
Keisuke Honda, talentuoso centrocampista del CSKA Mosca, vuole, fortissimamente vuole la Lazio. Dalle parti della capitale italiana, d’altra parte, il giapponese è un pallino del presidente Claudio Lotito che ha anche il placet di Edy Reja. Insomma, due parti su tre sono d’accordo: Honda che è anche disposto a ridursi l’ingaggio fino a circa 2 milioni di euro (ma manterrebbe i diritti di immagine), la Lazio che ha messo sul piatto addirittura 13 milioni di euro, proponendo di inserire nella trattativa anche Juan Pablo Carrizo. Ma i conti si fanno in presenza dell’oste e il club moscovita ad oggi appare l’osso più duro da stanare affinché la trattativa vada in porto: innanzitutto perché chiede 16 milioni di euro, poi perché non vuole contropartite tecniche (tanto meno Carrizo che, tra l’altro, richiesto in Francia) e infine perché alcuni dirigenti in seno al club non vorrebbe privarsene.
Però la volontà del giocatore va da tutt’altra parte, tanto che ha anche fatto sapere ai suoi agenti di lavorare sodo affinché possa fare i bagagli per la Città Eterna. E affidando i suoi pensieri al quotidiano sportivo giapponese Nikkan Sports è uscito totalmente allo scoperto:
“Voglio la Lazio, non vedo l’ora di affrontare questa nuova avventura. Manca ancora l’accordo col Cska, credo che le ultime ore saranno decisive. Questa trattativa è iniziata un mese fa ma non è ancora chiusa. Siamo in una fase cruciale. La mia volontà è quella di sbarcare nel campionato italiano, uno dei più importanti e difficili al mondo per chi gioca in fase offensiva. E’ molto tattico e le difese non concedono spazi. Non sarà facile affermarsi, ma non vedo l’ora di affrontare questa nuova sfida. La mia storia nel calcio è stata un costante saliscendi tra momenti belli e infortuni. E’ stata una sfida continua, ecco perché adesso ho scelto di affrontarne una con la Lazio. E’ quello che voglio”.
Ma come ha ammesso l’intermediario dell’operazione Oberto Petricca “i russi sono molto rigidi, mentre con i giapponesi è difficile trattare solo all’inizio“. Per cui ci sarà ancora da lavorare sull’asse Roma-Mosca, d’altra parte basta chiedere a Marotta che non poco si svenò un anno e mezzo fa per concludere la trattativa che ha portato Krasic alla Juve proprio dal CSKA.
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Lazio. Il sogno della Lazio si chiama Alan Dzagoev. Il club biancoceleste ha presentato un’offerta di 10 milioni di euro, mentre il CSKA ne chiede 15. Nelle ultime ore però la trattativa ha subito una brusca frenata, perché una parte del cartellino del giocatore appartiene a una scuola calcio russa, il cui proprietario è Roman Abramovich. La Lazio ha virato le sue attenzioni sul giapponese Keisuke Honda e secondo SkySport la trattativa è già a buon punto. Il giapponese è valutato intorno ai 14 milioni, ma il vero problema è rappresentato dal suo status di extracomunitario: il club di Lotito ha infatti tutti i posti occupati destinati agli extracomunitari e non è escluso che nell’operazione saranno inclusi Carrizo e Makinwa.
Fiorentina. Slitterà agli inizi della prossima settimana la presentazione ufficiale da parte della Fiorentina del centravanti italo-brasiliano Amauri. Il rinvio è dovuto a questioni di natura familiare: la moglie sta per partorire. I dettagli della trattativa secondo la Gazzetta dello Sport: vestirà la maglia della Fiorentina almeno fino a giugno percependo un ingaggio intorno a un milione di euro mentre il club viola verserà circa 250.000 euro alla Juve, che a sua volta darà al giocatore la parte mancante dell’ingaggio. Intanto è ufficiale la cessione di Santiago Silva al Boca Juniors.
Milan. Il manager dell’ormai ex difensore rossonero Taiwo è stato nella sede del QPR per firmare il contratto con il club inglese. Il Milan lo gira in prestito alla società inglese.
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Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le voci riguardo ad un possibile addio anticipato di Djibril Cisse alla Lazio. E con esse, di pari passo, i rumours sul calciomercato della società biancoceleste si sono concentrati sul probabile acquisto a gennaio di un’altra punta per sostituire il francese (oltre ad un centrocampista). Per Cisse, arrivato in estate nel club capitolino prima delle cessione di Zarate all’Inter, a suo sfavore parla il rendimento delle ultime partite in cui spesso è partito dalla panchina o è stato sostituito da Edy Reja.
L’Auxerre si è fatto sotto e per bocca del suo presidente sta cercando di creare le basi per una trattativa di difficile realizzazione (si parla di una colletta tra tifosi…). Il trentenne attaccante transalpino, qualche ora fa da Twitter, il suo social network preferito, ha precisato che non ha intenzione di lasciare la Lazio: “Sento molte cose su di me, quindi voglio chiarire la situazione: resterò alla Lazio e farò vedere chi sono. Non abbandono, sono un combattente e ve lo mostrerò. Sono impaziente di giocare ancora“. In caso di partenza di Cisse la Lazio, secondo insistenti voci, starebbe pensando a Pippo Inzaghi. Più difficile, invece, la pista Podolski. Per il centrocampo Juraj Kucka è il nome più gettonato delle ultime ore.

Non segna ormai da quel Lazio - Vaslui del 16 settembre. E’ Djibril Cisse, attaccante francese arrivato dalla Grecia e accolto in pompa magna dai tifosi biancocelesti, più festeggiato di Klose, bomber poi rivelatosi molto più prolifico (otto reti senza rigori). Si era presentato benissimo, con un’ottima prestazione in casa del Milan e un bel gol di testa.
Andò addirittura vicino alla doppietta all’esordio grazie ai passaggi di Mauri, quest’anno infortunato quasi cronico della squadra capitolina. Poi altre prove positive di sostanza, qualche assist vincente per i compagni, fino all’oblio del mese di dicembre. Le ultime partite sono state vissute dall’ex Panathinaikos nel dubbio continuo della panchina, superato nelle gerarchie d’attacco in due o tre occasioni da Tommaso Rocchi.
I mesi di permanenza in Italia sono ancora pochi e le attenuanti valgono per tutti i calciatori stranieri all’esordio in Serie A, ma la posizione in campo, non da prima punta per far spazio a Klose, comincia ad essere un alibi troppo debole perché Cisse appare più svogliato del solito in campo. L’Equipe qualche giorno fa ha scritto di un possibile interessamento dell’Auxerre per il francese. Il presidente del club transalpino Gérard Bourgoin ha lanciato la proposta di una colletta tra tifosi nel caso in cui la trattativa fosse ben avviata: 100 euro a testa per l’acquisto di Cisse.
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La sentenza di Calciopoli, nella sua surreale capacità di andare a ripescare tesi e verità seppellite dalle contraddizioni delle indagini e dai fatti emersi successivamente, non ha colpito soltanto Luciano Moggi e i suoi presunti consociati nell’associazione a delinquere. Resettando tutto e tornando al 2006 l’effetto ottenuto è stato anche quello di colpire i dirigenti di Lazio, Fiorentina e Reggina che secondo le tesi accusatorie si erano “prostrati” al potere di Moggi per ottenere favori.
Dall’elenco è incredibilmente ed inspiegabilmente sparito il Messina di Fabiani (l’uomo che secondo la tesi delle schede svizzere avrebbe avuto contatti diretto con gli arbitri, una tesi valida per condannare Moggi ma non per condannare Fabiani), ma Claudio Lotito, i fratelli Andrea e Diego Della Valle e Sandro Mencucci non sono sfuggiti al fantasioso verdetto del Tribunale di Napoli.
La conseguenza è che nessuno di loro (c’è anche Massimo De Santis, direttore generale del Palestrina) potrà più ricoprire incarichi federali e tutti perdono (almeno fino all’esito del prossimo grado di giudizio) le funzioni nelle rispettive società di appartenenza.
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Dal 16 settembre 2004, era un partita di Coppa Uefa contro il Metalurg in trasferta, al 30 ottobre 2011, vittoria al Sant’Elia di Cagliari: due le cose in comune, il risultato (0-3) e uno dei gol realizzato da Tommaso Rocchi. L’attaccante veneziano questa sera ha siglato il suo 100esimo gol con la maglia biancoceleste e lo ha fatto sfruttando i 7 minuti che gli ha concesso mister Reja, ad oggi troppo dipendente (e non a caso) del trio delle meraviglie Hernanes - Cissé - Klose. Ma Rocchi, al quinto posto in solitaria tra i bomber di tutti i tempi della Lazio (il primo è Piola con 150 centri, quarto Giordano a 108), non si è mai fasciato la testa, lavorando in settimana e facendosi trovare pronto quando chiamato in causa: come stasera quando a pochi minuti dal termine ha battuto Agazzi sfruttando una bella punizione di Christian Ledesma.
“l centesimo gol è arrivato oggi, quando meno te lo aspetti perché se programmi le cose non arrivano. Sono felice, adesso mi rendo conto di quello che ho fatto. Oggi speravo di giocare e invece sono entrato a poco dalla fine ed è arrivato il gol. E’ stata una gioia immensa. Sono contento per il gol e per la vittoria. Siamo un bel gruppo, tutti sapevano quanto ci tenessi a fare questo gol e col passare delle giornate mi dicevano ‘prima o poi arriva’”.
Soddisfatto, come è ovvio che sia, Rocchi che in stagione aveva già segnato 3 gol in Europa League contro il Rabotnicki; le parole testé riportate sono quelle rilasciate a Sky, mentre dal corrieredellosport.it si evincono ulteriori particolari, almeno a leggere il virgolettato dell’attaccante:
“Dopo aver mostrato la maglia con il numero 100, festeggio con un’altra maglia dedicata ai miei figli, loro sono la cosa più importante per me. Era da un po’ che inseguivo questo traguardo, sono strafelice e solo adesso mi rendo conto di quello che ho fatto. Quando ho segnato quasi non ci credevo, è stata una gioia immensa. Sono felice per la vittoria anche se pensavo di giocare dall’inizio, questi sono tre punti importanti, arrivati su un campo molto difficile. Siamo un grande gruppo. Mi hanno festeggiato tutti? Sì, perché siamo un bel gruppo, perché mi vogliono bene e poi perché,, comunque tutti sapevano quanto ci tenessi a questo gol. Anche loro, con il passare delle giornate, mi dicevano che prima o poi sarebbe arrivato. Penso siano stati contenti anche loro”
Sono volate parole dure tra Massimo Mauro e Claudio Lotito nell’immediato dopo derby. Il pomo della discordia tra i due era incentrato sulla battuta di Totti fatta pochi giorni prima della partita, in cui Reja veniva indicato ironicamente come uomo del derby. Sembra che Lotito non abbia voluto rispondere al capitano della Roma considerandolo “non omologo”. Una frase che ha scatenato il fastidio di Massimo Mauro: “Non capisco perché prima non era omologo e ora che ha vinto sì. Questa è la sua sportività”.
Il numero uno laziale ha poi ribattuto: “Noi abbiamo spesso avuto discussioni, anche se parliamo un linguaggio diverso, vista la diversa formazione culturale”. Repentina e applaudita dal pubblico in studio (in stile Controcampo) la replica dell’opinionista di Sky: “Io voglio parlare con i miei omologhi, calciatori e allenatori, perché secondo me lei non capisce nulla di calcio”.








Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, sferra un duro attacco agli organi di informazione, a suo parere colpevoli di aver prodotto la situazione tesa in seguito alla quale l’allenatore della sua squadra, Edy Reja, aveva rassegnato le proprie dimissioni, poi respinte dallo stesso proprietario. Queste le parole pronunciate al suo arrivo alla riunione di questa mattina in Lega:
“La vittoria di Cesena è stata bella e meritata. Ha riportato serenità? No la serenità nell’ambiente c’è sempre stata, nella squadra e nella società, non c’era fuori, da parte vostra. Avete avuto poca serenità nei giudizi e avete costruito un fantasma mediatico sostenendo che non sapeva gestore i giocatori e che avevo già contattato altri tecnici. Il disagio dell’allenatore esiste per colpa vostra e certe strategie mediatiche, che mi erano già state anticipate 10 giorni fa da una persona, instillano il dubbio nei tifosi. Voi dovete avere più deontologia, dovete fare informazione nel modo corretto. Le persone che hanno scritto certo obbrobi devono risponderne e smentire quello che hanno scritto. C’è mancanza di senso di responsabilità in chi fa informazione”.
