
Claudio Ranieri non ha preso bene l’eliminazione dalla Coppa Italia. Il tecnico romano è andato incontro ad un curioso scherzo del destino a distanza di pochi giorni dalle polemiche che hanno seguito l’arbitraggio di Rizzoli in Inter-Lazio. Ranieri, stasera, dai microfoni della Rai, ha esplicitamente recriminato per un presunto fallo da rigore ai danni di Diego Milito non fischiato dall’arbitro Celi e ha tirato in ballo gli altri episodi sfortunati con il Napoli:
“C’erano due rigore netti, ne hanno visto solo uno e ha deciso la partita. E c’era anche l’espulsione di Maggio per fallo da ultimo uomo su Milito. A fine gara sono andata dall’arbitro, gli ho parlato, gli ho detto il mio pensiero. Peccato, perché abbiamo fatto una buona prova, soprattutto nel secondo tempo. Pazienza, era andata nello stesso modo anche all’andata in campionato: si vede che siamo sfortunati negli episodi con il Napoli. In campionato Rocchi, qui Celi… “
Poi è passato ad analizzare la partita:
“Nel primo tempo abbiamo aspettato il Napoli, sapendo che loro sono bravi a ripartire, ma noi faticavamo troppo a fare gioco, a proporre le nostre ripartenze. Per questo ho inserito Alvarez al posto di Obi e, infatti, nella ripresa il gioco lo abbiamo fatto soprattutto noi. Loro hanno sfruttato al meglio un nostro errore, che ha portato al rigore di Cavani, quello che ha deciso la partita. Sneijder? Sta bruciando i tempi, sta recuperando al meglio la condizione, non dimentichiamo che è stato fuori per due mesi, quindi spero, anzi sono convinto, che sarà al massimo per le prossime gare. Thiago Motta? Smista tanti palloni, dà equilibrio e geometrie al nostro gioco, ha fatto una buonissima gara anche qui a Napoli, e un errore ci può stare. È stata la sua ultima in nerazzurro? Io, sinceramente, spero che non vada via, mi ha dato la sua disponibilità a giocare, ce la mette sempre tutta, anche in allenamento, credo e spero che resti, per noi è un giocatore importante. Il Napoli è una buona squadra, sta facendo un campionato eccellente e spendere tutte quelle energie mentali in Champions non è facile. I miei ragazzi sono abituati a giocare tre gare a settimana ed a recuperare specialmente le energie nervose; comunque quando gli azzurri giocano partite di grosso cartello tornano ad essere la grande squadra”.
Napoli - Inter 2-0: Le foto della partita di Tim Cup




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Vigilia calda per la partita tra Napoli ed Inter che si giocherà domani allo Stadio San Paolo. Entrambe le squadre vogliono vincere i quarti di Coppa Italia per “vendicarsi” di una sconfitta che non sono riuscite a digerire. I nerazzurri stanno ancora pensando alla partita del primo ottobre scorso, quando persero 3-0 contro i napoletani in un match che fece molto discutere; le decisioni dell’arbitro Rocchi condizionarono il corretto svolgimento della gara, assegnando un rigore al Napoli per un fallo commesso da Obi fuori area che venne espulso per doppia ammonizione. In panchina a San Siro c’era per la prima volta Claudio Ranieri che dovette mandare giù quel boccone amaro. Ora il tecnico testaccino vuole prendersi una rivincita:
“Qui al Meazza, in campionato, noi partimmo molto bene, poi ci fu quel rigore un po’ contestato, l’espulsione, quindi giocarono bene loro. Però anche noi, adesso, abbiamo la nostra identità, la nostra forza interiore, grazie al carattere e all’orgoglio del gruppo storico nel quale si sono inseriti bene i ragazzi. Siamo una buona miscela. Difficoltà? Ce ne sono diverse. Adesso bisogna vedere come riusciremo a rispondere colpo su colpo a una squadra che, anche in casa, ti vuol far giocare per prenderti in contropiede. Non sarà facile. Servirà grande attenzione, il San Paolo lo puoi zittire solo con una grossa prestazione.”
