Una vita spesa tra Fiorentina e Bologna, l’anno scorso all’Ascoli in Serie B: stiamo parlando del centrocampista Christian Amoroso che durante questa sessione di mercato è corteggiato da molte squadre, soprattutto in cadetteria. Ha 33 anni ma non ha ancora nessuna voglia di appendere gli scarpini al chiodo, la squadra che pareva maggiormente interessata alle sue prestazioni era il Livorno, fresco di retrocessione in seconda serie e quindi una delle principali candidate a darsi battaglia nel prossimo campionato per accedere, nuovamente, in Serie A. Ma come, un pisano che veste la maglia amaranto del Livorno?
Vi immaginereste un Francesco Totti con i colori biancocelesti della Lazio? Si, va bene, Cristiano Doni passò dal Brescia all’Atalanta, ma lui è comunque di Roma. E non fanno testo i trasferimenti dei vari Davids, Vieira, Vieri e Baggio, capaci di vestire in carriera le maglie di Juve, Milan e Inter. Perché quella tra Pisa e Livorno è forse la rivalità più sentita dell’intera penisola, quasi uno status: le due città sono praticamente una la continuazione dell’altra, ma se sei di Pisa, no, proprio non puoi giocare all’Ardenza per difendere i colori degli “odiati” livornesi. Amoroso, vicinissimo ai labronici, alla fine non se l’è sentita: “Ho rifiutato il trasferimento al Livorno. Non me la sono sentita di andare a giocare lì. Io sono un pisano ad hoc e ho fatto una scelta di cuore“.
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Uno dei migliori Milan della stagione espugna con un fragoroso 1-4 il Dall’Ara di Bologna e torna in pista per la corsa al tricolore: tanti i motivi di orgoglio per i tifosi rossoneri che hanno potuto apprezzare un Kakà in grandissimo spolvero e autore di una doppietta, un Pato peperino come al solito e, dulcis in fundo, un Beckham molto in palla nella ripresa e autore del primo gol “italiano”. A cercare il pelo nell’uovo la difesa non ha convinto a pieno, con Abbiati spesso chiamato a grandi interventi per fermare un irrefrenabile Di Vaio, autore del gol vantaggio felsineo e salito a quota 15 centri in campionato (Fotogallery - Video).
Ancelotti manda in panca Ronaldinho, si affida ancora a Beckham e fa esordire Senderos al centro della difesa dirottando Favalli sulla fascia sinistra; i felsinei rispondono con uno schema speculare con Adailton e Valiani a supporto del capocannoniere Di Vaio, Amoroso, Volpi e Mudingayi al centro del campo. La partita sin dalle prime battute dà l’impressione d’esser bella e vivace, Volpi scalda i guantoni di Abbiati, Seedorf si divora un gol calciando sopra la traversa da posizione favorevole. Quindi i padroni di casa passano: fallo da rigore per contatto tra Amoroso e il duo Senderos-Maldini, Di Vaio con freddezza batte Abbiati.
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