanti motivi, oggi l’ho incontrato e lui sa sempre stemperare ogni situazione. Quando arriverà il giorno della partita ne parleremo La preoccupazione maggiore sarà arrivare pronti a livello mentale. Croazia e Irlanda sono due squadra diverse e conoscendo il Trap so che se la lotterà fino all’ultimo. E’ un torneo da affrontare con la mentalità giusta. Spero di recuperare Giuseppe Rossi e Antonio Cassano perché avevamo grandi equilibri con loro. Affrontiamo i campioni del mondo, li abbiamo battuti recentemente in amichevole ma sappiamo che sono una grande squadra.”
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La sconfitta di Udine ha lasciato più di qualche strascico nello spogliatoio della Roma, in particolare un episodio, di cui è avuta notizia solo oggi, è il termometro della tensione che si respira in casa giallorossa: l’italoargentino Osvaldo ha colpito con un pugno il compagno di squadra Lamela negli spogliatoi subito dopo il fischio finale della partita di venerdì. In fondo la sconfitta del Friuli non è stata così drammatica, giunta alla fine di una gara che, seppur non giocata benissimo, poteva anche finire in pareggio. Proprio per questo deve far riflettere sulla fragilità, soprattutto emotiva, della squadra di Luis Enrique capace di smarrirsi di fronte alle difficoltà, lo spagnolo dovrà lavorare anche su questo aspetto oltre che sugli schemi.
Secondo le indiscrezioni trapelate dagli spogliatoi del Friuli Osvaldo ha avuto un’accesa discussione con il giovane connazionale, motivo del contendere lo scarso impegno dei più giovani nel corso della partita. Il dialogo è diventato sempre più acceso fino a quanto l’attaccante azzurro ha colpito con un pugno in faccia l’ex del River Plate. La rissa si è subito placata anche grazie all’intervento dei compagni di squadra, ma il fatto è destinato a lasciare qualche traccia. Intanto, su esplicita richiesta di Luis Enrique, Osvaldo è stato sospeso per dieci giorni e multato, salterà il prossimo impegno con la Fiorentina. Questa mattina i protagonisti di questa storia si sono ritrovati a Trigoria e hanno già avuto modo di chiarirsi.
Osvaldo ha chiesto pubblicamente scusa al compagno e a tutto il resto della squadra per il suo comportamento, lo aveva fatto già nelle ore immediatamente successive. Dal canto suo Lamela ha chiesto che la società non prendesse nessuna misura contro l’attaccante dopo l’incidente, la sua preghiera non è stata ascoltata ma almeno tra i due litiganti sembra che sia stata già messa una pietra sull’episodio. Ora Osvaldo rischia di perdere per un po’ anche la maglia azzurra, sappiamo che Cesare Prandelli ha adottato un codice etico e sicuramente non potrà ignorare quanto successo. Solo pochi giorni fa aveva elogiato la reazione del romanista in seguito al meraviglioso gol annullatogli contro il Lecce, ora sarà costretto a punirlo facendogli saltare qualche giro di convocazioni.

L’Italia continua il suo processo di maturazione e inizia a piacere sempre di più ai tifosi, Cesare Prandelli sta raccogliendo i frutti di poco più di un anno di lavoro e si gode l’ennesima bella prestazione degli Azzurri. Contro la Polonia la nazionale ha fatto vedere un buon calcio e pure c’era preoccupazione visto la mancanza della coppia d’attacco titolare composta da Rossi e Cassano. A non farli rimpiangere ci ha pensato Mario Balotelli, l’attaccante del Manchester City è stato il protagonista della serata, suo il gran gol che ha sbloccato il risultato, il primo in azzurro. Il ct, oggi in conferenza stampa, non ha nascosto la sua soddisfazione per la prova di Wroclaw e ha sottolineato i progressi del gruppo:
“I più bei complimenti per la vittoria per la Polonia me li ha fatti Boniek dicendomi che per la prima volta vede una Nazionale che non gioca contro nessuno, ma solo per sé stessa, per divertirsi e per migliorarsi. Lavoro per costruire una squadra organizzata, capace di costruire l’azione fino ai 35-40 metri. Poi, in quella zona del campo ci vuole qualità e ci vuole ‘follia’: lascio libertà assoluta ai giocatori che sentono di poter prendere l’iniziativa. Sono felice perché il progetto va avanti e ogni volta scopriamo e proponiamo giocatori sempre più importanti”.
