
L’ultima amichevole giocata dal Milan nella tournee’ americana, contro il Montreal Impact, si e’ chiusa con un rotondo 4-1, a favore dei rossoneri. La squadra di Tassotti va in vantaggio al 12′ con Pato, cinque minuti dopo arriva il pareggio di Testo ma a meta’ primo tempo il Milan si riporta avanti con Inzaghi. Nella ripresa vanno a segno Seedorf (58′) e Ronaldinho su rigore all’81′. Tassotti, allenatore temporaneo, commenta la prestazione dei rossoneri a fine gara e accenna al futuro della panchina milanista:
“Sono soddisfatto per la prestazione della squadra. In qualche modo sembra che abbiano voluto rimediare alla sconfitta subita nella prima partita, perchè ho visto uno spirito che mi è piaciuto. Del resto non si può non mettere impegno ogni volta che si indossa la maglia del Milan. A questi colori bisogna portare rispetto. E’ altrettanto vero che gli avversari ci hanno permesso di giocare anche meglio. In ogni caso voglio ringraziare tutta la squadra per l’impegno che ci ha messo in questa trasferta-vacanza”.




E’ di Clarence Seedorf il goal partita al 47esimo minuto che ha regalato la vittoria al Milan, nella seconda amichevole della tourneè americana dei rossoneri. Una vittoria che arriva dopo la sconfitta inaugurale, subita contro Washington.
IL TABELLINO
CHICAGO FIRE-MILAN 0-1
MARCATORE: 47′ Seedorf
CHICAGO FIRE (4-5-1): Dykstra (dal 59′ Johnson); Robinson, Brown (dal 64′ Watson-Siriboe), Conde, Krol; Nyarko, Husidic (dal 69′ Bone), Pause, Mapp (dal 75′ Umanzor), Pappa (dal 46′ Banner); McBride (dal 46′ Martinez).
MILAN (4-4-2): Dida; Abate (dal 46′ Oddo), Nesta (dal 66′ Terzi), Favalli, Antonini (dall’88′ Diniz); Brocchi, Blasi (dall’83′ Jankulovski), Seedorf, Di Gennaro (dal 46′ Mancini); Pato, Ronaldinho (dal 46′ Del Vecchio).



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Sconfitta di misura del Milan in terra statunitense: come capitato alla Juve, anche il Diavolo si inchina di fronte agli americani. Non New York, bensì Washington il teatro della sfida disputatasi questa notte tra rossoneri e i padroni di casa del DC United. Finisce 3-2 per i giocatori a stelle e strisce, un risultato importante per la compagine allenata da mister Onalfo anche perché tra le file degli italiani, allenati da Mauro Tassotti, figuravano giocatori di lignaggio mondiale: solo per citare i più fragorosi, da Nesta a Seedorf, da Pato a Ronaldhino. Disastrosa comunque la prova difensiva degli ospiti, con le tre reti americane scaturite da altrettanti errori della retroguardia milanista (c’era Terzi del Siena, in più titolare Brocchi della Lazio).
Dopo un avvio promettente, con Pato in palla e un buon possesso, ecco il vantaggio dello DC United con Luciano Emilio al 20°: sponda di un compagno, il giocatore tutto solo contro Abbiati lo fredda senza scampo. Poi sale in cattedra Pontius: è lui che guadagna il corner sulla quale lo stesso svetta su tutti e porta a due le marcature. Nella ripresa il capitombolo: pacchiano errore di Oddo (retropassaggio al portiere sbagliato), raccoglie Allsopp che aggira Abbiati e cala il tris. La reazione rossonera è guidata proprio da Oddo: prima trasforma un rigore per fallo di mano, poi accorcia ancor di più le distanze con un tiro da fuori. Quindi rischia il 3-3 con un’altra bordata. Pato, Inzaghi e Nesta producono gli ultimi pericolo, ma lo Dc regge e vince.
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Si spengono i riflettori a San Siro: ultima partita stagionale nell’impianto milanese, il Milan ha battuto la Juve con lo stesso risultato dell’andata e cioè un implacabile 3-0. Nella sera degli addii, il pubblico di fede rossonera ha omaggiato il partente Leonardo con cori, striscioni e applausi, ma tributo anche per Favalli e Dida, entrambi sostituiti nella ripresa tra l’ovazione dei supporters. Per la Juve, invece, ultima apparizione in maglia bianconera per molti, ma nessuno (a parte Zaccheroni) in maniera ufficiale: Buffon, Grosso, Cannavaro, Camoranesi, tutti giocatori che probabilmente salutano stasera la Vecchia Signora. Per la mera cronaca, gol di Antonini nel primo tempo e doppietta di Ronaldinho, un gol per tempo per il brasiliano (Tabellino di Milan - Juve 3-0 - Video di Milan-Juve 3-0).
Ci si aspetterebbe un briciolo di orgoglio dagli ospiti, che effettivamente partono bene e molto volenterosi; Candreva al centro del campo appare ispirato, Iaquinta è affamato di gol e Salihamidizic una spina nel fianco non di poco conto. Ma vige l’imprecisione, quindi a un palleggio sufficiente non corrisponde una concretizzazione adeguata, con Iaquinta che si divora un gol a tu per tu con Dida e i suoi compagni, incluso Del Piero, che arrivano al tiro anche con facilità, ma non inquadrando mai lo specchio. E il Milan? I padroni di casa ci sono, sanno che la retroguardia avversaria ha limiti notevoli (a proposito 56 gol subiti, record negativo come nella disastrosa stagione del 61/62) e quando mettono il naso nella tre quarti bianconera sono più che temibili.

Il Palermo ottiene un’importantissima vittoria contro il Milan e conferma anche in questa partita quanto sia determinante per loro il contributo del pubblico di casa. Adesso i rosanero sperano di mantenere il quarto posto in classifica considerata anche la difficile trasferta che spetterà domani alla Sampdoria sul campo della Roma di Ranieri. I padroni di casa passano in vantaggio dopo nove minuti grazie a Bovo che su azione di calcio d’angolo sfrutta una sponda di Migliaccio e da pochi passi batte Dida. (Il Video della partita)
Il Milan non fa in tempo a risistemarsi in campo che il giovanissimo Hernandez segna il 2-0. L’Uruguaiano ruba palla ad Oddo, triangola con Miccoli e con grande freddezza e precisione batte Dida di sinistro sul primo palo. Il Milan a questo punto cerca di reagire al predominio dei siciliani e ci prova prima al 25′ con Huntelaar, sul quale sventa Sirigu in tuffo, e poi al 31′ con una conclusione di Pirlo dalla distanza che impegna ancora il portiere in una parata non semplice. Al 34′ il Palermo torna a farsi pericoloso con Miccoli servito da Pastore che costringe Dida ad effettuare una bella parata in tuffo per evitare il gol.
I gemelli del gol Cassano e Pazzini fanno volare la Sampdoria, i blucerchiati sono quarti in classifica e hanno staccato anche il Palermo bloccato a Cagliari sul pareggio. Il Milan ancora una volta ha dimostrato di non avere la fibra giusta per questa volata finale, i rossoneri sono passati in vantaggio grazie ad un gol di testa di Marco Borriello. Nella ripresa però hanno subito il pareggio di rigore di Cassano e contemporaneamente sono rimasti in dieci per l’espulsione di Bonera. I ragazzi di Del Neri hanno visto premiato il loro sforzo nel finale quando un imperioso Pazzini ha infilato per la seconda volta l’incolpevole Dida (Tabellino - Video).
Delneri come al suo solito ordina ai suoi di sfruttare le fasce per attaccare l’avversario, nei primi minuti della gara i doriani mettono molta pressione alla difesa rossonera pur non riuscendo a creare pericoli. Un po’ a sorpresa gli ospiti riescono a sbloccare il risultato al primo tentativo, è sontuoso il colpo di testa di Marco Borriello pescato bene da Mancini da tiro d’angolo. Il gol carica la squadra di Leonardo che potrebbe raddoppiare in un paio di occasione, ma sia Mancini che Seedorf sbagliano clamorosamente. L’assedio dei blucerchiati non ottiene risultati, Dida para tutto e si va negli spogliatoi sul risultato di 0-1.
Le migliori immagini di Sampdoria - Milan 2-1




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Il Milan non sa più vincere in casa, contro il Catania raccoglie il terzo pareggio consecutivo dopo quelli contro Napoli e Lazio e probabilmente dice addio ai sogni scudetti. La squadra di Leonardo rischia addirittura di perdere dopo che il primo tempo si è chiuso con i siciliani in vantaggio per 2-0 grazie alle reti di Maxi Lopez e Adrian Ricchiuti. Nella ripresa i rossoneri si svegliano e con una doppietta di Marco Borriello riportano il risultato in parità. L’assedio finale non porta i frutti sperati, la difesa catanese regge e il risultato resta fermo sul 2-2. Nella giornata del sorpasso romanista il Milan vede ora allontanarsi il primo posto in classifica, sono quattro i punti dalla testa. (Tabellino - Video)
Il primo tempo dei rossoneri è assolutamente da dimenticare, la squadra di casa soffre per tutto l’arco dei 45 minuti, gli etnei mettono in mostra un calcio veloce, semplice ed efficace. Il vantaggio arriva dopo soli 12 minuti, la firma è sempre di Maxi Lopez, l’argentino è già a quota sette reti, non male se pensiamo che è arrivato a gennaio. Il Milan subisce il colpo e non riesce a reagire, il Catania invece non si ferma e continua a macinare gioco. Il gol del 2-0 non sorprende, Maxi Lopez ricambia il favore a Ricchiuti fornendogli l’assist del raddoppio.
Le migliori immagini di Milan - Catania 2-2 dell’11 aprile 2010




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Nuove inquietanti rivelazioni, anche oggi il nuovo enigmatico filone di calciopoli si arricchisce di intercettazioni e personaggi che parevano messi in soffita da quasi un lustro. In attesa della campale udienza del 13 aprile prossimo, ormai quotidianamente si scoprono nuovi altarini, come ad esempio la passione della famiglia Bergamo, all’epoca designatore arbitrale, per il rossonero milanista. Ecco ciò che evince da una chiacchierata con Galliani a poco più di una settimana di Milan-Juve 0-1 (sfida scudetto del 2005) e all’indomani di Lecce-Milan 2-2.
Bergamo: «Pronto?».
Galliani: «Sono Galliani, buongiorno».
Bergamo: «Buongiorno dottore come va?».
Galliani: «L’ho cercata molte volte ieri sera ma era sempre occupato».
Bergamo: «Non mi sono ancora ripreso dall’altra domenica (8 maggio 2005 Milan-Juventus 0-1, gol di Trezeguet). E questo purtroppo è stato un trauma che in famiglia ha lasciato il segno. Pensavamo tutto…».
Galliani: «Anche noi, anche noi».
Bergamo: «Pensavamo tutto fuori che quello, se andava male, male, male potevamo pareggiare ma insomma».
Galliani: «E pareggiando avremmo vinto anche a Lecce (finì 2 a 2) perché non avremmo mollato, perché se avessimo pareggiato con la Juve rimanevamo in testa alla classifica e a Lecce vincevamo di sicuro perché la partita era abbordabile».
Bergamo: «Ma può darsi che Ancelotti si sia fidato troppo dei suoi uomini non ha considerato che Seedorf e Pirlo non stavano troppo bene».
Galliani: «Da oggi parte l’operazione Istanbul… domenica brutto».
Bergamo: «Ecco, Lecce. Quando un presidente di una società (Semeraro ndr) si permette di dare una responsabilità ad un arbitro per le intemperanze dei tifosi e le reazioni dei giocatori».
Galliani: «Ma poi urla e grida negli spogliatoio, nell’intervallo una vergogna (nell’intervallo padre e figlio vengono aggrediti con insulti ndr)».
Bergamo: «Sì, Trefoloni me ne ha parlato ma poi la Domenica Sportiva dove si è detto di tutto e di più».
Fabio Capello, interpellato da Simona Ventura per “Ventura Football Club”, trasmissione in onda domani su Radio 1, dispensa consigli per Mario Balotelli, ultimamente in conflitto aperto con l’Inter e nuovamente non convocato per l’imminente trasferta decisiva di Roma. “Dovrei consigliare a Balotelli di andare al Milan? Beh, quando Pirlo e Seedorf passarono ai rossoneri dall’Inter era il periodo in cui all’Inter capivano poco di calcio…“. Il commissario tecnico dell’Inghilterra ha provato a mettere a confronto con una battuta due giovani, Balotelli e Wayne Rooney. “Balotelli è giovane, come è giovane anche Rooney. Solo che Rooney è già sposato…”. (Le Foto della Carriera di Capello)
Capello ha parlato del suo rapporto con i giocatori inglesi: “Mi sento un papà, vista l’età, e vista anche quella dei giocatori, che sono molto giovani”. E la nostalgia per l’Italia? “Dell’Italia ho sempre nostalgia, ma mi sento un uomo del mondo e indosso la casacca del Paese in cui lavoro.La parte dell’italiano che porta qualcosa di positivo mi piace“. Don Fabio vorrebbe portare l’Inghilterra sul tetto del mondo: “Il terzo posto ai mondiali? No, io non mi soddisfo mai. Tornare in Spagna ad allenare? Il Real Madrid è una di quelle squadre che ti rimangono dentro. Ma allenare l’Inghilterra è sempre stato uno dei miei sogni e quindi, anche per l’età che ho, voglio chiudere la carriera nell’Inghilterra“. Infine un pronostico sul match clou tra Roma e Inter: “Sarà un big fight”.



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Attesa e fibrillazione, il pubblico delle grandi occasioni e il sogno di tornare di nuovo in vetta alla Serie A un campionato (e qualche giornata in più) dopo; niente da fare per i tifosi di fede rossonera, il Milan non va oltre l’1-1 contro il Napoli e vede invariato il suo distacco dalla capolista Inter. Bella partita quella del San Siro, due squadre ben messe in campo e che hanno commesso pochi errori: ne è venuto fuori uno spettacolo più che buono, con gli ospiti che hanno creduto addirittura nel colpaccio. In vantaggio con Campagnaro dopo pochi minuti dal fischio di inizio di Bergonzi, i padroni di casa hanno rimesso le cose a posto sempre nel corso della prima frazione con Inzaghi, di nuovo titolare un girone dopo e di nuovo in gol contro gli azzurri di Mazzarri (già, era sceso in campo dal primo minuto e aveva segnato proprio contro il Napoli). Nella ripresa emozioni ed occasioni, ma i portieri assolvono alla grande al loro lavoro: il big-match pomeridiano termina 1-1 (Il tabellino e le pagelle di Milan - Napoli 1-1 - Le foto di Milan - Napoli 1-1).
E’ un primo tempo frizzante quello che va in scena al Meazza: da un lato un Milan fantasia che però parte sì con tanta volontà ma senza pungere particolarmente, dall’altro un Napoli che al contrario fa poco possesso palla ma quando decide di affondare il colpo fa male e non poco. Quagliarella è attivo ma al solito impreciso, Hamsik e Lavezzi si intendono poco, in ogni modo nella primissima parte di gara la bilancia pende dalla parte dei partenopei che dunque vanno in vantaggio con merito: Pazienza in profondità per Lavezzi tenuto in gioco da Oddo, cross del Pocho e gol di Campagnaro, che spinge la palla in una porta sguarnita (per via di uno scontro tra Abbiati e Oddo, ancora lui). Mazzata di non poco conto per i ragazzi di Leonardo, che perdono anche Pato per i soliti problemi muscolari: dentro Mancini. Insomma, partita in salita per il Diavolo che però non si demoralizza, anche se lascia spesso scoperto il fianco ai contropiedi azzurri.
Le migliori foto di Milan-Napoli 1-1




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