La notizia era nell’aria da alcune ore e mancava solamente la conferma ufficiale: Christian Panucci, ex difensore della nazionale italiana, ha lasciato il Parma per “motivi strettamente personali”. Lo ha annunciato il club in una nota pubblicata sul suo sito. Il contratto del 36enne, che lo legava alla squadra fino al 30 giugno, è stato rescisso consensualmente. Panucci, che in passato ha giocato nel Milan, nel Real Madrid, nel Chelsea e nella Roma, ha smentito che alla base della decisione vi siano dissidi con l’allenatore. La versione integrale del comunicato:
“Christian Panucci rende noto che in data odierna ha risolto consensualmente, per motivi strettamente personali, il contratto che lo legava al Parma football club fino al 30 giugno 2010. Christian Panucci ringrazia la società Parma Fc, il presidente Ghirardi, l’allenatore, i compagni di squadra e tutti i tifosi, cui augura le migliori fortune. In merito ad alcune notizie comparse sugli organi di stampa nei giorni scorsi, Christian Panucci smentisce categoricamente che alcun dissidio con l’allenatore sia alla base della sua decisione”.
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“Ti faccio una faccia come un pallone. Ti spacco la testa con uno dei tuoi giocattoli, impara a parlare italiano”. E’ un estratto del violento litigio avvenuto negli spogliatoi tra Panucci e Preziosi, al termine di Genoa-Parma. Dall’audio si sentono chiari e netti gli improperi del difensore gialloblu verso il presidente del Genoa. Un diverbio probabilmente nato per questioni irrisolte riguardanti il calcio mercato estivo.
L’animata discussione è stata preceduta da un altro teatrino inscenato da Preziosi e dal suo collega, Ghirardi. “Vattene o ti prendo a calci, ti devi vergognare per quello che hai fatto”, avrebbe urlato Preziosi a Ghirardi che avrebbe risposto così: “Hai rubato dei soldi, sei tu che hai problemi con la giustizia, non io”
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Una difficile crisi che l’allenatore toscano, da quando nel 2005 ha ottenuto la guida tecnica della squadra giallorossa, non ha mai vissuto. La terza sconfitta esterna consecutiva della Roma ha fatto scattare il campanello d’allarme tra i tifosi che ora si chiedono se e quando rivedranno la squadra e il gioco che hanno ammirato negli anni scorsi.
L’oggetto (finora) misterioso di nome Menez è uno dei giocatori più chiacchierati tra i supporters giallorossi che non disdegnano critiche neanche all’ex senese Loria e al norvegese Riise, anch’egli un fresco acquisto della società capitolina. Si salvano dai mormorii Julio Baptista che ha finalmente fatto vedere grandi cose a Bordeaux, il solito impagabile Panucci che ha tolto parecchie castagne dal fuoco anche in attacco e De Rossi, diventato ormai una conferma assoluta.
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Le ultime deludenti prestazioni avevano fatto suonare il campanello d’allarme a Trigoria e un punteggio rotondo per tirare su morale e classifica serviva come il pane alla squadra di Spalletti. Dopo l’affermazione del Catania sull’Atalanta nel tardo pomeriggio, arriva in serata anche la prima vittoria ufficiale per la Roma 2008/09. L’avversario, la Reggina di Orlandi, ha pensato quasi sempre a difendersi cercando di racimolare il classico punticino ma ha mostrato preoccupanti limiti in attacco. (Foto - Video)
Non si è visto ancora il famigerato e avvolgente gioco spallettiano ma almeno la convinzione e la giusta foga agonistica, con le quali i capitolini hanno affrontato la Reggina, fanno ben sperare i tifosi romanisti. Le note positive prendono i nomi di Alberto Aquilani e Jérémy Menez. Il primo è apparso in crescita siglando un goal da cineteca e prendendo per mano il centrocampo della Roma.
Il secondo sta cominciando ad ingranare la marcia giusta togliendosi pian piano di dosso la timidezza delle prime partite. Parlare bene di Panucci è ormai superfluo, questo “ragazzino” continua a fare impressione per la facilità con cui riesce sempre a trovarsi in zona goal e per la sicurezza con cui gioca in fase difensiva.

Il regolamento è stato applicato alla lettera. E’ questo il giudizio dell’Uefa e di David Taylor in persona, segretario generale, che assolve in tutto e per tutto la terna arbitrale e zittisce anche le lamentele dei tifosi italiani. Proteste sterili, in realtà, dopo la debacle che non lascia spazio ad ogni sorta di recriminazione.