Poi arriva il momento dei complimenti a Mario Balotelli, Prandelli evidenzia i progressi, anche da un punto di vista caratteriale, del ragazzo e spera che possa continuare su questa strada. Molto probabilmente lo schiererà in campo dal primo minuto anche nella prossima amichevole contro l’Uruguay, intanto coglie l’occasione per ringraziare il suo collega Roberto Mancini per il grande lavoro svolto con Supermario, se questi ultimi mesi del 2011 lo vedono tra gli assoluti protagonisti del calcio internazionale è anche merito dello jesino:
“E’ il suo momento, è in forma, è giusto che si goda questi attimi dopo tutte le critiche ricevute in questi mesi. Però è anche importante che faccia tesoro di tutto per poi trovare la forza per venire fuori nel caso dovessero capitare dei periodi più difficili. Voglio ringraziare Mancini, grazie a lui Mario sta maturando. A 18-19 anni c’è un percorso che un ragazzo deve fare, se punti su un giovane di grande talento devi mettere in preventivo che il percorso è questo. Noi abbiamo fatto questa scelta e basta. In questo momento penso di riproporlo martedì nell’amichevole contro l’Uruguay e non mi dispiacerebbe se tra qualche partita si parlasse di nazionale Balotelli-dipendente, dopo essere stati Cassano-dipendenti, anzi…”.
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Domenica sera, a poche ore dalla fine di Chievo - Fiorentina, sul web è partita la campagna denigratoria nei confronti di Alessandro Gamberini e Riccardo Montolivo, rei di aver sorriso durante il minuto di silenzio commemorativo nei confronti delle vittime dell’alluvione di Genova. Ma come, durante un momento così toccante i due giocatori più rappresentativi dei viola pensano bene di sghignazzare? Chiaro che già in serata fossero arrivate le scuse pubbliche dei due; così Montolivo:
“Mi sono totalmente vergognato dopo aver visto la foto del mio sorriso durante il minuto di silenzio. Non riesco nemmeno a ricordare di aver fatto quel gesto, totalmente insignificante e inopportuno. Purtroppo non mi ero accorto che il minuto di raccoglimento fosse iniziato, a volte la tensione delle partite gioca scherzi non felici. Con questo però non voglio giustificarmi, perciò porgo le mie scuse a tutti coloro che si sono sentiti offesi e mi stringo alle famiglie delle vittime, e non, dell’alluvione di Genova”.
Queste invece le parole di Gamberini:
“Assumo che una mia smorfia durante il minuto di raccoglimento abbia fatto pensare ad una mia mancanza di rispetto nei confronti delle vittime dell’alluvione in Liguria. Per questa ragione chiedo umilmente scusa e colgo l’occasione per ribadire la vicinanza mia e della squadra alle famiglie genovesi coinvolte nel disastro”.
Pareva impossibile che fosse accaduta una cosa del genere, perciò in molti hanno fatto le più svariate supposizioni sui motivi che hanno spinto i due a ridacchiare tra i denti. E ci ha pensato Cesare Prandelli, ct della Nazionale in conferenza stampa a Coverciano, a svelare le reali cause dello scivolone dei suoi ex giocatori:
“Montolivo era imbarazzato, aveva “mal di pancia” e penso che il caso possa chiudersi qui. E’ stato un sorriso imbarazzato e istintivo, siamo tutti imbarazzati e in questi casi bisogna dire la verità. Sfido chiunque a credere che durante un minuto di silenzio un giocatore non sia concentrato”.

Claudio Marchisio è in stato di grazia: solo splendida forma temporanea o la consacrazione di un giocatore ormai maturo a 25 anni e pronto a rappresentare il calcio italiano in questo decennio? Difficile dare una risposta, di certo il centrocampista della Juve è all’apice della sua carriera, fin qui già comunque più che brillante: 3 gol in 5 partite di campionato coi bianconeri, primo gol in azzurro alla sedicesima presenza, corsa e senso tattico, interdizione commista a tecnica sopraffina, inserimenti e ripiegamenti, Marchisio ha cambiato negli ultimi 3-4 anni tanti ruoli ma solo ora finalmente ha trovato la quadratura del cerchio.