Anche gli azzuri però sono desiderosi di giocarsi le proprie carte e di confrontarsi nuovamente con l’Inter in Coppa Italia dopo l’eliminazione della passata stagione. In quell’occasione, sempre nei quarti di finale, la partita venne decisa solo ai calci di rigore dopo 120′ minuti di gioco in cui il Napoli sfiorò il gol in almeno una decina di occasioni. Il rigore decisivo lo sbagliò Lavezzi dopo aver giocato una partita di altissimo spessore. Si tratta di una sconfitta che Paolo Cannavaro e compagni non hanno dimenticato:
“È una sconfitta che non abbiamo dimenticato. Speriamo che stavolta tocchi a noi, per rifarci di quella amara eliminazione. Daremo il massimo per sfruttare questa chance e ne abbiamo la capacità. Non penso che l’Inter farà un bunker: è una partita secca e pure loro devono cercare di vincerla, a costo di sbilanciarsi un poco. Dovremo però stare davvero attenti a Pazzini e Milito: due campioni di valore assoluto, capaci di castigarti alla prima vera occasione”.
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Duro attacco di Alessandro Canovi, agente di Thiago Motta, all’Inter. Il procuratore dell’Italo-brasiliano oggi è stato intervistato per commentare e spiegare le parole di ieri sera del centrocampista nerazzurro sul palco degli Oscar del Calcio. Canovi ha puntato il dito contro l’Inter, che avrebbe spinto il suo assistito a guardarsi intorno quando l’estate scorsa i dirigenti della società di Moratti non vollero sedersi al tavolo delle trattative per discutere il rinnovo del contratto in scadenza nel 2013. Proprio per questo motivo Thiago Motta non ha potuto che apprezzare l’offerta di 3 anni e mezzo di contratto arrivatagli da Leonardo da ben 4,5 milioni di euro a stagione anche se Canovi ha smentito queste cifre riportate sui giornali:
“Motta ha ancora un anno e mezzo di contratto con l’Inter. Naturalmente se ci fosse stato lo scorso anno il rinnovo, come da noi richiesto lo scorso giugno, adesso la situazione sarebbe completamente diversa. All’Inter Thiago si è sempre trovato molto bene, ha vinto tantissimo, è stato tra i grandi protagonisti del Triplete, ma la società non ci ha mai parlato di un rinnovo del contratto. Dunque decide l’Inter. Se trovano l’accordo con i francesi per vendere Motta ci informeranno. A quel punto valuteremo la proposta economica di Leonardo. Per ora non abbiamo avuto contatti diretti con i dirigenti francesi e non abbiamo parlato di soldi. Le cifre pubblicate dai giornali non hanno riscontri reali”.
Evidentemente adesso Thiago Motta e Canovi vogliono capire quanto la società ritenga importante l’italo-brasiliano nei progetti futuri. In altre parole il centrocampista resterebbe solo se ci fosse la possibilità di un rinnovo con l’Inter, altrimenti preferirebbe sposare un nuovo progetto tecnico interessante come quello del Psg:
“La società nerazzurra ci ha informato di un’offerta importante da parte del Psg. Noi siamo alla finestra. Solo dopo le decisione dell’Inter comunicheremo la nostra posizione. Sicuramente l’interessamento di personaggi come Ancelotti e Leonardo non può che far piacere a Thiago ma noi non abbiamo nessuna trattativa economica in corso con il Psg”.
