Inter - Cagliari 2-1 | Video Gol e Highlights Serie A
19 Novembre 2011 - L’Inter vince contro il Cagliari e prova a far ripartire la sua risalita verso una posizione di classifica più consona al suo blasone e al livello della squadra. Vittoria non esaltante, ma tutto sommato meritata e convincente per i nerazzurri che nel primo tempo sono anche sfortunati. Il Cagliari, tornato sotto la guida tecnica di Ballardini, sembra mancare di un terminale offensivo degno di questo nome, il possesso palla buono che si sviluppa grazie al lavoro di Conti e a Nainggolan non produce risultati negli ultimi 30 metri.
Dicevamo della sfortuna dell’Inter visto che i nerazzurri nella prima frazione sono fermati due volte dalla traversa. Prima Pazzini fa partire uno splendido destro dal limite che Agazzi devia quanto basta per evitare il gol, poi Zarate trova anche lui il legno con una punizione dal limite. Nella ripresa il risultato viene sbloccato da Thiago Motta sugli sviluppi di una punizione dalla sinistra. L’italobrasiliano è in fuorigioco al momento dell’assist di Pazzini. Il Cagliari non ha il tempo di reagire che Coutinho (in campo a sorpresa per Sneijder che ha accusato un infortunio durante il riscaldamento) realizza il suo primo gol in Serie A mettendo al sicuro il risultato anche tenendo conto del gol al 90′ di Larrivey che non modifica l’esito della partita. Ranieri può continuare a credere nello scudetto.
Foto Inter - Cagliari 2-1: gol di Thiago Motta, Coutinho e Larrivey




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L’Inter ha vinto la seconda partita casalinga del campionato, ma a fine partita il tecnico rossoblu Davide Ballardini si è molto arrabbiato per il primo gol dell’Inter, segnato da Thiago Motta, in netto fuorigioco. Ai punti l’Inter ha meritato in modo evidente la vittoria colpendo anche due traverse clamorose nel primo tempo ma è riuscita a sbloccare il risultato solo al nono minuto del secondo tempo grazie ad una conclusione sotto misura dell’italo brasiliano. Ballardini a fine partita ai microfoni di Sky non le manda a dire parlando apertamente di sudditanza psicologica: “Mi sento di dire che a San Siro è difficile vedere questo fuorigioco… La costante è questa, certe situazioni evidenti diventano dubbie e nel dubbio la decisione arbitrale va a favore del più forte”
Con la consueta onestà che lo contraddistingue Claudio Ranieri non si è nascosto ed ha ammesso di aver beneficiato di un’errore del guardalinee: “Me l’hanno detto, ci credo. Evidentemente il guardalinee non ha visto chi ha toccato la palla, è stato uno dei nostri, per cui era fuorigioco. Per una volta siamo noi a sorridere“. Ranieri ha però anche altri motivi per sorridere visto che oggi sia Coutinho che Alvarez hanno sostituito degnamente Sneijder che si è fermato nel riscaldamento prepartita:
“È stata l’ultima palla che ha calciato (Sneijder ndr.), è rientrato ed ha detto: ‘Sento come una contrattura’. Ho detto che era inutile rischiarlo, avrei perso un giocatore e una sostituzione. Domani vedremo. Sì, però la struttura è importante e la tiene in piedi gente d’esperienza. È stata una partita in cui abbiamo sempre controllato l’avversario. Forse nel primo tempo eravamo un pochino lenti nella gestione, però avevo richiesto questo tipo di gioco, loro non hanno mai tirato in porta. Nel secondo tempo ho voluto cambiare sistema di gioco, allargando Coutinho sulla fascia sinistra e inserendo Alvarez, che ho richiamato dalla tribuna. Sono soddisfatto della prestazione.”




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Pessime notizie per l’Inter in vista dei prossimi impegni di campionato. Il bomber uruguayano, Diego Forlan, infortunatosi la scorsa settimana nell’incontro di qualificazione ai Mondiali 2014 della nazionale Celeste contro il Paraguay, ha infatti ricevuto oggi la conferma della gravità del suo infortunio, che lo lascerà lontano dai campi da gioco per almeno quattro settimane. Il verdetto al termine degli accertamenti è stato infatti lesione di terzo grado al bicipite femorale della gamba sinistra.