Il patron biancoceleste rincara poi la dose, lanciando anche una frecciatina a Mauro Zarate, ex idolo della curva, che recentemente è stato accontentato nella sua richiesta di essere ceduto all’Inter:
“Ma chi è Zarate? E’ uno come gli altri. Ha chiesto di fare un’altra esperienza e la società lo ha accontentato. E’ stato lui a volersene andare. […] La cornice marcia della quale ha parlato Reja sono tante persone, tra le quali alcune di voi, quelli che hanno creato un ambiente non buono per la Lazio. Reja ha preso la squadra in una situazione difficile, l’ha salvata e poi l’ha portata al quarto posto, in Champions, competizione sfumata per la differenza reti. Ha un ottimo rapporto con la squadra, la società e il sottoscritto. E’ stato creato un castello sul niente e questa è una cosa grave. Ora la Lazio si rivarrà nei confronti di chi ha scritto certe cose: siamo una società quotata in Borsa e abbiamo perso il 12%. La qualità delle persone che fanno informazione è bassa. Fermatevi e fate pace con il cervello”.
Il tecnico della Lazio, Edy Reja, prendendo atto della decisione del patron Claudio Lotito di respingere le sue dimissioni rassegnate ieri, ha iniziato a preparare la trasferta di Cesena, nella quale la sua squadra dovrà fare di tutto per riscattare le deludenti prestazioni collezionate nell’ultima settimana tra Europa League e campionato. L’allenatore dei capitolini ha così commentato la situazione:
“Non serve fare il punto. È inutile ribadire quello che è successo. Lo sapete. Ho avuto confronto con presidente e squadra, abbiamo chiarito e ho deciso di proseguire la mia avventura alla Lazio. Sapete il disagio che ho a lavorare in un ambiente come questo. Il quadro è buono, ma la cornice è marcia. Io non devo soltanto vincere, ma devo stravincere. Ho avuto il conforto del presidente e una valutazione positiva della squadra: continuiamo questa strada possibilmente sino alla fine del campionato se arrivano i risultati”.
Il tecnico biancoceleste ha lanciato poi un appello alla tifoseria, da sempre scettica per la scelta del presidente Lotito di affidargli la panchina della loro squadra, commentando poi ancora una volta la cessione del beniamino della curva Mauro Zarate all’Inter:
“Ai tifosi chiedo di stare vicini alla squadra perchè ne ha bisogno. Avevo parlato con i tifosi a Fiuggi e avevo ricevuto una promessa, ci eravamo detti: deponiamo l’ascia di guerra. Se ci sono problematiche sono il primo a fare mea culpa e a prendere le mie decisioni. Per il mio modo di comportarmi non ho avuto mai incontri con capi tifoseria, non cerco consensi, sono un lavoratore di campo. Non sono una persona che attrae simpatie e questo mi può anche nuocere. La cessione di Zarate ha inasprito i rapporti con la tifoseria? Ha creato sicuramente malcontento, ma lo sapevamo. Sono convinto che farà bene altrove, perchè ha stimoli diversi”.
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Secondo la redazione di Sportitalia Edy Reja avrebbe dato le dimissioni da allenatore della Lazio. I giocatori, che si sono allenati nel pomeriggio in vista della partita di mercoledì a Cesena, sono stati richiamati nel centro sportivo dopo essere andati già via, perché era in arrivo il presidente Lotito: tutta la squadra ha ascoltato le parole del patron biancoceleste in presenza di Reja. Lotito avrebbe respinto le dimissioni di Reja, ma la situazione è ancora in fase di evoluzione.
Reja e i giocatori hanno lasciato il Centro Sportivo di Formello, con il Mister visibilmente scuro in volto. Lotito è ancora dentro l’impianto. La notizia arriva all’indomani della clamorosa sconfitta casalinga contro il Genoa. I rapporti tra Reja e una buona parte della tifoseria laziale sono da tempo deteriorati e sono peggiorati dopo la cessione di Zarate all’Inter, nell’ultimo giorno di calciomercato. Domani, secondo il sito ufficiale della Lazio, alle ore 12:00 il tecnico parlerà in conferenza stampa al Centro Sportivo di Formello.