
Per il futuro precedenza all’Inter. Questo può essere il riassunto di quanto ha detto oggi Christian Chivu ai microfoni di Inter Channel. Nei giorni precedenti al derby di Milano s’era sparsa la voce che il terzino rumeno, in scadenza di contratto, avesse già raggiunto un accordo di massima con il Milan per approdare a Milanello a parametro zero dal mese di luglio. Di certo una notizia che non ha fatto per nulla piacere ai tifosi nerazzurri proprio alla vigilia del derby, e per questo motivo Chivu ha voluto specificare in modo chiaro di non aver parlato con alcuno del suo futuro al momento:
“Io al Milan? Una sparata dei media, non c’è assolutamente niente di vero. Una sparata dei media, ecco che cos’è stata questa, solo una sparata. Guarda caso, per altro, proprio prima del derby: una scorrettezza, tanto più che non è vero niente. Nessuno ha parlato con la società, con me, o chissà con chi di questa cosa. E non accadrà. Questa è tutta una cosa inventata, non vera, e che neanche m’interessa. Il mio rinnovo? Il mio procuratore e l’Inter si vedranno a febbraio”.
L’ultima frase del giocatore dell’Inter lasciava ad intendere che tra l’Inter ed il suo procuratore fosse già stato programmato un incontro per trovare un accordo, invece questa circostanza è stata smentita dal suo stesso agente Victor Becali nel tardo pomeriggio di oggi, che anzi ha parlato di una trattativa neanche in fase embrionale e che comunque potrebbe iniziare troppo tardi:
“Rinnovo? Non c’è niente di sicuro. Al momento comunque non abbiamo alcun incontro fissato con l’Inter. Forse ne parleremo in seguito, magari tra febbraio e marzo dopo la Champions League. Risentimento per la situazione? Assolutamente no: è nel diritto delle società di decidere se rinnovare o meno il contratto dei loro giocatori. Certo è che se un club vuole rinnovare un accordo dovrebbe pensarci prima…”.
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Brutte notizie per Inter e Roma dopo l’amichevole fra Italia e Romania a Klagenfurt. La grigia serata di calcio, con due squadre apparse modeste e decisamente non in vena, ha avuto il contorno dell’inqualificabile comportamento degli Ultras italiani e i due infortuni di Christian Chivu e Daniele De Rossi.
Il capitano rumeno è stato costretto ad uscire dal campo dopo un quarto d’ora di gioco per un problema muscolare, il giocatore giallorosso è entrato nella ripresa, ma ha costretto Prandelli a sostituirlo dopo 35 minuti per un dolore all’adduttore. Per entrambi si parla di tempi di recupero superiori ai 10 giorni, ma è ancora presto per una diagnosi definitiva, certo è che la Roma e l’Inter dovranno fare a meno di loro nella prossima gara di campionato.
Se per Ranieri l’assenza di De Rossi è certamente pesante, lo è ancora di più per Benitez quella di Chivu vista la situazione già emergenziale con troppi giocatori fermi ai box e da troppo tempo.

L’aver «rivolto platealmente e ripetutamente gesti volgari ed offensivi all’indirizzo dei tifosi della squadra avversaria», al termine della finale di Coppa Italia tra Inter e Roma dello scorso 5 maggio (cinque mesi fa), è costato a Christian Chivu il deferimento davanti alla Commissione disciplinare nazionale. Il provvedimento, si legge in una nota, è stato deciso dal Procuratore federale esaminati gli atti di indagine.
A titolo di responsabilità oggettiva è stata deferita anche la società nerazzurra. Il difensore, all’indomani della finale di Coppa Italia, chiese scusa sul sito internet della squadra: “Potrei raccontare tante motivazioni per spiegare o per giustificare un gesto istintivo, ma quando si sbaglia si chiede solo scusa. E io chiedo scusa“.
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Saranno 4, e tutte da scontare in Coppa Italia, le giornate di squalifica per Francesco Totti a seguito del calcio rifilato a Mario Balotelli nella finale di mercoledì scorso. Il Capitano della Roma dovrà quindi, di fatto, saltare tutta la prossima edizione della Tim Cup, sempre che la sua squadra non raggiunga la finalissima.
