
Con le ultime due partite giocate oggi si è chiusa la prima giornata del nuovo campionato di Bundesliga. In programma c’erano le partite Borussia Dortmund - Bayer Leverkusen e Magonza - Stoccarda, entrambe le sfide si sono concluse con il risultato di 2-0. Le Aspirine hanno espugnato il Westfalenstadion del Borussia Dortmund un po’ a sorpresa, con due gol nei primi 45 minuti. Stesso successo, questa volta casalingo, per il Magonza che con un gol per tempo batte lo Stoccarda di Cristian Molinaro.
Protagonisti di giornata in casa Leverkusen sono stati lo svizzero Tranquillo Barnetta e il giovane trequartista brasiliano Renato Augusto che ha raddoppiato tre minuti più tardi. Occasione sprecata per lo Stoccarda che poteva sbloccare la partita dopo appena 19 minuti, Cacau però sbaglia un calcio di rigore e il risultato resta fermo sullo 0-0. Cambia però dopo sette minuti e questa volta in gol ci va il Magonza con il tunisino, nato in Germania, Allagui. Raddoppia nella ripresa l’attaccante danese Rasmussen, arrivato in prestito dal Celtic.
Di seguito tutti i risultati della prima giornata e la classifica completa:

Ieri la Germania è uscita sconfitta nella seconda semifinale dei Mondiali, una inzuccata poderosa di Carles Puyol ha estromesso la banda terribile guidata da Joaquim Löw, un nugolo di frizzanti giovanotti estenuato a Durban dal possesso palla sfinente della Spagna, capace di imbrigliare la preda per poi colpirla sugli sviluppi di un calcio da fermo. Tant’è, anche il ct tedesco ha ammesso che gli avversari hanno meritato il successo, rimane l’amarezza e un campionato giocato comunque a livelli più che buoni, con alcune stelline che si sono messe in vetrina ammaliando allenatori e dirigenti di mezza Europa.
Ma siamo sicuri che le sirene tentatrici proveniente da Spagna, Inghilterra e Italia faranno davvero gola? Eh già, perché i 23 teutonici della spedizione sudafricana provengono tutti dalla Bundesliga, un campionato in netta ascesa, con stadi moderni e stracolmi, livello tattico e tecnico sempre maggiore e stress ridotto al lumicino. Quanto converrebbe alle nuove star del pallone mondiale accecarsi coi riflettori dell’ansia che una stagione in Liga o in Serie A saprebbero accendere? Magari per soldi, o per fare nuove esperienze, di certo è controtendente la scelta di Simon Kjaer, o forse è quella giusta.




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Archiviata la delusione del mondiale sudafricano, l’Italia è pronta a voltare pagina e tuffarsi nella nuova era targata Cesare Prandelli. L’allenatore di Orzinuovi sarà presentato alla stampa il giovedì prossimo, l’appuntamento è per le ore 15 presso lo stadio Olimpico di Roma. In quell’occasione l’ex allenatore della Fiorentina pronuncerà le sue prime parole da commissario tecnico della nazionale, all’indomani di uno dei periodi più neri nella storia degli Azzurri. Sicuramente le emozioni di Prandelli saranno fortissime, anche considerando le aspettative che ci sono nei suoi confronti.
E intanto la federazione sta provvedendo a organizzare anche la prima amichevole del nuovo ciclo, appuntamento fondamentale in vista delle prime due partite di qualificazione del prossimo europeo che l’Italia giocherà ad inizio settembre con Estonia e Far Oer. La nuova Italia esordirà il prossimo 10 agosto al Craven Cottage di Londra, casa del Fulham; l’avversario è ancora in fase di definizione, tra i principali candidati ci sono Costa d’Avorio, Uruguay e Egitto.
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Cristian Molinaro è ufficialmente un giocatore dello Stoccarda. La squadra tedesca lo ha riscattato sfruttando il diritto che Jean Claude Blanc e Alessio Secco gli avevano concesso al momento del prestito del gennaio scorso. La Juventus andrà ad incassare appena 4 milioni di euro per un calciatore maltrattato da tifosi miopi (complici dei disastri sul mercato bianconero degli ultimi anni) e dall’allenatore Ferrara che gli preferiva Grosso.
