
Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le voci riguardo ad un possibile addio anticipato di Djibril Cisse alla Lazio. E con esse, di pari passo, i rumours sul calciomercato della società biancoceleste si sono concentrati sul probabile acquisto a gennaio di un’altra punta per sostituire il francese (oltre ad un centrocampista). Per Cisse, arrivato in estate nel club capitolino prima delle cessione di Zarate all’Inter, a suo sfavore parla il rendimento delle ultime partite in cui spesso è partito dalla panchina o è stato sostituito da Edy Reja.
L’Auxerre si è fatto sotto e per bocca del suo presidente sta cercando di creare le basi per una trattativa di difficile realizzazione (si parla di una colletta tra tifosi…). Il trentenne attaccante transalpino, qualche ora fa da Twitter, il suo social network preferito, ha precisato che non ha intenzione di lasciare la Lazio: “Sento molte cose su di me, quindi voglio chiarire la situazione: resterò alla Lazio e farò vedere chi sono. Non abbandono, sono un combattente e ve lo mostrerò. Sono impaziente di giocare ancora“. In caso di partenza di Cisse la Lazio, secondo insistenti voci, starebbe pensando a Pippo Inzaghi. Più difficile, invece, la pista Podolski. Per il centrocampo Juraj Kucka è il nome più gettonato delle ultime ore.

Non segna ormai da quel Lazio - Vaslui del 16 settembre. E’ Djibril Cisse, attaccante francese arrivato dalla Grecia e accolto in pompa magna dai tifosi biancocelesti, più festeggiato di Klose, bomber poi rivelatosi molto più prolifico (otto reti senza rigori). Si era presentato benissimo, con un’ottima prestazione in casa del Milan e un bel gol di testa.
Andò addirittura vicino alla doppietta all’esordio grazie ai passaggi di Mauri, quest’anno infortunato quasi cronico della squadra capitolina. Poi altre prove positive di sostanza, qualche assist vincente per i compagni, fino all’oblio del mese di dicembre. Le ultime partite sono state vissute dall’ex Panathinaikos nel dubbio continuo della panchina, superato nelle gerarchie d’attacco in due o tre occasioni da Tommaso Rocchi.
I mesi di permanenza in Italia sono ancora pochi e le attenuanti valgono per tutti i calciatori stranieri all’esordio in Serie A, ma la posizione in campo, non da prima punta per far spazio a Klose, comincia ad essere un alibi troppo debole perché Cisse appare più svogliato del solito in campo. L’Equipe qualche giorno fa ha scritto di un possibile interessamento dell’Auxerre per il francese. Il presidente del club transalpino Gérard Bourgoin ha lanciato la proposta di una colletta tra tifosi nel caso in cui la trattativa fosse ben avviata: 100 euro a testa per l’acquisto di Cisse.
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La sentenza di Calciopoli, nella sua surreale capacità di andare a ripescare tesi e verità seppellite dalle contraddizioni delle indagini e dai fatti emersi successivamente, non ha colpito soltanto Luciano Moggi e i suoi presunti consociati nell’associazione a delinquere. Resettando tutto e tornando al 2006 l’effetto ottenuto è stato anche quello di colpire i dirigenti di Lazio, Fiorentina e Reggina che secondo le tesi accusatorie si erano “prostrati” al potere di Moggi per ottenere favori.
Dall’elenco è incredibilmente ed inspiegabilmente sparito il Messina di Fabiani (l’uomo che secondo la tesi delle schede svizzere avrebbe avuto contatti diretto con gli arbitri, una tesi valida per condannare Moggi ma non per condannare Fabiani), ma Claudio Lotito, i fratelli Andrea e Diego Della Valle e Sandro Mencucci non sono sfuggiti al fantasioso verdetto del Tribunale di Napoli.
La conseguenza è che nessuno di loro (c’è anche Massimo De Santis, direttore generale del Palestrina) potrà più ricoprire incarichi federali e tutti perdono (almeno fino all’esito del prossimo grado di giudizio) le funzioni nelle rispettive società di appartenenza.
