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Gli Anni Zero agli sgoccioli - Il calcio italiano attraverso un decennio

pubblicato da vieni_127


E dopo il meglio degli ultimi dieci anni di calcio internazionale, dedichiamo la giusta attenzione al pallone nostrano: dalla delusione per la finale persa agli Europei del 2000 all’ultimo secondo contro la Francia alle speranze per i prossimi Mondiali sudafricani, gli Anni Zero del calcio tricolore sono stati densi di avvenimenti e di sorprese, di storie da raccontare e di protagonisti di assoluto valore. Come abbiamo fatto nel precedente articolo, proseguiremo per categorie e ci scusiamo sin da subito se tralasceremo qualche cosa; d’altra parte non è facile condensare in un post un decennio di calcio e passione. Allora buona lettura… e votate nel Sondaggio in fondo!

L’anno: nessun dubbio, il 2006. Ma come potrebbe essere altrimenti? E’ stato forse l’anno zero del calcio italiano, ricchissimo di colpi di scena e di immagini indelebili. Calciopoli è stato il terremoto, dall’inferno al paradiso dei Mondali tedeschi con l’Italia addirittura sul tetto del Mondo dopo memorabili notti che ognuno di noi è destinato a portarsi nel cuore per sempre. E poi la Juve in Serie B per la prima volta nella sua storia, mercato al veleno, penalizzazioni e diaspora all’estero di alcuni campioni. Come l’11 settembre per il mondo occidentale, da quell’estate del 2006 nulla è stato più lo stesso per l’italiano appassionato di calcio…

La squadra di club: sbeffeggiata per anni, incapace di dare soddisfazioni ai propri tifosi, regina del mercato in estate, aveva iniziato il millennio nei peggiori dei modi; prima le Coppe Italia per riassaporare il gusto della vittoria, quindi l’agognato scudetto. Fa niente se il primo della serie è giunto a tavolino e se il secondo senza la rivale di sempre, la Juve; quel che conta è che al giorno d’oggi se c’è una squadra da battere nei confini italiani, quella è l’Inter. Muscolare e cinica, non sempre bella ma sempre rigorosamente internazionale, con Mancini o con Mourinho, con Ibrahimovic o senza lo svedese, cambia poco: si avvia al quinto scudetto di fila, scusate se è poco!

Il calciatore: dopo 24 benedetti anni, rialzare la Coppa del Mondo al cielo di Berlino è stata un’emozione per 56 milioni di italiani. Vi immaginate allora cosa ha provato colui che per primo, fisicamente e da capitano, l’ha sollevata in nome di tutti noi appassionati cronici di una sfera e un rettangolo verde? E’ Fabio Cannavaro il giocatore simbolo di questo decennio verde-bianco-e-rosso, difensore arcigno che ha cambiato quattro maglie e che ha vinto il Pallone d’Oro: dopo Baggio e la sua classe, la grinta del napoletano stopper di fiducia. Inter e Juve, Parma e Real Madrid, una carriera consacratasi negli Anni Zero e che solo ora si accinge a tramontare.


Le migliori immagini del calcio italiano del decennio



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Parma, ottimo avvio - Guidolin soddisfatto: "Siamo un grande gruppo"

pubblicato da vieni_127


Se la salvezza, tradizionalmente, è fissata a quota 40 punti, allora il Parma può dirsi a metà dell’opera: zitta zitta la squadra emiliana ha fatto le cose davvero per bene. Due anni fa scendeva in B e senza isterismi nella scorsa stagione s’è giocata il proprio campionato tra alti e bassi; con Guidolin meritata e pronta promozione nella massima serie, la vera dimensione di questa squadra, quest’anno un avvio brillante. Merito di Tommaso Ghirardi e del neo direttore sportivo Pietro Leonardi, un’accoppiata che ha messo su una rosa interessantissima: un mix di giovani e di vecchietti, esperienza e incoscienza, alla fine ne è venuto fuori un melting pot esplosivo.

Giocatori come Bojinov o Dzemaili, Paloschi o Biabiany sono ragazzini ma terribilmente efficaci; d’altro canto i vari Panucci, Zaccardo, Morrone, Amoruso e Castellini aggiungono quel tocco di solidità frutto degli anni passati sui campi di calcio di cui raramente si può prescindere. E poi Daniele Galloppa, addirittura convocato da Marcello Lippi per le prossime amichevoli degli azzurri contro Olanda e Svezia. Ora però la squadra emiliana è alla resa dei conti: dopo aver conquistato il 75% dei punti in casa e aver perso contro le big Inter e Milan, è attesa nei prossimi 6 turni a vere e proprie battaglie che saggeranno la vera stoffa della squadra.

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Tanti auguri a... Andrea Barzagli

pubblicato da vieni_127


Alzi la mano chi, poco meno di anno fa, pensò che quella di Andrea Barzagli fosse la scelta giusta: andarsene nella città di Wolfsburg, centro anonimo sorto negli anni ‘30 per opera dei nazisti che volevano creare un luogo per tutti i dipendenti della Volkswagen, dopo numerose offerte ricevute da squadre quotate di Serie A. Campione del mondo e cuore rosanero, questo ragazzo nato a Fiesole esattamente 28 anni fa cedette alla corte di Felix Magath e se ne andò, insieme a Zaccardo, fino in bassa Sassonia per cercare di dare un senso al progetto dell’ambiziosa società del presidente Potsch. A distanza di qualche mese può dirsi azzeccata la sua scelta: il Wolfsburg è primo e domani si gioca gran parte delle sue chances di vincere il titolo.

