
Uno la nemesi dell’altro? Può essere, o almeno così è sempre sembrato: se dicevi Moratti, l’onesto, non potevi dire anche Moggi, il truffaldino, e immaginare che i due prendessero in amicizia un caffè era troppo, anche per il più fantasioso dei romantici. E invece ecco che spunta la telefonata che non t’aspetti, all’indomani di un Chievo - Juve 0-1 del marzo 2005: a chiamare è l’allora direttore sportivo della Juve, ossia Luciano Moggi, a rispondere il presidentissimo dell’Inter Massimo Moratti. I due commentano, scherzano, il rapporto pare più che amichevole, la Juve si gioca lo scudetto col Milan, i nerazzurri sono distaccati.
Quella partita, stiamo parlando sempre della sfida tra clivensi e bianconeri, si concluse con una vittoria per i piemontesi, 0-1 rete di Olivera che quell’anno siglò quattro gol da 12 punti. Però ci fu una mezza polemica per un gol fantasma (mai chiarito se la palla fosse entrata o meno) negato a Pellissier, ovvio che parte della chiacchierata tra i due dirigenti verta anche su quell’episodio: la Gazzetta titolò “Ci dispiace ma è uno scandalo“, Candido Cannavò insinuava i soliti complotti, in realtà il giorno dopo i palazzi alti del pallone commentavano con sportività un episodio come tanti, di difficile valutazione per l’arbitro.
Insomma, tanta confidenza, d’altra parte all’epoca aleggiavano voci che volevano Moggi lontano dalla Juve, visto sia a Palazzo Grazioli da Berlusconi che nei pressi di Via Durini in sede interista. Di seguito la trascrizione, qui il link grazie a Tuttosport.
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Polemiche a non finire a seguito delle dichiarazioni di Daniele De Rossi in merito all’introduzione della tessera del tifoso dalla prossima stagione; nella stessa intervista in cui non chiude categoricamente la porta al Real Madrid, si lascia andare ad opinioni non proprio convenzionali sulla spinosa questione inerente ultras e Forze dell’Ordine. “Sono contrario alla tessera del tifoso, perché non mi piacciono le schedature. E poi, in alcuni casi viste le ultime vicende servirebbe anche la tessera del poliziotto. Non credo sia la soluzione del problema. Certo, se un ultras va in giro con un coltello e colpisce un’altra persona non è uno normale, non sta bene: ma non sta bene neanche un poliziotto che prende a calci un ragazzetto che non c’entra nulla” in riferimento all’episodio accaduto alla fine della finale di Coppa Italia.
Anzi, De Rossi difende i tifosi definendoli parte positiva del calcio: “Perché sono convinto che un pomeriggio come quello a Verona contro il Chievo, con 30.000 persone al seguito, non lo potremmo vivere più. Non trovo giusto schedare un tifoso prima che lanci un fumogeno o si azzuffi. Ovviamente chi lo fa va punito severamente. Gli incidenti dopo il derby? Chi gira con un coltello per colpire qualcun altro non è una persona normale. La tifoseria della Roma, negli ultimi tempi, è stata nel complesso serena. Se la tessera servisse a risolvere i problemi, d’accordo: ma se schediamo tutti i tifosi della Roma e 10.000 vanno a Napoli, io penso che le tensioni e il rischio di incidenti ci sono lo stesso. Il calcio italiano è ostaggio di tante cose: è ostaggio delle tv, è ostaggio degli sponsor, può essere anche ostaggio degli ultrà, dipende dalle piazze e dalle città. Ma gli ultrà, i tifosi dico, sono la parte positiva, una parte importante del calcio“.

Lavorare. Questo è l’unico verbo adatto a quello che da qui ad agosto dovrà essere il compito della Sampdoria e dei suoi volti nuovi: lavorare tanto, perché ci sono preliminari di Champions da giocare, perché l’ossatura tecnica è stata smembrata, perché c’è da sintonizzarsi su nuove frequenze. C’è la rosa, un calciomercato da condurre per puntellarla, il patron Garrone; ma non ci sono più Giuseppe Marotta e Luigi Delneri, al loro posto Sergio Gasparin e Doriano Tosi a fare il lavoro sporco tra scrivania e campo, tra telefoni e progettualità. E un mister che ancora non si conosce. Sinisa Mihajlovic è stato avvistato a Genova, ma prende tempo sperando chiami Moratti. E allora sotto con Domenico Di Carlo, e il Chievo già si è tutelato contattando Alessandro Calori. Dicevamo di Tosi, venerdì si è presentato.
Lo ha introdotto Gasparin, ex Vicenza e quest’anno all’Udinese: solo un anno in Friuli, poi via in Liguria con i bianconeri che non ne hanno fatto un dramma (vicino l’ingaggio di Larini, ds dell’Ancona, mentre Francesco Guidolin ha firmato quale prossimo allenatore). “Già il suo nome, Doriano, è tutto un programma. Semmai sarebbe stato un problema se si fosse chiamato Genoano. Scherzi a parte, comunque, Tosi è un professionista serio; l’ho fortemente voluto all’interno della nostra società, perché penso abbia le giuste qualità morali e di rispetto per questo compito” ha detto Gasparin a proposito del nuovo ds che poi ha preso la parola e ha tratteggiato la sua strategia per condurre i blucerchiati attraverso una stagione, la prossima, che si preannuncia esaltante.
Video Serie A: Chievo - Roma 0-2 del 16 Maggio 2010 - Highlights HD

Alla Roma non basta la vittoria sul Chievo per aggiudicarsi il titolo di campione d’Italia, la contemporanea vittoria dell’Inter a Siena rende vano il successo giallorosso. La squadra di Claudio Ranieri gioca al Bentegodi una buona partita e chiude i giochi già nei primi 45 minuto, andando al riposo sul risultato di 2-0. Il vantaggio porta la firma di Mirko Vucinic che infila Squizzi con un destro secco e preciso; il raddoppio allo scadere della prima frazione di gioco grazie ad un destro dalla lunga distanza di Daniele De Rossi, un gol spettacolare. La Roma chiude a 80 punti, due di distanza dalla vetta, ma abbastanza per considerare ottima la stagione disputata (Tabellino).












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Risultati e marcatori della trentottesima giornata di serie A in tempo reale:
Lazio - Udinese 3-1 (giocata ieri)
Milan - Juventus 3-0 (giocata ieri)
Atalanta - Palermo 1-2
12° Cavani (P), 48° Ceravolo (A), 90°+5 Cavani (P, Rig.)
Bari - Fiorentina 2-0
36° Stellini, 90°+5 Rivas
Cagliari - Bologna 1-1
4° Adailton (B), 65° Ragatzu (C)

Scaramucce verbali, le numero enne, quelle imperdibili per gli amanti (numerosissimi) di questa situation comedy tutta da ridere: negli ultimi due giorni un bel botta e risposta tra José Mourinho e Claudio Ranieri, i due allenatori che sono a novanta minuti dallo scudetto (e dal rispettivo secondo posto). I condottieri di Inter e Roma, domani impegnate rispettivamente contro Siena e Chievo, sono come il topo e il gatto, con passato in comune a tinte blues (il romano ha seduto sulla panchina del Chelsea fino a che non è arrivato il lusitano); ovvio che bisognasse consegnare alla vigilia calda delle due partite un pizzico di pepe in più, con Mou punzecchiante dalle pagine di Panorama, don Claudio replicante in conferenza stampa, Mou ammutolente dal sito dell’Inter.
L’antefatto, ormai non tanto originale (e anche un pelino confuso) è questo, come riportato anche da questo blog: “Penso che Ranieri sia stato ipocrita dopo la finale. Fa i complimenti a me e all’Inter prima, poi dopo e alla vigilia della giornata di campionato dice quel che ha detto. In Portogallo noi diciamo che lanci la sabbia in aria per non far vedere niente agli altri. Fumo negli occhi? Esatto, vogliono creare l’atmosfera. Per metterci in difficoltà? Chissà, sì, possibile. Ma noi siamo tranquilli“. L’allenatore della Roma risponde col suo solito stile: “Mi sento un allenatore di calcio, un uomo fortunato perché fa quello che ama. Mourinho avrebbe molte più cose di dire di calcio alla gente di calcio, invece devo stargli molto a cuore perché parla molto di me. Non mi piace quello che dice, e che pensa, anzi mi annoia“.

Felipe Melo è stato un flop, e non come dice lui perché è stato pagato tantissimo: la Juve chiedeva di più al mediano brasiliano proveniente dalla Fiorentina, anche se magari era ovvio che le aspettative da regista fossero disattese. Lui però non la pensa così, corroborato anche dalla recente convocazione di Carlos Dunga tra i 23 che rappresenteranno i verdeoro ai Mondiali; così ieri in una intervista telefonica all’Espn brasiliana è andato in escandescenze quando gli si è chiesto come mai avesse “cannato” la stagione in bianconero. Prima ha riattaccato il telefono, poi ha richiamato in trasmissione per scusarsi: “È un momento di così tanta euforia e allegria, che è difficile ricevere una domanda del genere. Chiedo scusa per come ho reagito” ha spiegato il 27enne di Volta Redonda.
“Non sono d’accordo. La Juve senza di me ha perso cinque partite su sei. Gioco alla Juve come giocavo con la Fiorentina, ma sono stato pagato 25 milioni di euro, e per questo la gente si aspetta che segni ogni partita. Nella passata stagione sono stato il migliore a rubare palloni e in questa ci sono andato vicino. Ho disputato la Confederations Cup la scorsa estate e sto giocando sempre. È giusto dire che in questa stagione non è andata come ci si aspettava, ma tutta la Juve non ha fatto la stagione che ci si aspettava. Se la Juve avesse vinto sei partite in più ora starebbero tutti a parlare delle meraviglie di Felipe Melo” l’arringa difensiva del giocatore che, però, ha mentito. Noi infatti siamo andati a vedere quante partite ha mancato e come sono andate a finire.
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Video Serie A: Inter - Chievo 4-3 del 9 Maggio 2010 - Highlights HD

Qualche emozione di troppo per i tifosi nerazzurri presenti sugli spalti di San Siro, ma alla fine tutto va come da copione: l’Inter batte il Chievo 4-3 e mette un’altra mezza ipoteca sullo scudetto, il prossimo definitivo ostacolo si chiama Siena al Franchi, una squadra già retrocessa ma che sicuramente non lascerà niente ai più quotati interisti. Match non bellissimo ma comunque ricco di gol (nelle ultime tre sfide al Meazza tra queste due compagini bene 20 i gol realizzati), con i clivensi che erano anche andati in vantaggio con un’autorete; ricambia il favore Mantovani, poi i padroni di casa dilagano con Cambiasso, Milito e, nella ripresa, Balotelli. Sembra fatta ma prima Granoche, poi Pellissier fanno venire i brividi a Mourinho e soci, anche se alla fine l’Inter riesce a vincere senza troppi patemi.
Le migliori foto di Inter-Chievo 4-3




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Risultati e marcatori della trentasettesima giornata di serie A in tempo reale:
Bologna - Catania 1-1
16° Di Vaio (B), 52° Maxi Lopez (C)
Fiorentina - Siena 1-1
4° Vergassola (S), 16° Marchionni (F)
Genoa - Milan 1-0
58° Sculli
Inter - Chievo 4-3
13° Thiago Motta (C, Aut.), 14° Mantovani (I, Aut.), 35° Cambiasso (I), 40° Milito (I), 52° Balottelli (I), 61° Granoche (C), 80° Pellissier (C)
Juventus - Parma 2-3
17° Del Piero (J), 21° Lanzafame (P), 41° Lanzafame (P), 86° Biabiany (P), 90°+4 Iaquinta (J)