Juventus - Milan 2-0 | Video Gol e Highlights Serie A - 2 Ottobre 2011
2 Ottobre 2011 - La Juventus ha giocato e vinto una grande partita contro il Milan. I bianconeri hanno imposto il proprio ritmo ai rossoneri conducendo per tutta la gara ma trovando il gol solo negli ultimi minuti grazie ad una doppietta di Claudio Marchisio. Mister Antonio Conte solo un paio d’ore prima della partita ha recuperato in extremis Andrea Pirlo, uscito acciaccato dall’allenamento di rifinitura, e questa è stata una grande fortuna per la Juventus considerato l’apporto in campo dell’ex registra rossonero.Partita invece ben al di sotto della sufficienza per il Milan di Massimiliano Allegri che non è riuscito mai a trovare neanche un guizzo del singolo in fase offensiva.
Anche Zlatan Ibrahimovic, che prima della partita aveva promesso fuoco e fiamme ai propri tifosi (”basta dare palla a me e ci penso io”), non ha praticamente mai visto il pallone. I bianconeri sono andati più volte vicini al gol sia nel primo che nel secondo tempo con Vucinic e Vidal, ma alla fine devono ringraziare Claudio Marchisio, che con caparbietà, e l’aiuto di ‘Dea Fortuna’, ha prima segnato sfruttando una carambola favorevole nell’area piccola e poi con un tiro da fuori sul quale Abbiati ha commesso una papera clamorosa facendosi scappare la palla sotto le gambe. Questa sera la Juventus ha dimostrato di poter ambire al vertice.




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Primo vero big match allo Juventus Stadium dopo le partite con Parma e Bologna. I bianconeri affronteranno i campioni d’Italia del Milan che hanno conquistato la prima vittoria in Serie A sabato scorso in casa contro il Cesena, e che mercoledì sera in Champions hanno riabbracciato anche Zlatan Ibrahimovic a lungo fermo per infortunio. In casa Juve c’è voglia di tornare alla vittoria dopo due pareggi contro Bologna e Catania. Chiellini non si nasconde e, pur riconoscendo la superiorità dei rossoneri, si augura di poter conquistare i tre punti:
«L’adrenalina inizia a farsi sentire e aumenta con il passare dei giorni. Abbiamo tanta voglia di dimostrare al campionato e ai tifosi che ci siamo e possiamo fare qualcosa di importante. E poi giocare contro i campioni in carica ci dà ancora più stimoli… Il nostro campionato si sta livellando. Spiace che si sita facendo fatica a livello europeo e il prossimi obiettivi del nostro calcio devono essere tesi a migliorare nelle coppe. Il nostro è un torneo equilibrato, nel quale mi intriga in Napoli, anche se resta da capire come riuscirà ad assorbire le fatiche della Champions. Poi c’è l’Inter di Ranieri. E’ strano vederlo lì, con tutto il suo staff…E poi l’Udinese, la Roma, la Lazio… Il Milan rimane comunque la favorita numero uno, ma domenica speriamo di dare un bel colpo alle sue ambizioni…».
Della sfida ha parlato anche il centrocampista Claudio Marchisio che vuole battere i rossoneri, anche per mantenere l’attuale primato in classifica:
«Il Milan? E’ la partita più importante sulla carta, dall’inizio della stagione. Giochiamo contro i Campioni d’Italia, sappiamo che è un’occasione importante per noi, visto che dopo ci sarà la sosta. E quindi il modo migliore per affrontarla, è quello di vincere e rimanere primi in classifica». Sarà la prima volta contro il Milan nel nuovo stadio… E’ la prima partita nel nuovo stadio contro una grande squadra. E’ molto importante. Il nostro pubblico ci sta dando tanta carica e per noi questa è un’arma in più. Li ringraziamo perché dall’inizio del campionato, sia contro il Parma che col Bologna, non hanno mai lasciato la squadra da sola, anzi, ci hanno sempre dato la carica e questo anche per il Milan sarà un aspetto difficile da affrontare».
Con un destro rasoterra che finisce all’angolino basso Fabio Quagliarella firma la vittoria della Juventus nell’amichevole contro il Chivas. A Raleigh, nell’ultima sfida estiva in terra americana, i bianconeri sono apparsi un po’ imballati. Tuttavia, nonostante la forma fisica non ancora al top, la squadra allenata da Conte ha concesso pochissimo agli avversari.
