Alla vigilia della semifinale di ritorno di Champions League, che vedrà il Real Madrid chiamato ad una vera e propria impresa nel tentativo di ribaltare lo 0-2 casalingo subito una settimana fa sul difficilissimo terreno del Barcellona, si riaccende la polemica tra le due eterne rivali del calcio spagnolo. Un sito di fede madridista ha infatti accusato il centrocampista blaugrana, Sergio Busquets, di insulti razzisti nei confronti del brasiliano Marcelo, che sarebbe stato da lui apostrofato come “scimmia”.
Come prova dell’antisportività del giocatore, gli internauti sono anche andati a ripescare l’episodio della semifinale dello scorso anno contro l’Inter, nel quale lo stesso Busquets aveva simulato un colpo da parte di Thiago Motta, provocandone l’espulsione. L’Uefa ha intanto annunciato che il giudice dell’Organo Disciplinare e di Controllo ha respinto tutti i ricorsi avanzati da entrambi i club in merito ai numerosi episodi contestati del match e alla dichiarazioni infuocate rilasciate dal tecnico delle Merengues, José Mourinho.
José Mourinho continua ad addossare al direttore di gara tedesco Stark tutte le colpe per la sconfitta casalinga subita dal suo Real Madrid nella semifinale di andata di Champions League contro gli arcirivali del Barcellona. Intervistato oggi, il tecnico portoghese ha infatti ribadito di non avere nessuna responsabilità per il ko dei suoi, invitando i presenti a rivedere le immagini del presunto fallo del difensore madrileno Pepe su Dani Alves, che ha provocato l’espulsione del giocatore delle Merengues, secondo il lusitano decisiva per l’andamento dell’incontro.
Queste le parole dell’allenatore: “L’espulsione di Pepe? Un’immagine vale più di mille parole, e visto che ci sono tante immagini non parlerò più di quello che è successo.”, il quale ha poi affermato di sentirsi, a causa degli avvenimenti dell’ultima settimana, ancora più legato al club della capitale del quale ha detto: “Adesso ho ancora più voglia di continuare a guidare il Real Madrid per tutto quello che rappresenta.” Nel frattempo l’Uefa ha disposto accertamenti in merito alla richiesta dei catalani di perseguire le dichiarazioni del dopopartita del tecnico avversario.





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Alla vigilia dell’attesissimo derby di Champions League tra Real Madrid e Barcellona, inizia il confronto a distanza tra i due allenatori José Muourinho e Pep Guardiola. Apre le danze il lusitano, smorzando le polemiche sul direttore di gara Wolfgang Stark, l’imparzialità del quale era stata messa in dubbio da alcuni giornali di fede madridista a causa del fatto che l’allenatore tedesco sarebbe un grande fan della stella blaugrana Lionel Messi:
“La squadra è tranquilla, dobbiamo giocare al massimo questa semifinale e l’arbitro non è importante. C’è bisogno solo di un arbitro di livello che non aiuti nessuno ma che applichi il regolamento e che venga aiutato da giocatori. Spero che una volta finita la partita le due squadre siano contente dell’arbitraggio. Nessun risultato della gara d’andata può renderci più sicuri in vista del ritorno. Non c’è ossessione per noi, ma solo la speranza di arrivare in fondo. Non ho pozioni magiche per vincere ma solo tanto lavoro. Real favorito per Guardiola? Non esiste squadra favorita, non ci sono favoriti.”
L’ex tecnico dell’Inter prosegue poi punzecchiando il suo collega, il quale nei giorni scorsi aveva manifestato il timore che la direzione di gara fosse assegnata a un portoghese come nello scorso anno nel match di andata contro i nerazzurri:
“È la prima volta che sento un allenatore criticare la scelta di un arbitro prima dell’inizio della partita. Non sono un amico degli arbitri. Quando gli arbitri sbagliano mi lamento e lo faccio in maniera onesta perché se l’arbitro ha preso decisioni giuste lo dico senza problemi. Il Barcellona viene giudicata come la squadra più forte di tutti i tempi? Non lo so, è una grande squadra ma la più forte di tutti i tempi non lo so. È iniziato un nuovo ciclo. Finora c’era un piccolo gruppo, molto piccolo, che non parla degli arbitri e uno più grande che ne parla, e li critica quando fanno errori importanti. Di questo faccio parte io. Con le dichiarazioni di Pep siamo entrati in una nuova era, in un nuovo gruppo nel quale c’è solo lui, che critica la scelta dell’arbitro. Non si era mai visto.”
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Al termine di Schalke - Inter i responsabili della Nord Kurve dei padroni di casa hanno invitato Raul Gonzalez Blanco a festeggiare con loro la qualificazione in semifinale. Lo spagnolo, che in questa Champions League ha segnato 5 gol in 10 partite, non si è fatto pregare ed è salito sulle gradinate per ballare e cantare insieme ai tifosi. Inaspettatamente l’avventura di Gelsenkirchen si è trasformata in una grande chance per lui che l’estate scorsa si era trasferito in Germania per giocare da titolare le coppe europee. Certamente una scommessa vinta la sua.