Il giocatore, protagonista di un avvio di stagione al di sotto delle aspettative con un solo gol messo a segno all’esordio contro il Palermo, sarà così costretto a saltare le sfide di campionato contro Catania, Chievo e Atalanta, ma soprattutto il big match contro gli storici rivali della Juventus. Per Ranieri la situazione infermeria si fa dunque complicata, visto anche il contemporaneo ko del giovane Coutinho, che in allenamento ha rimediato una lesione di secondo grado al bicipite femorale della gamba sinistra, scivolando a terra dopo una conclusione in porta.

Continua l’emergenza in casa Inter che si ritrova col nono e decimo infortunio contemporaneo alla vigilia della delicata trasferta di Verona contro il Chievo: prima Cristian Chivu, che si è fermato con la Nazionale rumena, quindi oggi è toccato a Coutinho, che ha sentito un fastidio alla coscia durante l’allenamento. Si tratta, come di consueto, di infortuni muscolari, tutte beghe che tengono la rosa nerazzurra sulle spine; a parte Samuel, i cui legamenti del ginocchio hanno fatto crack (stagione dunque finita), tutti i giocatori nerazzurri ai box sono lì lì per fare il loro rientro ma ogni settimana che passa Rafa Benitez invece di recuperare preziose pedine da far scendere in campo ne perde con cadenza preoccupante qualcuna.
Per il difensore rumeno si tratta di uno stiramento all’adduttore della gamba destra, la prognosi azzarda due settimane di stop per lui, comunque da valutare. Per il giovane brasiliano invece stiramento al bicipite femorale della gamba destra, con rientro al massimo fra un mese, abbastanza per far temere un suo forfait per la Coppa del Mondo per club che si svolgerà fra meno di un mese. Grattacapi non da poco per Benitez che dunque per la sfida del Bentegodi ha come di consueto gli uomini contati: in difesa dovrebbe giocare di nuovo Materazzi, che ha recuperato dopo la botta subita da Ibra nel derby, al centro insieme con Lucio, con le fasce occupate da Santon e Cordoba.
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Sotto la pioggia battente di Milano, l’Inter non riesce ad avere la meglio della Sampdoria, squadra che pian pianino sta diventando la bestia nera dei nerazzurri. Imbattibilità interna (che in campionato dura praticamente da una vita) mantenuta grazie al solito, immenso Samuel Eto’o che a dieci minuti dalla fine ha pareggiato il gol del vantaggio per gli ospiti firmato da Stefano Guberti, sempre nella ripresa. Partita intensa e sicuramente godibile, con i padroni di casa più intraprendenti grazie anche a un sorprendente Coutinho, questa sera davvero in palla, ma coi blucerchiati che hanno risposto colpo su colpo alle sfuriate degli avversari rischiando, se avessero avuto un pizzico di fortuna in più, di raccogliere addirittura l’intera posta in palio.
Buone le trame dei nerazzurri, altrettanto organizzata la retroguardia sampdoriana e Curci, l’ultimo baluardo del reparto arretrato dei liguri, che sembra ormai un portiere completo sotto tutti i punti di vista. Ma nella prima frazione sugli scudi anche l’altro portiere, Julio Cesar, bravo e fortunato a parare su un tiro di Pazzini, ancora a quota zero in campionato, da distanza ravvicinata. Come detto, però, le occasioni migliori sono forse capitate all’Inter, da Lucio a Maicon (salvataggio sulla linea di Zauri), da Coutinho ad Eto’o. I gol: Samp avanti con Guberti, tiro al volo da centro area su assist di Cassano (azione viziata però da un fallo di Fantantonio su Chivu); pari Inter con una zampata di Eto’o su assist di Coutinho (e con Da Costa in porta per l’infortunio a Curci).
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Pari e patta a San Siro, Inter e Juve non vanno oltre lo 0-0 e si “regalano“, per modo di dire, un punto a testa; godibile lo spettacolo offerto dai ventidue atleti in campo, in un’atmosfera di correttezza apprezzabile, tanto da far fare bella figura anche all’arbitro Banti. La mano di Delneri sui bianconeri, perennemente dati in crescita ma a dir il vero arrivati ad oggi ad un livello accettabile, si vede anche dalle scelte operate: Marchisio, Aquilani e Melo, tutti insieme in campo, con Pepe che si accomoda in panchina, Grygera ancora titolare a dimostrazione di aver conquistato la fiducia del tecnico di Aquileia. Ma anche Benitez si mette in mostra per le scelte operate, con Coutinho e Biabiany in campo dal primo minuto, oltre a Sneijder e Eto’o, unica punta.
Le occasioni sono tante, Milos Krasic sulla destra è il vero punto di forza per gli ospiti che spesso sfondano dal versante di proprietà del serbo; Julio Cesar è particolarmente in forma e sventa ogni pericolo. Sul fronte nerazzurri Eto’o scatenato, che salta l’uomo con facilità, che cerca la conclusione e l’assist, ma “stranamente” la difesa juventina regge, anche se a volte in maniera poco ortodossa. Gli episodi “caldi” per Banti sono un paio: grazia Bonucci (già ammonito, avrebbe forse meritato un altro giallo), ma anche Chivu per un fallo su Krasic. Giusto invece il gol annullato a Iaquinta per off-side. Le occasionissime capitano nel secondo tempo: Milito, dentro per l’acciaccato Biabiany, cicca a lato da due passi a tu per tu con Storari; Quagliarella in contropiede spara su Julio Cesar. Dopo 12 anni è 0-0 al Meazza nel derby d’Italia.
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L’Inter, dopo il netto 3-0 al Manchester City, perde 3-2 la sfida amichevole contro il Panathinaikos al Rogers Centre di Toronto. I goal: al 12esimo cross dalla sinistra di Leto per Cisse che solo davanti ad Orlandoni batte di piatto destro da distanza ravvicinata; il portiere interista respinge con un riflesso felino, ma sulla seconda conclusione dell’attaccante francese è costretto alla resa. Al 22′ raddoppia il Panathinaikos. Azione personale di Cisse che dopo una poderosa accelerazione lascia partire un imparabile destro in corsa che fulmina Orlandoni. (Video e Tabellino)
L’Inter accorcia le distanze al 32′ con Eto’o che sfrutta una respinta difettosa della difesa greca, controlla il pallone e con un preciso tocco di sinistro batte Tzorvas. Al 42′ terzo gol della formazione greca: contropiede di Ninis che tocca su Leto, sinistro morbido che scavalca Orlandoni e si insacca in rete. Nel secondo tempo la prima rete in maglia nerazzurra di Coutinho fissa il risultato sul 2-3 per i greci: assist di Maicon per il giovane talento brasiliano che controlla di destro e conclude a rete di sinistro fulminando l’estremo difensore greco sul primo palo.




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Poche parole, quelle di Benitez che seduto al fianco del giovanissimo Coutinho durante un’attesa conferenza stampa ha così presentato la stellina brasiliana: “Presentiamo un giocatore giovane che può rappresentare il futuro della società. I suoi tifosi lo hanno sempre acclamato quindi siamo sicuri possa far bene“. Poi riflettori e microfoni sono tutti per il diciottenne, un passato al Vasco de Gama e finalmente la chance di giocarsi le proprie carte in Europa, anzi, con la squadra attualmente più forte del Vecchio Continente. E’ misurato il ragazzo, non timido nonostante gli occhi curiosi dei giornalisti, determinato, non lesina risposte anche non banali. Ovvio che l’approccio sia di tipo classico: aspettative, sensazioni, questioni tattiche.
