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Tutti gli articoli con tag chievo verona

Verona, scaramucce "di forma" tra Hellas e Chievo

pubblicato da vieni_127

E all’improvviso, nella giornata di ieri, compariva sul sito ufficiale dell’Hellas Verona, formazione militante in Prima Divisione della Lega Pro, un comunicato contro i “cugini” del Chievo Verona, storicamente meno blasonati ma da qualche anno molto più “sulla cresta dell’onda“: l’accusa dei campioni d’Italia (anno 1985), è molto “formale” e pungola i mussi volanti rei di essersi appropriati, pian pianino, dell’iconografia cittadina, marchio di fabbrica da molti decenni dell’Hellas. Questo il comunicato, quindi la risposta, sempre tramite web, della società di Luca Campedelli:

“Con grande rammarico e fermezza, Hellas Verona ritiene doveroso dar voce al proprio disappunto ed a quello dei proprio tifosi, manifestato con numerose segnalazioni, dovute all’evidente lento e progressivo tentativo di altra società sportiva cittadina di far propri negli anni i colori d’origine (giallo e blu) e simboli cittadini (v. Scala degli Scaligeri, ecc.), da sempre utilizzati dal club di Via Torricelli.
L’intervento, pur nel rispetto altrui e nell’orgoglio di essere presi ad esempio, è finalizzato a tutelare l’identità e la fede di tutti i sostenitori dell’Hellas: è infatti palese come tale discutibile e reiterato comportamento generi confusione e non sia, pertanto, accettabile.
Sarebbe ben più auspicabile che ogni sodalizio utilizzasse propri canoni identificativi senza strumentalizzare simboli da sempre utilizzati da Hellas Verona, per i quali questa società è storicamente riconosciuta.
L’augurio è quindi che nel presente e nel futuro immediato ogni realtà sportiva, locale e non, possa brillare di luce propria, non incanalandosi scientificamente nella scia di una fede unica ed inimitabile, quella verso l’Hellas, che risale, con orgoglio e passione gialloblù, al lontano 1903 e che è nostra intenzione tramandare immutata alle future generazioni”.

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Coefficiente UEFA per campionati: facciamo due conti

pubblicato da vieni_127


Tre o quattro posti in Champions League? La Serie A trema al cospetto di una Bundesliga che ogni settimana avanza, seppur a piccoli passi, verso l’agognata conquista del posto aggiuntivo nella massima competizione continentale, a spesa del nostro povero campionato. Sicuramente questo gap è stato colmato grazie a Calciopoli che ha tagliato fuori la Juventus dalle Coppe non rendendola ad oggi competitiva come prima della bufera del 2006; ma i quasi 7 punti e mezzo recuperati nelle ultime tre stagioni sono stati anche frutto di uno scarso impegno delle nostre compagini in Coppa Uefa prima e Europa League poi.

Dal Palermo al Genoa, dal Livorno alla Samp, e poi Napoli, Chievo e Lazio, tutte queste compagini hanno fatto poco più che le comparse nella seconda competizione europea per club, consentendo alle tignose formazioni teutoniche di guadagnare punti preziosi (ricordiamo che il ranking si calcola in base ai risultati in Champions e in Europa League, non esistendo differenze tra le due competizioni). Ieri il Fulham vincendo contro il Wolfsburg ha consentito alla Serie A di tenere ancora la testa avanti, appena 0,6 punti, in caso Barzagli e soci avessero battuto gli inglesi il sorpasso sarebbe stato completo.

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Il magic-moment del Bologna: da Adailton a Colomba, i felsinei sono diventati corsari

pubblicato da vieni_127


In tutto il girone d’andata il Bologna, prima nelle mani di Papadopulo quindi in quelle di Colomba, aveva ottenuto la miseria di tre punti lontano dal Dall’Ara: l’ex mister aveva pareggiato 0-0 a Bari e 1-1 a Torino contro la Juve, l’attuale tecnico dei felsinei aveva invece strappato un pari a reti bianche all’Olimpico contro la Lazio. Poi l’exploit fuori dall’Emilia, tanto da far diventare i rossoblu la più classica delle squadre corsare, a uno schioppo di dita dalla salvezza: “Nel calcio i miracoli non esistono, è tutto frutto del lavoro di una società serena, di un modo di pensare di gruppo e del lavoro che si fa sul campo e del fatto che ognuno dà il meglio di sé anche negli allenamenti” ha chiosato Colomba.