Il tabellino
JUVENTUS- CD GUADALAJARA 1-0
RETI: 12’ p.t. Quagliarella JUVENTUS
Storari; Motta (24’ s.t. Grygera), Barzagli (43’ s.t. Sorensen), Bonucci (24’ s.t. Chiellini) , Ziegler; Pepe (12’ s.t. Krasic), Pazienza (22’ s.t. Marrone), Marchisio (15’ s.t. Pirlo), Pasquato (12’ s.t. Immobile); Quagliarella (24’ s.t. Del Pero), Toni (24’ s.t. Matri)
A disposizione: Buffon, Manninger, Lichtsteiner, De Ceglie, Giandonato, De Silvestro
Allenatore: Antonio Conte
CD GUADALAJARA
Michel Luis (12’ s.t. Hernandez); De Luna (19’ s.t. Gallardo), Araujo (19’ s.t. Ledesma), Magallon (24’ s.t. José Luis), Ponce (30’ s.t. Sanchez); Mejia (24’ s.t. Mora), Esparza (30’ s.t. Nava), Arellano (12’ s.t. Salazar), Fabian (12’ s.t. Tostado); Baez (12’ s.t. Fierro), Medina (12’ s.t. Casillas)
A disposizione: Solorio
Allenatore: Jose Luis Real
ARBITRO: Kadlecik

Il calciomercato del Milan: ecco la rubrica del 10 giugno con tutte le notizie, notiziuole, voci, indiscrezioni e aggiornamenti sulle trattative di mercato del Milan. Tutte le notizie di oggi, con relativa fonte.
Didier Drogba
Vuole giocare e vincere la Champions, può essere l’ultimo treno per Drogba, ormai un “vecchietto” del calcio (33 primavere): ha esperienza da vendere, al Chelsea pare giunto il momento dei saluti e il contratto gli scade nell’estate del 2012. A maggior ragione se dovesse partire Cassano, la dirigenza rossonera farebbe seriamente un pensierino all’attaccante ivoriano: secondo tuttomercatoweb il cartellino si potrebbe prelevare a cifre ragionevoli (10 milioni di euro), il problema sarebbe l’elevato ingaggio. La situazione appare in chiaro divenire.
Christian Eriksen
Ringiovanire, perché no, con qualità. Per questo Galliani ha inserito il nome del trequartista danese, un classe ‘92 che ha però già un paio di anni esperienza tra le fila dell’Ajax, in cima alla lista dei desideri (a sentire sportmediaset). I lancieri non intendono privarsene, non ora che sono freschi campioni d’Olanda, ma se proprio si volesse… basterebbe mettere sul tavolo i denari.
Marek Hamsik
Ieri Gianluca Zambrotta era a Napoli per un’iniziativa della Fondazione Milan; a margine dell’evento, il laterale comasco ha lanciato segnali d’amore verso l’idolo slovacco dei tifosi napoletani: “Hamsik ha il profilo da Milan, mi piacerebbe vederlo nel nostro gruppo, dato che nel Napoli ha fatto la differenza”.
Stephen El Shaarawy
Il piccolo faraone fa gola alle milanesi, ma Preziosi (il Genoa ne detiene il cartellino nonostante quest’anno abbia giocato, divinamente, nel Padova) non molla, almeno a sentire le parole riportate da calciomercatoweb dell’agnete La Florio: “Preziosi mi ha comunicato di aver rispedito al mittente le avance del Milan. Il presidente vuole riportarlo a Genoa ad ogni costo”. Si vocifera che i rossoneri vorrebbero arrivare all’italo-egiziano per poi rigirarlo al Napoli in cambio proprio del succitato Hamsik.
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Dopo anni di corteggiamento Antonio Conte e la Juventus finalmente si sono presi. L’allenatore fresco di promozione con il Siena ha firmato oggi a Torino un contratto biennale che lo legherà al club di Corso Galileo Ferraris fino al 30 giugno 2013. Subito dopo la firma il tecnico, in compagnia di Giuseppe Marotta, ha incontrato i giornalisti nella sua prima conferenza stampa da bianconero. La nuova stagione della Juve comincia ufficialmente oggi, già nel pomeriggio ci sarà il primo summit tecnico, a cui parteciperanno anche Paratici e Nedved, per definire le strategie di mercato per poter costruire una squadra adatta alle caratteristiche di gioco del leccese.
Ovviamente la parole di presentazione di Marotta sono state di grande stima per il nuovo arrivato, come accade in genere in queste circostanze:
“Dopo aver indossato la maglia e la fascia di capitano della Juventus e aver vinto tanto Antonio Conte è tornato qui. Alle sue qualità di vincente in questi anni ha abbinato anche altre qualità importanti che abbiamo, ad esempio, ammirato a Siena. Risultati abbinati al bel gioco. Per questo noi siamo tutti felici, speriamo che attraverso lui si possa riscrivere una pagina importante. Ha fatto cose importanti da allenatore e sono certo che le rifarà da allenatore”.
Poi è toccato direttamente a Conte che ha preso la parola per raccontare la Juve che ha in mente. Le parole d’ordine sono le stesse di quando lottava a centrocampo e cioè sacrificio e voglia di vincere:
“Ringrazio la proprietà che ha pensato al sottoscritto per iniziare un nuovo ciclo. Allenare una grande squadra come la Juventus è motivo di grande soddisfazione. Penso di essere integralista sui principi di gioco non sul modulo, ho idee e principi che si evolvono di anno in anno. L’obiettivo principale è tornare a essere protagonisti, la storia della Juventus dice questo. Dobbiamo farlo attraverso lavoro e sacrificio, bisogna portare la Juventus dove merita”.
L’allenatore poi ha gettato acqua sul fuoco anche in merito al piccolo caso che si è sollevato in questi giorni intorno a Claudio Marchisio. Il centrocampista, con un messaggio su Facebook, aveva manifestato un po’ di disagio e subito si erano scatenate voci di mercato che lo volevano ora all’Inter, ora a un passo dal Manchester United:
“Marchisio e Pirlo possono coesistere? I grandi calciatori trovano sempre spazio col sottoscritto. Sono due calciatori che giocano in Nazionale, hanno carisma e personalità. Contentissimo di averli a disposizione. Non è importante come si parte, l’importante è come si arriva. Penso sia stato il momento giusto per arrivare qui. Non ho sentito nessun giocatore per una questione di correttezza, l’ufficializzazione c’è stata solo oggi. Del Piero e Buffon devono rappresentare un valore aggiunto, sanno cosa significa vincere e cosa devono fare per vincere”.
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Squadra che vince non si cambia. Dettame applicato alla lettera da Luigi Delneri che dopo la brillante vittoria della Juve contro l’Inter per la prima volta in stagione aveva proposto a Lecce lo stesso identico undici. Ma è vero il contrario? Se così fosse squadra che perde (e malissimo) si cambia eccome e allora bastano 90 minuti in Salento per sgretolare tutte le convinzioni delneriane. Perché gli stessi giocatori che sette giorni prima avevano fornito una brillantissima prestazione contro la temibile Inter, al cospetto dei giallorossi pugliesi si sono fatti trucidare nonostante giocassero contro una squadra senza quattro titolari? Questione di testa, s’è detto, lo ha confermato il tecnico juventino stesso, lo ha grassettato il presidente Andrea Agnelli.
Ma allora perché non credere ancora in Chiellini terzino, ben disimpegnato contro Cagliari, Germania e Inter, ma opaco (come tutta la squadra) al Via del Mare? Nella settimana del definitivo tracollo italiano in Europa, la Juve ha avuto tutta una settimana per preparare la riscossa col Bologna, eppure alla vigilia dell’anticipo di domani sera contro i felsinei, il tecnico friulano ha deciso di mischiare ancora le carte, non ricordando forse neanche lui stesso la loro posizione originaria. Almeno da quanto trapelato negli ultimi giorni da Vinovo. Come detto, il Chiello torna a sinistra. Vero Delneri? Nella conferenza stampa di oggi il timoniere della Vecchia Signora gioca a coprirle e a scoprirle, le suddette carte:
“Rivoluzione? Speriamo mentale. Che sia una squadra diversa mentalmente da quella che si è vista nella gara di Lecce, che è stata dimenticata, ma non è stata lasciata in disparte perché bisogna analizzare bene le cose; analizzare anche che pochi giorni prima la stessa squadra ha prodotto un calcio aggressivo, un calcio importante contro l’Inter. Una battuta a vuoto inaspettata che però nel mondo del calcio ci può anche stare. L’importante è che ci sia una consapevolezza che si possa fare molto meglio di quello che si è fatto, oppure di essere la squadra che ha affrontato le ultime partite - a parte quella di Lecce - con un piglio diverso”.
