La Roma non coglie l’occasione per avvicinarsi alla capolista Inter, a Livorno non va oltre il pari, frutto di una partita divertente e rocambolesca. Il mattatore di giornata è senza dubbio Cristiano Lucarelli, il capitano amaranto ha messo per ben tre volte la sua firma sulla partita risultando alla fine determinante, complice anche qualche disattenzione di troppo della difesa di Claudio Ranieri. Per i giallorossi sono andati in rete Simone Perrotta, Luca Toni e David Pizarro, il cileno ha anche sbagliato un rigore che avrebbe portato la sua squadra sul 4-2, il suo tentativo di trasformazione però si va ad infrangere sul palo (Il video di Livorno - Roma 3-3 - Il tabellino di Livorno - Roma 3-3).
L’incontro inizia con i padroni di casa che attaccano a testa bassa, provando a mettere in difficoltà immediatamente l’avversario. La Roma prova a controllare l’ardore toscano ma dopo soli nove minuti capitola, Lucarelli va via sul filo del fuori gioco e infila per la prima volta Julio Sergio. I giallorossi reagiscono immediatamente e dopo un solo minuto pareggia i conti: Toni fa la torre in area, Taddei serve di tacco Perrotta che non sotto porta non sbaglia. Al 19′ arriva anche il vantaggio romanista, a siglarlo è Luca Toni sugli sviluppi di un calcio di punizione che lui stesso si era procurato.
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Il derby perso contro l’Inter continua a pesare nella testa dei giocatori del Milan, dopo l’eliminazione in Coppa Italia la squadra di Leonardo si deve accontentare, come all’andata, di un pareggio contro il Livorno. I rossoneri si sono portati in vantaggio allo scadere del primo tempo grazie a capitan Massimo Ambrosini. I labronici nella ripresa si svegliano dal torpore e dopo pochi minuti raggiungono il pari grazie a Cristiano Lucarelli. Poi, complice la poca precisione sotto porta delle punte milaniste, il risultato non si sblocca più. Serse Cosmi è felice per il fondamentale punto in chiave salvezza su un campo non certo semplice, Leonardo un po’ meno, ora i punti di distacco dalla capolista sono otto e non c’è neanche più il “vantaggio” della partita in meno (Il Tabellino di Milan - Livorno 1-1 - Il Video di Milan - Livorno 1-1).
All’ultimo momento Leonardo deve rinunciare a Dida bloccato dal mal di schiena, Abbiati può così tornare tra i pali. Anche Pirlo è fuori gioco per affaticamento, al suo posto il francese Flamini in coppia con Ambrosini, soltanto panchina per Gattuso, dentro dall’inizio anche Seedorf. Cosmi, tornato al timone degli amaranto, schiera un solido 3-5-2 con Lucarelli e Bellucci a formare la coppia d’attacco, con il secondo preferito a Tavano. Ad orchestrare la manovra al centro del campo il danese Bergvold in sostituzione dello squalificato Mozart.




“Saluto i tifosi con grande affetto. A Napoli sono stato benissimo, in una grande squadra ed in una grande società. Spero di far bene per poter tornare più forte di prima”. Con queste parole Jesus Datolo si è congedato, almeno temporaneamente, dal Napoli. Il giocatore argentino, infatti, si è trasferito al club ellenico dell’Olympiakos Pireo con la formula del prestito con opzione per il riscatto (ma anche con un controriscatto in favore del club partenopeo) fissato a 5,5 milioni di euro. Fronte Livorno: l’attaccante della Sampdoria Claudio Bellucci è in viaggio verso il capoluogo toscano dove potrebbe firmare il contratto con la società amaranto.
Antonio Candreva si avvicina sempre più alla Juventus. Federico Pastorello, agente del calciatore, dice: “Non faccio percentuali ma sono ottimista, con un po’ di buon senso la trattativa andrà a buon termine. Diciamo che l’interessamento della Juve è nato qualche settimana fa, anche se in modo molto velato. Risulta anche a me che sia stato fatto qualche passo avanti, ma dire che le cose sono già certe significa sbilanciarsi troppo. Questo perchè l’Udinese dovrebbe cederlo alla Juventus facendolo tornare dal Livorno. Ci sono tre società in mezzo e quindi per questo l’affare è difficile. E’ inutile nasconderlo, farebbe carte false come qualsiasi giocatore per andare alla Juventus”
Sotto l’albero la Champions? Se a Claudio Ranieri quando accettò l’incarico di guidare la Roma a settembre, dopo i chiari di luna di Spalletti e una squadra in crisi di identità, gioco e risultati, gli avessero detto che a Natale i capitolini sarebbero stati in zona Champions lui probabilmente avrebbe sorriso stentandoci a credere. Domenica prossima all’Olimpico arriva il Parma, se la Roma dei 14 punti in 6 partite dovesse battere gli emiliani li raggiungerebbe in classifica, andando al riposo natalizio con un quarto posto. Ma attenti anche alla Samp, anch’essa quinta a quota 25, che dopo due 3-0 di fila continua a non segnare, ma questa volta Castellazzi può andare a dormire soddisfatto: l’atteso posticipo tra blucerchiati e giallorossi finisce 0-0, un pari a reti bianche che tradisce il più che accettabile spettacolo offerto dai 22 in campo (Tabellino - Foto - Video).
Cassano contro Totti, i due non si erano mai incontrati (se non per pochi minuti in un Roma-Samp sospesa per nubifragio) da avversari: questo il tema principale della partita che inizia come meglio non potevano sperare i 28mila del Ferraris. Ritmo, corsa, passaggi di prima, inserimenti e palla a terra: entrambe le squadre non si risparmiano, col Pibe de Bari che pare ispirato e dall’altra parte un Taddei ritrovato e un Perrotta stantuffo instancabile tra le linee. Le occasioni migliori nella prima frazione capitano ai padroni di casa: Cassano e Palombo, Stankevicius (palo) e Pazzini, c’è lavoro per Julio Sergio Bertagnoli che quando non ci arriva con le dita viene assistito dalla fortuna (il tiro di Mannini al volo esce davvero di pochi centimetri). Gli ospiti non stanno a guardare, tanto possesso ma solo Taddei mette i brividi a Castellazzi.




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La Cronaca di Juventus - Sampdoria 5-1. Le Foto di Juventus - Sampdoria 5-1.
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La Juve c’è: ci voleva Delneri e la tradizione positiva della Vecchia Signora contro il tecnico di Aquileia, ci voleva una Sampdoria in salute e con tutti gli “spauracchi” al loro posto, ci voleva un redivivo Amauri che dopo i gol contro le toscane questa sera ha trovato una doppietta e un assist, più tanta corsa e abnegazione assoluta. S’è vista una squadra, con classe, difesa attenta, tutto perfetto: prima frazione chiusa sul 2-0 con Amauri e Chiellini in rete, nella ripresa stesso ritmo e ancora gol con Camoranesi e di nuovo Amauri. L’unico tiro nello specchio dei blucerchiati lo fa Pazzini, a dire il vero di testa: gol della bandiera e palla al centro, Trezeguet trova il tempo per arrotondare il punteggio (Le foto di Juve - Sampdoria 5-1 - Il video di Juve - Sampdoria 5-1)
Come col Maccabi Haifa, Ferrara ripropone il centrocampo col trapezio con Sissoko e Melo a protezione della difesa, Giovinco, Diego e Camoranesi dietro l’unica punta Amauri; fido 4-4-2 per Delneri con l’inedita coppia Tissone-Poli in mediana (assente Palombo), Ziegler e Mannini sugli out, i gemelli del gol Pazzini e Cassano in avanti. Parte subito bene la Juve, pimpante e lucida, con i blucerchiati che all’inizio reggono bene: sui calci piazzati, in cui la difesa dei liguri si posiziona a zona, gli ospiti soffrono un po’ ma ci pensa un super Castellazzi a sventare le occasioni bianconere (grandissimo intervento su Chiellini). La Samp mette il naso fuori con Cassano e Ziegler per poco non fa gol, ma sono sempre i padroni di casa a gestire il match e dopo tanto costruire al 26° arriva il gol dell’1-0: angolo dalla sinistra, Amauri con una zampata sigla il terzo gol in dieci giorni.
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Spesso ci ritroviamo a raccontare di giocatori perennemente con la valigia in mano; oggi invece facciamo gli auguri di buon compleanno a un attaccante che compie la bellezza di 34 anni ma che in carriera ha indossato le maglie di appena cinque squadre. E’ il caso di Claudio Bellucci, ragazzo romano che da giovane pareva dovesse diventare un crack ma che non è mai esploso per davvero, salvo trovare la giusta maturità sulla trentina: nelle ultime stagioni ha fatto vedere ottimo calcio, anche se da quando è tornato alla Sampdoria la sfortuna lo ha accompagnato in maniera implacabile.
Abbiamo usato il verbo “tornare” perché Bellucci è cresciuto proprio alla Samp e coi blucerchiati ha esordito in Serie A a soli 18 anni, mentre non ancora 20enne già segnava reti in Coppa delle Coppe. La squadra ligure lo mandò in prestito al Fiorenzuola per fargli fare le ossa ma la sua esperienza in C durò poco perché dovette tornare a Genova a causa di vari infortuni nella rosa doriana: nell’estate ‘96 lasciò definitivamente la squadra che lo aveva lanciato per cercare fortuna in Serie B, al Venezia. E la trovò: 20 gol in una sola stagione, si rivelò un attaccante implacabile sotto rete che richiamò l’interesse del Napoli, la tappa successiva della sua carriera.