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Alla vigilia del ritorno dei quarti di finale di Champions League, nel quale l’Inter cercherà l’impresa, mai riuscita a nessuno finora, di recuperare in trasferta la sconfitta per 5-2 subita una settimana fa tra le mura amiche, l’allenatore dei nerazzurri Leonardo ha dichiarato nella conferenza stampa di quale ora fa di credere nella possibilità di una grande prova da parte dei suoi:
“Non credo nei miracoli ma nei risultati sportivi, perché nella gara di andata è successo qualcosa di strano e poi dobbiamo essere noi a creare qualcosa di affascinante. Noi non crediamo solo nel passaggio del turno ma nell’idea di fare una grande prestazione, la cosa importante sarà avere equilibrio anche se si cerca un risultato ampio, però bisogna davvero cercare la grande prestazione per arrivare al grande risultato. È importante avere tutta la rosa a disposizione: torna Lucio, non ci sarà Chivu per squalifica, ma siamo quasi al completo.”
Il tecnico brasiliano ha aggiunto poi:
“Credo che nel gruppo ci sia lucidità, ognuno ha vissuto le sue rimonte, nel calcio e nella vita. C’è la voglia di dimostrare che quello che è successo a San Siro è fuori dal nostro andamento, dalle nostre corde. Stanno tutti abbastanza bene, la condizione generale è buona, ma poi ovviamente ci sarà da valutare alcuni problemini di singoli giocatori. Abbiamo ancora un giorno di tempo e un giorno a questi livello è tantissimo. Dove finisce la tattica e dove inizia la parte psicologica? È chiaro che l’interpretazione psicologica è importante, è un gioco fra noi che dobbiamo vincere e loro che devono giocare per non prendere quattro gol. Siamo consapevoli delle difficoltà ma non abbiamo nulla da perdere e non dimentichiamo che, all’andata, in tutti gli episodi a loro favorevoli noi siamo stati anche molto sfortunati. Che cosa dirò ai ragazzi? Non posso anticipare nulla, le cose nascono lì, non si preparano. Faremo invece una preparazione tecnica importante, poi quello che dirò verrà in modo naturale, al momento di parlare ai calciatori. Se noi pensiamo, concretamente nel calcio può succedere tutto, la squadra è consapevole, sarà una sfida molto affascinante.”
Dello stesso parere anche il capitano Javier Zanetti che ha commentato:
“In 90 minuti possono succedere tante cose e possono bastare per compiere una grande impresa. Siamo consapevoli di quanto sia difficile ma domani sera dobbiamo tirare fuori il carattere, non commettere errori e creare le situazioni giuste per poter segnare tanti gol.”
Nonostante la convincente prestazione offerta dai suoi nella vittoria per 3-0 di ieri sera contro il Lione, il bomber del Real Madrid, Cristiano Ronaldo, teme il sorteggio in programma domani a Nyon. Lo spauracchio è un possibile derby tutto spagnolo con il Barcellona di Guardiola, dal quale gli uomini di Mourinho hanno subito una pesantissima umiliazione nel match di campionato disputato nello scorso mese di novembre al Camp Nou. Queste le dichiarazioni del portoghese, che ha anche commentato la prestazione di ieri sera:
“In questo momento la squadra di Guardiola ha un qualcosa in più delle altre, se è possibile mi piacerebbe evitarla. E’ stato bellissimo vincere contro i francesi. Il pareggio dell’andata non ci metteva al riparo dall’eliminazione. Ho deciso di giocare nonostante non fossi al top. Anzi, ero proprio al limite. Ho parlato con i dottori prima della gara, mi fido di loro e quindi una volta avuto l’ok non ho più avuto dubbi. Vincere davanti ai nostri tifosi è stato il massimo: li voglio ringraziare perchè stasera sono stati magnifici. Mentre giocavo contro il Lione speravo di non farmi di nuovo male, i medici mi hanno tranquillizzato dicendomi che non ci sarebbe stato il rischio di una lesione e quindi ho deciso di scendere in campo.”
Parole di elogio poi nei confronti del compagno di squadra Karim Benzema, decisivo nel successo di ieri: “Ha dimostrato di essere un giocatore decisivo.” Un incoraggiamento infine per il terzino del Barcellona, René Abidal, colpito recentemente da un tumore al fegato che lo costringerà tra poche ore ad un delicato intervento chirurgico: “Sono fiducioso sulla riuscita dell’intervento. La partita che sta combattendo va al di là del calcio: siamo tutti vicini a lui.”

