
A Parigi si gioca il torneo celebrativo dei 40 anni del Paris Saint Germain. Ranieri ha schierato, quasi obbligatoriamente, una formazione inedita con tante “seconde linee” in campo. Dopo un primo tempo ricco di occasioni, una ripresa più compassata ravvivata dal vantaggio del Bordeaux (23′) di Wendel, che non sbaglia il rigore scaturito da un intervento scomposto di Loria. Pareggia i conti per la Roma Brighi al 32′ con un colpo di testa sottoporta.
BORDEAUX-ROMA 1-1
IL TABELLINO
Bordeaux(4-1-3-2): Olimpa; Sane, Menegazzo, Savic, Tremoulinas; Diarra; Plasil, Gourcuff, Wendel; Bellion, Cavenaghi (28′ st Saivet). A disp.: Ramè, Savic, Tremoulinas, Wendel, Traorè, Bellion, Sanè, Henrique. All.: Tigana
Roma (4-2-3-1): Lobont; Cicinho, Cassetti, Loria, Antunes; Faty, Barusso; Cerci, Brighi, Guberti; Okaka. A disp.: Julio Sergio, Riise, Rosi, Andreolli, Totti, Vucinic, Perrotta, Greco, Pit, Mexes, Pena, Taddei, Menez. All.: Ranieri
Arbitro: Schneider
Marcatori: Wendel (23′ st), Brighi (32′ st)
Ammoniti: Antunes (R), Okaka (R)
Espulsi: -




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Il nuovo centravanti della Roma, il brasiliano Adriano, è ottimista sul proprio futuro e su quello della sua nuova squadra in vista del prossimo campionato. Il giocatore proveniente dal Flamengo, è infatti certo di riuscire a riscattarsi, dopo il passato non esaltante con la maglia dell’Inter, dove, dopo un paio di stagioni a grandi livelli, è letteralmente scomparso a causa delle sue abitudini festaiole e dell’abuso di alcool. Queste le dichiarazioni dell’Imperatore alla stampa:
Sono tranquillo, la squadra c’è. Sto facendo di tutto per arrivare alla forma fisica giusta. Con Totti in campo mi trovo bene, ma ovviamente c’è ancora da migliorare perché è poco che giochiamo insieme. Fuori dal campo va benissimo perché è una bella persona e un esempio. Possiamo giocare con il tridente, ma ovviamente dobbiamo soffrire di più perché dobbiamo aiutare la squadra a difendere. Io, Totti e Mirko dobbiamo fare un bel lavoro, davanti ma anche dietro.
Le Foto della presentazione di Adriano
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Il Francesco Totti che si è presentato ai microfoni quest’oggi è da copertina: da Riscone di Brunico il capitano della Roma risponde foriero di dettagli alle tante domande che gli rivolgono i giornalisti, dichiarazioni non banali che abbracciano quasi tutto lo scibile calcistico. Si parte da dove si era chiusa la scorsa stagione, finale di Coppa Italia con calcione a Mario Balotelli, gesto forte con annesse critiche al romano: “C’è stato un momento in cui ho pensato di smettere per quello che era successo però alla fine parlando con delle persone importanti mi hanno fatto cambiare idea perché quando c’è la passione è difficile andare su altre strade. Balotelli? Dopo quell’episodio non ci ho più parlato. Se gli stringerò la mano quando lo incontrerò? La mano gliel’ho già stretta dopo quella partita, prima della premiazione. Ma nessuno se n’è accorto. Quello che hanno detto lui e il suo procuratore non è vero. È lui che m’ha insultato parecchie volte. Mi sono innervosito quando ha messo in mezzo i romani. Quando metti in mezzo il popolo, quando insulti una città e gente che ama veramente questa maglia, a me dà fastidio. È una cosa che non tollero“.
E poi la delusione del campionato, un tricolore buttato al vento dopo una splendida rimonta e un secondo tempo sciagurato contro la Sampdoria: “Che cosa ci è mancato? Il rush finale, è mancato il secondo tempo con la Sampdoria. Lì abbiamo perso lo scudetto, perché se avessimo vinto dopo sarebbe stato tutto in discesa. Comunque altre squadre sono più forti e hanno anche dei piccoli privilegi. L’Inter è tutelata. Da tutti. Come ai tempi della Juve, penso sia uguale, non è cambiato tanto. I torti ci saranno sempre. Poi cerchi sempre di pensare che gli errori siano in buonafede. È difficile, però ci pensi. Ma quest’anno il campionato l’abbiamo perso noi. Anche perché poi, ripensando a quella partita con la Samp, potevamo chiuderla nel primo tempo. Poi ci sono stati due episodi che hanno cambiato la gara. Penso comunque che sia stato giusto così perché se una squadra vince tre competizioni su tre merita un plauso“.
