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Juve, ancora uno stop per Amauri: Marotta lavora per un attaccante a gennaio

pubblicato da vieni_127


Aggiornamento: Decisamente più grave l’infortunio di Amauri. Stando al comunicato della Juventus la distorsione al ginocchio sinistro è “preoccupante” con “sicuro interessamento del legamento collaterale interno“. Se gli esami di domani dovessero evidenziare una rottura del legamento per Amauri si spalancherebbero le porte della sala operatoria, con probabile addio a questa stagione come già successo ad Inzaghi e a Samuel.

Con tutta probabilità Amauri non sarà convocato per la partita di Genova: la Juve affronterà ad ora di pranzo il Genoa di Ballardini, se le belle notizie arrivano dal recupero ormai certo di Krasic, l’ennesimo stop del centravanti italo-brasiliano pone più di una domanda sulla reale condizione dell’attacco bianconero. Durante l’allenamento odierno ha abbandonato il campo per una probabile distorsione al ginocchio (problema nuovo dopo gli acciacchi muscolari e alla caviglia), di fatto Delneri avrà come prima punta solo Iaquinta (la cui condizione fisica è sempre un enigma) e da qui a gennaio non sarà impossibile che il reparto offensivo juventino sia formato da Quagliarella e Del Piero, soluzione di emergenza spesso vincente (vedi exploit contro il Milan).

Di certo nella rosa della Juve urge un attaccante, una prima punta di peso, uno alla Edin Dzeko su cui si ritenterà un assalto la prossima estate; già, perché agire a gennaio è sempre materia tignosa, con squadre che da un lato non vogliono privarsi dei loro giocatori a metà stagione e dall’altra sentono la necessità di farlo perché magari a fine contratto. Di fatto tutte le premesse portano a pensare che Marotta fra due mesi si attaccherà al telefono e metterà mano al portafogli, già, ma per chi? Obiettivo numero uno: Diego Forlan. Costa troppo, ha un ingaggio elevato, se non si va al ribasso non se ne fa niente. Ripiego dignitoso: Maxi Lopez. Rapporti ottimi col Catania, stima dell’entourage bianconero, plausibilità che il tutto vada in porto media.

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Elogio di Cristian Molinaro: ennesima leggerezza di Blanc e soci?

pubblicato da vieni_127


Il calcio in fondo è un delirio psicologico collettivo. Basta un tifoso, uno, che abbozza un fischio, ed ecco l’effetto domino di uno stadio che rumoreggia contro il primo errore di un onesto lavoratore del pallone. Basta un giornalista, uno, che insinua nelle orecchie dei lettori che quel giocatore è una “pippa“, ed ecco che la dirigenza della Juve, dopo le prese di posizione difensive di rito, vaglia l’ipotesi di sbarazzarsene. E’ andata così con Cristian Molinaro, ragazzo umile e faticatore instancabile, che nei due anni a Torino ha avuto ben pochi estimatori: qualche compagno, mister Claudio Ranieri e un centinaio di tifosi convinti. Il sottoscritto era ed è tra questi. Così ieri quando alla Mercedez-Benz Arena ha strabiliato con lo Stoccarda l’Europa intera con una partita a dir poco perfetta, la rivincita di questo giovanotto cilentano è stata completa.

Volevo solo avere le stesse chance di Grosso di giocare, ma così non è stato perché lui doveva giocare sempre anche se in allenamento facevo meglio” aveva detto pochi giorni fa a un quotidiano tedesco. Poco male, la Bundesliga si è accorta di lui e ora Christian Gross, allenatore degli Schwaben, non riesce a privarsene. A discapito del povero Arthur Boka: terzino di fama internazionale, titolare inamovibile della corsia mancina, Coppa d’Africa con la Costa d’Avorio e posto perso al ritorno dall’Angola. Come se non bastasse meno di una settimana fa in allenamento si è lussato la spalla: fuori un mese. Molinaro ha il posto assicurato. E nessuno se ne dispiace perché l’approccio col nuovo campionato è stato fantastico: cinque vittorie e un ko (in casa, con l’Amburgo, doppietta annichilente di Van Nistelrooy). Corsa e cross, si proprio quelli: i cross.

Domenica scorsa nella vittoriosa trasferta di Colonia (1-5 per lo Stoccarda), il gol del vantaggio iniziale lo ha siglato Cacau: assist di Molinaro. Alla Juve aveva Nedved su cui scaricare palla prima di sgroppare sull’out, ora se la intende con Hleb: non due giocatori così, sicuramente gente che riesce a cacciare fuori il meglio dal terzino di Pellare. E infatti ieri ha bloccato Messi, ogni incursione mancina era una spina nel fianco per la difesa del Barcellona, lui e Gebhert sulle fasce hanno fatto venire mal di mare alla retroguardia blaugrana. Più un gol salvato sulla linea e tanto di maglietta scambiata con Puyol. Molinaro è uno che ha vinto al Bernabeu, nelle notti di Champions lui c’è. Anche se non ha giocato nemmeno un secondo con la Juve formato Europa quest’anno; e meno male, altrimenti non avrebbe potuto sfoderare la prestazione eccelsa di ieri.

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Juve, gli esuli vanno forte: Tiago in gol, doppia vittoria per Molinaro

pubblicato da vieni_127



Nella bellezza di 52 partite disputate dal mediano portoghese Tiago Cardoso Mendes con la maglia della Juve, il suo bottino in quanto a gol è sempre stato esiguo. Zero. Un autogol provocato in un Juve-Parma infrasettimanale, qualche tiro fuori di poco e un’infinita di “telefonate” al portiere; la “lavatrice” del Lione, così soprannominato perché catturava i palloni sporchi in mezzo al campo e li smistava ripuliti, a Torino è stato un flop bello e buono. Trasferitosi all’Atletico Madrid nella finestra di mercato invernale, cosa ti va a combinare il buon lusitano? Al secondo match, subito gol, di fronte al proprio pubblico del Vicente Calderon. Esordio con lo Sporting Gijon (20 minuti per lui), quindi prima da titolare contro il Celta Vigo in Copa del Rey.

Con i colchoneros sotto di un gol dopo pochissimo, Tiago è stato abile a rimettere subito la partita in parità con un colpo di testa; seppur di diversa categoria (cioè inferiore ai madrileni), la squadra galiziana ha dominato poi l’intero match non riuscendo però a vincere (il ritorno fra tre giorni a Vigo). Quique Flores non ha dato però fiducia al lusitano nel match di campionato contro il Getafe, anche se ha tentato di inserirlo al primo minuto della ripresa con i biancorossi sotto di un gol. Alla fine l’ex bianconero non ha potuto nulla, prima sconfitta da quando è a Madrid. Stessa cosa non si può dire di Cristian Molinaro, altra storia la sua allo Stoccarda.


Le foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglie
Le foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglieLe foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglieLe foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglieLe foto di Tiago e Molinaro con le nuove maglie

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Portsmouth-Milan 2-2, Sampdoria-Stoccarda 1-1: al 92' il goal qualificazione di Inzaghi, buon pari per i liguri

pubblicato da Antonio D'Avanzo



Filippo Inzaghi stacca momentaneamente Raul nel computo totale dei goal segnati nelle coppe europee (65 contro 64) e lo fa nel migliore dei modi, realizzando il goal qualificazione a Portsmouth, a pochissimi istanti dal fischio finale. Già nel primo tempo il cecchino del Milan fa vedere di che pasta è fatto colpendo un palo all’11esimo. Schevchenko, schierato a fianco di Inzaghi, tenta un’incursione in area al 18esimo. Al 26esimo è ancora Inzaghi, con un pallonetto a mettere paura alla squadra di Crouch e Kanu. (Fotogallery delle due squadre italiane)

Nella ripresa accade tutto nell’ultima mezz’ora. Un cross di Johnson al 17esimo trova la testa di Kaboul che sorprende la difesa rossonera. Johnson, ancora lui, è scatenato: dopo dieci minuti entra in area dopo un dribbling e serve Kanu che ribadisce in rete. Ancelotti corre ai ripari e fa entrare Pato e Ronaldinho al posto di Kakà e Schevchenko. Al 31esimo Inzaghi colpisce un altro palo di testa ma 8 minuti dopo Ronaldinho pennella una punizione coi fiocchi che finisce sotto l’incrocio dei pali. A completare l’opera ci pensa superPippo al 47esimo con la solita caparbietà e precisione sotto porta.

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Speciale Euro2008: la Romania torna sul palcoscenico continentale e cerca il colpo nel girone di ferro

pubblicato da vieni_127

Victor Piţurcă è tornato sulla panchina della Romania e la sua squadra ha risposto qualificandosi agli europei, vincendo per giunta il girone davanti all’Olanda che ritroverà durante la manifestazione. Il commissario tecnico ha tanti buoni motivi per fare bene, uno di questi è la voglia di rivalsa. Ha seduto su questa panchina la prima volta nel 1998, ha portato la squadra a Euro 2000 ma è stato esonerato prima di cominciare il torneo a causa di alcuni dissidi con i senatori dello spogliatoio. E’ stato poi richiamato nel dicembre 2004, ha mancato il mondiale tedesco ma ora è determinato a lasciare il segno.

La Romania appartiene al ristrettissimo club di nazionali che hanno partecipato a tutte e tre le prime edizioni dei mondiali di calcio, esibisce questo primato in compagnia di Brasile, Francia e Belgio. Nonostante questo le prime soddisfazioni sportive sono arrivate solo di recente, dalla fine degli anni ‘80 in poi. C’era la Steaua di Bucarest che andava forte in campo continentale e di riflesso anche la nazionale riusciva a essere competitiva. Nelle tre edizioni mondiali degli anni ‘90 (Italia, USA e Francia) ha sempre superato il primo turno riuscendo a far vedere anche un buon calcio. L’unica grande delusione per i tifosi rumeni sono stati gli europei del 1996 in cui la squadra fu eliminata al primo turno senza mai vincere. L’ultima apparizione in una fase finale risale al 2000: i rumeni uscirono ai quarti di finale proprio contro l’Italia, poi finalista. Vediamo chi sono i 23 convocati per questo torneo.

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