“Sufreafrica 2010″ titola l’argentino Olé. E non potrebbe essere altrimenti, dopo il nuovo, duro stop subito dagli uomini di Maradona. La Selección perde anche in Ecuador (0-2), due mesi dopo la disfatta in Bolivia. L’illusione della vittoria striminzita contro la Colombia dura solo qualche giorno. L’Argentina, quarta in classifica e braccata dallo stesso Ecuador, dovrà assolutamente battere il Brasile il prossimo 5 settembre. I verdeoro, nel frattempo, si mettono al riparo da sorprese e superano il Paraguay per 2-1 (di Robinho e Nilmar le reti brasiliane). (Tutti i risultati e le classifiche)
Ma torniamo in Europa. L’Inghilterra rispetta le previsioni e rifila 6 goal ad Andorra. E’ la settima vittoria su sette per la nazionale di Capello avanti di 10 punti sulla Croazia (la qualificazione aritmetica è solo una formalità). Vince anche la Svezia di Ibra (a segno) contro Malta: gli scandinavi tengono ancora accese le speranze di qualificazione nel girone dove anche il Portogallo fatica tantissimo (vittoria in Albania all’ultimo minuto per i lusitani, quattro giorni fa). Sette vittorie su sette anche per l’Olanda, già qualificata. Vittorie anche per Russia, Ucraina, Serbia e Macedonia.
Deve essere un tipo nostalgico Marcelo Salas, attaccante cileno di 33 anni: la sua carriera è stata come una clessidra, iniziando nell’Universidad del Chile, passando dal River Plate e consacrandosi in Europa con le maglie di Lazio e Juventus. Quindi prima il ritorno con gli argentini del River, infine gli ultimi anni nuovamente all’Universidad col quale pochi giorni fa ha giocato l’ultima partita della sua carriera professionistica. Proprio i tifosi del famoso club cileno lo soprannominarono El Matador, nel ‘93, per il suo sangue freddo e per via di una canzone che all’epoca spopolava nel Sud America, Matador appunto dei Los Fabulosos Cadillacs. Coi blu della capitale cilena ha realizzato 111 gol in 8 anni, i primi quattro della carriera e gli ultimi quattro.
Ieri il presidente del club ha annunciato il ritiro dell’attaccante, simbolo anche della Nazionale della quale è il maggior goleador di sempre con 37 centri (di cui 4 ai mondiali francesi in cui il Cile superò il primo turno grazie alla coppia Salas-Zamorano): “Ho avuto un incontro oggi con Marcelo e mi ha detto che ha deciso di smettere; la sua ultima partita è stata quella contro il Cobreloa” ha dichirato Federico Valdes in una intervista televisiva. Smette così un po’ a sorpresa a 34 anni (da compiere tra un mese), un attaccante potente e guizzante al contempo, abile nel colpi di testa e negli anticipi ai difensori avversari.
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Decima giornata di qualificazioni a Sudafrica 2010 assai deludente per le due “big” del calcio sudamericano. Il Brasile non va oltre lo 0-0 casalingo con la Colombia, replicando il risultato ottenuto alcuni mesi fa a Bogotà. L’Argentina esce addirittura sconfitta nella sfida di Santiago contro il Cile, débacle che costa la panchina al tecnico dell’albiceleste Alfio Basile.
Sugli altri campi continua a volare il Paraguay, vittorioso di misura in casa sul fanalino di coda Perù e ormai quasi certo della qualificazione diretta. Torna in corsa anche il Venezuela, che travolge tra le mura amiche l’Ecuador in un match che, per i Vinotinto, era praticamente l’ultima spiaggia. Mezzo passo farlo per l’Uruguay, che rischia grosso in Bolivia, ma acciuffa il pareggio in extremis grazie ad Abreu.
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Il Brasile, dopo il deludente pareggio casalingo di un mese fa contro la Bolivia, si rialza con un perentorio 4-0 in Venezuela. La Seleção sfodera una prestazione maiuscola segnando tre goal già nella prima frazione di gara ai malcapitati venezuelani. Di Kakà, Adriano e Robinho (doppietta) le reti dei brasiliani. In campo anche gli altri “italiani”, Mancini, Juan, Julio Cesar e Maicon. Il Brasile è appaiato al secondo posto in classifica in coabitazione con l’Argentina. (risultati e classifica) (fotogallery)
Vince anche la squadra allenata da Basile nell’infuocato derby del Rio della Plata contro l’Uruguay. L’Argentina deve però soffrire, come consuetudine, prima di guadagnare i tre punti ai danni degli indemoniati uruguagi. Messi e Aguero firmano il 2-0, Lugano accorcia le distanze per l’Uruguay.
Il Paraguay vince anche in Colombia e consolida il primato in classifica. Perde terreno invece il Cile, sconfitto di misura in Ecuador. In coda risorge la Bolivia che rifila un secco 3-0 alla cenerentola Perù.
Solo un pari per Argentina e Brasile nell’ottava giornata della qualificazioni sudamericani a Sudafrica 2010. Gli uomini di Basile si fanno imporre l’1-1 al Monumental dal Perù, beffati nei minuti di recupero da una rete di Fano, splendidamente servito dal terzino della Fiorentina, Vargas, che vanifica il temporaneo vantaggio dei biancocelesti ad opera di Cambiasso.
Ancora peggio il Brasile, protagonista di uno squallido 0-0 contro il fanalino di coda Bolivia, oltretutto ridotta in dieci uomini per quasi tutto il secondo tempo. Incolori le prove del milanista Ronaldinho e del nuovo acquisto-record del Manchester City, Robinho e grandi contestazioni dagli spalti, dove il pubblico ha chiesto ancora una volta l’esonero del tecnico Dunga.