Anche se la norma sembra alquanto bislacca, secondo l’Uefa non esiste una discriminante tra un giocatore infortunato che fuori dal campo tiene in gioco l’attaccante e un giocatore abile e arruolato. O meglio la regola non contempla l’eventualità del giocatore infortunato (deve essere l’arbitro a prendere atto dell’infortunio), come recita il punto 3 dell’regola 11: “a fronte di un difensore deliberatamente posizionato dietro la propria linea di porta al fine di mettere un avversario in posizione di fuorigioco, l’arbitro deve far proseguire il gioco e successivamente ammonire quel giocatore per aver abbandonato il terreno di gioco senza la necessaria autorizzazione”. Così si è espresso David Taylor dal sito dell’Uefa:
Colgo l’occasione per spiegare e sottolineare che il gol è stato convalidato correttamente dal team arbitrale. Penso vi sia una carenza di nozioni tra il normale pubblico e questo è comprensibile perché si è verificata una situazione insolita. L’attaccante non era in fuorigioco perché, oltre al portiere, c’era un altro giocatore davanti a lui. Anche se quest’ultimo era fuori dal campo, la sua posizione era rilevante ai fini della regola.
Taylor continua tirando in ballo la vicinanza dell’attaccante alla porta rispetto al pallone e al penultimo avversario:
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Dura un’ora la paura dei tifosi nerazzurri. Il vantaggio siglato da Cambiasso è più di una liberazione, un grande sospiro di sollievo per una partita apparsa sin da subito più difficile del previsto. Un primo tempo giocato più con i nervi che con la testa dall’Inter; la Fiorentina è scesa in campo ordinata e corta e non ha disdegnato qualche sortita offensiva nella prima frazione di gioco. (Foto - Video)
I viola, reduci dalla faticosa impresa di Eindhoven, sono calati alla distanza sotto la spinta dell’Inter e Frey, già autore di tre o quattro strepitose parate nel primo tempo, nulla ha potuto sulla conclusione ravvicinata di Cambiasso e sul tiro imparabile di Balotelli, scattato sul filo del fuorigioco. Il talento diciassettenne è ormai una conferma: anche stavolta si è dimostrato freddo e preciso quando c’era da finalizzare ed ha lavorato per la squadra come un vero veterano. (fotogallery Mario Balotelli)
L’Inter si riporta a +4 sulla Roma a cinque giornate dalla fine del campionato. I giallorossi ad Udine hanno lanciato comunque un avvertimento: qui non si molla. Nonostante tre quarti di gara a dir poco sofferti contro una buona Udinese, nonostante il vantaggio friulano siglato da Di Natale che avrebbe tagliato le gambe a molte squadre e malgrado piccoli segnali di nervosismo (Doni e Panucci sono quasi venuti alle mani dopo il goal dell’Udinese), la Roma, in sei minuti, è riuscita a ribaltare un risultato che sembrava compromesso.(immagini litigio Doni-Panucci)
10 calci d’angolo ad 1 per la Roma, un buon possesso palla per tre quarti di gara, tre o quattro ghiotte occasioni non sfruttate. Contro qualunque altra squadra “normale” la Roma, con questi numeri, avrebbe ottenuto almeno il pareggio. Contro una squadra come il Manchester United serve ben altro. Clamoroso il goal sbagliato a due metri dalla porta da Panucci; certi errori , in partite del genere, contano moltissimo. (Foto - Video)
Gli inglesi segnano nel finale del primo tempo, al primo tiro in porta con un’incornata del solito Cristiano Ronaldo e raddoppiano quando si stava esaurendo il momento migliore dei giallossi, al 21esimo del secondo tempo. Il secondo goal è un regalo della incerta difesa giallorossa (Doni riesce a malapena a sfiorare un tiro cross che finisce sui piedi di un Panucci imbambolato: Rooney ringrazia e insacca).
Il finale è un inno alla rassegnazione per la Roma che non riesce a reagire, il Manchester potrebbe dilagare in contropiede con la velocità di Cristiano Ronaldo e la furbizia di Rooney ma il risultato resta invariato. Spalletti, a fine partita, è amareggiato. Pizarro rimprovera Cristiano Ronaldo di eccessiva buffoneria. Così il tecnico giallorosso: