“L’immagine del calciatore è rude. E’ quella di Gattuso e Materazzi. Un calciatore non direbbe mai di essere gay” parole dell’attaccante della Sampdoria Claudio Bellucci in un programma di La7, uno dei pochissimi giocatori autorizzati dalle proprie squadre a poter parlare pubblicamente di questo tema; l’omosessualità nel mondo del calcio rimane infatti un invalicabile tabù e ha fatto scalpore, in tal senso, un servizio mandato in onda dal “settimo canale” venerdì scorso, come anticipato dal nostro queerblog. Paolo Colombo, infatti, ha intervistato un giocatore di Prima Divisione, ex Serie C, che oltre ad essere calciatore e fidanzato, conduce una doppia vita, fa il gigolò con persone del suo stesso sesso.
Victory, questo il nome “in codice” come il programma, ha 25 anni e ha rilasciato dichiarazioni scottanti perché tra i suoi clienti, ha rivelato, ci sono anche stelle della Serie A e, addirittura, giocatori della Nazionale, magari sposati. “Vendo le mie prestazioni a giocatori di squadre importanti, ho circa 30 clienti calciatori, una dozzina di serie A, ce ne sono alcuni, non tanti, che fanno parte della nazionale, e anche sposati. In tre occasioni mi hanno chiesto di far l’amore in gruppo. Con più giocatori della stessa squadra, ma anche con amici di formazioni diverse. E’ solo una questione sessuale, niente parole. Tengono molto alla privacy e hanno una dannata paura di essere scoperti e di scoprirsi. Solo uno ha raccontato di sé, si è lasciato andare” le sue parole. Poi continua.
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Povero Valeri Bojinov: se da un lato la sua vita privata va a gonfie vele essendo diventato da qualche mese addirittura papà, quella professionale è un disastro e non per colpa sua. Da tre stagioni infatti il centravanti bulgaro non vede il campo con regolarità, ma se nell’esperienza juventina la colpa era da imputarsi a Didier Deschamps, nella sua nuova avventura al Manchester City è il fato avverso che ha messo il bastone fra le ruote alla sua carriera perennemente in ascesa.
Voluto da Shinawatra e da Eriksson per rimpolpare l’attacco dei Citizens insieme a Rolando Bianchi, il 22enne bulgaro iniziò nel peggiore dei modi la sua avventura nella città inglese con un infortunio alla terza partita di campionato, nel derby contro lo United: era il 19 agosto di un anno fa e gli saltarono i legamenti del ginocchio, cosicché fu costretto a saltare l’intera stagione. A marzo rilasciò una intervista in cui si diceva ottimista e felicissimo di far parte del Manchester City che, nonostante l’infortunio, non aveva smesso di incoraggiarlo.
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Da Bari Vecchia a Roma, dal Portogallo a Madrid, per arrivare a Genova: Antonio Cassano, talento 25enne mai esploso a pieno, vorrebbe aggiungere al suo iter calcistico una nuova fermata, la Svizzera e l’Austria. Ammiratolo in ottimo spolvero contro la Reggina nell’ultima partita della sua Sampdoria, il biondo attaccante ha ritrovato la fiducia in se stesso e spera di poter continuare su questa strada per guadagnarsi anche la fiducia di Donadoni, che a giugno sceglierà i 23 che voleranno sulle alture austro-elvetiche. E Cassano, che ha giocato le prime partite di qualificazione quando militava ancora nel Real Madrid, vuole esserci.
“Dipende solo da lui. Antonio è un ragazzo che ha qualità tecniche di primissimo livello, però gli manca la continuità di rendimento; quando la troverà non avrà rivali. Deve trasformare le sue promesse in certezze” sono state le ultime dichiarazioni in merito del ct degli azzurri, che ha sempre indicato ad Antonio una corsia preferenziale per indossare l’azzurro, a patto che il barese sia in condizione psico-fisica. E il diretto interessato che ne pensa? Tra un assist al bacio a Bellucci in occasione del primo gol dei blucerchiati contro la Reggina e i suoi soliti siparietti non proprio da gentleman (Ulivieri ne sa qualcosa), Cassano ha affrontato la questione col suo solito accento indecifrabile.