Nella settima giornata del girone sudamericano di qualificazione a Sudafrica 2010, finisce 1-1 il big match tra l’Argentina e la capolista Paraguay. I padroni di casa iniziano bene cogliendo un palo su punizione con Riquelme, ma al quarto d’ora arriva la clamorosa autorete di Heinze che porta in vantaggio gli ospiti. Per l’Albiceleste le cose si complicano ulteriormente con l’espulsione di Tevez, autore di un brutto fallo, ma nella ripresa il Kun Aguero riacciuffa un insperato pari, concretizzando una splendida azione di Messi.
Tutto facile invece per il Brasile, trascinato da una grande prestazione di Luis Fabiano, autore di una doppietta e un assist a Santiago contro il Cile. Il primo gol arriva al 21° con un preciso colpo di testa dell’attaccante del Siviglia su punizione di Ronaldinho. Qualche minuto dopo lo stesso ex Pallone d’Oro del Milan fallisce un calcio di rigore, assegnato dal direttore di gara per un fallo su Diego. In chiusura di prima frazione arriva il raddoppio ad opera di Robinho, poi nel finale il sigillo di Luis Fabiano sulla sua ottima prestazione.
Nel clima pesante del Mineirão di Belo Horizonte, dove i tifosi verdeoro hanno inscenato una pesante contestazione nei confronti del tecnico Dunga, già finito nel mirino della stampa sportiva brasiliana dopo la pesante sconfitta della Seleção in Paraguay, finisce con un deludente 0-0 tra Brasile e Argentina. Si tratta del primo pari senza reti degli ultimi ventidue anni tra le due nazionali più prestigiose del continente, al termine di un incontro povero di emozioni. (Fotogallery)
Negli altri incontri spicca la clamorosa sconfitta della capolista Paraguay, che dopo la grande impresa di domenica scorsa contro il Brasile, crolla in Bolivia, incassando addirittura quattro reti dalla squadra fanalino di coda della graduatoria. Eclatante anche il successo dell’Uruguay, in questo caso per l’entità del punteggio, un tennistico 6-0, con il quale la Celeste si è sbarazzata del malcapitato Perù, ora ultimo in classifica.
Nella quinta giornata della qualificazioni sudamericane al Mondiale 2010, il Brasile, privo dell’infortunato Kakà, subisce una pesante battuta d’arresto ad Asunción sul terreno del Paraguay. 2-0 il risultato finale, per effetto delle reti di Santa Cruz e di Cabañas, punteggio che però sta persino stretto ai biancorossi, dominatori assoluti dell’incontro e più volte vicini a dilagare.
C’è da dire che comunque i verdeoro erano in formazione molto rimaneggiata e schieravano numerosi giocatori proveninenti dal proprio campionato, in sostituzione di alcune stelle che giocano in Europa. Deludente la prestazioni dei tre “italiani” scesi in campo, gli interisti Julio Cesar e Maicon e il romanista Juan. Ai brasiliani non è bastato nemmeno il ritorno in nazionale di Adriano, in campo negli ultimi trenta minuti.
Oltre ai campionati brasiliano e argentino, terminati rispettivamente con le vittorie di San Paolo e Lanus, si sono conclusi in questo mese di dicembre quasi tutti i maggiori tornei del subcontinente latinoamericano.
In Messico, nel torneo di Apertura, trionfa l’Atlante, che nel doppio confronto finale ha sconfitto i sorprendenti Pumas, giunti allo scontro decisivo eliminando clamorosamente la grande favorita Santos Laguna. Per la società di Cancun si tratta del quarto titolo nazionale, il primo dopo 14 anni.
Quarto titolo anche per il Defensor Sporting che vince in Uruguay, chiudendo l’Apertura con quattro punti di vantaggio sul Danubio. Un successo che ai viola di Montevideo mancava dal 1991 e che, per la seconda volta nella storia, fa si che per due stagioni consecutive il titolo di campione non vada ad una delle due tradizionali “grandi” del calcio uruguayano, Penarol e Nacional.
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Prima sconfitta per l’Argentina nel girone sudamericano di qualificazione a Sudafrica 2010. Messi e compagni cadono a Bogotà contro la Colombia, che si conferma squadra ostica, e devono lasciare la vetta della classifica al Paraguay, travolgente sul terreno del Cile. Gli argentini rimangono in dieci dopo soli 25 minuti di gioco, per l’espulsione di Tevez, reo di aver colpito un avversario a gioco fermo, ma passano ugualmente in vantaggio con il giovane fuoriclasse del Barcellona che nel finale del primo tempo è lesto a trafiggere il portiere, dopo che Riquelme l’aveva servito con precisione, battendo una punizione a sorpresa. Ma nella ripresa la squadra di Basile cala nettamente e subisce prima il pari su una splendida punizione dello specialista Bustos e poi addirittura il gol che completa la rimonta colombiana, con Moreno, entrato da pochi minuti, che dopo un micidiale contropiede insacca a porta vuota, in sospetta posizione di fuorigioco.
Rischia molto anche il Brasile, ma alla fine coglie un immeritato successo al Morumbì di San Paolo contro l’Uruguay. La Celeste passa in vantaggio dopo pochi minuti con Abreu e sfiora più volte il raddoppio, sempre negato dall’ottima prestazione di Julio Cesar. Il pari arriva allo scadere del primo tempo con Luis Fabiano, che sigla la sua doppietta a metà della ripresa. Nel finale ancora protagonista il portiere dell’Inter, che salva i tre punti in almeno due occasioni. Pessima direzione di gara dell’argentino Baldassi che ha negato un rigore per parte e si è reso protagonista di altre decisioni piuttosto discutibili.