Grazie a Conte, grazie a Prandelli, lui deve giocare a centrocampo con licenza di offendere, avendo a fianco un ragioniere alla Pirlo; gli scettici estivi che non riuscivano a vedere il Principino juventino accanto al guru bresciano, hanno dovuto ricredersi perché è proprio l’unione dei due, e del loro modo di intendere il calcio visto dalla mediana, che rende il centrocampo della Juve e dell’Italia una diga capace sì di arginare, ma anche di rilanciare l’offensiva. E il ct azzurro non può non parlare di lui, all’indomani dell’ottimo pari a Belgrado con Marchisio protagonista:
“Marchisio mi ricorda Tardelli, senza dubbio. Claudio ha grandi doti di corsa, si è definito come ruolo e posizione, e in più ha una dote importante per un centrocampista: sente l’area di rigore. Come avevo detto, ha scollinato; l’unica differenza è che Marco aveva scollinato prima”.
Sir Alex Ferguson ha riempito il taccuino di appunti su di lui e farebbe carte false per averlo nel suo Manchester United, lui che litigava col twitter e con facebook quando non si riusciva a definire il giusto contratto con la Signora, che temeva Sissoko, Melo e Aquilani, che aveva poi dovuto accettare Vidal, Pirlo e pure Pazienza. Ma alla fine Claudio Marchisio da Chieri, sposato e papà di Davide (2 anni), ha saputo sbrogliare tutte le matasse: correndo come un matto, non sbagliando un passaggio, standosene buono e in silenzio ma bravo nel ruggire in campo. E poi facendo gol inserendosi nelle aree di rigore con caparbia e intelligenza: col Parma, col Milan, con la Serbia. E’ Marchisio il nuovo volto, magari duraturo, di un calcio italiano passato un po’ di moda?
Nuovo esordio in casa azzurra: Cesare Prandelli quest’oggi ha preso atto del doppio sfortunato forfait occorso ai due attaccanti Mario Balotelli e Giampaolo Pazzini e ha chiamato Pablo Daniel Osvaldo per sostituire almeno uno dei due. Per l’italo-argentino, consacratosi all’Espanyol e partito più che bene con la Roma quest’anno è la prima chiamata con l’Italia dopo le 12 presenze (condite da 2 gol) con l’Under 21 azzurra ormai tre anni fa; tra l’altro il centravanti ritrova quel Prandelli che fu suo allenatore alla Fiorentina dal 2007 al 2009: “È la realizzazione di un sogno, ringrazio tutti i tifosi della Roma” ha dichiarato Osvaldo, visibilmente soddisfatto dall’inattesa convocazione.
È la seconda chiamata per problemi fisici in due giorni per il ct della Nazionale che già ieri aveva dovuto sostituire Domenico Criscito, problemi di pubalgia per lui, con il difensore del Torino Angelo Ogbonna, il quale si aggregherà ai compagni solo dopo l’impegno del suo Toro contro il Grosseto. Recupera invece Giuseppe Rossi che a Belgrado venerdì prossimo dovrebbe essere regolarmente in campo dopo che questo pomeriggio ha svolto l’intero allenamento col gruppo. Lo storico professor Castellacci ha spiegato cosa è accorso ai giocatori che hanno dovuto abbandonare Coverciano:
“Balotelli ha una sofferenza discale (problemi alla schiena, ndr), non è niente di grave. Ma d’accordo col Manchester City abbiamo deciso di mandarlo a casa, così come con Pazzini abbiamo deciso di non rischiare (dolore alla caviglia per lui, ndr). Sta un pochettino meglio e piano piano recupererá, ma avendo dubbi che lo possa fare per la seconda partita anche nel suo caso continuerà a Milano le terapie che ha già iniziato qui. Rossi aveva avuto una piccola iperestensione della capsula articolare del ginocchio sinistro, ne aveva giá sofferto in Spagna, ed ha iniziato immediatamente le terapie, stamani stava giá meglio e dovrebbe essere a disposizione del mister giá per Belgrado. Balzaretti sta facendo le terapie, le cose vanno lentamente, essendo anche in questo caso un problema discale, ma c’è il tentativo di recuperarlo per la seconda gara, vedremo nei prossimi giorni come starà”.