Secondo il regolamento, infatti, la Roma entrerà nella competizione solo agli ottavi (gara unica) e se andrà avanti non potrà schierare Totti nemmeno ai quarti e nella doppia semifinale. Totti potrà invece giocare la finale di Supercoppa italiana nel prossimo agosto, una gara che comunque finisca il campionato sarà inevitabilmente un altro Inter - Roma.
Il giudice sportivo ha anche squalificato Chivu e Balotelli per una giornata, entrambi erano in diffida prima di rimediare un cartellino giallo nella finalissima. Per il rumeno, quindi, nessuna sanzione ulteriore dopo il gestaccio rivolto al pubblico alla fine della gara. Resta da capire se il Procuratore Palazzi, con i suoi tempi, lo deferirà per “istigazione alla violenza”, ma a questo è più probabile che il rumeno venga graziato.









José Mourinho è stato deferito dalla Procura Federale per le parole pronunciate nell’ormai celebre intervista concessa nella “zona mista” dello Stadio Olimpico dopo la finale di Coppa Italia. In quel contesto l’allenatore dell’Inter aveva sostenuto che la Roma, non dovendo più distribuire i premi ai giocatori per la vittoria del trofeo, avrebbe potuto mettere un po’ di soldi per spingere il Siena a battere i nerazzurri nell’ultima giornata di campionato.
Questo il dispositivo del deferimento:
violazione articolo 5 per aver espresso mediante un’intervista videoregistrata e le dichiarazioni pubblicate su organi di informazione, giudizi lesivi della reputazione di persone di società operanti nell’ambito federale ed in particolare dirigenti della società Roma adombrando altresì dubbi sulla regolarità del campionato a causa dell’operato di questi con (pagamento di un premio a vincere vietato dall’art.8, ndr), con riferimento alla gara dell’ultima giornata di campionato Siena-Inter. Deferita per responsabilità oggettiva la società Inter.
Palazzi vuole comunque vederci chiaro ed ha aperto altre due inchieste: una sulle promessa del premio salvezza da parte del Presidente Mezzaroma (che aveva parlato di premio pagato ai suoi giocatori in caso di terzultimo posto, improbabile allo stato attuale, e di conseguente eventuale ripescaggio, non della specifica vittoria sull’Inter) e una sul comportamento di Christian Chivu che al fischio finale della partita aveva rivolto gestacci al pubblico dell’Olimpico in preda ad una sorta di raptus.




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Nonostante la possibile “distrazione” per l’imminente impegno di Champions League di mercoledì prossimo contro il Barcellona, i nerazzurri battono una buona Atalanta e tornano in testa alla classifica. Nell’Inter non si è sentita la mancanza di Mario Balotelli che non è stato convocato per questa partita dopo il litigio con i tifosi al termine delle semifinale d’andata contro i blaugrana. Inizio shock per l’Inter che va sotto dopo appena 5 minuti di gioco con Tiribocchi che ha sfruttato un errore della difesa nerazzurra per battere Julio Cesar. Al settimo minuto sempre Tiribocchi ha sulla testa la palla buona per lo 0-2 ma da ottima posizione non riesce ad inquadrare la porta.
L’Inter fatica a trovare le misure per contrastare al meglio i bergamaschi ma trova ugualmente il gol del pari al 24′ con il solito Milito che sfrutta al meglio un’ingenuità di Bianco ed insacca il pallone con un pallonetto sul quale Coppola non può arrivare. Al 35′ i padroni di casa completano la rimonta con Mariga che ben sfrutta un cross rasoterra di Eto’o e di piatto in mischia gonfia la rete. Per lui si tratta del primo gol in nerazzurro. Grandi proteste a fine primo tempo per un brutto intervento non sanzionato di Eto’o su Padoin; l’arbitro non fischia ma l’entrata del camerunense è da cartellino rosso.