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L’allenatore giallorosso, Claudio Ranieri, si è dichiarato soddisfatto della prestazione offerta dalla Roma nell’amichevole disputata ieri a Risicone di Brunico contro una selezione locale e vinta per 13-0. Parole di elogio in particolare per il nuovo acquisto, il bomber brasiliano Adriano, già a segno all’esordio con la maglia dei capitolini. Il tecnico, che nell’occasione ha dovuto rinunciare a De Rossi, Juan, Doni, Baptista e Pizarro, ha commentato a questo proposito:
Sono moderatamente soddisfatto. Non era facile giocare dopo pochi allenamenti. Abbiamo la nostra filosofia, cioè giocare la palla. L’importante è portare la squadra in forma al momento giusto. Bene Adriano, sono contento di Totti. E’ rimasto in forma. Il tridente? Mi intriga, ma non dipende da me, ma dalla squadra. Da come reagisce. Questi sono giocatori di qualità, un conto però è vederli adesso un altro in campionato. In alcuni casi li metterò. E’ bene sapere pregi e difetti loro. Adriano non è una scommessa. E’ tornato in Italia e ha tanta voglia di fare bene. Io sono convinto che ci riuscirà.
Le Foto della presentazione di Adriano
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Alla prima uscita stagionale Roma e Napoli travolgono con 13 gol gli avversari, rispettivamente una selezione locale di Riscone e Brunico e la selezione Altipiani. Segnali incoraggianti per Claudio Ranieri e Walter Mazzarri dopo solo una settimana di lavoro le cose sembrano girare bene anche se ovviamente è presto per ogni tipo di valutazione visto il livello basso degli avversari. Il primo gol stagionale giallorosso lo ha messo a segno, come accadde l’anno scorso, il capitano Francesco Totti su punizione, prima soddisfazione anche per il neo acquisto Adriano.
Moderatamente soddisfatto l’allenatore di Testaccio che ieri ha sperimentato una Roma iperoffensiva con in campo contemporaneamente Totti, Vucinic, Adriano e Menez, con quest’ultimo spostato sulla linea di centrocampo. Il montenegrino è apparso in grande forma ed è stato autore di una tripletta. Stesso numero di centri anche per John Arne Riise, migliore in campo, oltre ai già citati Totti e Adriano, entrambi autori di un gol, sono andati a segno anche Okaka, due volte, Brighi, Greco, splendido pallonetto dalla distanza, e Loria. Ranieri ha esaltato le doti di Jeremy Menez, giocatore a lungo incompreso a Roma ma ora sul punto di esplodere, la stagione che è appena iniziata potrebbe essere quella della sua consacrazione.
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Da questa sera a mezzanotte la Roma si ritroverà a Trigoria per dare il via ufficiale alla stagione sportiva 2010/2011: sarà il 17esimo ritiro dell’era Sensi, probabilmente l’ultimo, il primo per il tecnico testaccino Claudio Ranieri che l’anno scorso aveva preso la squadra in corsa, dopo 180 minuti. Tre giorni nel Lazio, con la presentazione delle maglie ufficiali martedì, quindi giovedì partenza per Riscone di Brunico dove si comincerà a fare davvero sul serio, sospinti da numeri tifosi giallorossi attesi in Trentino. Quattro i Nazionali che raggiungeranno i compagni a fine mese, più eventualmente Nicolas Burdisso che ad oggi è ancora un giocatore interista: si tratta di Alexander Doni, Juan, Julio Baptista e Daniele De Rossi.
C’è da dire che il centrocampista azzurro ha chiesto a Ranieri di potersi aggregare al gruppo sin da domani (due settimane e mezzo di vacanze fatte, in più è fresco di divorzio dalla moglie), ma l’allenatore gli ha consigliato di ricaricare ben bene le pile e di “farsi vedere” più in là. Ma vediamo nel dettaglio quali sono i convocati: per la porta quattro estremi difensori, dal titolare Julio Sergio ai rumeni Bogdan Lobont e Alex Daniel Pena, con Doni che come detto arriverà più tardi. Ad Arthur è scaduto il contratto e non gli è stato rinnovato. In difesa, oltre agli assenti giustificati Juan e (forse) Burdisso, otto calciatori, alcuni dei quali che potrebbero comunque cambiare maglia.
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Dopo le ultime stagioni di mercati estivi sonnacchiosi, la Roma mette la freccia in grande anticipo e già ai principi di giugno risulta la compagine più attiva in quanto a calciomercato: è quasi già storia il passaggio di Adriano dal Flamengo alla squadra della Sensi, oggi un’altra transazione è andata in porto e anche questa volta a costi contenuti. Arriva nella capitale a parametro zero il centrocampista ormai ex del Palermo Fabio Simplicio, giocatore atipico capace di grandi exploit in alcune partite quanto di match clamorosamente giocati a nascondino. Tant’è, buon acquisto tutto sommato per i giallorossi che hanno fatto firmare al brasiliano un triennale da 1,1 milioni netti a stagione.