E ancora:
“Chi guida una squadra di calcio non deve essere volubile settimanalmente, altrimenti diventerebbe illogico quello che sta facendo, quello che ha prodotto anche dei buoni risultati. Vediamo le condizioni dei giocatori. Io penso che questa squadra possa attuare diverse soluzioni durante la partita e saranno adottate a seconda del risultato. Chiellini torna a sinistra? Dipende da come stanno coloro che spingono sulle fasce, da come stanno davanti certi tipi di giocatori, dipende da una verifica molto più ampia che non quella di spostare un uomo, anche se non posso discutere ad esempio che con l’Inter Chiellini ha fatto una buona gara; e l’ha fatta anche a Cagliari”.
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Il Palermo batte la Juve 2-1 al termine di una partita intensissima, molto bella, giocata meglio proprio dagli ospiti: vincono i siciliani grazie a un avvio sprint, di certo palesi demeriti juventini nel corso di una prima mezz’ora da incubo; da quel momento in poi, però, i padroni di casa hanno arretrato il baricentro, memori della rimonta patita appena tre giorni fa contro l’Inter. La Juve allora ha preso in mano il pallino del gioco e ha costruito diverse palle gol sia sul finire di primo tempo che nella prima metà della ripresa. Il gol di Marchisio ha illuso gli uomini di Delneri, ma le reti in avvio di Miccoli e Migliaccio alla fine hanno fatto la differenza: ancora un ko per i piemontesi, questa volta generosi e sfortunati.
Nella Juve ci sono sin da subito i nuovi acquisti Matri e Barzagli, il Palermo è con dieci titolari su undici, con Andelkovic al posto di Munoz. Pronti, partenza e gol dei rosanero, addirittura in contropiede: se ne va Pastore, sventaglia sulla sinistra verso Miccoli, Grygera è leggerino nella chiusura, Buffon esce in maniera avventata e gol sotto le gambe del portierone bianconero. Bella mazzata per Del Piero e soci che cercano di rialzarsi ma capitolano al 20esimo per opera di Migliaccio: il mediano rosanero sfrutta a perfezione un cross dalla destra e spedisce in rete colpendo di testa tra Chiellini e Barzagli. Sembra l’ennesimo naufragio della Juve che però incredibilmente reagisce alla grande e inizia a macinare gioco.
E’ di Matri la prima grande occasione, ma l’attaccante appena arrivato da Cagliari si fa ipnotizzare da Sirigu a tu per tu; poco dopo la mezz’ora colossale fallo di mani in area di Bovo, Morganti non vede. Di lì a un paio di minuti però la Juve accorcia le distanze con la forza della disperazione: corner, respinta corta di Sirigu e gol a fil di palo di Marchisio. Il pari è nell’aria e per poco Matri non devia in rete il solito cross velenoso di Krasic. La ripresa si apre ancora coi bianconeri avanti tutta, ancora Matri tira a botta sicura e trova una fortunosa deviazione di Bovo; poi Marchisio il cui tiro è salvato sulla linea, infine Del Piero, tiro perfetto ma deviazione decisiva e fuori da poco. Il Palermo agisce di contropiede.
Così come quando nel primo tempo Pastore spedisce a lato sulla solita rapida ripartenza rosanero, anche nel finale il contropiede è l’unica arma a disposizione di un sempre più stanco Palermo che sfiora il 3-1 con Miccoli e Kasami. L’assedio juventino del finale porta a un tiro da due metri di Martinez, paratissima di Sirigu, quindi mischioni in area senza conseguenze. Finisce con la Juve sconfitta ma questa volta con onore; magra consolazione per Delneri e i suoi ragazzi, Delio Rossi invece finisce la partita senza voce e con i nervi a pezzi. Poco male, il suo Palermo riscatta la beffa del San Siro e regola per la sesta volta nelle ultime sette sfide una Vecchia Signora sempre più decrepita.
Le migliori foto di Palermo-Juve 2-1




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La Juve affonda. Ennesima sconfitta, la terza in casa, e arriva anche la contestazione del pubblico. I bianconeri, decimati dai soliti infortuni, non riescono a capitalizzare il vantaggio firmato da Marchisio con una stupenda acrobazia e vengono prima raggiunti da Zapata, poi superati da Sanchez. Si temeva che la neve avrebbe costretto a rinviare la gara, ma a Torino i 22 in campo non sono accolti da teneri fiocchi bensì da una fastidiosa pioggia che rende viscido il terreno di gioco non favorisce certo il bel gioco. Lo spettacolo che si attendeva dall’Udinese latita nei primi 20 minuti così come la reazione rabbiosa che i tifosi (e la dirigenza) della Juventus chiedevano all’11 di Delneri dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia di giovedì scorso contro la Roma di Ranieri.