Le Foto di Inter - Atalanta 3-1
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I due tecnici di Inter e Palermo, non è un mistero, si stimano e sono amici. Così a fine gara piovono complimenti reciproci fra Walter Zenga e José Mourinho . Tutto molto bello, una bella serata con tanti gol, i tre punti ai nerazzurri e il rilancio dell’affascinante ipotesi che alla fine del ciclo dello Special One sulla panchina dell’Inter sia proprio l’ex portiere a prendere la guida di quella che è la sua squadra del cuore e la sua massima aspirazione per la carriera da tecnico. Mourinho, scherzando, l’aveva detto in conferenza stampa: “Se vuole sostituirmi in futuro ci deve far vincere“, è stato accontentato. Da questo punto di vista non si può proprio lamentare, Zenga nemmeno a Catania era riuscito a togliere punti all’Inter, ma stavolta gli ha fatto prendere un bello spavento.
Questa l’analisi del portoghese sulla gara:
Ero un po’ arrabbiato, ma anche preoccupato perchè una partita già finita si era riaperta. Devo fare i complimenti al Palermo e a Zenga che nella ripresa sotto 4-0 non si sono chiusi ma hanno pensato che c’era ancora una partita da giocare. Certo non sono contento di aver incassato tre gol, ma sì di aver preso i tre punti e di averlo fatto con uno spettacolare 5-3. Santon era deluso per un match infelice. Sono con lui, non sta vivendo un periodo facile, mi dice di non essere tranquillo. Non è un dramma, non è un problema, domani tornerà a lavorare e passerà tutto.
Sul “Caso Santon“, uscito in lacrime dal campo dopo un brutto secondo tempo nel quale c’è da dire non è stato aiutato nemmeno da Samuel e Cordoba, apparsi in ritardo su tutti i gol del Palermo, torna anche il terzino brasiliano Maicon. Il laterale è polemico nei confronti del pubblico di San Siro e dedica a se stesso e ai compagni la vittoria, non certo una dichiarazione conciliante per lo schizzinoso pubblico interista. Queste le sue parole:
I tifosi non ci sono stati vicini quando abbiamo incassato tre gol. La vittoria non è per i tifosi, è per noi che abbiamo giocato. Comunque non puoi prendere tre gol, dobbiamo lavorare perché cose così non devono succedere. Santon era da tempo che non giocava, è entrato a freddo, è stato un po’ complicato.
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Cronaca Inter - Palermo 5-3. Fotogallery Inter - Palermo 5-3.

L’Inter vince in casa con il Palermo segnando ben 5 reti ai rosanero di Walter Zenga, incassa i tre punti e riporta a più 4 sull’inseguitrice Juventus. Tutto ciò era assolutamente prevedibile, meno prevedibile era che il Palermo segnasse tre reti e tutte nel secondo tempo andando a sfiorare la rimonta incredibile dopo aver chiuso la prima frazione sotto di 4 gol. Si dice che questo sia il bello del calcio, probabilmente lo è. (Foto Inter - Palermo 5-3. Highlights Inter - Palermo 5-3)
Dicevamo, primo tempo assolutamente devastante dell’Inter. Il Palermo è imbarazzato ed imbarazzante, capace giusto di fare un po’ di sterile possesso palla dopo aver già incassato una rete. La prima realizzazioni sono merito di Mario Balotelli, anche lui in dubbio per un attacco febbrile nell’immediato prepartita come Amauri ieri prima di Juve - Samp e anche lui decisivo. Il risultato in verità lo sblocca il suo compagno d’attacco, Samuel Eto’o, ma il rigore lo procura proprio Super Mario con una piroetta in area di rigore fra gli avversari che lo triplicano. Il più ingenuo è l’esordiente Melinte che lo sdraia costringendo Tagliavento ad indicare il dischetto.
Balotelli vorrebbe battere lui, Eto’o è il tiratore designato. Ci vuole l’intervento di Zanetti per convincere il giovane attaccante ad allontanarsi e poi sarà compito di Cordoba sgridarlo perché non è andato ad esultare con Eto’o che ha trasformato battendo Sirigu. L’episodio si chiude così dopo pochi secondi ed è solo la conferma, ennesima, del caratterino dell’attaccante bresciano. Alla mezzora Balotelli ha comunque l’occasione per timbrare il cartellino e la sfrutta. Angolo di Maicon, Migliaccio (partita da 3 per lui) e compagni si fanno sovrastare e arriva il gol del numero 45 dell’Inter.
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