
Domani sera su canale 5 andrà in onda una puntata speciale del Chiambretti Night con ospite l’allenatore del Napoli Walter Mazzarri. Il tecnico toscano ha risposto a domande riguardanti molti argomenti, anche sui problemi avuti con alcuni colleghi allenatori. Nella passata stagione non sono mancati momenti di tensione con José Mourinho e lo stesso è successo quest’anno con Massimiliano Allegri nei giorni che hanno preceduto la sfida tra il Milan ed i partenopei. Secondo Mazzarri non è lui l’antipatico della situazione perché non è mai stato lui ad iniziare le discussioni.
«Mi sono fatto la fama che ho problemi con colleghi, ma molte volte non si vede che le battute vengono da altri e io rispondo. Se foste stati attenti prima della partita col Milan io ho risposto a battute di altro. Ognuno di noi ha fatto percorsi diversi, come uomo non lo conosco, come allenatore conosco i suoi trascorsi. La frase che un asino non diventerà mai un cavallo di razza? Non la disse Mourinho ma un suo galoppino. Quando c’è stato da discutere della prestazione dell’Inter a Napoli, lui non volle riconoscere che il Napoli giocò meglio dell’Inter. Lui disse che non ho mai vinto la coppa Toscana? Bisogna vedere il valore delle squadre che abbiamo allenato e fare il calcolo degli investimenti fatti dalle società».
Incredibilmente il suo Napoli sta reggendo il ritmo fino alla fine, e potrebbe ancora vincere lo scudetto qualora il Milan facesse qualche passo falso nelle ultime partite. Mazzarri ci spera: «Faccio spesso gli scongiuri stiamo andando oltre ogni prospettiva, ci sono ancora 21 punti in palio e può succedere di tutto, cercheremo di andare più in alto possibile. Faccio la corsa su di noi e alla fine tireremo le somme. Quando ci sono annate così imprevedibili vuol dire che tutte le componenti hanno funzionato al meglio, non solo l’allenatore».
Il suo presente è il Napoli, ma nel futuro del tecnico livornese potrebbe esserci la Juventus, De Laurentiis permettendo naturalmente. La Juventus sta cercando un allenatore per la prossima stagione ed Andrea Agnelli è rimasto stregato dal gioco di Mazzarri. Qualora dovesse arrivare a Torino, ritroverebbe Beppe Marotta con il quale ha avuto un rapporto abbastanza complicato ai tempi della Samp: «Io alla Juve? Non deve fare la domanda. Con l’attuale dg bianconero Marotta ci sono state discussioni ai tempi della Sampdoria perchè non era abituato ad allenatori che giocano con difesa a tre. Ora però sa benissimo cosa vuole Mazzarri se dovessimo ritrovarci insieme, ma questo non vuol dire che andrò alla Juventus».
Marotta ed Agnelli adesso sono avvisati. Se vorranno Mazzarri allenatore lo dovranno ascoltare anche per il mercato.

Marco Materazzi, ospite d’onore al Chiambretti Night, regala il suo consueto show. Il difensore 37enne dell’Inter, simbolo e emblema dei nerazzurri che sta tornando utile a Leonardo fra infortuni e squalifiche, è noto per non essere esattamente il giocatore con peli sulla lingua e la presenza nello show di Canale 5 è un’occasione perfetta per raccontare aneddoti e dispensare la sua verità. Partiamo subito con il pezzo forte, un evergreen, Calciopoli.
La Juve rivuole i “suoi” scudetti e oggi è calata nella parte della squadra che contesta l’operato degli arbitri, segnatamente di Morganti? A Materazzi interessa poco:
Non devono chiederli a noi, Io glielo ridò volentieri. Io mi riprenderei quello perso il 5 maggio 2002. Nelle quattro o cinque partite precedenti alla sfida contro la Lazio c’è stato qualcosa di poco chiaro. Se è cambiato il vento? Non entro nel merito della questione gli arbitri possono sbagliare. Morganti non ha visto un rigore su Cambiasso a Udine. Chiunque può avere dei cali di forma.