Domenica prossima al Marassi di Genova il pubblico di fede sampdoriana affluirà in massa nell’impianto cittadino perché contro i blucerchiati giocherà il prestigioso Milan di Carlo Ancelotti: archiviate le fatiche di Coppa (i liguri voleranno in Ucraina, i rossoneri ospiteranno il Werder), le due formazioni si daranno battaglia, entrambe alla ricerca di tre punti più o meno importanti. Contro l’Atalanta ha giocato pochi minuti ma Bellucci, attaccante della Samp, ha rimediato un cartellino giallo “pesante“, essendo diffidato salterà di certo la sfida contro il Diavolo: seppur avesse avuto dubbi, ora Mazzarri non potrà averne, a guidare l’attacco ci saranno ancora Cassano e Pazzini, i nuovi gemelli del gol del calcio italiano.
La Samp è in serie positiva da cinque turni (2 vittorie e 3 pareggi) e nelle ultime 4 partite l’ex attaccante viola ha realizzato 4 gol, uno per partita: quello di Verona col Chievo a seguito di una superba azione personale, quelli contro Siena, Juve e Atalanta sfruttando al meglio assist geniali di Cassano. In più la squadra di Mazzarri è in semifinale di Coppa Italia, superando l’Udinese ai quarti in una partita in cui Pazzini, manco a dirlo, è andato in rete. Cinque reti con la nuova maglia, così commenta il suo momento d’oro: “Questo gol finalmente vale tre punti. E’ una vittoria importante ed è quindi per me una doppia soddisfazione. L’Atalanta mi porta bene, mi ha fatto nascere e crescere come giocatore, e adesso da avversario segno sempre. Mi rende orgoglioso avere una media gol così alta, ho sfruttato anche oggi al massimo l’unica occasione che mi è capitata“.
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Non era assolutamente da sottovalutare il Metalist Kharkiv: gli ucraini chiusero il girone eliminatorio senza subire reti e stasera, al Marassi, hanno dimostrato una buona fisicità unita ad un’ottima organizzazione tattica. La Sampdoria, però, ci mette del suo nel facilitare il compito degli avversari e non riesce a cavalcare l’onda positiva della buona prestazione di Torino facendosi imbrigliare già nel primo tempo dalla trappola tesa dagli ucraini.
I doriani si scontrano contro un muro e faticano ad organizzare azioni degne di nota. Non solo: il Metalist Kharkiv non mostra alcun timore reverenziale e non disdegna sortite offensive. E’ proprio la squadra dell’Est ad andare vicina al vantaggio con Sliusar che spara alto da favorevolissima posizione. La Sampdoria non si vede e sembra aspettare il fischio dell’arbitro per poter riordinare le idee negli spogliatoi. Ma il fischio non arriva e al terzo minuto di recupero del primo tempo il Metalist Kharkiv passa con un colpo di testa vincente di Oliynyk.
Due squadre rivoluzionate per motivi diversi. La Sampdoria, priva di sette giocatori tra infortunati e squalificati, riabbraccia Cassano e le sue magie. Delio Rossi, dal canto suo, lascia in panchina un involuto Zarate e un Carrizo troppo incerto fino a questo punto della stagione, inserendo sin dal primo minuto Mauri e Muslera. Il triplice fischio finale sancisce una meritata vittoria della squadra di Mazzarri (che non vinceva al Marassi da due mesi) e aggrava la crisi della Lazio: 7 goal subiti nelle ultime due giornate da Cagliari e Samp, 32 nell’arco dell’intero campionato, che valgono la quartultima posizione nella classifica dei goal subiti. (Fotogallery)
E’ l’impietoso dato che condanna la difesa laziale ad una riflessione profonda sulla campagna acquisti e sulla gestione degli uomini da schierare in campo. E la Sampdoria ci mette solo 13 minuti a colpire la burrosa retroguardia biancoceleste: cross di Ziegler da fuori area e tocco di un indisturbato Delvecchio all’angolino destro. La Lazio reagisce prima con Pandev e poi con un’intuizione di Ledesma (l’unica di tutta la partita) che pesca Rocchi sul filo del fuorigioco. L’attaccante stoppa a seguire e trafigge Castellazzi per l’1-1. Si va all’intervallo dopo una buona occasione sprecata da Cassano ed una respinta di Castellazzi, ancora su tiro di Rocchi.
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