Ricordiamo che l’Italia è già qualificata per gli Europei del 2012; in ogni modo fra due giorni sarà di scena in Serbia contro la selezione locale e martedì invece farà tappa a Pescara dove sfiderà l’Irlanda del Nord. Nonostante il risultato non conti, saranno due partite utilissime per continuare il lavoro fin qui più che sufficiente di una Nazionale che sembra aver trovato la quadratura del cerchio.

Era il 6 settembre del 2008, qualificazioni mondiali a Larnaca contro Cipro: sono passati più di tre anni da quando Andrea Barzagli, fiorentino Campione del Mondo nel 2006, ha indossato la maglia azzurra per la 25esima e ultima volta. Poi lo stopper ex Chievo e Palermo, negli ultimi anni al Wolfsburg, era finito nel dimenticatoio di Lippi prima e Prandelli poi: dopo l’incredibile Meisterschale del 2009 (ma anche prima), Barzagli era uscito dai radar dei selezionatori azzurri, fino alle ultime convocazioni. Merito di 20 partite da titolare con la Juve, in cui è giunto nel gennaio scorso un po’ in sordina inanellando partite perfette in serie, fino alle ultime 5, le prima della nuova stagione in cui i bianconeri oltre al primo posto sono anche la seconda miglior difesa con tre reti subite:
“Se sono qui lo devo alla Juve, sono felicissimo. Ho deciso di tornare in Italia proprio per l’importanza della società. Volevo rimettermi in gioco dopo un’esperienza all’estero comunque positiva ed ho dato tutto per mettermi a disposizione della squadra. Sono contento di quanto sto facendo, senza però accontentarmi”.
La Juve, un tempo il traguardo assoluto per un calciatore ma da un po’ di anni un cantiere alla ricerca dei giusti interpreti per diventare di nuovo grande; Barzagli è già molto affezionato ai nuovi colori:
“Il giorno dell’inaugurazione del nuovo stadio: ecco in quell’attimo io ed i miei compagni di squadra abbiamo realmente compreso l’importanza di questa maglia e di questo club. E cosa sia veramente lo spirito Juve. Stiamo cercando di farlo nostro mese dopo mese, giorno dopo giorno e partita dopo partita con tanto lavoro ed impegno. Non siamo certo i favoriti, ricordiamoci che sono trascorse appena 5 partite. Siamo ancora in costruzione, abbiamo cambiato molto e dobbiamo migliorare tanto. Certo la strada intrapresa è quella giusta, ma ancora è difficile capire chi potrà lottare per lo scudetto”.
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Cesare Prandelli ha diramato le convocazioni per il doppio confronto della nazionale italiana contro in Serbia e a Pescara contro l’Irlanda del Nord, valido per le qualificazioni dl campionato europeo. L’Italia, in realtà, ha già conquistato un mese fa l’accesso alla rassegna continentale e dunque le restanti gare del gruppo diventano ininfluenti per gli azzurri. L’attenzione si sposta, però, sul fronte sicurezza perché venerdì gli azzurri affronteranno la Serbia a Belgrado, ad un anno dai fattacci di Genova in cui fu inflitto lo 0-3 a tavolino ai serbi.
Sono due le novità più rilevanti di queste convocazioni: si tratta di Andrea Barzagli, chiamato al posto di Ranocchia, infortunato e comunque fermo per le tre giornate di squalifica (l’ultima convocazione dello juventino risale al 2008, contro Cipro) e di Luca Cigarini che Prandelli considera un vice Pirlo.
La lista dei convocati
PORTIERI: Gianluigi Buffon (Juve), Morgan De Sanctis (Napoli), Salvatore Sirigu (Paris Saint Germain);
DIFENSORI: Davide Astori (Cagliari) Federico Balzaretti (Palermo), Andrea Barzagli (Juve), Leonardo Bonucci (Juve), Mattia Cassani (Fiorentina), Giorghio Chiellini (Juve), Domenico Criscito (Zenit), Christian Maggio (Napoli);
CENTROCAMPISTI: Alberto Aquilani (Milan), Luca Cigarini (Atalanta), Daniele De Rossi (Roma), Claudio Marchisio (Juve), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Antonio Nocerino (Milan), Andrea Pirlo (Juve).
ATTACCANTI: Mario Balotelli (Manchester City), Antonio Cassano (Milan), Sebastian Giovinco (Parma), Giampaolo Pazzini (Inter), Giuseppe Rossi (Villareal).