Barzagli e soci infatti saranno impegnati a Stoccarda, squadra che è staccata di 5 punti in classifica, e una eventuale vittoria a 3 giornate dalla fine vorrebbe dire fare un ulteriore passo in avanti verso un clamoroso titolo (il Wolfsburg è in Bundesliga da poco più di 10 anni e nella sua storia non ha mai vinto neanche un Coppa del nonno). Sarebbe un importante successo per Barzagli stesso che fino ad ora ha vinto solo con la maglia azzurra: un Europeo Under 21 nel 2004 e, come detto, una Coppa del Mondo giocando anche da titolare (e bene) il quarto di finale contro l’Ucraina. Ragazzo silenzioso e umile, iniziò a dare calci al pallone nella Rondinella, squadra fiorentina.

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Tanti auguri a... Christian Manfredini

pubblicato da vieni_127


Un problema al ginocchio destro lo tormenta da qualche settimana ma il suo rientro dovrebbe essere prossimo: oggi Christian Manfredini spegne 34 candeline e può iniziare già a fare i primi bilanci di una carriera tutto sommato positiva. Nato in Costa d’Avorio ma adottato a 5 anni da una famiglia di Battipaglia, crebbe calcisticamente nella Juve, squadra che però non ha mai puntato su di lui; con l’arrivò di Moggi nel ‘94 disse addio a Torino e non vi rimise più piede, se non da avversario: Pistoiese, Viterbese, Avezzano e Fermano in C, fino al Cosenza dove esordì in B.

In Calabria giocò molto bene e si guadagnò perciò la chiamata dell’ambizioso Genoa dove militò una stagione con molte ombre e poche luci; cercò il rilancio al Chievo e fece benissimo: al primo anno centrò la storica promozione in Serie A, l’anno dopo fece parte dell’undici ormai rimasto famoso dei clivensi, quello che sorprese tutti alla prima stagione tra i grandi del massimo campionato (per lui 28 partite e 2 reti). Quindi il grande salto nella Lazio, dove gioca tutt’ora, senza mai fare però il salto di qualità che ci si aspettava facesse.

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Tanti auguri a... Simone Barone

pubblicato da vieni_127


Chissà perché ma Simone Barone, indiscutibilmente, s’è perso: a Parma prima e a Palermo poi era diventato uno dei centrocampisti più tignosi d’Italia, poi un lento declino cominciato, paradossalmente, con la conquista del Mondiale in Germania. Oggi compie 31 anni ed insieme alla sua squadra, il Torino, è impegnato nella dura lotta per la salvezza: ci vorrebbe il Barone dei bei tempi per far fare un sostanzioso salto di qualità ai granata, ma chissà se questo mediano riuscirà a mettere la quarta ora che il gioco si fa maledettamente serio.

Nato a Nocera Inferiore ma trapiantato a Parma fin dall’adolescenza, Barone è cresciuto nella società ducale: con i crociati esordì in Serie A ormai 12 anni fa, ma dopo quella fugace apparizione andò a farsi le ossa nelle serie minori. Buone le prestazioni al Padova e all’Alzano Virescit, in B, quindi la chiamata del Chievo Verona: vinse il campionato cadetto coi clivensi da protagonista, in A fu riconfermato e continuò a mostrare ottime qualità, unite a un discreto fiuto per il gol (4 gol nella città scaligera). Quindi il ritorno al Parma, stagione 2002/03.

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Gli ultimi botti di mercato/1: Stendardo al Lecce, Esposito al Chievo, Milito al Genoa

pubblicato da vieni_127


Ore di pura frenesia, per non dire follia, all’ATA Hotel Quark di Milano dove giocatori, procuratori e direttori sportivi hanno lavorato sino alle 19 e 30 per mettere a segno gli ultimi colpi di mercato. Analizziamo squadra per squadra come si sono rinforzati club di Serie A (in questa prima puntata le prime dieci squadre in ordine alfabetico).

ATALANTA: il ds Carlo Osti ha semplicemente dovuto controbattere colpo su colpo le offensive del Palermo per Floccari; sfumata già da un paio di giorni la pista Guberti, i bergamaschi hanno passato una giornata di tranquillità, godendosi per altro i primi tre punti messi in saccoccia.

BOLOGNA: la rivelazione della prima giornata puntella il centrocampo con Davide Marchini, l’ex Cagliari al centro della losca vicenda con l’allora compagno di squadra Foggia. Arriva in prestito con diritto di riscatto dalla Triestina.

CAGLIARI: i sardi hanno provveduto a sfoltire un po’ la rosa mandando il portiere Marruocco alla Cavese, il giovane centrocampista Cotza in prestito al Foligno e il terzino Cristiano Del Grosso in comproprietà al Siena. Per Allegri, però, la novità Carlos Matheu, difensore argentino 23enne a lungo inseguito da Cellino.

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