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L’Inter ha battuto 2-1 la Lazio nel posticipo della diciannovesima giornata e confermando il distacco di 6 punti dalla Juventus capolista e di 5 dal Milan. I biancocelesti hanno giocato però una grandissima partita, in modo particolare se paragonata alle recenti prestazioni di inizio 2012, ma ciononostante sono usciti sconfitti dal campo. Sul punteggio finale in favore dei nerazzurri pesano due errori evidenti della terna arbitrale. Il gol della vittoria di Pazzini è stato segnato in posizione irregolare e successivamente Lucio ha colpito volontariamente il pallone con il braccio in area di rigore, ma l’arbitro ha assegnato una punizione all’Inter per una strattonata di Klose sullo stesso Lucio. Reja a fine partita si è sfogato ai microfoni di Sky Sport:
“È fuorigioco tutta la vita (Il gol di Pazzini ndr.). Ci può stare qualche errore, non è che posso condannare un giocatore o l’altro, io devo guardare la squadra nell’insieme, meritavamo di più, l’Inter ha fatto un tiro in porta praticamente”. Sul fallo di mano invece: “Lucio è davanti, fa ostruzione, è rigore. Capitava magari a maglie girate, probabilmente lo dava. Sono situazioni, non stiamo qui a discuterne, ormai non serve. Si spingono tutti e due, è rigore nettissimo.”
Di opinione diversa sul fallo di mano di Lucio è invece Claudio Ranieri. Secondo l’allenatore interista ha fatto bene l’arbitro: “Se l’arbitro non guarda la spinta di Klose è calcio di rigore, ma evidentemente l’arbitro stava guardando tutto e ha fischiato la spinta su Lucio. Dice: ‘Ha spinto’.“. Ranieri però ha i suoi motivi per essere rammaricato, la prestazione della sua squadra non l’ha convinto per niente:
“Mi è piaciuto solo il risultato. Dico sempre la verità: con il Milan abbiamo fatto una buonissima partita, oggi non siamo proprio scesi in campo. Con il Milan ho visto una squadra organizzata che non ha fatto giocare la squadra avversaria. Stasera la Lazio ha giocato bene, abbiamo vinto solo perché abbiamo grandi campioni che si sono inventati i due gol, ma la squadra non mi è piaciuta. Ci sono tre squadre davanti che non sbagliano un colpo. Da allenatore so che non abbiamo fatto una buona gara. Così non andiamo lontano, non siamo stati squadra. La Lazio è una buona squadra, mi prendo il risultato perché è importante, in questo momento, fare punti e andare il più avanti possibile.”
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La trattativa sembra, almeno per il momento, bloccata dal rifiuto del Manchester City. Al club inglese non bastano i 25 milioni di euro offerti dall’Inter, mentre Moratti & Co. non abboccano al gioco al rialzo e aspettano. A far tentennare il patron nerazzurro è l’opinione influente di Claudio Ranieri, il maggiore artefice della riscossa nerazzurra in campionato. Il tecnico romano avrebbe delle perplessità e le ha spiegate a Radiouno. “Tevez? Gli equilibri si sono compattati, nelle difficoltà questa squadra si è coesa di più e questo mi è piaciuto molto. La domanda è quanto può dare questo ragazzo che non gioca da tanto tempo?. Cercheremo con il presidente di analizzare al meglio la situazione”.
E Moratti non scredita le parole di Ranieri:
“Tevez? Fare le cose per principio può essere un divertimento, e fare le cose perché abbiano un senso è tutt’altro. Vediamo, forse ne vale la pena, non lo so. È sicuramente un giocatore interessante, vedremo se ci sarà un’occasione favorevole. Ranieri dice che bisogna valutare se Tevez porta vantaggi o svantaggi? Questo è il pensiero del tecnico, ne teniamo conto, anche perché è il più vicino alla squadra. Nel calcio non ci sono segreti: l’offerta è quella di 25 milioni di euro, ora dipende da loro se accettarla o no“.
Intanto il Paris Saint Germain non molla la preda e secondo la Gazzetta Leonardo ha informato sia l’Inter sia il Milan della sua nuova offensiva. Le attenzioni della società parigina saranno per il giocatore e il suo entourage. Dopo aver messo sul piatto un’offerta da 30 milioni (più 5 di bonus), Leonardo non ha ancora avuto modo d’avvicinare il giocatore. Sia per la concorrenza di Inter e Milan che per l’atteggiamento irremovibile del giocatore, indisposto a giocare nel campionato francese. Ma svanita la trattativa per Pato, ora il Psg è pronto ad alzare ulteriormente la posta.