Già, nessun miracolo. Però sicuramente un’amalgama importante, una squadra che pure senza Di Vaio o, per dire, l’Osvaldo su cui a inizio anno si riponeva tanta fiducia (ora è in Spagna), riesce e rifilare quattro gol al Genoa, per di più al Ferraris: “Se non sbaglio solo l’Inter finora era riuscita a vincere in trasferta contro il Genoa, dunque, se consideriamo che abbiamo anche rimontato tre gol, la nostra si può considerare un’impresa storica. Il lavoro di tutti, dal tecnico Colomba ai giocatori, ha portato a questi importantissimi 10 punti su 12 nelle ultime quattro gare fuorici casa, in cui abbiamo battuto squadre come Genoa, Fiorentina e Livorno, pareggiando contro il Chievo, e anche davanti al nostro pubblico abbiamo offerto prove importanti contro Milan e Juventus” s’è gongolata domenica pomeriggio la Menarini.

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Serie B, Pinilla come Batistuta: eguagliato il record di partite consecutive in gol

pubblicato da vieni_127


Diciotto gol in diciotto partite, media perfetta quella dell’attaccante del Grosseto, il cileno Mauricio Pinilla. Una storia strana la sua, fatta di alti e bassi nel giro di mezza stagione; ora può godersi lo stato di grazia e sognare insieme a tutto il Grosseto, terzo in classifica e voglioso come non mai di salire per la prima storica volta in Serie A. Può un giocatore passare dall’Apollon Limossol, prima serie cipriota, al calcio italiano divenendo da meteora nel mediteranneo a oggetto del desiderio di squadre del calibro di Fiorentina, Palermo e Roma?

Pinilla può. Contro il Modena ha ribadito la vetta nella classifica marcatori, ma soprattutto ha eguagliato un record del calcio italiano: dopo 15 anni Gabriel Omar Batistuta non è più solo, 11 partite consecutive in gol, superato Ezio Pascutti del Bologna. Quest’anno Matri aveva accarezzato il sogno di raggiungere questo obiettivo, ma si è fermato a otto partite. Va bene, è Serie B, ma andare in rete per undici sabati di fila è roba mica male: ora c’è la gara casalinga contro il Crotone, occasione ghiottissima per arrivare a quota 12.

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Il Siena ingaggia Malagò, ma Mezzaroma avverte: "Nessuno vuole venire"

pubblicato da vieni_127


Massimo Mezzaroma è da poco più di una settimana al lavoro per cercare di puntellare la rosa del Siena, ora che ne è diventato nuovo presidente. Acquistato in principio di mese Cribari, ex centrale della Lazio subito espulso contro l’Inter (ma quella transazione porta ancora le firme di Giovanni Lombardi Stronati), oggi ha formalizzato il suo primo acquisto da “uomo di calcio“: dal Chievo Verona è arrivato Marco Malagò, 31enne esperto difensore che in passato a vestito le maglie di Venezia, Cosenza e Genoa, oltre a quella gialloblù dei clivensi. L’ennesimo puntello per il reparto arretrato, ma per recuperare gli otto punti di svantaggio in classifica l’impressione è che manchi molto al Siena. Dopo sette anni in Serie A, la paura per la gente della Robur è vedere svanire il sogno, quella lucida follia messa in piedi dal mai abbastanza compianto presidente Paolo De Luca.

Per rimanerci chi già indossa il bianconero dovrà metterci grinta, impegno e passione sin da domenica, quando al Franchi salirà il temibile Cagliari di Allegri. Ma è inevitabile supporre che gli effettivi a disposizione di Malesani, se fino a questo punto sono così distaccati in classifica e sul fondo della stessa, non riusciranno a mantenere la categoria se non arriveranno forze fresche. Già, ma chi? Mezzaroma ha bussato a Bologna, da Mudingayi a Zalayeta, fino al grande ex Daniele Portanova. Niente: “Stiamo incontrando grandi difficoltà a operare sul mercato. La complicatissima situazione di classifica è la causa dei rifiuti che abbiamo dovuto incassare da molti giocatori. Inoltre ci sono diverse società, più o meno coinvolte nella lotta per la salvezza, che vogliono evitare che il Siena si rafforzi” le parole dell’imprenditore romano, novello del settore ma affiancato da Gerolin.

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Ufficiale, Paolucci in prestito dal Siena alla Juve

pubblicato da vieni_127


Tenace questo ragazzo, Michele Paolucci da Recanati: alle soglie dei 24 anni si riprende la maglia della Juve e ora starà a lui, e solo a lui, sfruttare questa incredibile chance. Per anni è stato il bomber delle giovanili della Vecchia Signora, caterve di gol e il sogno, sempre dichiarato a volte andando anche sopra le righe, di giocare col bianconero dei grandi. Iniziò con colori simili, ad Ascoli con Nedo Sonetti mentore parve esplodere, ma a Udine e Bergamo s’era un po’ sbiadito. Poi Catania, la squadra e la città che più gli son rimaste nel cuore: un’ottima stagione, nove gol (alcuni di pregevole fattura) e di nuovo futuro incerto.

Già, perché Paolucci è sempre rimasto legato con mezzi contratti alla Juve: quest’anno aveva iniziato col Siena, ma con Giampaolo non è mai andato d’accordo. Croce e delizia, con Malesani qualcosina ha combinato, è il temperamento la chiave di volta di questo ragazzo: a volte eccede, si fa espellere e non le manda a dire, altre volte però riesce a cacciar fuori una grinta e un carattere che gli fanno fare il salto di qualità. La fortuna gli ha sorriso: voleva tornare alla Juve, ma sembrava un’ipotesi irrealizzabile. Ora però si allena con Del Piero e domani sarà sul pullman che lo condurrà al Bentegodi.

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Torna la Coppa Italia: in tre giorni sette partite, ecco la copertura tv della Rai

pubblicato da vieni_127

Il 16 dicembre scorso, diretta su Rai Due, l’Inter è stata la prima squadra a passare ai quarti di finale della Coppa Italia Tim: i nerazzurri superarono per 1-0 il Livorno, gol del solito Sneijder con la solita punizione. Tra oggi e giovedì si completa il quadro degli ottavi, ben 14 le formazioni che scenderanno in campo, sette sfide ad eliminazione diretta che verranno seguite fra una e due settimane (due partite a settimana) anche dal prossimo turno cosicché ci ritroveremo subito con gli accoppiamenti di semifinale. Sessantatre le partite disputate sino ad ora, non sono mancate le sorprese in questa 62° edizione della Coppa Italia.

Stasera ad esempio all’Olimpico di Roma si affronteranno i giallorossi e la Triestina, capace di eliminare il Cagliari. Domani altre tre sfide: un’altra grande rivelazione è stato il Novara che è dal 2 agosto in campo, ha superato 4 turni (tra cui due contro Parma e Siena) e domani nel pomeriggio va a San Siro per sfidare il Milan. In programma anche Genoa-Catania e Juve-Napoli. E infine giovedì gli ultimi tre accoppiamenti: Fiorentina-Chievo, Udinese-Lumezzane (i lombardi hanno fatto fuori l’Atalanta, oltre ad aver eliminato Ancona fuori casa e rifilato 6 gol al Gallipoli) e Lazio-Palermo (succoso incrocio Rossi-Ballardini)

Di seguito il quadro completo delle partite con accoppiamenti ai quarti (le squadre scritte prima giocano in casa nello scontro diretto per via del sorteggio); accanto orario e programmazione televisiva.

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Balotelli si scusa con Verona: "Ma non con chi mi ha insultato"

pubblicato da Gabriele Capasso


Mario Balotelli si scusa, facendo una parziale marcia indietro, dopo l’uscita di ieri che ha provocato le consuete polemiche e la multa comminatagli oggi dal giudice sportivo per aver provocato il pubblico del Chievo con un applauso irridente. Il calciatore affida il suo pensiero ad un comunicato sul suo sito ufficiale e se la prende anche con i tifosi dell’Inter, anche loro multati per i “buu” razzisti nei confronti di Luciano, pur ribadendo di essere stato oggetto degli stessi cori pur non rilevati da altri osservatori.

Non mi scuso con chi mi ha insultato, ma con quella parte di pubblico che non c’entrava niente e che ho offeso esprimendomi male perché esasperato dai “buu” durante la partita e mentre uscivo dal campo.

Avrei dovuto precisare che quei tifosi che mi hanno fatto i “buu” a Verona, così come in altri stadi d’Italia, mi fanno schifo. Perché invece di godersi sportivamente una partita non pensano ad altro che a insultarmi. Sono stanco di sentire slogan e “buu” razzisti anche quando in campo mi comporto bene. E non accade solo a me. A Verona mi sono vergognato dei miei tifosi quando ho sentito i “buu” contro Luciano del Chievo. Mi ha dato molto dispiacere, è una vergogna che deve finire.

Mario Balotelli

P.S. Non ce l’ho con Verona, che invece mi piace molto, tant’è vero che con un mio compagno di squadra siamo andati a vedere la casa di Giulietta che non avevamo mai visto.

La Galleria Fotografica di Mario Balotelli
La Galleria Fotografica di Mario Balotelli, il nuovo Adriano dell'Inter e Anti-PatoLa Galleria Fotografica di Mario Balotelli, il nuovo Adriano dell'Inter e Anti-PatoLa Galleria Fotografica di Mario Balotelli, il nuovo Adriano dell'Inter e Anti-PatoLa Galleria Fotografica di Mario Balotelli, il nuovo Adriano dell'Inter e Anti-Pato

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Niente cori razzisti: Balotelli multato per la provocazione al pubblico del Chievo

pubblicato da Gabriele Capasso



Update: Il giudice sportivo ha multato per 15 mila euro anche l’Inter per i buu razzisti dei suoi tifosi contro Luciano, proprio quei cori segnalati dal Presidente del Chievo Luca Campedelli.

Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ha comminato un’ammenda da 7 mila euro a Mario Balotelli. Il giocatore dell’Inter è reo di aver applaudito provocatoriamente il pubblico dello Stadio Bentegodi al momento dell’uscita dal campo al 43esimo del secondo tempo. Balotelli si era lamentato proprio del comportamento di quel pubblico con dichiarazioni pesanti (”il pubblico di Verona mi fa schifo“) ricevendo come risposta la reprimenda del Sindaco Flavio Tosi e quella del Presidente del Chievo Campedelli.

Proprio Campedelli aveva fatto notare che contro Balotelli non c’era stato alcun “buu” razzista (precisando di aver sentiti, al limite, solo all’indirizzo di Luciano da parte dei supporters interisti in trasferta) e che il ragazzo dovrebbe imparare ad accettare “i fischi” così come li accetta qualsiasi professionista del mondo del calcio.

Questa multa è la sostanziale conferma che il pubblico del Chievo non meritava di essere trascinato nella diatriba sui cori razzisti (visto che non si trattava di questo). Al contrario c’è la prima sanzione al calciatore per i suoi atteggiamenti provocatori e irridenti che sono spesso causa dell’antipatia dei tifosi avversari per Balotelli. Siamo certi che la diatriba non si chiuda qui.

Balotelli: "Il pubblico di Verona mi fa schifo", Tosi risponde: "Non sarà mai un campione"

pubblicato da Gabriele Capasso


Strascico polemico durissimo dopo Chievo - Inter. Protagonista, ancora una volta, l’uomo della partita Mario Balotelli. L’attaccante nerazzurro, intervistato da Sky nell’immediato post partita, si è lasciato andare ad uno sfogo pesante contro il pubblico presente allo Stadio e contro l’intera città di Verona pur non sollecitato dal giornalista di turno. La colpa, come di consueto, sarebbe dei cori contro di lui che (seppur non sottolineati dai media e dagli altri giocatori in campo) lo avrebbero bersagliato per tutti i 90 minuti:

Voglio dire una cosa: ogni volta che vengo qui a Verona mi rendo conto che questo pubblico mi fa sempre più schifo.

Dopo che Mourinho aveva cercato di minimizzare l’accaduto (”se succede qualcosa in tribuna non fa niente, non facciamo drammi per questo. È stata una partita di professionisti, una grande mattina di calcio“) arriva però la plateale reazione del Sindaco Flavio Tosi:

Balotelli è un ragazzino immaturo e presuntuoso. Non sarà mai un campione. I veri campioni sono tali quando sono anche umili e hanno buon senso. Balotelli non possiede queste caratteristiche. Prendersela poi con il pubblico del Chievo, tra i più corretti d’Italia, è paradossale. Povero Balotelli non sarà mai un campione.

La polemica continua…

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