Molinaro in Germania si è fatto valere conquistando immediatamente il posto da titolare e rendendosi protagonista di una seconda parte di stagione da record: divenuto beniamino dei tifosi in tempi rapidi ha avuto la soddisfazione di essere inserito nella top 11 della Bundesliga come miglior terzino sinistro.
Nella nuova Juventus di Delneri e Marotta, che puntano molto sulle fasce, sarebbe stato il giocatore perfetto, ma la concessione del diritto di riscatto firmata dall’ex Alessio Secco e da Jean Claude Blanc costringeranno ad investimento ulteriore per andare a coprire quel ruolo mentre Molinaro ha firmato un contratto di quattro anni con la squadre tedesca.
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Far scorrere fiumi di birra in occasione di ogni festa scudetto è un rito tedesco che coinvolge non solo i tifosi, ma anche giocatori, allenatori e staff tecnico della squadra vincitrice del titolo. Non mancano ovviamente scherzi e gavettoni e stavolta, a farne le spese, è stato Louis Van Gaal. L’allenatore del Bayern Monaco è stato preso di mira dai suoi giocatori che gli hanno versato litri di birra in testa davanti al pubblico in visibilio. Nel secondo video Van Gaal si improvvisa oratore da un palco e, barcollando leggermente, pronuncia frasi in tedesco lasciando trasparire un tono di voce…leggermente alticcio.



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Era solo una formalità, e lo sapevano tutti: il Bayern Monaco, dopo il regalo del Werder Brema che era andato a vincere a Gelsenkirchen la settimana scorsa, aveva tre punti di vantaggio sullo Schalke. Ok, matematicamente ancora nulla di deciso, se non fosse che la differenza reti, il parametro che in Germania conta in caso di arrivo a pari punti, era +39 per i bavaresi contro un +22 della squadra di Magath. Come a dire, il Bayern doveva perdere 10-0 a Berlino e stesso risultato doveva fare lo Schalke a Magonza; alla fine 1-3 di Van Bommel e soci all’Olympiastadion di Berlino, e 0-0 dei blu della Westfalia allo Stadion am Bruchweg. Sotto gli occhi di Mourinho, i biancorossi hanno alla fine dominato il match: in vantaggio col solito Olic, aveva pareggiato per i già retrocessi capitolini Adrian Ramos. Poi due volte Robben, in splendida forma, ha chiuso trionfalmente i giochi (Le Foto del trionfo del Bayern Monaco in Bundesliga).
Un trionfo, quello dei bavaresi, che in pochi avrebbero creduto possibile a fine novembre, quando la vetta distava ben sette lunghezze, quando la Champions pareva ormai perduta dopo la doppia sconfitta col Bordeaux e quando, insomma, lo stesso Louis Van Gaal iniziava a vacillare insieme alla sua panchina. Poi però è accaduto qualcosa: metti una Juve all’inizio di una epocale crisi che si lascia trafiggere 4 volte in casa e che da morale alla truppa tedesca, metti una lenta risalita in Bundesliga complici battute d’arresto delle compagini rivali, e poi un Robben che lascia alle spalle i problemi fisici e trascina i suoi tanto in Germania quanto in Europa, un paio di aiuti arbitrali, la fioritura completa di gente come Muller, Badstuber, Olic e la sorpresa Butt tra i pali, insomma questo e tanto altro per metter su una stagione da ricordare con Meisterschale numero ventidue in bacheca.
Le foto del trionfo in Bundesliga del Bayern Monaco




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E’ arrivato in punta di piedi in un freddo pomeriggio di gennaio, l’incognita di un’avventura nelle lande della Mercedes, l’unica cosa che Cristian Molinaro conosceva di Stoccarda, città tedesca la cui squadra di calcio dopo la prima metà di stagione navigava in acque basse (Champions a parte, col turno a gironi superato). Insomma tanti punti interrogativi per l’esterno campano prima di metter piede per la prima volta alla Mercedes Benz Arena, dopo tre mesi si è ambientato benissimo ed è già un idolo. Merito del suo impegno, delle sue qualità, della straordinaria serie di risultati ottenuti dalla squadra (in campionato una sconfitta, un pareggio e tutte vittorie, compresa una prestigiosa all’Allianz Arena di Monaco di Baviera) e di molto altro.
Per cui l’anno prossimo il terzino di Pellare rimarrà in biancorosso. Nelle casse della Juve quattro milioni di euro, al club tedesco un giocatore solido e ormai ambientatissimo nell’organico allenato da Christian Gross. Il tecnico svizzero parla italiano ed ha da subito dato fiducia a Molinaro, i compagni hanno socializzato in men che non si dica e anche lui ha fatto passi da gigante col tedesco: “Non credo ci siano più dubbi. Lo Stoccarda si è già espresso. Ho parlato con i tedeschi, la loro volontà è quella di riscattarlo e Cristian è entusiasta di questa esperienza. L’allenatore Gross lo venera e viceversa, lo svizzero è una persona trasparente e solare” ha detto Pasquale Gallo, agente del giocatore. L’ormai ex juventino si è anche ben disimpegnato in Europa nel doppio confronto contro il Barcellona, unico triste Arthur Boka, fino a gennaio titolare della corsia mancina degli Swabian.

Non sono più le frequenze, a volte disturbate, dell’implacabile e chiacchierona radiomercato; che urga una rifondazione a casa Juve ormai lo sanno tutti e così fare pronostici, nomi e supposizioni non è più un gioco, quanto una necessità che coinvolge in primis la proprietà bianconera. Per altro alcune certezze ci sono già e da quelle possono intuirsi mosse e contromosse. Punto primo: Zaccheroni non verrà riconfermato. Dopo alcune buone partite era balenata in mente l’idea di ripartire col tecnico romagnolo, l’ultima settimana orribile ha fugato ogni dubbio. Certezza numero due: il progetto Lippi è naufragato, con lui i suoi fedelissimi Cannavaro, Grosso e Amauri. Per i primi due la riconferma è quasi un’utopia (al napoletano scade il contratto annuale, il laterale potrebbe rescindere).
Ma anche a Zebina potrebbe essere proposta la rescissione, mentre si cerca una misera plus-valenza per Grygera, arrivato a parametro zero dall’Ajax e ormai al capolinea dell’avventura torinese. Di certo sul mercato verrà messo Felipe Melo che creerà sì una minus-valenza, ma che comunque libererà la società dall’imbarazzo vuoi per i pessimi rapporti che ormai ha finanche con la tifoseria, vuoi per l’ennesimo ingaggio importante. E saranno da valutare attentamente le posizioni di Legrottaglie e Trezeguet, due senatori di cui questa Juve non pare voglia contare (a torto, secondo il mio modesto parere). Addirittura Buffon è sulla lista “gialla“, quella di coloro in bilico: in caso di offerta irresistibile, anche il portierone azzurro potrebbe fare le valigie.
Paiono risolte le situazioni “a metà” di Tiago e Molinaro: l’Atletico Madrid riscatterà il primo per 8 milioni di euro, lo Stoccarda il terzino cilentano per 4 milioni e mezzo. Senza gli ingaggi di alcuni “ricconi“, coi soldi delle cessioni, con qualche immissione di liquidi da parte della proprietà e con, sperano in Corso Ferraris, i soldi della Champions, ecco che può pianificarsi la prossima stagione con un bel gruzzoletto e senza commettere ormai reiterati errori. Vediamo reparto per reparto chi è sicuro di restare e chi potrebbe arrivare.