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Dal 16 settembre 2004, era un partita di Coppa Uefa contro il Metalurg in trasferta, al 30 ottobre 2011, vittoria al Sant’Elia di Cagliari: due le cose in comune, il risultato (0-3) e uno dei gol realizzato da Tommaso Rocchi. L’attaccante veneziano questa sera ha siglato il suo 100esimo gol con la maglia biancoceleste e lo ha fatto sfruttando i 7 minuti che gli ha concesso mister Reja, ad oggi troppo dipendente (e non a caso) del trio delle meraviglie Hernanes - Cissé - Klose. Ma Rocchi, al quinto posto in solitaria tra i bomber di tutti i tempi della Lazio (il primo è Piola con 150 centri, quarto Giordano a 108), non si è mai fasciato la testa, lavorando in settimana e facendosi trovare pronto quando chiamato in causa: come stasera quando a pochi minuti dal termine ha battuto Agazzi sfruttando una bella punizione di Christian Ledesma.
“l centesimo gol è arrivato oggi, quando meno te lo aspetti perché se programmi le cose non arrivano. Sono felice, adesso mi rendo conto di quello che ho fatto. Oggi speravo di giocare e invece sono entrato a poco dalla fine ed è arrivato il gol. E’ stata una gioia immensa. Sono contento per il gol e per la vittoria. Siamo un bel gruppo, tutti sapevano quanto ci tenessi a fare questo gol e col passare delle giornate mi dicevano ‘prima o poi arriva’”.
Soddisfatto, come è ovvio che sia, Rocchi che in stagione aveva già segnato 3 gol in Europa League contro il Rabotnicki; le parole testé riportate sono quelle rilasciate a Sky, mentre dal corrieredellosport.it si evincono ulteriori particolari, almeno a leggere il virgolettato dell’attaccante:
“Dopo aver mostrato la maglia con il numero 100, festeggio con un’altra maglia dedicata ai miei figli, loro sono la cosa più importante per me. Era da un po’ che inseguivo questo traguardo, sono strafelice e solo adesso mi rendo conto di quello che ho fatto. Quando ho segnato quasi non ci credevo, è stata una gioia immensa. Sono felice per la vittoria anche se pensavo di giocare dall’inizio, questi sono tre punti importanti, arrivati su un campo molto difficile. Siamo un grande gruppo. Mi hanno festeggiato tutti? Sì, perché siamo un bel gruppo, perché mi vogliono bene e poi perché,, comunque tutti sapevano quanto ci tenessi a questo gol. Anche loro, con il passare delle giornate, mi dicevano che prima o poi sarebbe arrivato. Penso siano stati contenti anche loro”
Sono volate parole dure tra Massimo Mauro e Claudio Lotito nell’immediato dopo derby. Il pomo della discordia tra i due era incentrato sulla battuta di Totti fatta pochi giorni prima della partita, in cui Reja veniva indicato ironicamente come uomo del derby. Sembra che Lotito non abbia voluto rispondere al capitano della Roma considerandolo “non omologo”. Una frase che ha scatenato il fastidio di Massimo Mauro: “Non capisco perché prima non era omologo e ora che ha vinto sì. Questa è la sua sportività”.
Il numero uno laziale ha poi ribattuto: “Noi abbiamo spesso avuto discussioni, anche se parliamo un linguaggio diverso, vista la diversa formazione culturale”. Repentina e applaudita dal pubblico in studio (in stile Controcampo) la replica dell’opinionista di Sky: “Io voglio parlare con i miei omologhi, calciatori e allenatori, perché secondo me lei non capisce nulla di calcio”.








Il presidente della Lazio, Claudio Lotito, sferra un duro attacco agli organi di informazione, a suo parere colpevoli di aver prodotto la situazione tesa in seguito alla quale l’allenatore della sua squadra, Edy Reja, aveva rassegnato le proprie dimissioni, poi respinte dallo stesso proprietario. Queste le parole pronunciate al suo arrivo alla riunione di questa mattina in Lega:
“La vittoria di Cesena è stata bella e meritata. Ha riportato serenità? No la serenità nell’ambiente c’è sempre stata, nella squadra e nella società, non c’era fuori, da parte vostra. Avete avuto poca serenità nei giudizi e avete costruito un fantasma mediatico sostenendo che non sapeva gestore i giocatori e che avevo già contattato altri tecnici. Il disagio dell’allenatore esiste per colpa vostra e certe strategie mediatiche, che mi erano già state anticipate 10 giorni fa da una persona, instillano il dubbio nei tifosi. Voi dovete avere più deontologia, dovete fare informazione nel modo corretto. Le persone che hanno scritto certo obbrobi devono risponderne e smentire quello che hanno scritto. C’è mancanza di senso di responsabilità in chi fa informazione”.