Eccolo qui, il polemico Materazzi che si attira tutti gli odi della tifoseria juventina. Si era ricordato di loro anche nella magica serata di Madrid con un’apposita maglietta provocatrice quando l’Inter tornava sul tetto d’Europa vincendo la Champions dopo una mezza era geologica: gli antichi rancori non si cancellano. Eppure in quel 5 maggio Materazzi non recriminava con gli arbitri, tutti lo ricorderanno in lacrime mentre chiedeva a se stesso imprecando perché i giocatori della Lazio non si facessero da parte quando lui (battendo la Juve con il Perugia) gli aveva consegnato uno scudetto. I tempi cambiano.
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Il derby capitolino è alle porte e la puntata del Chiambretti Night ha vissuto un duro battibecco tra Paolo Di Canio e Adriano Aragozzini. L’ex giocatore della Lazio e l’ex direttore artistico del Festival di Sanremo (e gran tifoso romanista) si sono scontrati verbalmente sul concetto di bandiera di una squadra di calcio, tirando in ballo Totti. Aragozzini ha cominciato ricordando a Di Canio la moltitudine di club dove l’ex calciatore ha militato.
Di Canio ha replicato seccamente: “Il tifoso giallorosso troppo spesso, è provinciale, non riesce a vedere al di là di determinate convinzioni, ha bisogno di certi miti perché altrimenti non avrebbe altro. Io spinsi un arbitro in Inghilterra, ma non ho mai sputato o preso a calci un ragazzo di 20 anni. Andare via da Roma allarga le vedute e ti arricchisce culturalmente“. E, tornando su Totti e la sua squalifica, ha causticamente commentato: “Totti? Rispetto gli anziani”.
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Questa sera al Chiambretti Night era presente Mario Ferri, un ospite un po’ particolare. Si tratta, per chi non conoscesse il suo nome, di quel ragazzo che indossando una maglietta di Superman ha conquistato la propria notorietà facendo pacifiche invasioni sui campi di calcio. La prima risale al novembre del 2009, in occasione di Italia - Olanda, durante la quale fece il suo ingresso in campo con t-shirt che invitava Marcello Lippi a convocare Antonio Cassano in Nazionale.
Da allora “di strada” ne ha fatta molta visto che è riuscito ad interrompere anche la Semifinale dei Mondiali in Sudafrica tra Germania e Spagna e il match di Champions League tra Real Madrid e Milan di martedì scorso. Questo ragazzo, chiaramente alla ricerca di un effimera notorietà, ha cambiato totalmente atteggiamento rispetto a quando, dopo la prima invasione, si volle scusare per il clamore causato dal suo gesto. Adesso non solo sembra essere molto fiero di quello che fa, ma promette anche di continuare a farlo incoraggiato, e sovvenzionato, da alcuni sponsor che lo aiutano a compiere queste “imprese”.











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Sesso, escort e calcio. Stasera al Chiambretti Night, in esclusiva, ospite Lauren Veveers, la giornalista inglese del Daily Star che ha messo a nudo (ancora una volta) la passione dei campioni della Premier League per le prostitute. Sposati e non i calciatori adorano spendere parte dei loro lauti guadagni per un po’ d’amore mercenario, la Veveers racconterà come in solo sei ore aveva ottenuto da 4 giocatori (El-Hadji Diouf del Blackburn, Jimmy Bullard e Matt Duke dell’Hull City e Michael Tonge dello Stoke City) la disponibilità ad un incontro a luci rosse, naturalmente a pagamento.
Inevitabile pensare al caso di Wayne Rooney, lui incastrato non da un’avvenente giornalista, ma da una prostituta in carne ed ossa che dopo averlo ospitato fra le lenzuola ha “venduto” la notizia ai tabloid mettendo in crisi il matrimonio dell’attaccante del Manchester United.




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L’intervista di Giovanni Trapattoni al Chiambretti Night, nella puntata andrà in onda stasera, diventa un altro capitolo della saga Mourinho vs Balotelli. Dopo il tentativo di Massimo Moratti di rimettere pace fra i due, un tentativo che visto il ruolo del Presidente si immaginava andasse a buon fine, è andata in scena un’altra giornata di scontro fra i due. Mourinho ha nuovamente escluso dalla lista dei convocati in vista della gara di domani in Champions con il CSKA Balotelli e lui, per tutta risposta, in una breve telefonata all’interno del Chiambretti Night ha detto:
Non sono così stupido da saltare cinque partite: se avessi dovuto chiedere scusa lo avrei chiesto dopo la prima: Avendo ragione io, non chiedo scusa. A volte le cose non sono come si raccontano. Cosa è successo? Tanti episodi sono successi, ma li racconterò quando tutto sarà passato. Se mi state chiedendo di mettere da parte l’orgoglio, potete dirlo anche a qualcun altro.
Fine della discussione. L’allenatore portoghese, da parte sua, in conferenza stampa ha continuato a rispondere allo stesso modo alle domande su Balotelli: “Non parlo di giocatori non convocati” e continua la guerra fredda. Eppure, nonostante la convinzione del giovane fenomeno nerazzurro di non aver fatto nulla di male (anche se magari indossare la maglia rossonera dopo le prime esclusioni con la complicità di Striscia a noi sembra prorpio “un errore”?), anche i compagni di squadra si schierano con l’allenatore. Ultimo in ordine di tempo Samuel Eto’o che con Balotelli ha buon rapporto.
Giovanni Trapattoni al Chiambretti Night
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La coppia più forte del calcio italiano? Senza dubbio Francesco Totti e Ilary Blasi. Il capitano della Roma e la soubrette che conduce, ormai da diverse stagioni, Le Iene sono sempre più sulla cresta dell’onda. Totti è tenuto lontano dai campi dal suo infortunio, anche se sta velocemente recuperando, ma la loro coppia funziona alla grande quando si tratta di sponsorizzazioni. L’ultimo, divertentissimo, spot Vodafone ha come protagonista proprio Francesco Totti. L’autoironia del Capitano giallorosso, orgoglio e mito della squadra giallorossa, tocca i suoi massimi.
Per promuovere la tariffa Vodafone 10 Autoricarica Totti “racconta” la sua vita, tutta contraddistinta dall’onnipresente numero 10: dal numero dell’interno del suo appartamento da bambino, dai “voti che prendeva a scuola“, dal suo numero di maglia con la Roma al momento topico in cui conquistò il cuore della bellissima Ilary Blasi riuscendo a farsi scegliere “fra altri 10“. Intanto la sua consorte, alcuni dicono nuovamente incinta, si è regalata un balletto sexy nella puntata di due giorni fa del Chiambretti Night. Fortuna che Totti non è un tipo geloso…
Lo spot Vodafone con Francesco Totti e Ilary Blasi
Le Foto di Ilary Blasi, moglie del capitano della Roma Francesco Totti
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Per i fan di Ancelotti (e di Chiambretti) l’appuntamento è alle 23.35 di stasera su Italia 1. Dopo le ospitate di Mourinho e Capello ora tocca a Carlo Ancelotti (che devolverà il cachet per la partecipazione alla trasmissione alla fondazione contro la Sla che porta il nome di Stefano Borgonovo) affrontare la vena satirica di Piero Chiambretti. Il tecnico del Chelsea non si è sottratto alle domande più scomode ed è riuscito a districarsi lanciando una frecciatina scherzosa al suo collega, José Mourinho. “Se Mourinho è Gesù, io non sono sicuramente un suo apostolo”, ha risposto al conduttore che lo solleticava sull’argomento. (Foto Ancelotti al Chiambretti Night)
Un ricordo dei tempi juventini: “Ero un maiale per una piccola frangia e avere vinto a Manchester è stata la più forte rivalsa verso questa gente“. Un aneddoto su Silvio Berlusconi, che al tempo della finale di Manchester disse di aver deciso insieme al tecnico gli schemi per la partita: “Il presidente partecipò alla riunione tecnica prima della partita, consegnai anche a lui una copia degli appunti preparati per i giocatori. Poi lui andò da Vespa dicendo che li aveva preparati lui…” Un appunto sul suo “ricco” Chelsea: “In realtà, a parte il Real Madrid, tutte le società stanno scontando la contingenza della crisi economica. Le panchine sono uguali in tutto il mondo, sei vinci sei bravo, se perdi sei un coglione”.