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Ci sono i giocatori come Cristian Molinaro che rispondono ai fischi con la testa china e l’amarezza di chi sa che non sta facendo la miglior partita stagionale (il riferimento è al match della scorsa stagione tra Juve e Zenit) e chi invece non accetta la contestazione e manda platealmente a quel paese i propri tifosi. E’ quanto accaduto domenica pomeriggio a Felipe Melo che sul finire della sciagurata partita contro il Siena non ha saputo reggere le pressioni di qualche mugugno convinto del popolo juventino. Ma se Molinaro di partite con la casacca a strisce bianco e nere ne ha sbagliate poche, per Melo vien quasi da considerare legittimi i borbottii a volte coloriti della curva.
Il centrocampista brasiliano, 25 i milioni di euro sganciati dalla dirigenza della Juve per lui, quest’anno ne ha azzeccate davvero poche e contro i toscani è stato quasi il peggiore in campo (l’ambita medaglia d’oro a Zdenek Grygera). Beccato con espressioni anche un po’ pesanti circa il suo passato alla Fiorentina e deluso lui e i tifosi per l’andazzo del match, se l’è presa proprio coi suoi supporters. Ieri però le scuse ufficiali, a mezzo comunicato, un passo indietro di un giocatore a volte troppo focoso: “Ero amareggiato per come si era messa la partita e in un momento agonisticamente concitato mi è uscita una parola di troppo, chiedo scusa per il mio comportamento“.
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Il calcio in fondo è un delirio psicologico collettivo. Basta un tifoso, uno, che abbozza un fischio, ed ecco l’effetto domino di uno stadio che rumoreggia contro il primo errore di un onesto lavoratore del pallone. Basta un giornalista, uno, che insinua nelle orecchie dei lettori che quel giocatore è una “pippa“, ed ecco che la dirigenza della Juve, dopo le prese di posizione difensive di rito, vaglia l’ipotesi di sbarazzarsene. E’ andata così con Cristian Molinaro, ragazzo umile e faticatore instancabile, che nei due anni a Torino ha avuto ben pochi estimatori: qualche compagno, mister Claudio Ranieri e un centinaio di tifosi convinti. Il sottoscritto era ed è tra questi. Così ieri quando alla Mercedez-Benz Arena ha strabiliato con lo Stoccarda l’Europa intera con una partita a dir poco perfetta, la rivincita di questo giovanotto cilentano è stata completa.
“Volevo solo avere le stesse chance di Grosso di giocare, ma così non è stato perché lui doveva giocare sempre anche se in allenamento facevo meglio” aveva detto pochi giorni fa a un quotidiano tedesco. Poco male, la Bundesliga si è accorta di lui e ora Christian Gross, allenatore degli Schwaben, non riesce a privarsene. A discapito del povero Arthur Boka: terzino di fama internazionale, titolare inamovibile della corsia mancina, Coppa d’Africa con la Costa d’Avorio e posto perso al ritorno dall’Angola. Come se non bastasse meno di una settimana fa in allenamento si è lussato la spalla: fuori un mese. Molinaro ha il posto assicurato. E nessuno se ne dispiace perché l’approccio col nuovo campionato è stato fantastico: cinque vittorie e un ko (in casa, con l’Amburgo, doppietta annichilente di Van Nistelrooy). Corsa e cross, si proprio quelli: i cross.
Domenica scorsa nella vittoriosa trasferta di Colonia (1-5 per lo Stoccarda), il gol del vantaggio iniziale lo ha siglato Cacau: assist di Molinaro. Alla Juve aveva Nedved su cui scaricare palla prima di sgroppare sull’out, ora se la intende con Hleb: non due giocatori così, sicuramente gente che riesce a cacciare fuori il meglio dal terzino di Pellare. E infatti ieri ha bloccato Messi, ogni incursione mancina era una spina nel fianco per la difesa del Barcellona, lui e Gebhert sulle fasce hanno fatto venire mal di mare alla retroguardia blaugrana. Più un gol salvato sulla linea e tanto di maglietta scambiata con Puyol. Molinaro è uno che ha vinto al Bernabeu, nelle notti di Champions lui c’è. Anche se non ha giocato nemmeno un secondo con la Juve formato Europa quest’anno; e meno male, altrimenti non avrebbe potuto sfoderare la prestazione eccelsa di ieri.
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