
Se il mercato delle cosiddette grandi può sembrare in una fase di stallo, tante altre società sia di Serie A che della cadetteria, lavorano giorno dopo giorno per puntellare come meglio credono le proprie rose. Molto attiva in questi giorni è la Fiorentina che prima s’è assicurata Cesare Natali dal Torino (prelevandolo a titolo definitivo) quindi oggi ha esaudito il desiderio di Prandelli facendogli ritrovare un suo vecchio pupillo, Marco Marchionni: il laterale ormai ex Juve arriva in Toscana con la formula della comproprietà (2 milioni di euro il prezzo di metà cartellino), vestirà viola per tre anni a circa 1,2 milioni di euro a stagione.
Altri difensori che cambiano maglia: sono ufficiali i passaggi di Hernan Dellafiore dal Palermo (via Toro) al Parma, mentre il club di Cairo si rinforza acquisendo il prestito di Simone Loria dalla Roma. Parla sudamericano l’Udinese che s’accaparra un cileno e un colombiano: dall’Audax Italiano ecco Fabian Orellana (attaccante), mentre dall’Indipendiente di Medellin giunge Juan Guillermo Cuadrado (laterale destro): insieme a loro Bernardo Corradi, svincolatosi dalla Reggina. Ceduto Acquafresca, il Cagliari punta forte su Nené, ultimo capocannoniere del campionato portoghese col Nacional.

Chissà perché ma Simone Barone, indiscutibilmente, s’è perso: a Parma prima e a Palermo poi era diventato uno dei centrocampisti più tignosi d’Italia, poi un lento declino cominciato, paradossalmente, con la conquista del Mondiale in Germania. Oggi compie 31 anni ed insieme alla sua squadra, il Torino, è impegnato nella dura lotta per la salvezza: ci vorrebbe il Barone dei bei tempi per far fare un sostanzioso salto di qualità ai granata, ma chissà se questo mediano riuscirà a mettere la quarta ora che il gioco si fa maledettamente serio.
Nato a Nocera Inferiore ma trapiantato a Parma fin dall’adolescenza, Barone è cresciuto nella società ducale: con i crociati esordì in Serie A ormai 12 anni fa, ma dopo quella fugace apparizione andò a farsi le ossa nelle serie minori. Buone le prestazioni al Padova e all’Alzano Virescit, in B, quindi la chiamata del Chievo Verona: vinse il campionato cadetto coi clivensi da protagonista, in A fu riconfermato e continuò a mostrare ottime qualità, unite a un discreto fiuto per il gol (4 gol nella città scaligera). Quindi il ritorno al Parma, stagione 2002/03.