
Il Corinthians ha ufficializzato l’ingaggio di Adriano, l’attaccante torna così in Brasile dopo la breve e infruttuosa parentesi romanista. Nei giorni scorsi il suo trasferimento era stato contestato dai tifosi del club paulista che avevano anche affisso uno striscione fuori dal centro di allenamenti manifestando chiaramente la loro volontà, evidentemente non è bastato a convincere la società che ha deciso di concludere l’affare. Il giocatore ha tenuto un’intervista nella quale ha ribadito le motivazioni che lo hanno portato a scegliere il club che fu di Ronaldo.
Anche nelle sue prime parole ufficiali da nuovo calciatore del Corinthians, l’Imperatore ha voluto ringraziare il Fenomeno cogliendo l’occasione per ribadire la sua volontà di mettere il massimo della dedizione in questa nuova avventura: “Ho scelto il Corinthians con il cuore e voglio conquistare il cuore dei suoi tifosi. Ronaldo mi ha aiutato e mi ha detto ‘Vai lì, ti piacerà’. Sto seguendo i suoi passi come calciatore, lui per me è una persona molto importante, mi da sempre dei consigli. In questo momento mi sta aiutando molto, non vedo l’ora di tornare a giocare, non riesco a stare lontano dal campo”.
L’ex di Inter, Flamengo e Roma ha poi voluto rassicurare la sua nuova società e i suoi nuovi tifosi sulla bontà dell’investimento fatto su di lui: “Non voglio promettere niente, ma posso assicurare il massimo dell’impegno. Non sono un attaccabrighe. Non mi importa delle malignità che raccontano sul mio conto. Vuol dire che la mia rivincita avrà un sapore ancora più dolce. Corinthians non te ne pentirai”. Le buone intenzioni sembrano esserci tutte, chissà se a queste seguiranno anche i fatti e se, tornato a casa, riuscirà a tornare il grande fuoriclasse che era.
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Adriano al Corinthians: manca l’ufficialità ma pare che arriverà lunedì o martedì; d’altra parte a poco serve se lui stesso parla già da calciatore del Timão. Intervistato telefonicamente dal quotidiano brasiliano Folha, l’ex Imperatore ha subito messo le cose in chiaro: “Sono venuto al Corinthians per far gol e non per creare polemiche. Il problema alla spalla c’è ancora e mi servirà un mese e mezzo per essere al top. Mi hanno cercato 3-4 squadre, ma Ronaldo mi ha parlato del suo amore per il club e dell’affetto che i tifosi hanno verso di lui, mi ha convinto ad entrare in questa famiglia e io adesso voglio entrare nel cuore della “torcida” come ha fatto lui“.
Risolto il contratto con la Roma a inizio marzo, Adriano è stata una scommessa persa per il club capitolino. Di certo non è rimasto nei cuori dei supporters giallorossi (8 presenze totali, zero gol), chissà se riuscirà, come lui si augura, ad entrare in quello dei tifosi del club paulista. L’inizio, in ogni modo, non è dei migliori se è vero che un gruppo organizzato chiamato Camisa 12 ha affisso davanti al centro sportivo dove si allenano i bianconeri un esplicativo striscione: “Adriano, non ti vogliamo qui. Il Corinthians non è una clinica di disintossicazione“. Comunque sia il dado è tratto: Adriano ha firmato fino al dicembre del 2012. In fondo l’anno scorso al Flamengo, con 34 centri in 50 partite, il suo lo ha fatto…
Secondo il quotidiano sportivo brasiliano Lance sarebbe vicinissimo il passaggio di Adriano al Corinthians, prestigiosa squadra di San Paolo nel quale ha militato in questi ultimi anni anche Ronaldo. Il giocatore, che poco più di due settimane fa aveva risolto in maniera consensuale il suo contratto con la Roma, ponendo fine alla sua fallimentare seconda esperienza nel campionato italiano, avrebbe infatti trovato un accordo di massima con i dirigenti del Timão.
Il giocatore percepirebbe un ingaggio di trecentomila reais (circa centotrentamila euro) al mese, ma il club sarebbe intenzionato a tutelarsi con una clausola che prevederebbe la rescissione o multe molto salate nel caso in cui l’attaccante dovesse in quale modo, come già accaduto più di una volta in passato, infrangere i propri doveri nei confronti della squadra o indulgere a uno stile di vita eccessivamente “allegro”.