Il patron biancoceleste rincara poi la dose, lanciando anche una frecciatina a Mauro Zarate, ex idolo della curva, che recentemente è stato accontentato nella sua richiesta di essere ceduto all’Inter:
“Ma chi è Zarate? E’ uno come gli altri. Ha chiesto di fare un’altra esperienza e la società lo ha accontentato. E’ stato lui a volersene andare. […] La cornice marcia della quale ha parlato Reja sono tante persone, tra le quali alcune di voi, quelli che hanno creato un ambiente non buono per la Lazio. Reja ha preso la squadra in una situazione difficile, l’ha salvata e poi l’ha portata al quarto posto, in Champions, competizione sfumata per la differenza reti. Ha un ottimo rapporto con la squadra, la società e il sottoscritto. E’ stato creato un castello sul niente e questa è una cosa grave. Ora la Lazio si rivarrà nei confronti di chi ha scritto certe cose: siamo una società quotata in Borsa e abbiamo perso il 12%. La qualità delle persone che fanno informazione è bassa. Fermatevi e fate pace con il cervello”.
Il tecnico della Lazio, Edy Reja, prendendo atto della decisione del patron Claudio Lotito di respingere le sue dimissioni rassegnate ieri, ha iniziato a preparare la trasferta di Cesena, nella quale la sua squadra dovrà fare di tutto per riscattare le deludenti prestazioni collezionate nell’ultima settimana tra Europa League e campionato. L’allenatore dei capitolini ha così commentato la situazione:
“Non serve fare il punto. È inutile ribadire quello che è successo. Lo sapete. Ho avuto confronto con presidente e squadra, abbiamo chiarito e ho deciso di proseguire la mia avventura alla Lazio. Sapete il disagio che ho a lavorare in un ambiente come questo. Il quadro è buono, ma la cornice è marcia. Io non devo soltanto vincere, ma devo stravincere. Ho avuto il conforto del presidente e una valutazione positiva della squadra: continuiamo questa strada possibilmente sino alla fine del campionato se arrivano i risultati”.
Il tecnico biancoceleste ha lanciato poi un appello alla tifoseria, da sempre scettica per la scelta del presidente Lotito di affidargli la panchina della loro squadra, commentando poi ancora una volta la cessione del beniamino della curva Mauro Zarate all’Inter:
“Ai tifosi chiedo di stare vicini alla squadra perchè ne ha bisogno. Avevo parlato con i tifosi a Fiuggi e avevo ricevuto una promessa, ci eravamo detti: deponiamo l’ascia di guerra. Se ci sono problematiche sono il primo a fare mea culpa e a prendere le mie decisioni. Per il mio modo di comportarmi non ho avuto mai incontri con capi tifoseria, non cerco consensi, sono un lavoratore di campo. Non sono una persona che attrae simpatie e questo mi può anche nuocere. La cessione di Zarate ha inasprito i rapporti con la tifoseria? Ha creato sicuramente malcontento, ma lo sapevamo. Sono convinto che farà bene altrove, perchè ha stimoli diversi”.
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Secondo la redazione di Sportitalia Edy Reja avrebbe dato le dimissioni da allenatore della Lazio. I giocatori, che si sono allenati nel pomeriggio in vista della partita di mercoledì a Cesena, sono stati richiamati nel centro sportivo dopo essere andati già via, perché era in arrivo il presidente Lotito: tutta la squadra ha ascoltato le parole del patron biancoceleste in presenza di Reja. Lotito avrebbe respinto le dimissioni di Reja, ma la situazione è ancora in fase di evoluzione.
Reja e i giocatori hanno lasciato il Centro Sportivo di Formello, con il Mister visibilmente scuro in volto. Lotito è ancora dentro l’impianto. La notizia arriva all’indomani della clamorosa sconfitta casalinga contro il Genoa. I rapporti tra Reja e una buona parte della tifoseria laziale sono da tempo deteriorati e sono peggiorati dopo la cessione di Zarate all’Inter, nell’ultimo giorno di calciomercato. Domani, secondo il sito ufficiale della Lazio, alle ore 12:00 il tecnico parlerà in conferenza stampa al Centro Sportivo di Formello.