La missione in Brasile di Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, sembra sia stata contraddistinta da una fumata bianca: il giovane difensore dell’Internacional di Porto Alegre Juan Jesus vestirà il nerazzurro fin da subito, risultando dunque il primo rinforzo di gennaio per Claudio Ranieri che come difensori centrali ad oggi può disporre solo di Ranocchia, Samuel, Lucio e Cordoba. Va bene, quattro stopper sono abbastanza (con Chivu e Zanetti che in passato si sono adattati a giocare, per necessità, al centro della difesa) ma quello di Juan Jesus è anche un acquisto di prospettiva, un ragazzo dall’avvenire (si dice) roseo che potrà costituire il futuro della retroguardia del Biscione.
Nato nel 1991 e a 20 anni già con un ricco palmares (con l’Internacional ha vinto una Libertadores e una Recopa, ma anche un campionato gaucho, mentre col Brasile Under 20 si è laureato campione del mondo di categoria in Colombia), la trattativa per portarlo alla Pinetina non è stata delle più semplici per via di uno strano legame tra il giocatore e l’agenzia DIS che di fatto detiene l’intero cartellino del giocatore (ma che è stato anche “di proprietà” dell’agente Giuliano Bertolucci): promesso sposo all’Academica in Portogallo, poi si è fatto sotto il Benfica, ma alla fine ha prevalso la volontà del giocatore e del padre che hanno voluto solo l’Inter il quale, come è trapelato, sborserà per accaparrarselo una cifra vicino ai 4 milioni di euro.
Queste le prime parole di Juan Jesus a fcinter1908.it:
“Sì, l’affare è quasi concluso e quasi tutto è stato sistemato. Spero di essere presto in Italia… L’Inter è un sogno. Si tratta di una grande squadra con tifosi assolutamente spettacolari. Quello che voglio fare è giocare e contribuire ai successi della squadra”.
Cesena - Inter 0-1 | Video Gol e Highlights Serie A (Ranocchia)
18 Dicembre 2011 - Oggi contro il Cesena è arrivata la terza vittoria consecutiva per i nerazzurri in Serie A. Nonostante i numeri siano confortanti per la squadra di Claudio Ranieri, i problemi sono ancora molti perché il Cesena più volte ha rischiato di passare in vantaggio sullo 0-0 ed anche nel finale del secondo tempo dopo il gol di Ranocchia è andato molto vicino al gol. Per ora i tifosi nerazzurri si possono consolare con i risultati ma la squadra ha decisamente bisogno di un cambio di rotta perché contro avversari di caratura superiore molto difficilmente questa squadra riuscirà a fare bottino pieno con questa continuità.
Grande protagonista dell’incontro il portiere nerazzurro Julio Cesar che è riuscito a proteggere egregiamente la propria porta, in particolare su una conclusione ravvicinata di Ghezzal nel finale di partita. Il gol di Ranocchia è arrivato al 18′ minuto della ripresa di testa su azione di calcio da fermo anche grazie ad una dormita dell’esperto Antonioli che ha completamente sbagliato i tempi dell’uscita. Ranieri a fine partita ha riconosciuto che la prestazione della propria squadra non è stata esaltante, ammettendo che per il momento la priorità è fare risultato.
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Poteva andare meglio, poteva andare peggio: per tutte e tre le formazioni italiane impegnate negli ottavi di finale di Champions League (andata il 14/15 febbraio e 21/22, ritorno il 6/7 marzo e il 13/14) i sorteggi di questa mattina a Nyon non hanno sorriso del tutto, ma neanche annichilito velleità di prosecuzione nel torneo. Partiamo dall’unica prima classificata del lotto italiano, e cioè l’Inter che ha pescato un avversario agrodolce, il Marsiglia di Deschamps capace di eliminare Olympiakos e Borussia Dortmund nella fase a gironi. Figo esprime tutto il suo rispetto per i francesi così come Javier Zanetti (che conosce molto bene l’ex compagno di nazionale Lucho Gonzalez), più serafico e abbottonato il tecnico dei nerazzurri Claudio Ranieri:
“Una valeva l’altra, vi dirò se sono soddisfatto dopo le due partite. Importante sarà più che altro vedere come arriveremo ai match, fisicamente e mentalmente, perchè poi noi possiamo giocarcela con tutti. Sarà una bella sfida tra Inter e Marsiglia e tra me e Deschamps: lui mi ha già buttato fuori nel 2004 quando allenava il Monaco e io ero al Chelsea, ora voglio la rivincita”.
L’Inter affronterà la prima partita al Velodrome di Marsiglia, al contrario dei cugini rossoneri del Milan che essendosi classificati secondi nel proprio girone saranno costretti a giocarsi la qualificazione all’Emirates Stadium di Londra: per la banda di Massimiliano Allegri un Arsenal da prendere con le pinze, squadra imprevedibile che sta pagando la stanchezza (forse) di Arsene Wenger ma che, tuttavia, ha una rosa di tutto rispetto con svariati top-player. Il mister livornese francobolla i sorteggi invitando a non pensarci perché per i prossimi due mesi sarà solo campionato:
“L’Arsenal? Non è una questione di rivalsa. Sappiamo quale è la forza della squadra inglese, si sta riprendendo in campionato, bisognerá arrivare a febbraio al meglio e con tutta la rosa a disposizione, senza infortuni, come invece ci è successo l’anno scorso. L’italiana più fortunata? L’Inter, come valori tecnici, credo abbia preso la squadra più facile. Il Chelsea è forte e per il Napoli sará difficile come sará per noi. Alla crisi del calcio inglese. Il City non aveva esperienza ed era in un girone difficile. Il Manchester United è stata una grossa sorpresa, il calcio di oggi dimostra che niente è scontato. Ora comunque l’obiettivo è fare più punti possibili in questo finale di anno per rimanere in scia. Abbiamo fatto un grande inseguimento e queste ultime due partite sono importanti per il campionato, quando poi arriveremo a febbraio ci concentreremo sulla Champions, al momento l’obiettivo è il campionato”.
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Dodici punti su quindici, l’Inter di Ranieri spera di arrivare alle vacanze natalizie, e va da sé al mercato di riparazione, col minor scarto possibile con le posizioni nobili della classifica: il successo del Ferraris contro un Genoa abbastanza deludente è un ulteriore importante tassello per l’autostima del gruppo nerazzurro che ora guarda la graduatoria con meno ansia e più ottimismo. Ma se il Biscione porta a casa i tre punti sfoderando il cinismo delle grandi squadre, di contro c’è un Grifone alquanto nero di rabbia: dopo il successo di Siena e desideroso di non lasciare punti in casa dopo lo scivolone contro i cuginastri dell’Inter (leggasi Milan, vittorioso per due gol a zero in zona Marassi), la squadra di Malesani ha cannato l’appuntamento infrasettimanale e lo ha fatto non senza recriminazioni, almeno a sentire il condottiero della barca:
“Non sono convinto del gol annullato (a Gronqvist sullo 0-0 per un millimetrico fuorigioco, ndr). Non so cosa abbia visto il guardalinee, per me è un gol regolare. Non è fuorigioco, assolutamente, dubito che a squadre invertite sarebbe stato fischiato. Questi sono gli episodi che determinano una partita, spesso queste gare vengono decise da chi sigla il primo gol. Inoltre c’era un fallo di Pazzini su Dainelli in occasione del gol di Nagatomo. Non abbiamo potuto preparare bene questa partita, c’è stato poco tempo”.