Per il perfezionamento dell’accordo si attende però il ritorno in patria proprio di Ronaldo, che tramite la sua agenzia di marketing 9ine gestirà l’immagine dell’amico. Il procuratore dell’Imperatore Gilmar Rinaldi, ha dichiarato per il momento di non sapere nulla sulla conclusione o meno della trattativa. Bocca cucita anche da parte del presidente dei paulisti, Andres Sanchez, il quale ha però ribadito la promessa che arriveranno quattro rinforzi (sulla stampa brasiliana si vocifera, tra gli altri, anche di un interessamente per il difensore romanista Juan) per rendere la squadra competitiva in vista dell’inizio del campionato.

Ci sono uomini destinati a restare nella storia di questo meraviglioso sport che è il calcio, giocatori che per il loro modo di interpretare questo gioco hanno fatto da apripista per dei cambiamenti tecnici e tattici impensabili prima della loro comparsa sulle scene. Pensiamo a Johan Cruijff e alla sua Olanda che con il loro calcio totale hanno di fatto inaugurato l’era del calcio moderno, pensiamo agli splendidi attori del Milan di Arrigo Sacchi, una squadra che ha incantato il mondo mentre nel frattempo vinceva tutto quello che c’era da vincere, con un Van Basten stella assoluta in mezzo a tanti altri campioni.
In questa ristretta élite un posto spetta sicuramente a Ronaldo, il primo e originale Fenomeno del calcio. Quando quel ragazzino brasiliano comparve sul palcoscenico del calcio tutto andava ad una velocità ridotta, è stato lui ad alzare l’asticella un po’ più in alto e se guardiamo alle straordinarie doti dei campioni di oggi, non possiamo non pensare al brasiliano. Da giovanissimo, con le maglie di PSV Eindhoven e Barcellona, era semplicemente imprendibile, mai i difensori si erano dovuti confrontare con un attaccante così esplosivo, che alla forza fisica abbinava una tecnica sopraffina.
Negli anni ‘90 il calcio italiano contava molto più di ora, naturale allora che il giocatore più forte del mondo approdasse nella nostra Serie A. Ha vestito la maglia dell’Inter con la quale ha vinto una Coppa Uefa, ma di quella Inter lui era il simbolo, nonché spesso il trascinatore assoluto, la sua storia in nerazzurro si chiuse con le lacrime sulla panchina dell’Olimpico di Roma quel 5 maggio famoso. Andiamo poco più avanti nel tempo, fino al luglio 2002, tutti avevano ancora negli occhi l’immagine di Ronaldo che scendeva dall’aereo barcollando dopo aver perso la finale dell’ultimo mondiale francese. Ebbene il Fenomeno riuscì a stupire ancora una volta tutti, con otto goal guidò i verdeoro alla conquista del mondiale nippocoreano, riuscendo a nobilitare un colpo, il tiro di punta, considerato il meno nobile del gioco del calcio, trasformandolo in un’arma micidiale in grado di freddare i portieri.
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Quando si parla di Adriano è facile che un semplice disguido possa trasformarsi in un caso politico, il giocatore ha ritardato il suo rientro dalle vacanze natalizie, sarà in Italia soltanto il 31 dicembre mentre i suoi compagni sono già al lavoro. Tutto poteva lasciar pensare che si trattasse della solita bravata dell’Imperatore, non nuovo a questo tipo di comportamenti, a gettare acqua sul fuoco però ci ha pensato la stessa Roma con un comunicato diffuso attraverso il suo sito ufficiale.
La società giallorossa ha fatto sapere: “Il calciatore Leite Ribero Adriano, scusandosi con la Società per il disguido, ha chiesto di posticipare il rientro in Italia – previsto inizialmente per la giornata di domani (ndr. oggi per chi legge) - in quanto in attesa del visto di espatrio sul passaporto del figlio minorenne, che necessita delle firme congiunte dei genitori”. Nessun caso quindi, Adriano ha chiesto regolarmente due giorni di permesso per risolvere le pratiche burocratiche relative ai documenti del figlio. Sempre la Roma ha poi specificato che il suo rientro è previsto per l’ultimo giorno dell’anno.
Il caso è stato poi definitivamente archiviato con le parole del suo procuratore Roberto Calenda intervistato da Sky: “E’ in attesa del nuovo passaporto che gli era scaduto ed i tempi si sono protratti, ad ore dovrebbero rilasciarlo con la doppia firma della mamma del suo bimbo. Con i minori di mezzo è normale che ci si impieghi di più. Tornerà in Italia appena sarà in possesso del nuovo passaporto, dovevano rilasciarlo ad inizio settimana, poi complici le vacanze di Natale la consegna è ritardata”.
L’agente ha poi smentito le voci relative ad un possibile ritorno del giocatore in Brasile, in questi giorni si era parlato infatti di un interessamento del Corinthians: “Resta alla Roma? Bisogna ascoltare le parole di Adriano, è stato ben chiaro più di una volta in Italia prima di partire, poi in Brasile. Poi se altri parlano per suo conto ormai siamo abituati a sentir parlare con il nome di Adriano”. L’attaccante ha spiegato che in questi giorni si è sentito telefonicamente con il suo connazionale Ronaldo, ma che la telefonata era amichevole e che i due non hanno parlato in nessun modo di mercato.

La grande scommessa del mercato estivo della Roma, Adriano, sta per lasciare la capitale senza aver lasciato il segno che tanti sostenitori giallorossi sognavano. L’affare sembrava praticamente fatto quando dal Brasile era trapelata l’ennesima indiscrezione su un accordo fra il giocatore e il Corinthians già raggiunto in attesa di avere il via libera della Roma che, lo ricordiamo, si solleverebbe dall’ingaggio dell’attaccante e non dovrebbe segnare minusvalenze a bilancio.
La notizia è stata smentita dalla club attraverso il sito ufficiale dopo qualche ora:
La direzione sportiva del Club Corinthians Paulista chiarisce che non c’è nessun accordo per il trasferimento dell’attaccante Adriano dal gennaio 2011. Come tutti i grandi giocatori, Adriano interessa al Corinthians, ma è prematuro affermare che esiste già un accordo per il prossimo anno.
Nonostante ciò quello che rimane agli atti sono i diversi avvicinamenti, veri e presunti, di Adriano alle squadre del suo paese. L’attaccante non trova spazio nella Roma, chiuso totalmente da Borriello, Totti, Menez e Vucinic, e la convinzione di molti è che quando la prossima settimana volerà nel suo paese per le vacanze di Natale farà di tutto per rimanervi, tanto più se l’interesse del Corinthians si dovesse rivelare fondato e gli permetterebbe di giocare al fianco di Ronaldo nella stagione che chiuderà la carriera del fenomeno.
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La sua testa è tutta concentrata sul campo e sulla prossima partita, e non potrebbe essere altrimenti: domani Ronaldo sogna di vincere il campionato brasiliano col suo Corinthians, impresa non facile dato che la capolista Fluminense a 90 minuti dal termine è avanti di un punto e giocherà contro il Guaranì già retrocesso. I bianconeri di San Paolo invece se la vedranno contro il Goias e i tre punti potrebbero non bastare, perciò Ronaldo spera in un’impresa dei giocatori del Guaranì non nascondendo che sarebbe anche disposto a dargli un premio in soldi se riusciranno a bloccare la capolista: “Se darei una ‘valigetta bianca’ a quelli del Guaranì affinché diano tutto per non farsi battere? Certo che sì, perché no? Darei loro un incentivo per non prendere gol contro il Fluminense. Parliamoci senza ipocrisia: non vedo alcun problema nel dare un premio a dei colleghi affinché vincano una partita. La mia opinione è questa“.
Non sembrano parole di chi, a 34 anni, ha voglia di chiudere col calcio. Ci ha pensato a lungo il Fenomeno, ponderando la scelta di mettere la parola fine alla sua carriera costellata di decine di prestigiosi successi, sia di squadra che personali, ma anche di brucianti sconfitte e pesantissimi infortuni; la sua voglia di chiudere con una vittoria è tanta, alla fine ha convenuto che lo sforzo di andare avanti ancora per 12 mesi è più che fattibile. Dopo però basta per davvero: “Volevo fermarmi alla fine di quest’anno, ma ho avuto tanti infortuni e ho deciso di continuare un’altra stagione per dare il massimo e fare un ultimo sforzo” ha dichiarato Ronaldo a Globo Tv. E ha anche chiamato il suo amico Adriano, corpo estraneo della Roma e che secondo l’ex interista vivrebbe una seconda giovinezza al Corinthians, come per altro più o meno ha vissuto al Flamengo la scorsa stagione.
