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Napoli, ecco Dumitru e Cribari, Mazzarri fa chiarezza sull'addio di Quagliarella

pubblicato da vieni_127


Sono gli ultimi arrivati e hanno tanta voglia di fare bene: stiamo parlando del Napoli e degli acquisti dell’ultima ora, Cribari e Dumitru. Il primo è un difensore, un passato tra Empoli, Udinese, Lazio e Siena, l’ultimo scorcio della scorsa stagione a dir la verità non proprio fortunato; il secondo è un gioiellino, attaccante punto fermo dell’Italia Under 19, nato in Svezia da padre rumeno e madre brasiliana, vivaio empolese e la freschezza dei 19 anni. Così lo stopper: “Sono qui per fare bene e ripagare tutti della fiducia. Metterò a disposizione della squadra la mia esperienza. Ho giocato gare sia in Champions che in Europa League e so quali sono le difficoltà. Mazzarri mi voleva già quando allenava la Samp, ora sono qui e darò tutto me stesso” le parole del nuovo numero 25 partenopeo.

Numero 12 invece per Nicolao Dumitru, cifra scelta non a caso perché il suo idolo è Thierry Henry: “Mi sento al primo anno di università. Ho scelto il 12, il numero di Henry in nazionale. All’Empoli avevo il 14 che lui aveva nell’Arsenal. E’ il mio idolo. Ho voluto Napoli perché con Juventus e Inter sarei andato in Primavera. Qui mi allenerò con tanti campioni, poi spero di farmi trovare pronto quando sarò chiamato in causa“. Questo giovanotto classe ‘91 ha i guizzi del fuoriclasse, assomiglia a un suo coetaneo già affermato come Hernandez e fa della velocità, commista a una atipica esplosività, le sue armi migliori. Ma oggi è stato anche il giorno di Mazzarri, atteso a spiegare i motivi che hanno spinto Quagliarella ad accasarsi a Torino, sponda Juve, quando in pochi riuscivano ad immaginarlo.

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Siena - Inter 0-1: Milito, ancora e sempre lui, per lo scudetto interista

pubblicato da vieni_127


L’Inter è campione d’Italia per la 18esima volta (17 sul campo) dopo la striminzita ma preziosissima vittoria ai danni di un già retrocesso Siena: decide un gol del solito Diego Milito, il Principe nerazzurro che mette l’ennesimo sigillo sulla stagione dell’Inter. Dopo un primo tempo a reti bianche, è all’inizio della ripresa che si sblocca il match con la rete numero 22 del centravanti, esattamente come la cifra che l’argentino ha stampata sulla sua schiena; una marcatura fondamentale nell’economia della partita, perché i bianconeri di casa erano compatti e tignosi, con un Curci in ottima forma e gli ospiti comunque abbastanza tesi. Non serve dunque a nulla la vittoria romanista a Verona, nessuna sorpresa nel 38esimo turno di Serie A: il tricolore è ancora a Milano, sponda interista (Tabellino di Siena - Inter 0-1).

Mourinho non rinuncia alla truppa di titolari, schierando Balotelli al posto di Pandev e non rischiando Lucio, in campo Materazzi. Il Siena fa la sua onesta partita, d’altra parte motivazioni a parte sono pur sempre quasi 50 i punti che dividono le due squadre: in altri termini, l’Inter è più forte e non c’è bisogno di fare tante chiacchiere per intuire che sarà una giornata di sofferenza per Curci. Ma il ragazzo è romanista, come lui Rosi, e poi c’è il presidente Mezzaroma, insomma la voglia di far bene non manca; ma come detto sono gli ospiti a mettere più convinti il piede sull’acceleratore anche se la prima vera occasione è per Ekdal che spara fuori a tu per tu con Julio Cesar. Poi è assedio Inter con Milito che impensierisce più volte il portiere avversario.

Le migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da Milito
Le migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da MilitoLe migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da MilitoLe migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da MilitoLe migliori foto di Siena-Inter 0-1, match scudetto deciso da Milito

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Juve - Siena 3-3: incredibile a Torino, rimonta spettacolare dei toscani

pubblicato da vieni_127


Difficile parlare di questo 3-3 casalingo della Juve, strepitosa nei primi dieci minuti e poi misteriosamente non pervenuta: protagonista di certo il Siena di Malesani, capace di non fasciarsi la testa dopo le sberle iniziali e abile a recuperare un match che pareva ampiamente compromesso. E’ il primo pari tra queste due squadre (aveva sempre vinto la Juve a parte un 1-0 ininfluente nel maggio 2008 firmato Kharja), un 3-3 casalingo che rimanda a quello della scorsa stagione dove a fare la voce grossa all’Olimpico fu il Chievo con l’incredibile tripletta di Pellissier; e sempre in tema di curiosità una rimonta del genere subita in casa i bianconeri non la subivano da quello storico derby contro il Torino in cui Ferrante riacciuffò i rivali che erano avanti di tre lunghezze. Insomma, il quarto posto per la squadra di Zaccheroni sarà estremamente difficile da raggiungere (Tabellino e pagelle Juve - Siena 3-3 - Foto di Juve - Siena 3-3).

La Juve è in emergenza, out anche Manninger il portiere titolare diventa Chimenti; turno di riposo a Diego, Legrottaglie stringe i denti e si piazza accanto a Cannavaro. Il Siena risponde con l’acciaccato Ekdal avanti alla difesa, Maccarone unica punta sebbene coadiuvato da giocatori offensivi come Reginaldo e Ghezzal. I primi minuti sono annichilenti per gli ospiti: è show di Candreva che scardina la difesa avversaria, irrompe Sissoko ma Curci è bravissimo a parare; sul tap-in, però, Del Piero è il più veloce di tutti. Trecentesimo gol in carriera. E poi diventano 301 quando batte ancora Curci con un bel tiro al volo di destro. Un altro paio di minuti ed arriva addirittura il tris: corona l’avvio super Antonio Candreva che scaglia un destro violentissimo dai 30 metri che si deposita sotto la traversa. Malesani si gratta la testa, subito dentro l’attaccante Larrondo per Ekdal. Obiettivo: crederci.

Le migliori foto di Juve-Siena 3-3
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Il Siena ingaggia Malagò, ma Mezzaroma avverte: "Nessuno vuole venire"

pubblicato da vieni_127


Massimo Mezzaroma è da poco più di una settimana al lavoro per cercare di puntellare la rosa del Siena, ora che ne è diventato nuovo presidente. Acquistato in principio di mese Cribari, ex centrale della Lazio subito espulso contro l’Inter (ma quella transazione porta ancora le firme di Giovanni Lombardi Stronati), oggi ha formalizzato il suo primo acquisto da “uomo di calcio“: dal Chievo Verona è arrivato Marco Malagò, 31enne esperto difensore che in passato a vestito le maglie di Venezia, Cosenza e Genoa, oltre a quella gialloblù dei clivensi. L’ennesimo puntello per il reparto arretrato, ma per recuperare gli otto punti di svantaggio in classifica l’impressione è che manchi molto al Siena. Dopo sette anni in Serie A, la paura per la gente della Robur è vedere svanire il sogno, quella lucida follia messa in piedi dal mai abbastanza compianto presidente Paolo De Luca.

Per rimanerci chi già indossa il bianconero dovrà metterci grinta, impegno e passione sin da domenica, quando al Franchi salirà il temibile Cagliari di Allegri. Ma è inevitabile supporre che gli effettivi a disposizione di Malesani, se fino a questo punto sono così distaccati in classifica e sul fondo della stessa, non riusciranno a mantenere la categoria se non arriveranno forze fresche. Già, ma chi? Mezzaroma ha bussato a Bologna, da Mudingayi a Zalayeta, fino al grande ex Daniele Portanova. Niente: “Stiamo incontrando grandi difficoltà a operare sul mercato. La complicatissima situazione di classifica è la causa dei rifiuti che abbiamo dovuto incassare da molti giocatori. Inoltre ci sono diverse società, più o meno coinvolte nella lotta per la salvezza, che vogliono evitare che il Siena si rafforzi” le parole dell’imprenditore romano, novello del settore ma affiancato da Gerolin.

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Calciomercato, ufficiale: Floccari alla Lazio, Suazo al Genoa e Cribari al Siena

pubblicato da Antonio D'Avanzo


Arriva l’ufficialità della girandola di attaccanti che in questi giorni ha coinvolto la Lazio e il Genoa. La società ligure, con un comunicato sul sito ufficiale, ha confermato l’ingaggio temporaneo di David Suazo e il prestito con diritto di riscatto (fissato a 9,5 milioni) di Sergio Floccari alla Lazio (Dati Biografici dei due Calciatori): “Il Genoa Cfc rende noto di aver completato le procedure per l’acquisizione, a titolo temporaneo, delle prestazioni sportive dell’attaccante David Suazo proveniente da Fc Internazionale Milano. Contestualmente la Società informa di aver definito la cessione in prestito, con diritto di riscatto, dell’attaccante Sergio Floccari alla Ss Lazio”.

Nel frattempo il Siena annuncia il trasferimento con la formula del prestito di Emilson Cribari, difensore di proprietà della Lazio. www.acsiena.it conferma la notizia: “Formalizzato nel pomeriggio con la Lazio l’accordo per il trasferimento a titolo temporaneo con diritto di opzione del calciatore Emilson Sanchez Cribari. Difensore nato il 6 marzo 1980 a Cambara in Brasile, ha iniziato la carriera nella squadra della sua città natale, il Londrina. Nella stagione 1998/1999 è arrivato in Italia nell’Empoli dove ha giocato fino all’agosto del 2004 quando è approdato all’Udinese per poi passare nel campionato 2005/2006 alla Lazio. In totale le presenze in serie A sono 178, 42 quelle in B, 4 le reti segnate”.

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Napoli - Lazio 0-0: partita noiosa, pari giusto al San Paolo

pubblicato da vieni_127


Noia e sbadigli nel pur caloroso San Paolo di Napoli: partita densa di significati alla vigilia, al fischio finale di Saccani l’impressione è che Napoli-Lazio non passerà alla storia del nostro campionato. Dopo il ritiro imposto da Claudio Lotito, i biancocelesti volevano smuovere morale e classifica nella trasferta napoletana, i padroni di casa invece cercavano i tre punti per agganciare la Fiorentina, sentire profumo d’Europa e sfatare un paio di tabù (da 13 anni il Napoli non batte la Lazio in casa e Mazzarri, in carriera, non ha mai battuto Ballardini). Finisce 0-0, un tempo per parte ma occasioni da gol ridotte al lumicino; pareggio giusto, punto che smuove la classifica delle due squadre ma che lascia l’amaro in bocca ai 50mila presenti a Fuorigrotta (Tabellino - Le foto di Napoli - Lazio 0-0 - Il Video di Napoli - Lazio 0-0).

Solita difesa a tre per il Napoli di Mazzarri, due cursori rispondenti al nome di Maggio e Zuniga, Hamsik dietro Quagliarella e Lavezzi; risponde Ballardini reinserendo Stendardo in difesa (risolti i suoi problemi con la società), dentro Cruz al posto di Rocchi che nella sfida dell’anno passato siglò la doppietta decisiva. Dopo le prime, inevitabili fasi di studio, la prima opportunità, più o meno ghiotta, capita sui piedi di Maggio che a tu per tu con Muslera si fa respingere il tiro dall’estremo difensore uruguaiano; poi crescono gli ospiti che tuttavia non riescono a impensierire più di tanto De Sanctis, sicuro anche in occasione della punizione di Kolarov dalla lunghissima distanza.



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Lazio nella tempesta: gli agenti di Zarate e Foggia scontenti, la squadra, da oggi, già in ritiro a Formello

pubblicato da Antonio D'Avanzo


La Lazio non vince in campionato dalla fine di agosto e naviga in acque pericolosissime in classifica. L’illusoria vittoria casalinga di metà ottobre, contro il Villareal, non ha dato la scossa sperata nemmeno nel girone di Europa League: i biancocelesti sono crollati due settimane più tardi in casa degli spagnoli, rendendo complicatissima la qualificazione. Un bilancio finora deprimente per una squadra che tra maggio e agosto è riuscita ad alzare due trofei. Non è sbagliato considerare come una delle cause di questo tracollo la deficitaria campagna acquisti intrapresa da Lotito che ha sicuramente contribuito all’indebolimento della rosa.

Tralasciando le particolarità e le diversità dei singoli casi, è indubbio che perdere in un sol colpo Pandev, Ledesma, Rozenhal e De Silvestri impone, quantomeno, operazioni oculate e sensate di mercato per la loro sostituzione. Nulla di tutto ciò è successo e Lotito, meritevole per aver fatto quadrare in questi anni i disastratissimi conti della società, riuscendo ad ottenere un mix di austerità e buoni risultati sportivi, ma ormai sempre più schiavo del suo personaggio, ha pensato bene di azzardare nozze con i fichi secchi, riabilitando in toto Baronio, Dabo e Cribari (più un ormai logoro Siviglia, un impacciato Diakitè e un Cruz a corto di fiato perché privo di preparazione estiva nelle gambe).

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Lazio, Ballardini scopre il 19enne Riccardo Perpetuini

pubblicato da vieni_127


Di necessità virtù: è quanto deve fare l’allenatore della Lazio Davide Ballardini, alle prese con una coperta talvolta troppo corta. Capita così che manca Kolarov per la trasferta di Sofia contro il Levski e il tecnico ravennate deve scegliere chi far giocare al suo posto: in tempi normali avrebbe pescato De Silvestri, venduto illo tempore, o gli epurati Bonetto e Manfredini; di questi tempi invece deve adattare a quel ruolo giocatori non propriamente “difensivi“. Ci ha provato prima con Del Nero, in Bulgaria ha invece delegato il 19enne Riccardo Perpetuini: il ragazzo di Cisterna di Latina non ha deluso, anzi ha giocato un’ottima partita nonostante lui fosse un regista, e pure dai piedi buoni.

Punto fermo della Primavera di Sesena, Perpetuini aveva già esordito con la prima squadra proprio contro il Palermo, una partita di Serie A del maggio scorso; anche Delio Rossi lo aveva notato, ma forse quell’esordio servì più a Ballardini. “E’ un giovane molto interessante, mi era piaciuto molto anche quando l’avevo visto a Palermo nello scorso campionato. Possiede grande persona­lità. E ha giocato con attenzione. Non era fa­cile perché gli abbiamo anche chiesto di gio­care in una posizione non sua” ha spiegato il tecnico ravennate, che già gli aveva dato fiducia negli ultimi delicati venti minuti di Catania. A Sofia la conferma delle sue qualità.

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Lazio - Salisburgo 1-2: suicidio biancoceleste, fanno festa gli austriaci

pubblicato da vieni_127


A vedere la prestazione del Red Bull Salisburgo nei playoff di Champiosn League (doppia sconfitta contro il Maccabi Haifa), questa sera la Lazio di Ballardini pensava di trovare molte meno difficoltà; nonostante l’ex squadra di Trapattoni stia guidando il campionato austriaco, i capitolini sulla carta erano e rimangono più forti. Così nel leggere l’1-2 finale non può non utilizzare il termine “suicidio“, quello dei biancocelesti che passati in vantaggio intorno all’ora di gioco, hanno permesso non solo il pareggio verso la fine della gara, ma addirittura in extremis hanno letteralmente regalato il gol della vittoria ai ragazzi allenati dall’olandese Huub Stevens.

Primo tempo strambo, non bello, con i padroni di casa incapaci di pungere per davvero; per vedere il primo tiro ai danni di Gustaffson (pittoresco portiere svedese di colore) bisogna aspettare più di metà primo tempo con una sventola di Cruz che scalda i guanti del portiere avversario. Non fa molto di più il Salisburgo che rischia di approfittare di un errore di Cribari (vicino all’autogol) e che probabilmente meritava un rigore (fallo di Baronio sul sempre vivo Janko). Nella ripresa entra Pasquale Foggia, e la musica cambia: il piccoletto ravviva anche i punteri Zarate e Cruz, la Lazio inizia a fare sul serio.

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Chievo - Lazio 1-2: Biancocelesti al comando grazie ad Julio Cruz

pubblicato da Panda


La Lazio vince la seconda partita di campionato contro il Chievo grazie ad una doppietta di Julio Cruz. Questa partita regala un primo posto ai biancocelesti in coabitazione con Juve, Genoa e Sampdoria che per ora vale poco, ma che comunque consentirà alla Lazio di preparare la partita contro la Juventus della prossima giornata con la necessaria tranquillità. Quello con il Chievo di Di Carlo non è stato per niente un incontro facile, e la Lazio è riuscita a portare a casa la vittoria grazie anche da un pizzico di fortuna perché i gialloblu “ai punti” avrebbero meritato il pareggio. (Le Foto della partita)

Ballardini preferisce Cruz a Rocchi per fare coppia con Zarate e la doppietta dell’ex interista gli da ragione. All’inizio della gara c’è un sostanziale equilibrio tra le due formazioni che l’argentino Mauro Zarate prova a spezzare al 12′ minuto su calcio di punizione, ma Sorrentino devia il pallone e impedisce il gol. Due minuti dopo questa occasione per Zarate è il Chievo però a portarsi in vantaggio: Pellissier insacca di testa un corner battuto da Marcolini. Il gol del vantaggio carica i padroni di casa che cercano di raddoppiare e chiudere la partita, ma Yepes spreca la più grossa occasione non riuscendo a segnare dopo un uscita sbagliata di Muslera.

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