Malesani dunque non tiene a freno la lingua quando si tratta di analizzare gli episodi a sfavore, o presunti tali, occorsi ai rossoblu che pure hanno messo l’anima sul rettangolo verde:
“Buona gara, sono comunque contento dei miei ragazzi. Abbiamo interpretato male l’inizio di partita, dopo ci siamo assestati. Nel secondo tempo abbiamo iniziato a spingere giocando una gara più aperta, ma non ce l’abbiamo fatta”.
Chiaro che dall’altro lato della barricata ci sia un Claudio Ranieri che zitto zitto si prende l’intera posta in palio e se la porta al calduccio della Pinetina, non cadendo nel tranello dialettico col collega genoano:
“Perchè rovinare una bella partita con delle polemiche tra allenatori… Non siamo amici ma stimo Malesani, il suo è stato uno sfogo dopo una sconfitta”.
Le foto di Genoa-Inter 0-1 (Nagatomo)




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Dopo la sconfitta di Champions League contro il Cska Mosca, Claudio Ranieri si trova di fronte ad una nuova prova, sperando che la squadra sappia reagire al momento nerissimo che sta attraversando. Domani sera a San Siro arriva la Fiorentina rigenerata da Delio Rossi, certo non l’avversario migliore per provare a ritrovare lo smalto perduto, l’allenatore dell’Inter è però fiducioso in un riscatto dei suoi e cerca di essere ottimista. Nella conferenza stampa della vigilia è apparso dispiaciuto per la situazione attuale ma allo stesso tempo ha mostrato ottimismo per il futuro, continuando a ripetere che l’unico modo per risalire la china è rimanere concentrati e lavorare duro.
Ranieri ha voluto in primo luogo ricordare a tutti, compreso i tifosi scontenti, che l’epoca di Mourihno è ormai chiusa, quella Inter non c’è più, ce n’è un’altra che ha bisogno di lavorare per tornare al vertice. Chiarito questo punto ha invitato tutti a remare nella stessa direzione, chiedendo anche l’aiuto dei tifosi nelle partite casalinghe, visto che proprio il San Siro non sembra essere quel fortino inattaccabile degli anni scorsi:
“Credo che sia sempre importante essere positivi. Uno può tirare le redini quando va bene, ma quando il momento è negativo, per forza si deve vedere in positivo, dobbiamo. Sappiamo che stiamo in un momento no, per questo è importante il calore dei tifosi, che non devono demordere. Perché uniti si esce da questa situazione. Allo stato delle cose si deve accettare e reagire. Stiamo cercando ma non riusciamo a far tornare San Siro la nostra casa. I tifosi non devono abbandonarci. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi”.
L’allenatore romano respinge la tesi per la quale i suoi continui cambi di modulo non stiano aiutando la squadra a rendere al meglio, ripete con forza di essere orgoglioso di sedere sulla panchina dell’Inter nonostante le difficoltà, tuttavia preventivate, che sta trovando sulla sua strada e smentisce le voci che vogliono un Moratti molto arrabbiato per l’andazzo di queste ultime settimane, dipingendo il patron al più dispiaciuto:
“I cambi di modulo? Nel calcio moderno si cambia. La squadra è abituata a passare dal rombo al 4-4-2. Si cambia anche perché non ci sono sempre gli uomini. L’allenatore cerca di mettere la miglior formazione, dire che si va in confusione sarebbe come cercare una scusante, noi non cerchiamo quello. Mi aspettavo queste difficoltà, quando c’è un subentro non c’è mai una situazione facile. Io sono orgoglioso di essere l’allenatore dell’Inter, l’ho detto quando sono arrivato e dopo 3 mesi lo ripeto con più forza. Moratti lo incontro e ci parlo, non è arrabbiato. Certo è dispiaciuto, vuole che la squadra reagisca. Lo trovo deluso ma sempre pronto a spronarci. Non è né arrabbiato né negativo. Ci sta molto vicino e per questo lo ringrazio apertamente. Lo sentiamo vicino. L’altra sera l’ho detto al gruppo che non potevo rimproverare nulla. Quello che ho chiesto l’ho visto in campo, purtroppo non è arrivato il risultato pieno”.