In attesa della misteriosa telefonata, che a detta di Luciano Moggi potrebbe cambiare tutte le carte in tavola nel processo Calciopoli in corso a Napoli, anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito, come già il collega bianconero Andrea Agnelli, minaccia azioni legali davanti alla magistratura ordinaria per ottenere un risarcimento danni nel caso in cui dovessero emergere responsabilità da parte di altri club non puniti come successo invece ai biancocelesti nel processo sportivo tenutosi nell’estate di cinque anni fa.
In particolare il patron capitolino fa riferimento alla nuova intercettazione venuta alla luce ieri, con protagonisti i rivali della Roma, nella quale si potevano ascoltare un manager giallorosso e un dirigente federale organizzare un pranzo conviviale in un momento in cui il club giallorosso rischiava la serie B, proprio lo stesso tipo di accusa sulla base della quale Lazio e Fiorentina furono pesantemente penalizzate in classifica. Queste le sue dichiarazioni, rilasciate all’emittente radiofonica Radiosei:
“La Lazio aspetta le sentenze del processo di Napoli e qualora si arrivasse a una sentenza assolutoria, come ci aspettiamo, inizierebbe la nostra battaglia per ottenere risarcimenti. Ad Auricchio abbiamo già chiesto molti chiarimenti in passato sul perché di certe scelte su telefonate evidenziate piuttosto che non considerate. Noi aspettiamo il verdetto di Napoli per poi muoverci di conseguenza. Il pm, si sa, non risponde dei danni ma a livello di Federcalcio quanto meno c’è da mettere le mani sul processo sportivo che si sta rivelando una grande ingiustizia. Se qualcuno ha sbagliato per leggerezza, chiederemo anche il risarcimento del danno. Bisogna capire chi ha sbagliato e perché. In tempi non sospetti, quando la Roma si costituì parte civile, rimasi a bocca aperta. Mi aspettavo più pudore. Ora leggo conversazioni che non possono essere gravi solo per alcuni club che hanno pagato e invece un semplice malcostume generale se fatte da altre società. Eravamo convinti che la posizione della Lazio fosse diversa già in partenza: Lotito non andava a cena con arbitri né cercava benevolenze in alto”.

A Roma, sponda Lazio, molti tifosi avrebbero volentieri escogitato un modo per far saltare la trattativa finale tra Zarate e l’Inter. A Torino, fronte Juventus, aspettavano un difensore centrale forte e d’esperienza che non e’ arrivato, nonostante i nomi abbastanza altisonanti che giravano negli ultimi giorni. Iniziamo dal colpo della giornata. La cessione di Mauro Zarate all’Inter ha risvegliato vecchi malumori e antipatie mai sopite di una fetta della tifoseria verso la dirigenza laziale. Eppure la stagione era iniziata nel migliore dei modi, con gli acquisti di Klose e Cisse (piu’ altri) e con la passeggiata di salute nel preliminare di Europa League.
Stavolta il piu’ bersagliato e’ stato Edy Reja, l’allenatore inadeguato e incapace per gestire un talento, reo di aver fatto terra bruciata intorno all’argentino. E’ il pensiero di molti utenti iscritti ai forum biancocelesti. Non mancano, pero’, i ringraziamenti al tecnico friulano di chi mal sopportava Zarate, giocatore egoista, piantagrane, immaturo. Su Lazionet Gentleman scrive “Ciao Mauro, oggi è un giorno triste….”, mentre Jsv ironizza “Reja ha vinto, c’è riuscito, ha cominciato da Spalato ed oggi ha raggiunto l’obbiettivo. Ora è libero, finalmente, mister, che felicità”.
Innamoradu e’ piu’ acido: “Non scrivo quello che penso perchè voglio continuare a scrivere qua dentro. dico solo che non voglio sentire critiche sui cori contro reja lotito e tare, perchè se la sono CERCATA. sono nemici della Lazio“. Alcuni commenti dell’altra corrente di pensiero. Per Raptus “Oggi sarà un giorno triste per chi sperava in una riabilitazione del talento argentino dopo due anni pressochè anonimi, ma è anche vero che ci siamo liberati di un peso..”. Maremma Laziale dice che “dall’altra parte non si stanno facendo salti di gioia. Leggendo i forum interisti noto più scetticismo che euforia”. Chiudiamo con il commento sarcastico di dako80: “L’Inter è la squadra ideale per il nuovo Recoba“.
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