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Nel giro di 24 ore cambia tutto: solo ieri davamo come per sicura l’assegnazione dell’ambita panchina del Brasile a Muricy Ramalho, oggi la Federazione brasiliana ha dovuto prendere atto dell’impossibilità del designato di abbandonare la Fluminense in corsa e così ha dovuto virare sul runner-up, l’allenatore del Corinthians Mano Menezes. Il pasticciaccio del numero uno del movimento calcistico carioca, Ricardo Teixeira, nasce dalla convinzione che, una volta convinto Muricy, non ci sarebbe voluto molto a strapparlo dal club di Rio che allena; ma il presidente della Fluminense ieri, punto nell’orgoglio, ha vietato l’operazione: intransigente Roberto Horcades, che ha confermato i dissapori che da tempo intercorrono tra la sua società e la Federazione. Tutt’altra storia con Andres Sanchez, numero uno del Corinthians, capo delegazione in Sudafrica della Seleçao: seppur a malincuore ha liberato “Mano”.
“Ma se perdi domani non sei libero di andare in nazionale” ha scherzato Sanchez nella conferenza stampa di addio del tecnico, che ha così commentato il suo passaggio sulla panchina dei verdeoro: “Sono molto orgoglioso e felice della scelta, ero la seconda opzione ma non tocca a me commentare la prima. Ammiro molto Muricy Ramalho come persona” e via a subire i complimenti di Ronaldo e Roberto Carlos, i due big del club di San Paolo. “Ciò che ha determinato la scelta è l’intesa della necessità del rinnovamento immediata della nazionale brasiliana che Mano Menezes inizierà già nell’amichevole del 10 agosto con gli USA” le parole di Teixeira che, tra le righe, ha imposto le convocazioni di Neymar e Ganso, facendo sapere inoltre che per la partita contro gli americani i convocati dovranno provenire solo da club brasiliani.
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In Brasile scoppia un caso per un gesto di Ronaldo nei confronti dei propri tifosi al termine dell’incontro del Campionato Paulista perso per 1-0 dal Corinthians contro il Paulista Barueri. Irritato da fischi e insulti indirizzatogli dai supporters del Timão, che lo accusavano di passare più tempo nei locali notturni che sul campo di allenamento e di essere di nuovo sovrappeso, l’attaccante ex Inter e Milan, ha infatti mostrato il dito medio prima di lasciare l’area antistante lo stadio a bordo della sua Bmw.
Il Fenomeno, ultimamente apparso piuttosto fuori forma e tornato a segnare con il contagocce, si è però prontamente scusato con la tifoseria del club paulista dichiarando con un comunicato stampa: “Non farei mai un gesto del genere ai tifosi del Corinthians, che mi danno il loro appoggio da quando sono nel club. Era rivolto ad una persona in particolare, che mi aveva offeso su questioni private.” Successivamente il giocatore ha anche ammesso, in un’intervista rilasciata alla televisione il non brillantissimo periodo di forma suo e della squadra.
La vigilia era elettrica, da una parte il Flamengo dell’Imperatore al secolo Adriano, dall’altra il Corinthians del Fenomeno, anche detto Ronaldo; in ballo il titolo del Brasileirao, giunto alla penultima giornata: allo stadio Pacaembu di San Paolo i rossoneri di Rio hanno avuto la meglio dei rivali bianconeri mettendo una seria ipoteca sul titolo. La partita attesissima, tuttavia, alla fine ha però tradito un po’ le attese: Adriano non ha preso parte all’incontro per via di un infortunio ben prima della vigilia (ci aveva provato l’ex interista a infiammare gli animi dichiarando di non invidiare per niente l’ex compagno), Ronaldo ha dovuto abbandonare presto il campo per un risentimento muscolare.
Così alla fine gli ospiti hanno vinto, pur senza il loro trascinatore (l’Imperatore, per l’appunto) per 0-2: in vantaggio a metà della prima frazione con un gol di Ze Roberto, il match s’è trascinato fino al 90° quando l’arbitro ha assegnato il rigore del possibile raddoppio ai rossoneri. Apriti cielo, tante proteste, un tifoso è entrato in campo prima del calcio di Moura e il guardalinee si è opposto fronteggiandolo a pugni alti: alla fine il facinoroso è stato allontanato, ma il fatto deplorevole è rimasto. Moura non si è lasciato infastidire dall’accaduto e ha segnato, una vittoria contro il Gremio in casa e il titolo è del Flamengo. Il Corinthians pare già rassegnato: il presidente pensa già alla futura Libertadores cercando di portare in bianconero Riquelme e Roberto Carlos.