Continua a leggere: Ancelotti al Chambretti Night: "Se Mourinho è Gesù, io non sono un suo apostolo"

Christian Vieri ha rivelato al Chiambretti Night alcuni particolari della sua vita milanese quando giocava nell’Inter. L’attaccante ha rotto qualsiasi rapporto formale con la squadra nerazzurra quando si scoprì che Massimo Moratti, nel periodo in cui era un suo giocatore, lo faceva pedinare per controllare il suo comportamento fuori dal campo: “Con Moratti non ho più rapporti da quando sono andato via dall’Inter. Non mi accorsi di essere pedinato anche perché in discoteca c’è gente strana. Per quanto riguarda le intercettazioni sono tuttora in causa sia con l’Inter che con Telecom. Non è una questione di soldi vorrei precisare, ma ritengo non sia possibile essere sotto controllo nella vita privata. Tra l’altro so che la relazione di chi mi pedinava contro di me diceva solo che correvo in auto“. (La Fotogallery di Bobo Vieri)
Nonostante quello che racconta la relazione di chi pedinava Vieri, forse tutti i torti ad essere preoccupato per il suo calciatore Moratti non li aveva. Bobo ha confessato che insieme a Ronaldo si dava alla pazza gioia nelle notti milanesi: “Quando giocavo all’Inter, Ronaldo era il giocatore che si allenava di meno perché era il più forte del mondo ed è vero che tornavamo di notte alle 5/6 del mattino, perché andavamo per locali, poi però io dormivo due ore ed andavo sul campo a correre, mentre lui si metteva sul lettino a mangiare brioche e cappuccino. Il problema è che la sera dopo, a mezzanotte, si presentava sotto casa mia e suonava il clacson dell’auto fino a quando non scendevo ed uscivamo nuovamente“.
Continua a leggere: Christian Vieri: "Che nottate con Ronaldo"

Lo Special One colpisce ancora. La sua presenza al Chiambretti Night, registrato nel pomeriggio a Milano il programma andrà in onda stasera alle 23.40 su Italia 1, è stata l’ennesima occasione di lanciare le sue frecciatine ed esprimere, baldanzoso come al solito, il punto di vista sul suo futuro. Innanzitutto non c’è alcun pericolo, almeno stando alle sue parole, di arrivare ad un divorzio anticipato con l’Inter. Mourinho è da 10 mesi in Italia e vuole restarci, non si poteva pretendere un successo in Champions League alla prima stagione. (Fotogallery Mourinho al Chiambretti Show)
La vittoria che il tecnico portoghese da per scontata è quella nel campionato italiano. Interrogato sul grave infortunio occorso a Maicon in Brasile Mourinho ha dichiarato che il suo esterno giocherà solo l’ultima gara della stagione, “per festeggiare” lo scudetto. Dopo l’ultimissima stoccata sul Milan (”Ancelotti allena una squadra potente, coperta da Berlusconi che è il Premier e ha influenza nei media“), alla quale il mister rossonero ha preferito non rispondere, Mourinho fa gli auguri di buon compleanno ad un pezzo della storia milanista: Arrigo Sacchi.
Ha fatto la storia del calcio, con lui la sua squadra ha vinto in modo speciale. È stato uno dei grandi. Per me non è stato facile arrivare in Italia, ma da quando sono all’Inter nessuno è più interista di me.