In attacco per la Juventus, decisamente non in “formazione tipo”, Martinez e Del Piero supportati sugli esterni da Marchisio e Krasic. La prima conclusione della Juventus arriva da Bonucci che ferma una ripartenza dell’Udinese, avanza palla al piede senza servire i compagni smarcati e si lascia ingolosire dalla possibilità del tiro: palla debole e a lato. Dopo un paio di tentativi senza successo di Del Piero su punizione l’Udinese sembra abbandonare le velleità di costruire gioco e preferisce aspettare per contrastare le (prevedibili) manovre offensive della Juventus. Aquilani accende la luce solo ad intermittenza, Del Piero sembra più reattivo delle ultime partite e al 35esimo costringe Handanovic a rifugiarsi in angolo con una conclusione velenosa dai 30 metri.
Sugli sviluppi del corner Grosso riesce a concludere di destro, ma anche in questo caso il tiro è lento e non angolato. La Juve cresce leggermente d’intensità nel finale del primo tempo mentre l’arbitro Giannoccaro consente alla gara di incattivirsi sbagliando un paio di valutazioni su interventi, nell’ordine di Domizzi, Aquilani e Grosso, che non vengono fischiati scatenando le proteste dei giocatori in campo. Proprio al 45′ arriva la migliore occasione dell’Udinese, Di Natale serve Isla che entra in area leggermente defilato e incrocia sul secondo palo mancando il bersaglio.




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Enrico Preziosi non ha digerito la sconfitta casalinga del suo Genoa contro la Juventus. La partita ai più è sembrata estremamente regolare, non ci sono stati episodi da analizzare alla moviola e la superiorità bianconera è apparsa abbastanza netta. Nonostante ciò il presidente rossoblu al termine dell’incontro ha esternato alcune considerazioni che potremmo anche definire abbastanza gravi, mettendo di fatto in discussione l’affermazione della squadra allenata da Luigi Delneri. Preziosi ha trovato il modo di lamentarsi dell’operato dell’arbitro Morganti, a suo modo di vedere frutto delle lamentele di Marotta, e ha definito “furba” la società torinese per l’aver schierato Krasic, Melo e Marchisio, lasciando immaginare oscure trame che la legano addirittura alla Figc e alla Federazione serba.
In pratica secondo il Genoa, o almeno secondo il suo proprietario, la Juventus non avrebbe potuto schierare i tre giocatori citati sopra a causa della loro mancata convocazione in nazionale:
“Noi evidentemente siamo stati stupidi a mandare i nostri giocatori con le Nazionali. I nostri ragazzi erano stanchi ma hanno giustamente onorato gli impegni con le proprie rappresentative in settimana. La Juventus è stata più furba, non facendo rispondere alle convocazioni né Krasic né Marchisio: avete visto come stavano male in campo…”
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La Juve espugna il Marassi di Genova battendo i padroni di casa del Genoa con un netto 0-2; vittoria meritata dei bianconeri che non prendevano l’intera posta in palio in questo impianto da ben tre stagioni. Partita ben giocata fondamentalmente da entrambe le squadre, ricche di spunti sia tattici che tecnici, un antipasto alla domenica del pallone molto molto succulento. Tanti i protagonisti nei 90 minuti: riflettori per Milos Krasic, al rientro in campionato dopo il misfatto di Bologna e subito in gol, sua la seconda marcatura degli ospiti ma anche tante sgroppate ficcanti sulla sua fascia di competenza, la destra. Poi Eduardo, ma in negativo: il portiere portoghese su entrambi i gol si è mostrato fondamentalmente impreparato, la prima rete juventina è di fatto una sua autorete.
Avvio sprint degli uomini di Delneri, compatti in tutti i settori del campo; Criscito capiva poco quando si trattava di dover approcciare alle sgroppate di Krasic, il gol del vantaggio bianconero parte proprio dalla destra: cross lungo su cui però Quagliarella svetta in barba ai 195 centimetri di Ranocchia, torre per Marchisio che conclude. Para Eduardo aiutandosi col palo, carambola buffa e gol, con l’estremo difensore genoano che spinge la palla in rete con la testa. Neanche il tempo di reagire per il Genoa e c’è il raddoppio degli avversari: fa tutto Krasic che salta un paio di avversari, entra in area e batte Eduardo, non brillantissimo. Doppia sberla per i liguri che alzano la testa con Criscito, traversa piena, e Toni, che sgomita e segna, ma di mano. La Juve agisce con ripartenze pericolose, Krasic per Iaquinta il cui tiro va fuori di poco.
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