Non si vive di solo mercato in entrata, anche in uscita il ds Pradé è per forza di cose molto impegnato. In concerto col tecnico Claudio Ranieri, potare la rosa romanista non è compito facile a cominciare dai portieri. “Doni ha fatto il suo tempo a Roma” ha dichiarato di recente l’allenatore giallorosso, con Alexander Doni che da Johannesburg non ha particolarmente apprezzato ma che forte dell’ingaggio di 2,5 milioni a stagione non ha poi tanta fretta di fare le valigie. Quasi certi invece l’addio dell’altro portiere Artur (Germania o Spagna), con Taddei che invece è bloccato sulla questione rinnovo (lui vuole un quadriennale, la società non va oltre i tre anni) ed è tentato dalle sirene juventine.

Nel giorno dell’assemblea degli azionisti, il vicepresidente e amministratore delegato del Milan, Adriano Galliani, lo aveva anticipato: «C’è un patto tra me e Inzaghi, se andiamo in Champions League rimane». Archiviato il campionato con l’ingresso diretto nella massima competizione europea per club, sul patto è scesa anche l’ufficialità. «L’A.C. Milan - si legge infatti sul sito rossonero - comunica che il calciatore Filippo Inzaghi ha prolungato il suo contratto fino al 30 giugno 2011». Sulla sponda giallorossa della capitale, invece, si parla di un possibile approdo di Adriano nella formazione allenata da Claudio Ranieri.
“Adesso io non so nulla di Adriano e se sapessi qualcosa certamente non lo direi, questo è scontato. Ok mister, ma il brasiliano le piace come tipologia di centravanti? Però la mia vita è fatta sempre di scommesse. Ma…a prescindere da Adriano. Un giocatore come lui…Ma ce ne sono tanti…Villa, Milito, Eto’o, Balotelli…E’ chiaro che sono importanti per le loro squadre”, ha dichiarato Claudio Ranieri qualche ora fa. In casa Roma tengono banco anche alcune probabili cessioni come quelle di Mexes e Doni.

Il campionato si è concluso domenica con l’Inter che ha messo in bacheca il suo scudetto numero diciotto, le polemiche non accennano comunque a placarsi. Ha fatto molto discutere la partita del 2 maggio tra Lazio e Inter che ha visto i nerazzurri vincere per 2-0 in uno stadio Olimpico in cui anche i tifosi avversari facevano il tifo per loro. La procura di Tivoli ha aperto un’inchiesta sulle presunte minacce subite dai giocatori laziali nei giorni precedenti la sfida, in particolare si vuole accertare se la squadra di Claudio Lotito abbia subito pressioni al fine di avvantaggiare l’Inter con lo scopo di penalizzare i rivali cittadini della Roma.
Il Procuratore della Repubblica, Luigi De Ficchy, sta procedendo anche per violenza privata. Il fascicolo è stato aperto d’ufficio sulla base delle notizie pubblicate il giorno dopo la partita. Il teatro della storia sarebbe il centro sportivo Formello, che ricade sotto la giurisdizione di Tivoli, lì la squadra e Claudio Lotito sarebbero stati minacciati da un gruppo di tifosi che gli avrebbero intimato di lasciar vincere l’Inter. In questi giorni è stato ascoltato come primo testimone il centrocampista laziale Roberto Baronio, non è escluso che altri suoi compagni vengano convocati nei prossimi giorni.

L’Inter ha conquistato oggi il suo scudetto numero 18, ma se il campionato ci ha tenuti col fiato sospeso fino all’ultimo è grazie alla Roma di Claudio Ranieri. I giallorossi sono stati protagonisti di una stagione assolutamente positiva e i loro meriti sono stati riconosciuti dai loro tifosi che già al fischio finale della partita del Bentegodi hanno deciso di ringraziarli, è giusto non ricordare e sottolineate che in Veneto erano giunti oltre 20.000 romanisti. La squadra è stata accolta in maniera trionfale anche al suo rientro nella capitale, allo scalo di Fiumicino era presente un nutrito numero di sostenitori che festeggiavano il secondo posto in classifica.
L’autobus che doveva trasportare la squadra a Trigoria è stato costretto a camminare a passo d’uomo tra la folla ed è riuscito a raggiungere il centro sportivo soltanto alle nove di sera. Sicuramente in Italia non siamo abituati a queste scende, chi arriva secondo, chi perde, raramente viene celebrato. Per una volta quindi bisogna fare i complimenti ai tifosi della Roma e sperare che anche in futuro anche altri possano seguire questo esempio. Ma la sportività dei giallorossi non è soltanto dei suoi sostenitori, appartiene anche al suo allenatore, il romano e romanista Ranieri, e ai suoi giocatori.
I tifosi della Roma accolgono Ranieri e giocatori a Fiumicino