“Sono contento di essere qui, spero di vincere molti titoli e dare molte soddisfazioni ai tifosi dell’Inter. Voglio affermarmi, diventare un volto noto nel calcio italiano, mettermi in mostra per raggiungere poi il sogno della nazionale. Quando ho saputo dell’interesse dell’Inter ero molto emozionato e lusingato, è il sogno di ogni brasiliano giocare in una grande d’Europa e quando l’acquisto è stato perfezionato non vedevo l’ora di iniziare questa esperienza” le parole di Coutinho, che poi si concentra sul suo modo di giocare: “I miei idoli sono Kakà e Ronaldinho, ma penso di essere molto simile a Sneijder. Pato? No lui è più attaccante, io più centrocampista“.
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E arrivò anche il giorno di Rafael Benitez ad Appiano Gentile, allenatore numero enne della gestione Massimo Moratti: come ormai tutti sanno il tecnico spagnolo è il nuovo condottiero dell’Inter e se da un lato prende in gestione una schiera di giocatori molto forti (per cui il suo non sarà un lavoro difficilissimo), dall’altro deve confrontarsi con una stagione quasi perfetta e con lo spettro di José Mourinho, un tale portoghese che dalle parti di Milano ha ancora orde di spasimanti innamorati persi di lui. Insomma, la presentazione dell’ex allenatore di Valencia e Liverpool ha avuto un’importanza relativa, ma tanta era la curiosità per vedere l’approccio del nuovo trainer nerazzurro con la stampa e con i riferimenti al più recente passato.
Esordisce mescolando spagnolo e italiano, non ha preparato frasi ad effetto di mourinhana memoria (”Non sono un pirla“), risponde con garbo alle domande dei giornalisti non lesinando in alcuni frangenti battute di spirito. Insomma, assodato che “sono qui per vincere” e che “non so se sono un pirla, ma di certo mi reputo intelligente“, si passa a parlare seriamente di futuro: “No, non mi riconosco come anti-Mourinho. Lui ha fatto un grande lavoro qui, io sono diverso e voglio fare il mio lavoro. Dopo la grande annata abbiamo la possibilità di vincere sei trofei e ci proveremo. Non c’è molto tempo per preparare le Supercoppe in agosto ma abbiamo esperienza e possiamo farlo. Questi sono i primi obiettivi, alla Champions League penseremo più avanti. Se ho parlato con Mourinho? No, siamo entrambi molto occupati“.
Le immagini della presentazione del nuovo allenatore dell’Inter Rafa Benitez





Mourinho e Mancini: questo fino ad ora il mercato dell’Inter, che in uscita ha visto partire gli svincolati Maniche, Cesar e Solari. Ma il club di Via Durini, è noto, non sta con le mani in mano e sta lavorando su diversi fronti per rinforzare la propria squadra, soprattutto il centrocampo: nella giornata di oggi Jorge Mendes, procuratore del funambolo portoghese Ricardo Quaresma, è a Milano per definire gli ultimi dettagli circa il passaggio in nerazzurro del suo assistito. Col Porto sembra sia tutto a posto, si tratta di formulare il giusto contratto all’esterno lusitano: al Porto percepiva poco più di un milione di euro all’anno, l’Inter è pronta a offrirgli un contratto quadriennale da quasi 4 milioni annui.
Per l’ufficialità mancano ore e senza intoppi in extremis Mourinho potrà disporre del suo connazionale per la prossima stagione. Si lavora dunque per un centrale: Lampard è volata con la sua squadra e coi gradi del leader in una tournée cinese, i Blues di Scolari se lo vedranno probabilmente andar via alla fine del prossimo anno a parametro, ma per questa stagione sarà ancora di scena allo Stamford Bridge. L’ipotesi Muntari, che nelle ultime ore s’era fatta come la più probabile, ha subito un arresto inatteso per via delle parole del manager del Portsmouth, Harry Redknapp: “Non so nulla di questo, mi risulta nuovo. Non voglio comunque cederlo. È uno dei miei migliori giocatori e un grandissimo talento. Se qualcuno si è fatto vivo dall’Italia, sicuramente non lo ha fatto con me“.
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