16 Febbraio 2011 - Cade in casa la Roma 3-2 contro gli ucraini dello Shakhtar e mette in serio pericolo la qualificazione ai quarti di finale di Champions League. I giallorossi sono passati in vantaggio al 19′ minuto. De rossi serve in area Taddei che gira a sua volta il pallone sul secondo palo per Perrotta che sotto misura batte Pyatov. La partita sembra ormai in discesa, ma uno dopo l’altro arrivano tre schiaffi dalla formazione di Lucescu. Dopo appena un minuto dal gol di Perrotta è arrivato il pareggio degli ucraini; Jadson calcia di destro da venti metri, De Rossi devia e mette fuori causa Doni.
La Roma si butta in avanti per cercare di riportarsi in vantaggio ma sono sempre gli avversari a trovare la rete in contropiede con una bella iniziativa personale di Douglas Costa. Il terzo gol degli ospiti nasce da una comica di Riise che scivola sulla sua trequarti difensiva lasciando la palla a Douglas Costa che serve al centro Luiz Adriano: controllo, tiro e gol. Nel secondo tempo la Roma preme, continuando a soffrire gli attacchi dello Shakhtar, e Menez trova con una azione personale il gol del definitivo 2-3. Alla Donbass Arena servirà ben altro per superare il turno.
Grande rimonta dei gunners contro il Barcellona all’Emirates Stadium. Passano in vantaggio gli ospiti dopo 26′ minuti con David Villa servito splendidamente in profondità da Lionel Messi. Al 33′ minuto del secondo tempo Van Persie pareggia i conti con un gran tiro sul primo palo da posizione defilata. Grosse responsabilità nell’occasione da parte di Valdes che si era scostato troppo dal palo pensando che l’olandese crossasse. Passano appena cinque minuti ed in contropiede Arshavin segna il gol vittoria per i padroni di casa. La qualificazione si deciderà tutta al Camp Nou dove il Barcellona proverà ad imporsi sfruttando anche il fattore campo.
FIFA e UEFA hanno deliberato ieri in merito alla questione che vedeva a rischio la futura partecipazione dei club e delle nazionali della Federazione ucraina alle competizioni internazionali, a causa delle pesanti ingerenze politiche messe in atto dal governo dell’ex repubblica sovietica sullo stesso organismo sportivo del paese. Dati gli ultimi sviluppi della situazione, si è deciso infatti di non sospendere per il momento la FFU, vigilando però “fino alla certezza che la situazione del calcio ucraino non sia completamente stabilizzata”.
Salvo dunque l’ottavo di finale in programma il 16 febbraio e l’8 marzo prossimi tra i campioni d’Ucraina dello Shakhtar Donetsk e la Roma, che in caso di sanzioni avrebbe potuto beneficiare del passaggio del turno a tavolino. Per il momento ancora incerta invece la situazione relativa all’organizzazione del prossimo Europeo, in coabitazione tra Ucraina e Polonia, per il quale FIFA e UEFA vogliono la garanzia che l’attuale direttivo federale del paese resti in carica fino alla naturale scadenza del mandato, fissata per l’autunno 2012.
Dura replica di José Mourinho, alle dichiarazioni rilasciate l’altro ieri dall’allenatore dell’Arsenal, Arsene Wenger, che aveva manifestato la sua indignazione nei confronti del tecnico portoghese in seguito all’episodio delle espulsioni pilotate in Champions League. Il lusitano, non certo nuovo ad uscite di questo genere, ha infatti definito il suo collega “un perdente”, dichiarando ai microfoni della stampa:
Wenger deve preoccuparsi di spiegare ai suoi tifosi perché la sua squadra, dal 2005 a oggi, ha vinto soltanto un piccolo trofeo. Invece di parlare del Real Madrid dovrebbe pensare all’Arsenal e spiegare come possa aver perso 2-0 in casa del Braga, un club che per la prima volta nella sua storia disputa la Champions League. La storia della squadra giovane sta diventando vecchia, Sagna, Clichy, Walcott, Fabregas, Song, Nasri, Van Persie e Arshavin, non sono ragazzini, ma top players.
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Continua a tenere banco la vicenda delle espulsioni pilotate in Champions League, della quale è stato protagonista il tecnico del Real Madrid, José Mourinho. Anche l’allenatore dell’Arsenal, Arsene Wenger, chiede infatti sanzioni nei confronti del suo collega e del club spagnolo dichiarando:
Ci dovrebbero essere provvedimenti. Non vedo proprio perchè dovrebbero farla franca. È un vero peccato vedere certe cose in partite così importanti, dà un’immagine negativa del calcio. Rispetto il Real Madrid, sia per la qualità della squadra che per quello che sta facendo, ma a prescindere dal club, chiunque avesse fatto una cosa simile sarebbe dovuto essere punito. Bisogna sempre rispettare chi paga il biglietto per vedere una partita. Chi viene allo stadio vuole assistere ad un incontro di calcio, non a queste scene
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